sabato 30 aprile 2011

LAMBERTO SPOSINI: OPERATO DAL PROF. MAIRA, ORA E' IN COMA FARMACOLOGICO. "L'INTERVENTO E' PERFETTAMENTE RIUSCITO"

Il giornalista e conduttore televisivo umbro, Lamberto Sposini, è stato operato al Policlinico Gemelli dall'equipe dell'Unità operativa di neurochirurgia guidata dal professor Giulio Maira. "Il decorso post-operatorio è regolare", si legge nel bollettino diramato dopo l'operazione, "l'intervento è perfettamente riuscito", "ora Sposini è ricoverato presso la Terapia Intensiva del Gemelli", "è in prognosi riservata e rimarrà in coma farmacologico per qualche giorno".

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venerdì 29 aprile 2011

MALORE LAMBERTO SPOSINI: SOTTOPOSTO AD INTERVENTO NEUROCHIRURGICO. AL GEMELLI GARIMBERTI, MENTANA E GILETTI

Si sono recati al Policlinico Gemelli, il presidente della Rai, Paolo Garimberti, il direttore del Tg La7, Enrico Mentana e il conduttore della Rai Massimo Giletti. Nessuno dei tre ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Il giornalista e conduttore umbro è stato colpito, prima della diretta de "La Vita in diretta", da un'emorragia celebrale. Dalle notizie che stanno emergendo sembra che ora sia in coma e che sia stato sottoposto ad un intervento

GRAVISSIME LE CONDIZIONI DEL NOSTRO CORREGIONALE LAMBERTO SPOSINI


Sono gravissime le condizioni del giornalista e conduttore televisivo umbria, Lamberto Sposini. Alle 14,10 si è sentito male subito prima dell'inizio della 'Vita in diretta'.
Dalle notizie diramate dall'ANSA, l'ambulanza sarebbe arrivata con 40 minuti di ritardo rispetto alla chiamata.
Il 118 precisa però di essere "stato allertato dagli studi Rai di via Teulada alle ore 14,11 e che l'ambulanza è arrivata sul posto alle 14,30" dunque precisa sempre il 118 "il mezzo è arrivato 19 minuti dopo la chiamata".
Il giornalista è stato trasportato all'ospedale Santo Spirito e poi trasferito al Policlinico Agostino Gemelli.

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giovedì 28 aprile 2011

PER FORTUNA SIAMO IN EUROPA: LA CORTE DI GIUSTIZIA UE BOCCIA IL REATO DI CLANDESTINITA'


La Corte di Giustizia dell'Unione europea ha stabilito che il reato di clandestinità, introdotto nel 2009 dal governo Berlusconi, "può compromettere la realizzazione dell'obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali". La stella Corte ha rilevato, inoltre, che "la direttiva rimpatri non è stata trasposta nell'ordinamento giuridico italiano".
Si legge nella sentenza che gli Stati membri "non possono introdurre, al fine di ovviare all'insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all'allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionle e il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio".
Il giudice nazionale "dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva e tenere conto del principio dell'applicazione retroattiva della pena più mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri".

Le reazioni:
  • Antonio Di Pietro, Idv: "E' ormai provato che siamo difronte a una dittatura strisciante in cui vengono presi provvedimento contro la Carta dei diritti dell'uomo, si dichiara guerra senza passare per il Parlamento e si occupano le istituzioni per fini personali. E' gravissimo che questa maggioranza, asservita al padrone, continui a fare leggi incostituzionali e contro i diritti fondamentali delle persone. Siamo alla vigilia di un nuovo Stato fascista che va fermato e l'occasione saranno le amministrative e i referendum del 12 e 13 giugno";
  • Rosy Bindi, Pd: "Sull'immigrazione le figuracce del governo italiano non finiscono mai. La Corte di Giustizia europea mette e nudo le violazioni dei diritti umani, l'approssimazione e i ritardi di norme approvate solo per fare propaganda, dimostrando un'efficacia che alla prova dei fatti è pari a zero. Del resto, cosa aspettarsi da un governo prigioniero delle parole d'ordine della Lega e incapace di affrontare con serietà e giustizia il fenomeno globale e inedito dell'immigrazione";
  • Benedetto Della Vedova, Fli: tale bocciatura "non è, come molti vorranno fare apparire, una sentenza buonista. A essere stata bocciata è una norma demagogica e inefficiente, che aggrava l'arretrato giudiziario e il sovraffollamento carcerario, senza migliorare e al contrario intralciando le procedure di espulsione e rimpatrio degli immigrati irregolari".
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martedì 26 aprile 2011

VERTICE ITALO-FRANCESE: SCOPPIA L'AMICIZIA ATOMICA. BERLUSCONI SVELA L'INGANNO DELLA MORATORIA SUL NUCLEARE


Roma, nella cornice di Palazzo Madama si è svolto il vertice italo-francese con un siparietto sul nucleare tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il premier francese, Nicolas Sarkozy. Berlusconi ha svelato l'inganno della moratoria sul nucleare: "Noi siamo assolutamente convinti - ha detto - che l'energia nucleare è il futuro per tutto il mondo. La moratoria è servita per avere il tempo che la situazione giapponese si chiarisca e nel giro di 1-2 anni l'opinione pubblica sia abbastanza consapevole da tornare al nucleare. L'energia nucleare è sempre la più sicura. Il disastro giapponese si è verificato perché la centrale di Fukushima era stata edificata su un terreno che non lo permetteva. L'accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i cittadini italiani. Se fossimo andati oggi al referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni. La moratoria, quindi, rappresenta una posizione di buonsenso del governo. Il nucleare è un destino ineluttabile. Intanto, questa decisione ci rende molto più proiettati sulle rinnovabili".
Nel discorso, ovviamente, non poteva mancare un attacco a sinistra: "L'Italia - ha continuato Berlusconi - con Enrico Fermi è stato il primo Paese al mondo a saper sfruttare l'energia nucleare ed era all'avanguardia nella realizzazione di centrali nucleari negli anni Settanta. Poi sappiamo cosa è accaduto: l'ecologismo di sinistra si è messo di traverso e l'Italia ha dovuto interrompere i lavori di centrali che erano quasi terminate. Da allora noi dobbiamo acquisire tutta l'energia che consumiamo all'estero e questo ci porta ad un costo che grava su tutta l'economia, oltre che sulle famiglie italiane".
Quindi l'intervento del premier francese che ha prestato la spalla al collega d'oltralpe difendendo la sicurezza delle sue centrali: "Rispettiamo la decisione della moratoria sul ritorno all'energia nucleare adottata dall'Italia, ma se gli italiani decideranno di tornare al nucleare, la Francia sarà un partner accogliente e amico. Siamo pronti a lavorare con voi e a rispondere a tutte le vostre domande sulla sicurezza delle nostre centrali. L'incidente di Cernobyl era chiar: un reattore aveva funzionato male e non era stato installato in modo corretto. A Fukushima, l'impianto ha resistito a un terremoto di 9 gradi Richter, ma non ad un evento eccezionale come lo tsunami. Noi e l'Italia non abbiamo gas né petrolio. Chi può pensare che il solare o l'eolico possano compensare il nucleare? Tutti abbiamo firmato per limitare le emissioni di CO2 e io voglio sottolineare che il nucleare non emette CO2. Quindi il dibattito è sulla sicurezza. La Francia ha perso di recente dei contratti, perché le nostre centrali sono troppo costse. Chi agita la paura non capisce che i francesi e gli italiani vogliono vivere in sicurezza, ma riscaldarsi e illuminare le loro case".
Le reazioni:
  • Antonio Di Pietro, Idv: "Berlusconi ha confessato, oggi abbiamo la prova dell'imbroglio, da noi denunciato sin dal primo momento. Non vuole rinunciare al nucleare, ma vuole solo bloccare il referendum perché ha paura del risultato delle urne. Infatti, per sua stessa ammissione, vuole sospendere per un anno o due il ritorno all'atomo per poi ridargli vita con più forza. Bloccare il referendum, in queste condizioni, significa violare un diritto costituzionale garantito a quel milione di cittadini che lo ha richiesto formalmente. Per questa ragione, il capo dello Stato dovrebbe impedire tale misfatto, e ci auguriamo che lo faccia senza alcun indugio";
  • Stella Bianchi, Pd: "Berlusconi ha chiarito oggi il senso dell'emendamento del governo sulle centrali nucleari. Berlusconi stesso dice che è solo un rinvio per paura del giudizio degli elettori e in spregio alle regole della democrazia che impongono al governo il rispetto del referendum già indetto per il 12 e 13 giugno prossimi. In quel decreto omnibus non c'è di fatto nessuna abrogazione del decreto per riportare il nucleare in Italia. Il piano sbagliato del governo è in piedi, come Berlusconi si affretta a confermare a Sarkozy, e con esso gli affare miliardari per Edf sulle tasche dei cittadini italiani, insieme alla sorridente svendita di una parte importate dell'industria alimentare italiana. E se il piano di ritorno al nucleare rimane valido, allora anche il quesito referendario sulla decisione di tornare o meno al nucleare mantiene la sua validità. Il presidente del Consiglio ha la presunzione di dire proprio oggi che l'energia nucleare è la più sicura al mondo esattamente il giorno dell'anniversario della catastrofe di Chernobyl. Se Berlusconi è così convinto da sfidare migliaia di morti, lutti, dolore, terreni contaminati, perché mai dovrebbe temere il giudizio degli italiani contro il suo nucleare?";
  • Angelo Bonelli, Verdi: "Le dichiarazioni di Berlusconi sono la prova provata dell'inganno del governo sul nucleare e rappresentano l'interpretazione autentica del fatto che dal punto di vista giuridico la norma approvata al Senato e che ora passa alla Camera è solo un differimento. Dopo queste dichiarazioni l'Ufficio referendum della Corte di Cassazione non può che confermare i referendum del 12 e 13 giugno. Quella proposta dal governo non è uno stop, ma semplicemente uno stratagemma per non far svolgere i referendum su nucleare e acqua ed evitare, espropiando i cittadini italiani di esprimersi direttamnte su questioni fondamentali per il Paese. Oggi è chiaro che quello architettato dal governo è un imbroglio".
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mercoledì 20 aprile 2011

IL PDL VUOLE RISCRIVERE L'ART. 1 DELLA COSTITUZIONE: LA SOVRANITA' NON APPARTIENE AL POPOLO MA AL PARLAMENTO


"L'attività del Parlamento viene spesso mortificata" questa la tesi del deputato Pdl, Remigio Ceroni. Fino a qui nulla in contrario, la sua affermazione è incontestabile; è la proposta che fa rabbrividire: modificare l'articolo 1 della Costituzione. "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale".
A pochi giorni dalla proposta del senatore del Pdl De Ecche per l'abolizione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che avrebbe, di fatto, sterilizzato il divieto di ricostituzione del partito fascista, eccoci difronte ad un'altra scioccante proposta del Pdl.
Nella proposta di Ceroni si legge anche qualcosa di più grave, quasi eversivo: "Spesso ci troviamo, dopo aver approvato una legge, con il presidente della Repubblica che non la controfirma. Dobbiamo ripristinare gerarchia ed equilibrio dei poteri, in assenza del quale, si deve riportare l'ordine".
"Io l'ho votato - dice il deputato - ho stima della sua storia e delle sue qualità ma nonho gradito alcune ingerenze, alcuni punti di vista fatti trapelare, al momento della valutazione delle leggi da parte del Parlamento con una conseguente influenza sul nostro lavoro". Quindi annuncia una raccolta di firme per consultazioni dirette: "Spesso se ne è abusato. Raccogliere 500mila firme non è difficile, ma non è detto che porti effetti positivi. Potermmo indire referendum su ogni legge".

Le reazioni:
  • Pierluigi Bersani, segretario Pd: "Gli suggerirei di scrivere direttamente che la Repubblica italiana è fondata su Scilipoti":
  • Nichi Vendola, leader Sel: "Vogliono rifare la Costituzione? Propongo allora che scrivano la verità: l'Italia è una repubblica televisiva fondata sulla compravendita di parlamentari";
  • Leoluca Orlando, Idv: "Come recita l'articolo 1, la sovranità appartiene al Popolo e non al dittatore del bunga bunga. Dal Pdl arriva un vero e proprio attentato alla Costituzione";
  • Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera (Pdl): "Credo che in Parlamento di iniziative di singoli parlamentari ce ne siano oltre 15mila", "se dovessimo aprire un dibattito su ognuna non ne usciremmo più. Pensiamo a dicsutere di cose più serie";
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CASINI: GOVERNO ALLA FRUTTA, OSSESSIONATO DA TERZO POLO E IMPEGNATO IN LEGGI CONTRO LE IDENTITA' POLITICHE



Il leader dell'Unione di Centro, Pierferdinando Casini, a Montecitorio ai margini della riunione del coordinamento del Nuovo polo per l'Italia, critica il Governo relativamente al Piano Nazionale delle Riforme e all'ipotesi di modifica della legge elettorale: "C'è un governo che non governa - dice Casini - e che non affronta i temi dell'economia. Il piano nazionale di riforma che hanno presentato è un decalogo di buone intenzioni ma non c'è un disegno di sviluppo del Paese e se il Paese non si sviluppa, ci sono più disoccupati, più giovani disoccupati, più donne disoccupate, più disoccupati nel Mezzogiorno. Capisco che il governo è preso dalle ossessioni giudiziarie e oggi hanno anche l'ossessione del terzo polo: vuol dire che la nostra iniziativa politica è giusta".
"Non c'è slancio necessario, non c'è l'assunzione di responsabilità per riprendere la strada dello sviluppo, è un elenco di buoni propositi che non si capisce come di potrà realizzare".
Il Governo "è impegnato in leggi particolari sulla giustizia - conclude Casini - e ora, ossessionato dal terzo polo, anche in leggi contro le persone e le identità politiche. Non sono affatto preoccupato, questo serve solo a far capire agli italiani come siano alla frutta. Purtroppo alla frutta portano anche tutto il Paese perché vediamo uno stato di lacerante contrapposizione e di sostanziale paralisi su ogni tema fondamentale".

Quasi contemporaneamente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, attacca il terzo polo per una lista presentata alle amministrative: "Spero che i maggiori esponenti dell'Udc a livello nazionale intervengano per impedire qesto risibile stratagemma. In caso contrario, il 16 maggio il candidato centrista oltre alle elezioni avrà perso anche la faccia".
"Il popolo della libertà e i suoi alleati - continua Berlusconi - hanno scelto Michele Coppola, assessore alla Cultura della Giunta regionale del Piemonte , come proprio candidato a sindaco di Torino. Per tutta risposta, il cosiddetto Terzo Polo ha scovato una sconosciuta signora Mina Coppola e le ha intestato una lista a sostegno del suo candidato, con l'intento di indurre in errore gli elettori torinesi e racimolare qualche voto in più con la furbizia e l'inganno". "E' singolare - conclude il presidente del Consiglio - che il cosiddetto terzo polo, sempre pronto a fare la morale su come ci si debba comportare e su come la politica debba essere diversa, utilizzi liste patacca e trucchi per ingannare i cittadini".
Laconica la risposta di Pierferdinando Casini: "Non mi sono occupato delle liste in Lombardia, né in Piemonte".

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lunedì 18 aprile 2011

IL 29 APRILE, AL PARCO STORICO DI VILLA PAOLINA A PORANO: IV GIORNATA DEL CURATORE


Il prossimo 29 aprile al Parco storico di Villa Paolina a Porano, in occasione della IV GIORNATA DEL CURATORE, si terrà il convegno "Giardini storici casi di recupero, gestione e valorizzazione. Circuiti culturali di turismo per la promozione delle risorse territoriali".
"La quarta Giornata del Curatore - leggiamo dalla brochure - promossa dalla Provincia di Terni, organizzata dall'Associazione Italiana Curatori di Parchi, Giardini e Orti Botanici e patrocinata dalla Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e Forestali dell'Umbria, è dedicata ai giardini storici, al loro recupero culturale ed alla loro valorizzazione finalizzata allo sviluppo delle risorse territoriali mediante il turismo tematico. La giornata si svolge nel contesto del parco storico di Villa Paolina, a Porano (TR), una villa settecentesca inserita nella rete delle Ville e giardini storici dell'Umbria; il percorso espositivo è condotto mediante la descirzione degli interventi attuali ed il loro confronto con altri casi di studio nazionali ed internazionali. Obiettivo dell'incontro è quello di meglio comprendere come le risorse culturali del territorio, inserite in un sistema più ampio, rappresentino importanti attrattori di turismo tematico e di valorizzazione economica dei centri minori e come le figura del Curatore di parchi, giardini e orti botanici rappresenti con le sue competenze la figura necessaria per l'ispirazione e il coordinamento delle diverse fasi di atturazione degli interventi. La partecipazione al convegno consente di accumulare 1 CFP".


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sabato 16 aprile 2011

(PROCESSO THYSSENKRUPP) SENTENZA STORICA, E' STATO OMICIDIO VOLONTARIO



La Corte di Assise di Torino ha deciso, è sera. La presidente Maria Iannibelli aveva richiesto un rispettoso silenzio per la lettura della sentenza. I familiari delle vittime del rogo Thyssen sono in attesa, indossano tutti una maglietta con i volti dei loro cari; dalla lettura del verdetto passano solo pochissimi minuti perché scoppino a piangere: il Tribunale ha accolto in pieno tutte le richieste dell'accusa.
La sentenza è storica. Per la prima volta viene riconosciuto un reato così grave relativo alla sicurezza sul lavoro.
I dirigenti della multinazionale tedesca sono stati condannati: l'amministratore delegato, Harald Espenhahn, a sedici anni e mezzo per omicidio e dolo eventuale.
Stonano con i commenti generali le parole di Feliciano Polli, presidente della Provincia di Terni - sede delle acciaierie Thyssenkrupp in Italia -, per il quale pur nel "pieno rispetto dell'autonomia della magistratura", "appare eccessivamente dura nei confronti della stessa Thyssenkrupp, del suo ex amministratore delegato, Harald Espenhahn, e degli altri dirigenti". Polli continua affermando che la sentenza lascia "sconcertati nell'esito e preoccupa fortemente per gli effetti sulle prospettive di una grande azienda". Ad accompagnare le dichiarazioni di presidente della Provincia arrivano quelle del Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo al quale sembra che "questa volta la giustizia sia stata ingiusta e abbia calcato troppo la mano", "è punitiva nei confronti dell'azienda e dei lavoratori, che ora si trovano in difficoltà".

Le reazioni:
  • Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: "La sentenza ha accolto il solido impianto accusatorio e costituisce un rilevante precedente", "Essa dimostra - continua - che l'assetto sanzionatorio disponibile è adeguato anche nel caso delle violazioni più gravi. La tragedia impone soprattutto una più diffusa ed efficace azione preventiva, perché anche la sentenza più rigorosa non può compensare la perdita di vite umane e il grande dolore che ha prodotto";
  • Susanna Camusso, segretario generale Cgil: "Questa è una sentenza diversa perché la vera differenza rispetto al passato, in cui le sentenze erano connesse al concetto di colposo, introduce il dolo: in altre parole, c'è un comportamento che determina il fatto. Da questo punto di vista è importante perché questa vicenda è l'esempio di che cosa si può determinare in un'azienda in dismissione e vendita, quando si decide di non investire più in sicurezza";
  • Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto alla tragedia: "E' stata sicuramente una sentenza che ha dato il risultato che auspicavamo. Era importante che questo processo fosse esemplare e che ora possa fare giurisprudenza, possa essere utile a molti altri processi sugli infortuni sul lavoro", "Rappresenta un deterrente - continua - importante: si è stabilito che chi sbaglia paga e in questo caso paga anche in modo importante. Ciò che, fino a oggi, non è mai accaduto perché tutto veniva derubricato come omicidio colposo e nessuno sarebbe mai finito in galera pagando lo scotto";

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venerdì 15 aprile 2011

WALTER VELTRONI (PD) E GIUSEPPE PISANU (PDL): "E' NECESSARIO UN PERIODO DI DECANTAZIONE", "L'ITALIA HA BISOGNO DI UNA NUOVA STAGIONE POLITICA"



"L'Italia ha bisogno di una nuova stagione politica istituzionale"

E' in una lettera aperta affidata al Corriere della Sera che Walter Veltroni e Giuseppe Pisanu auspicano come "necessario un periodo di decantazione, di rasserenamento del Paese". "Perciò - si legge - un nuovo governo che nascesse da un ampio ed esauriente confronto parlamentare, potrebbe porre mano alle emergenze in corso, riformare la legge elettorale e consentire poi ai cittadini di scegliere tra proposte alternative di governo, proposte non 'contro' qualcuno ma 'per' l'Italia".
"Dopo venti - hanno scritto l'ex segretario del Pd e l'ex ministri del Pdl - anni di bassa crescita e di contrasti paralizzanti è giunto il tempo di voltare pagina e segnare una netta discontinuità con la fase attuale. Dobbiamo far nascere un nuovo clima di dialogo fra visioni e indirizzi programmatici differenti. Uniti sui valori fondanti e sulle regole del gioco", "non si può restare inerti e silenziosi quando si vede il Parlamento ridursi a teatro di manifestazioni indegne; l'equilibrio dei poteri democratici vacillare quotidianamente; lo spirito pubblico spegnersi nella corruzione e persino nel disconoscimento dell'unità nazionale e dell'Unione europea".
"Altro che scontri e risse, le forze politiche hanno il dovere di mobilitare le energie migliori al servizio del bene comune". "Noi paventiamo il rischio, in ragione del clima politico e della legge elettorale, che esse si risolvano in uno scontro frontale dagli esiti imprevedibili e tra schieramenti costruiti più sulla contrapposizione che sulla proposta".

Le reazioni ovviamente non si sono fatte attendere:
  • Fabrizio Cicchitto, Pdl: "Il governo di decantazione o di transizione o tecnico era ipotizzabile, certamente non col nostro consenso, nel caso in cui il 14 dicembre il governo Berlusconi fosse andato in minoranza. Invece è successo esattamente l'opposto e quindi oggi non si vede il terreno su cui si dovrebbe realizzare un governo di decantazione al posto di un governo come quello Berlusconi che ha la maggioranza sia alla Camera che al Senato";
  • Gianfranco Fini, presidente della Camera (Fli): "L'ho trovata condivisibile dalla prima all'ultima parola";
  • Marco Follini, Pd: "Quando al chekpoint charlie ci si parla o non ci si spara è segno che il muro di Berlino prima o poi verrà giù";
  • Pierluigi Bersani, segretario Pd: "Tutte le soluzioni che comportano un passo indietro di Berlusconi e una fase di transizione, sono le benvenute. Ma nel frattempo non dimentichiamoci di combattere perché Berlusconi non sembra avere intenzione di fare un passo indietro. Mentre dichiariamo la nostra disponibilità a soluzioni di transizione, sia chiaro che terremo alto il combattimento nel paese, perché siamo di fronte ad una situazione insostenibile";
  • Sandro Bondi, Pdl: "Stimo Veltroni e Pisanu, non condivido per niente le motivazioni e le proposte contenute nella loro lettera aperta, ma reputo che prenderla in esame e discuterla sia utile per elevare il tenore del confronto politico che essi stessi auspicano", "Veltroni e Pisanu hanno il difetto innanzitutto di esaltare un passato che in realtà non è così positivo come lo descrivono. A prescindere dalla Costituzione e dalla mitologia dei grandi partiti popolari, gran parte dei problemi che affliggono l'Italia derivano proprio dalle responsabilità del sistema politico consociativo, che ha scassato le finanze dello Stato e sostituito la partitocrazia alla legittimità delle istituzioni". "Riguardo al presente - conclude la nota dell'ex ministro della cultura del governo Berlusconi - commettono, a mio avviso, l'errore di sottovalutare i risultati positivi ottenuto dal governo in carica e al tempo stesso di sottacere le responsabilità dell'opposizione. Più in generale, sia Veltroni che Pisanu, soprattutto quando propongono un governo di decantazione, appaiono come depositari illuminati di una sapienza politica, riservata in qualche modo a degli iniziati, che sarebbe preclusa alla maggioranza dei cittadini e li renderebbe abilitati a ricercare o a imporre dall'alto soluzioni, al di là delle regole tradizionali del consenso e del suffragio democratico";
  • Rosy Bindi, presidente Pd: "Non so se ci sono le condizioni, la nostra proposta di una fase di responsabilità nazionale l'abbiamo avanzata per un anno e pensavamo che il voto di fiducia del 14 dicembre potesse avere questo esito. E' evidente che in questo momento non ci sono le disponibilità né da parte di Berlusconi, né da parte della sua maggioranza", "francamente - continua - a questo punto noi chiediamo le elezioni perché il programma di questo governo è molto semplice: incassata una legge su Berlusconi se ne approva un'altra su Berlusconi per costruire un sistema di impunità per il presidente del Consiglio":

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(ROGO THYSSENKRUPP) GIUDICI IN CAMERA DI CONSIGLIO, SENTENZA ATTESA IN SERATA


(Torino) Questa mattina si è tenuta l'ultima udienza relativa al processo per il rogo della Thyssenkrupp del 6 dicembre 2007 in cui persero la vita 7 operai. Maria Iannibeli, presidente della Corte di Assise, nel riunire la Corte in camera di consiglio, ha chiesto che al momento della pronuncia della sentenza - attesa per questa sera alle 21,00 - venga rispettato un "rigoroso silenzio".
Ricordiamo che il procuratore aggiunto, Raffaele Guariniello, ha chiesto la condanna:
  • a 16 anni e 6 mesi di reclusione per l'amministratore delegato in Italia della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn con l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale;
  • a 13 anni e 6 mesi di reclusione per gli altri quattro imputati, Marco Pucci, Gerald Pregnitz, Giuseppe Salerno e Cosimo Cafueri con l'accusa di omicidio colposo con colpa cosciente, incendio colposo e omissione delle cautele anti-infortunistiche;
  • a 9 anni di reclusione per Daniele Moroni con le stesse accuse degli altri quattro ma con maggiori attenuanti;
  • a pagare una sanzione pecuniaria di 1.500.000,00 euro la multinazionale tedesca e l'esclusione da agevolazioni e sussidi per un anno e la revoca di quelli già concessi e il divieto di pubblicizzare i propri beni per un anno.
Ecco i nomi delle vittime nel rogo: Giuseppe De Masi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino, Antonio Schiavone.

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martedì 12 aprile 2011

DECIDIdiDECIDERE: IL 12 E IL 13 GIUGNO PARTECIPA

Referendum 1 e 2 sull'Acqua pubblica


Referendum contro il legittimo impedimento


Referendum contro il Nucleare, VOTA SI


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venerdì 8 aprile 2011

(TERNI) MERAKLON: ARRESTATO IL TITOLARE FIORLETTA DALLA GDF, ALTRI 5 I MANDATI DI CATTURA. TENSIONE AI CANCELLI, PICCHIATO GIORNALISTA DEL "GIORNALE DELL'UMBRIA"


La Guardia di Finanza, guidata dal colonnello Solfaroli, ha arrestato Giampaolo Fiorletta, titolare della società Meraklon di Terni. Su richiesta del pm Elisabetta Massimi, il mandato di cattura è stato spiccato dal gip Maurizio Santoloci con l'accusa "di associazione per delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all'appropriazione indebita". Sarebbero altre sei le misure cautelari che la guardia di finanza sta notificando tra Umbria e Lazio e riguarderebbero un congiunto dell'imprenditore de altre persone a lui vicine. "Secondo la ricostruzione accusatoria - leggiamo dall'ANSA - la presunta associazione avrebbe sottratto risorse all'azienda attraverso artifici contabili e falsificando gli estratti conto bancari. Creando così i presupposti per la concessione della cassa integrazione ai lavoratori".
Dopo l'arresto Fiorletta è stato portato via a sirene spiegate. Da quel momento, dopo una prima fase di euforia, la tensione è iniziata ad aumentare davanti ai cancelli della Meraklon ed un giornalista sarebbe stato picchiato.
Ecco il comunicato del Giornale dell'Umbria: "Un nostro giornalista della redazione di Terni, Andrea Giuli (anche membro del sindacato interno del nostro quotidiano), poco fa è stato aggredito e percosso, davanti ai cancelli del polo chimico di Terni, durante il presidio organizzato dagli operai della Meraklon", "Giunto sul posto per svolgere, come sempre, la propria attività di cronista - continua la nota - Giuli è stato prima minacciato da un folto gruppo di operai esagitati, quindi costretto a retrocedere dal loro avanzare verso di lui e infine colpito alla faccia. Il nostro collega in questo momento è al pronto soccorso all'ospedale", "ancora una volta, il tessuto democratico di Terni e dell'Umbria saprà fare fronte contro questo gruppo di violenti, che continuano a colpire indisturbati, macchiando la lotta di tanti lavoratori perbene", "Questo squadristi -  conclude la direzione - debbono sapere che il Giornale dell'Umbria non si fa intimidire e che continuerà a svolgere, come sempre, il proprio ruolo di informazione libera. Per questo, per difendere la libertà di stampa e per ribadire la fiducia nel metodo democratico e nella libertà di espressione, domattina una delegazione dei giornalisti del Giornale dell'Umbria sarà davanti ai cancelli del polo chimico di Terni".


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giovedì 7 aprile 2011

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: IL CASO DE MATTEI E LO SVILIMENTO DEL CNR, IL PIU' IMPORTANTE ENTE DI RICERCA ITALIANO


A leggere le dichiarazioni che seguono si può restare di sasso, ad ascoltarle raggelati. Roberto De Mattei, vicepresidente nientepopodimenoché del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), torna a far discutere per un'altra delle sue consuete interviste a Radio Maria. Dopo aver definito il terremoto in Giappone un "castigo divino" e i terremoti come "una voce terribile ma paterna delle bontà di Dio", oggi tocca alla storia essere deformata e stravolta. Il CNR è "il più grande ente di ricerca italiano con il compito di svolgere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricarca in un ampio spettro di discipline" (dal sito del CNR), pensare che il lavoro di "11.000 addetti, risorse per 1,1 mld di euro, 109 Istituti, 11 Dipartimenti tematici per una delle reti scientifiche più ampie ed importanti a livello europeo" rischi di essere gettato letteralmente alle ortiche da un "cattolico reazionario, fiero oppositore del Concilio Vaticano II, delle teorie evoluzioniste, e dei gay, vittime predilette dei suoi attacchi" (da Corriereweb.net) ma io aggiungerei anche oppositore dell'Europa multietnica e dell'Islam e rappresentante della superstizione nella comunità scientifica, fa venire da piangere.


"Cartagine, la capitale dell'Africa romana, contendeva ad Alessandria e ad Antiochia il primato della dissolutezza e godeva della reputazione di essere il paradiso degli omosessuali", la caduta dell'Impero romano d'Occidente fu causata "dall'effeminatezza di pochi a Cartagine, paradiso degli omosessuali, che contagiò i tanti: l'abominevole presenza di pochi invertiti infettò un bel pò di gente".
"Salviano interpreta l'invasione dei barbari come un castigo per questa trasgressione morale". "Si sa che per quanti pochi siano ad assumere atteggiamenti svergognati, sono molti a contagiarsi con le oscenità di quella minoranza. Un'unica prostituta, ad esempio, fa fornicare molti uomini. E lo stesso succede con l'abominevole presenza di pochi invertiti, che infettano un bel pò di gente. E non saprei dire chi sia più colpevole davanti a Dio, dal momento che sia gli invertiti che le loro vittime sono condannati alla medesima punizione. Gli uomini effeminati e gli omosessuali non avranno parte al Regno di Dio".
"Salviano - continua De Mattei - vuole dimostrare che il giudizio di Dio non si esercita solo alla fine del mondo, ma in ogni momento storico. I barbari che hanno invaso l'Occidente nel IV secolo sono uno strumento del giudizio di Dio. La provvidenza, che trae il bene dal male, si serve di essi per purificare una società corrotta e decadente, quale era quella romana", "Le sue parole meritano di essere meditate, perché noi oggi viviamo in un'epoca in cui i peggiori vizi vengono alimentati dai mass media e addirittura vengono iscritti nelle leggi come diritti umani. Dio non si disinteressa di quanto accade nella storia. Ogni male deve avere il suo castigo".
"Vale in politica l'effettività del risultato finale e mi sembra molto meglio avere al governo un omosessuale che lorri realmente contro la stessa, che un non-omosessuale che poi la tolleri o la permetta. In sostanza meglio predicare bene e razzolare male".

Le reazioni:
  • Lamberto Maffei, presidente dell'Accademia dei Lincei: La scienza ha "un suo linguaggio che riflette il metodo scientifico: si esprime cioè in maniera non ambigua, chiara, logica e nei casi possibili matematica", quindi De Mattei "non può permettersi di intervenire pubblicamente fuori da questi binari, come sembra essere avvenuto in passato nel casi di convegni antidarwiniani, o più di recente, nel caso di interpretazioni metafisiche dello tsunami", "ci si aspetterebbe, in ogni contesto, un maggiore controllo nella libertà di dire castronaggini";
  • Daniele Archibugi, professore al Cnr e all'Università di Londra: "Sono stato letteralmente tempestato di chiamate, più sul faceto che sul serio, relative alle affermazioni del prof. Roberto De Mattei. In tutta sincerità, queste esternazioni non ci aiutano nel difficile compito di affermare i compiti dell'Ente nella sfera accademica nazionale ed internazionale. Capisco che c'è dibattito all'interno della Santa Madre Chiesa, tanto che il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, ha manifestato opinioni del tutto opposte a quelle del prof. De Mattei sull'origine dei terremoti. A questo punto faccio una proposta: perché il cardinale Ravasi non diventa vicepresidente del Cnr e il prof. De Mattei presidente del Pontificio consiglio per la cultura?";
  • Paolo Patané, presidente di Arcigay: "De Mattei ci ha abituati alle sue grottesche affermazioni, ispirate alle più ridicole e becere superstizioni, e se fosse un attore di avanspettacolo o un aspirante stregone o un superstite delle glaciazioni tutto sommato si potrebbe pure provare a riderci sopra", "tale però non è, e poiché le sue non sono barzellette e lui non è un druido ma il vicepresidente del Cnr, dovrebbe possedere nel suo stesso pensare il rigore scientifico che il suo ruolo richiede. L'unica cosa seria che il Cnr può fare a questo punto è imporgli di dimettersi, ovvero cacciarlo con la stessa risolutezza con cui ha disprezzato la vita e la morte di migliaia di persone vittime del terremoto in Giappone, e con cui addita, con profonda e pericolosa ignoranza, la natura di milioni di omosessuali e transessuali. Il professore possiede una mente antistorica, antiscientifica e persino anticristiana, perché le sue parole offendono il rispetto a cui si ispira la quotidianità di veri credenti. Se ha così tanti problemi fustighi se stesso e si ritiri in un eremo";
  • Fabio Mussi, Sel: "De Mattei era ed è un rappresentante della superstizione nella comunità scientifica. Da ministro, pensavo che la questione andasse risolta. La sua presenza appartiene agli aspetti burleschi della società contemporanea. Per questo promossi un atto che avrebbe favorito la sua sostituzione".

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(TERNI) SQUADRA MOBILE IN COMUNE PER ACQUISIRE DOCUMENTAZIONE. DI GIROLAMO: "PIENA COLLABORAZIONE"


La squadra mobile di Terni, guidata da Tommaso Niglio, è entrata a Palazzo Spada per acquisire documentazione relativa ad atti amministrativi relativi ad un filone d'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex direttore di Confcommercio, Leandro Porcacchia, e del suo collaboratore, Sergio Briganti.
Il Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha diramato il presente comunicato:
"Siamo pienamente a disposizione della Magistratura verso la quale esprimiamo totale fiducia, affinché sia accertato tutto quanto occorre per fare chiarezza, nei tempi più rapidi possibili, sulle vicende oggetto di indagini. Da parte nostra confermiamo l'assoluta correttezza delle procedure amministrative attuate e assicuriamo la massima collaborazione rispetto a una vicenda che ha generato comprensibile turbamento nell'opinione pubblica italiana"

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mercoledì 6 aprile 2011

(TERNI) TAVOLI ALL'APERTO E ORDINANZA ANTIRUMORE: RICOMINCIA LA SHARADA, BOTTA E RISPOSTA TRA BENCIVENGA E ASSOCIAZIONE DEI LOCALI


Il caldo è arrivato, siamo ad aprile e mentre nel resto d'Italia i locali stanno sistemando qualche tavolo all'aperto da noi tutto è fermo come ogni anno. Non si vedono tavoli - dicevamo - tranne in quei pochissimi locali che sono autorizzati a tenerli tutto l'anno.
A Terni, l'unica cosa che non manca all'approssimarsi della bella stagione, è l'ormai stucchevole polemica tra gestori di locali e amministrazione comunale con qualche sporadica incursione dell'associazione degli abitanti del Centro.
Oggi, hanno aperto le danze il presidente di Fipe Confcommercio (il sindacato dei locali pubblici), Francesco Bartoli, e l'Assessore Luigi Bencivenga.
"Una cosa del genere è inconcepibile - ha detto Bartoli - è un anno che andiamo avanti di concerto con i tecnici del Comune per realizzare questo protocollo. Abbiamo accolto tutte le istanze dell'amministrazione, muovendoci pienamente nei termini di legge, impiegando tempo e risorse per adeguare i locali alle normative nazionali. Ci ritroviamo invece a stagione iniziata e con vari eventi in piedi senza risposte chiare da parte dell'assessorato. Voglio conoscere le ragioni per le quali l'assessore Bencivenga diserta gli appuntamenti con il sindacato dei locali pubblici. Ribadisco che le nostre attività necessitano di organizzazione precisa, dalla scelta del personale all'organizzazione dei servizi e delle serate. Ogni ritardo è un danno economico per noi, ma anche una perdita per la città. Credo che Terni sia tra le uniche realtà in Italia in cui bar e pub non hanno ancora potuto mettere i tavoli all'aperto. Ci dobbiamo confrontare con le associazioni dei cittadini? Siamo pronti. Sappiamo di aver fatto ogni passo nel pieno rispetto delle regole".
Non si fa attendere la replica dell'Assessore che dichiara: "Non esiste e non è mai esistito in agenda un incontro con la Fipe Confcommercio. Né ieri, né martedi scorso. Smentisco completamente questa notizia, da chiunque venga. I miei tecnici stanno già lavorando a un protocollo sui locali pubblici. Il mio unico interlocutore rimane la Confcommercio".
Insomma, chi avrà ragione? Chi lo sa, basterà attendere la prossima puntata. Intanto, cari amici, i tavoli all'aperto restano al chiuso...


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martedì 5 aprile 2011

PORCACCHIA INTERROGATO PER QUASI 7 ORE: ALTRI DIECI INDAGATI...

Leandro Porcacchia (Foto: Terni Magazine)
Interrogatorio lunghissimo quello di Porcacchia, si parla di quasi sette ore al termine delle quali dieci nomi sarebbero finiti nel registro degli indagati. Questa la notizia che da qualche ora sta facendo il giro della rete (Fonti: Umbria24, Terni Magazine, Il Sito di Perugia). "Ai nuovi indagati, a vario titolo, vengono contestati - si legge nell'articolo di Francesca Marruco dal titolo "Mazzette a Terni, dieci nuovi indagati dopo l'interrogatorio fiume di Porcacchia" sul sito Umbria24.it - reati contro il patrimonio e contro la pubblica amministrazione. Episodi simili a quello che ha portato Porcacchia insieme al suo collaboratore Sergio Briganti in carcere, ma anche altre cose, che andranno chiarite".

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IL PDL VORREBBE STERILIZZARE IL REATO DI APOLOGIA DEL FASCISMO


"E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista" , questa la prima parte del disposto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che un disegno di legge costituzionale presentato dal senatore Pdl Cristiano De Eccher ha presentato lo scorso 29 marzo. Insieme a De Eccher hanno firmato 4 senatori del Pdl, tutti di area ex AN: Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin ed Achille Totaro. Il senatore del Fli Egidio Digilio che aveva firmato il disegno, dopo un colloquio con Italo Bocchino, ha ritirato la firma.
L'abolizione della disposizione sopra riportata sterilizzerebbe la norma legge 20 giugno 1952 n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione), detta anche legge Scelba, che ha introdotto il reato di apologia del fascismo.
Il primo firmatario del disegno di legge è il senatore Pdl Cristiano De Eccher, "discendente da nobile famiglia trentina legata al Sacro Romano Impero e responsabile da giovane a Trento del gruppo di Avanguardia Nazionale, fu indagato da Gerardo D'Ambrosio per la strage di Piazza Fontana" (dal sito Repubblica.it).

Da fonti vicine alla presidenza del Senato, lo stesso Renato Schifani sarebbe rimasto sorpreso ed "esterrefatto" dalla notizia della presentazione del ddl costituzionale. Dalle stesse fonti sembrerebbe che il presidente del Senato auspicherebbe che i firmatari rivedessero la loro iniziativa.


Le reazioni:
  • Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato: "Trovo molto grave e offensivo per la storia del Paese e della Repubblica e per la nostra democrazia che il Pdl voglia abolire, attraverso un disegno di legge, il reato di apologia del fascismo", "sarebbe l'ennesimo piccolo gesto mirato, sistematico ma molto significativo, che il Pdl sta usando per distruggere i pilastri della nostra Costituzione. Chiediamo che questo atto venga ritirato";
  • Antonio De Poli, Udc: "è una proposta di legge vergognosa. Chiediamo al vicepresidente vicario dei senatori del Pdl Gaetano Quagliarello di prendere immediatamente le distanze dal disegno di legge. E' un atto grave, irrispettoso nei confronti della storia del nostro Paese. La Carta Costituzionale non si tocca, dobbiamo difenderla strenuamente";
  • Leoluca Orlando, Idv: "Fasciti, avete gettato la maschera! Il Pdl sarà costretto a ritirare questa indegna proposta di legge, ma avrà mandato un segnale inquietante ed eversivo agli squadristi che lo sostengono. Ormai è allarme rosso per la democrazia", "Dopo le leggi ad personam, dopo la nomina di un ministro indagato per mafia, dopo il disprezzo verso le autorità di controllo, la magistratura e la Costituzione, questa maggioranza dimostra di aver perso i freni inibitori e con questo ddl conferma quanto sia corrotta e pericolosa per la tenuta democratica delle istituzioni";
  • Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma di governo: "Non c'è nessuna volontà né del governo né del Pdl di promuovere l'abolizione del reato di apologia del fascismo. Il Pd eviti polemiche strumentali che diano anche solo la sensazione che le forze politiche si dividano anche sull'antifascismo, che è valore fondante della nostra democrazia";

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lunedì 4 aprile 2011

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: LA LEGA VUOLE LE MILIZIE REGIONALI


Dopo il flop delle ronde padane e degli alpini del nord, la Lega Nord la spara ancora più grossa: una milizia regionale per l'ordine pubblico. L'annuncio è stato dato questa mattina in aula; una proposta di legge sottoscritta da 40 dei suoi deputati per l'istituzione del "Corpo dei volontari per la mobilitazione" sul modello della Guardia nazionale americana. Il Corpo farebbe parte delle Forze armate e della Protezione civile e "concorrerebbe al soccorso in caso di calamità naturali, gravi attentati e incidenti a infrastrutture ai siti produttivi per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza" (Dal sito de 'Il Sole 24 Ore'); disporrebbe solo di armi leggere e sarebbe organizzato il 20 battaglioni regionali, ogni battaglione sarebbe composto di mille persone reclutate su base regionale.
Il testo della proposta di legge fa rabbrividire, "Nella Repubblica - si legge - manca uno strumento agile e flessibile che possa essere impiegato a richiesta degli esecutivi regionali per far fronte alle situazioni che esigono l'attivazione del sistema di protezione civile", e ancora i deputati della Lega: "l'importazione nel nostro ordinamento dell'Istituto della Guardia Nazionale permetterebbe di assicurare il soddisfacimento di queste esigenze liberando i reparti operativi delle Forze Armate da compiti di presidio del territorio dei quali sono talvolta impropriamente gravati e predisponendo uno strumento utilizzabile all'occorrenza quando il moltiplicarsi degli interventi all'estero riduca, ad esempio, le risorse organiche disponibili in patria".
Il leghista Franco Gidoni: "Abbiamo proposto di prevedere mille uomini per Regione, in supporto all'esercito in caso di calamità naturale", "l'argomento - ha continuato - è rimasto scoperto dopo l'abolizione della leva militare obbligatoria. E' un problema che va affrontato, senza doverne fare a tutti i costi una questione politica".

Le reazioni:
  • Ignazio La Russa, ministro della Difesa: "In ogni paese, anche il più federalista del mondo, l'esercito non viene mai regionalizzato o parcellizzato. E' una delle caratteristiche dello stato unitario";
  • Ettore Rosato, Pd: "Dopo aver incassato il finto federalismo la Lega sta forse puntando alla secessione militare?", "Sembra voler mettere in discussione l'unità stessa del Paese e creare venti piccoli eserciti da brandire contro i propri vicini. Se non fosse stata presentata da un gruppo così folto di deputati l'avrei definita una pagliacciata, ma la presenza di autorevoli esponenti del Carroccio la rende seriamente preoccupante";
  • Lorenzo Cesa, segretario Udc: "dopo la pagliacciata delle ronde, fallite miseramente perché respinte dalla stessa società civile, prepariamoci all'ennesimo interminabile e inutile dibattito sugli eserciti regionali, l'ultima grottesca provocazione della Lega che non troverà mai attuazione. Invece di perdere tempo con queste 'boutade', il Carroccio pensi a governare e a sostenere seriamente le Forze dell'Ordine, che per colpa degli ingenti tagli del governo non hanno le risorse e i mezzi necessari per difendere i cittadini";
  • Adolfo Urso, Fli: "una sciocchezza propagandistica paragonabile a quella delle ronde cittadine, spero che il Pdl e il ministro della difesa rigettino questa proposta subito e senza infingimenti";
  • Angelo Bonelli, Verdi: serve "per sviare l'attenzione del proprio elettorato dalle vicende giudiziarie di Berlusconi e sui pasticci che la maggioranza sta facendo per assicurare l'impunità del presidente del Consiglio";

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TUTTI GLI AFFARI DEL DIRETTORE: DOPO "COSPEA 2" ED EVENTI VALENTINIANI SPUNTA ANCHE IL NUOVO MERCATO COPERTO ARANCIONE

Leandro Porcacchia
Che la storia non fosse destinata a concludersi facilmente lo sapevamo. Dopo gli arresti per estorsione di Leandro Porcacchia e Sergio Briganti, convalidati dal Gup Pierluigi Panariello, gli inquirenti sono sommersi dalla montagna di documenti sequestrati. Dalla stampa locale leggiamo che i lavori "non si sono fermati neppure per la pausa del fine settimana" (da Il Messaggero del 04/04/2011, "Il nuovo mercato, un altro piatto prelibato"). Oltre alla documentazione e ai fascicoli trovati nella valigetta custodita nella cassaforte dell'ufficio di Porcacchia, gli investigatori stanno analizzando cinque computers sequestrati nella sede di Confcommercio di via mentana e i movimenti di undici conti correnti.
Starebbe emergendo un vasto giro di soldi tra le varie società collegate alla Confcommercio. Movimenti sospetti tra l'uno e l'altro conto corrente e tra l'una e l'altra società con "buchi" di bilancio da centinaia di milioni di euro che venivano creati e coperti secondo necessità. "I movimenti bancari degli undici conti correnti nella disponibilità di Porcacchia celano un flusso di denari inusuale per un direttore della Confcommercio"; soldi ricevuti da Enti anche per le manifestazioni varie compresi gli eventi valentiniani.
Nel vortice, oltre a "Unioneservizi srl", viene inghiottita anche la "Fidi Commercio", altra società della galassia Confcommercio. Attraverso questa società l'ormai ex direttorissimo ha prestato soldi a personaggi non proprio 'affidabili': 800.000 euro pagati ad un imprenditore finito in carcere subito dopo per bancarotta fraudolenta per la gestione di negozi di telefonia.
Dopo l'ex Tulipano, dalle carte starebbero emergendo anche affari legati a "Cospea 2" e al nuovo mercato coperto arancione a largo Manni. Nel primo caso ci sarebbe la realizzazione di un nuovo centro commerciale a Cospea in un'area ceduta dal Comune di Terni per 8.000.000 di euro. Nel secondo il "Consorzio Cometa" - altra società della galassia Confcommercio - sarebbe stata interessata ad ampliare con una struttura da gestire direttamente il già bel 'parallelepipedo arancione' di Largo Manni, futura sede del Mercato coperto.

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sabato 2 aprile 2011

(TERNI) SABATO 9 APRILE: IL FUTURO DEI CENTRI SOCIALI ANZIANI AL CONVEGNO ORGANIZZATO DALL'ANCESCAO DI TERNI, NARNI E AMELIA





Sabato 9 aprile l'ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti) di Terni, Narni e Amelia, ha organizzato il convegno "CENTRI SOCIALI ANZIANI, QUALE FUTURO?" presso la sala Polis del CeSVol della Provincia di Terni in via montefiorino.
Il Convegno "vuole essere un'occasione di discussione e di approfondimento tra i vari attori interessati al tema". Oltre ai presidenti dei molti Centri Sociali sparsi sul territorio, saranno presenti il presidente ed il vice presidente nazionale dell'ANCeSCAO, rispettivamente Lamberto Martellotti e Gianfranco Lamperini, il Sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo, porterà il saluto della città; interverranno gli assessori alla politica sociale del Comune e della Provincia di Terni, del Comune di Narni e di Amelia. 
"Il punto di partenza di tale discussione - come leggiamo dal blog dell'Associazione - sarà la relazione approvata all'unanimità dall'Assemblea dei Presidenti dei Centri Sociali dell'ANCeSCAO del Comprensorio" (per visualizzare il testo integrale della Relazione clicca qui).

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LA CONFCOMMERCIO DI TERNI SOSPENDE PORCACCHIA



A seguito della convalida degli arresti di Leandro Porcacchia e Sergio Briganti da parte del gip Pierluigi Panariello, la Giunta della Confcommercio di Terni ha sospeso "in via cautelativa" il direttore. Ecco il testo del comunicato:
La Giunta della Confcommercio di Terni si dichiara sorpresa, sconcertata e amareggiata per la vicenda che riguarda il Dott. Porcacchia. Prendendo atto delle decisioni del Gip, la Giunta ha deciso all'unanimità in via cautelativa, la sospensione dall'incarico del Dott. Leandro Porcacchia. Data la gravità degli addebiti mossi, la Giunta stessa ha sempre unanimamente deciso, di convocare nei prossimi giorni un'assemblea dei soci alla quale rimetterà il mandato nel rispetto dei principi di trasparenza e lealtà verso gli associati stessi.


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venerdì 1 aprile 2011

(TERNI) TAVOLI ALL'APERTO: QUEST'ANNO NIENTE PROROGA E NESSUNA DISCUSSIONE?


"Un'intesa che superi pregiudizi e prevenzioni, un unico Protocollo che definisca tutte le buone pratiche ed i comportamenti virtuosi in materia di antirumore, antialcol, occupazione suolo pubblico, orari degli esercizi, prevenzione ed autocontrollo. Questa la proposta di Confcommercio al Comune: l'Associazione non ci sta a far sballottare i propri associati dei locali serali tra i vari integralismi di chi vorrebbe una movida senza controllo ma anche di coloro che aspirano ad un ritorno del centro cittadino a quartiere dormitorio. Il percorso di definizione di un Protocollo completo e condiviso - voluto dall'Assessore al Traffico e da noi condiviso - dicono da Confcommercio può essere positivamente concluso in pochi giorni, ed a quel punto non esisteranno più pretesti per nessuno: chi osserverà l'intesa avrà diritto a svolgere la propria attività senza più vincoli preventivi e paletti precostituiti", questo il testo di un comunicato-stampa di Confcommercio di Terni del 15 marzo di quest'anno con cui - quasi sicuramente - si sarebbe iniziata l'ormai consueta annuale sharada sui tavolini all'aperto.
Con l'arresto del direttore dell'Associazione, Leandro Porcacchia, però, sembra che tale rituale, quest'anno, potrebbe non compiersi.
Oggi, un articolo de "Il Messaggero" dal titolo "Tavolini all'aperto, nessuna proroga. Vince la linea degli abitanti che hanno protestato per i rumori", si legge "Non si prevede nessuna proroga, com'era ormai abitudine consolidata da un paio d'anni. Il tempo bello non basta ed il Comune non sente nessuna pressione addosso, che lo spinga a dover affrontare un tema sempre difficile da gestire", e ancora "oltre ad essere in enorme difficoltà la Confcommercio parte in netto svantaggio. I residenti hanno già alzato le barricate. Presentando in Prefettura più di una petizione contro la 'movida' in centro. Stoppando così sul nascere ogni possibile ipotesi di modifica alle ordinanze, che lo scorso anno tanto fecero discutere".
Io intanto mi domando, come ogni volta che questo argomento rimbalza agli onori della cronaca - all'approssimarsi di ogni inizio di primavera - quanti siano i residenti di questo famoso quadrilatero della 'movida' per alzare sempre qualche polverone. Probabilmente non saranno moltissimi ma di 'qualità'...

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