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venerdì 28 gennaio 2011

(EGITTO) LA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA: USA E UE CHIEDONO RIFORME DEMOCRATICHE AD UN LEADER IN SELLA DAL 1981

Che "la comunità internazionale chieda oggi al Cairo di esercitare moderazione nella reazione alle richieste dei manifestanti e di intraprendere la strada delle riforme", come si legge da Agi News, mi sembra francamente una richiesta giunta fuori tempo massimo se usa come contraltare un leader in sella dal 1981, come Mubarak, oltretutto ritenuto vicino all'occidente.
Mi sembra troppo facile per la Comunità Internazionale interrogarsi proprio ora della situazione egiziana, specialmente per quello che riguarda i diritti umani ed i diritti civili.
E mi spingo anche oltre, non può essere - come l'Unione Europea ha invocato - la strada delle "riforme democratiche, sociali ed economiche" l'unica strada da intraprendere, perché verrebbe spontanea una domanda. Perché in tutti questi anni - ormai decenni - nessuno si è mai chiesto che fine avesse fatto l'Egitto?

Le notizie del blog TERNI...tudine sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «TERNI...tudine Blog» e l'indirizzo «www.ternitudine.blogspot.com»

domenica 10 ottobre 2010

"MOLLO TUTTO E VADO IN AMERICA", IL NUOVO FILM DOCUMENTARIO SU ANDREA LIBERATI


Giovedi 14 ottobre alle ore 22,30, su TeleTerni, andrà in onda il film documentario di Massimo D'Antonio girato da Andrea Sbarretti: "MOLLO TUTTO E VADO IN AMERICA", il racconto di una fuga dalla politica di questa nazione; il racconto del nostro amico e concittadino Andrea Liberati.
Il film documentario verrà replicato sulla stessa rete, venerdi 15 ottobre alle ore 15,30 e sabato 16 ottobre alle ore 12,15.

Link correlati su TERNI...tudine:

martedì 20 ottobre 2009

RSF '09 - LIBERTA' DI STAMPA E INFORMAZIONE: CONTINUA LA CADUTA LIBERA DELL'ITALIA (-5) MA ANCHE L'EUROPA E' IN CRISI


Il quadro d'insieme continua ad essere negativo. Anche quest'anno è arrivato il momento di fare i conti con il rapporto 2009 di Rsf (Reporters sans frontières) sulla libertà di stampa e di informazione nel mondo. La situazione peggiora in molti paesi e non solo in quelli dove già da tempo la violenza è altissima, ma anche quelli del cosiddetto 'occidente evoluto' Europa compresa. Solo gli Usa risalgono di ben 20 posti, dal 40° al 20° posto.
Se a guidare la classifica c'è la Danimarca seguita da Finlandia e Irlanda a chiuderla, al 175° posto, c'è l'Eritrea (come già segnalato nell'altro post del 9/10/09 "Eritrea: l'ex colonia italiana è divenuta una prigione da cui tutti vorrebbero fuggire").
Per il nostro Paese, si conferma il trend degli ultimi anni. Abbiamo perso altre 5 posizioni passando dal 44° posto del 2008 al 49° ma occorre ricordare che soltanto nel 2007 eravamo al 35°.
La preoccupazione del presidente di Rsf, Jean-Francois Juillard è per l'Europa: "L'Europa dovrebbe essere d'esempio sul fronte delle libertà pubbliche. Come possiamo denunciare le varie violazioni nel mondo se non siamo irreprensibili noi stessi in prima persona?".

sabato 18 luglio 2009

ADDIO 'ZIO WALTER'- E' MORTO WALTER CRONKITE, PADRE DEL GIORNALISMO USA E LEGGENDARIO ANCHORMAN

All'età di 92 è scomparso una leggenda del giornalismo americano, Walter Cronkite, l'uomo per cui è stato coniato il termine 'anchor' per descrivere il suo lavoro nella convention democratica e in quella repubblicana del 1952. Considerato una delle figure più credibili negli Stati Uniti, per il suo modo diretto di comunicare è stato soprannominato affettuosamente 'zio Walter'. Ha seguito le notizie più importanti degli anni passati, dalla crisi di Cuba all'omicidio di J.F.K., dalla guerra del Vietnam allo sbarco lunare dell'Apollo 11, allo scandalo Watergate.

mercoledì 8 luglio 2009

G8 AL VIA. PER GUARDIANE E NEW YORK TIMES ITALIA NON IDONEA A ORGANIZZARE SUMMIT


I lavori del G8 prendono ufficialmente il via ma non si placano le polemiche. Un nuovo articolo del Guardian ed uno del New York Times, per rispondere alle critiche di Silvio Berlusconi.
The Guardian. Il titolo del quotidiano britannico è chiaro: "Italia inadatta ai vertici". Nell'articolo si legge che il premier italiano, di fronte alle accuse di avere intrattenuto rapporti con delle escort nelle sue ville e nei suoi palazzi, dice che gli italiani lo vogliono così. "Questo solleva l'interrogativo: se l'Italia vuole Mr. Berlusconi come suo primo ministro, il G8 dovrebbe volere l'Italia?", e ancora, "se l'Italia, dopo un decennio di deriva economica, ora risponda ai requisiti di base per sedersi a qualsiasi tavolo internazionale". L'editoriale non è firmato e, quindi, rappresenta le volontà della direzione del giornale. Leggiamo che l'Italia è al 76° posto nell'indice della libertà economica dell'Heritage Foundation, dietro Kirghizistan, Mongolia e Madagascar, è al 55° posto nella lista dei paesi meno corrotti, "i politici italiani sono considerati meno affidabili di quelli di Pakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leona". Per la storica testata londinese, i leader del G8 avrebbero tutte le ragioni per domandarsi se sono finiti in uno dei primi Paesi del mondo o in un Paese del Terzo Mondo, "a giudicare dagli standard dell'Italia di libertà economica, corruzione e libertà di stampa, la risposta non è ovvia", "Berlusconi è il sintomo, ma non necessariamente l'intera causa della deriva del Paese", "gli italiani non sono scandalizzati da lui. Sono sgomentati dal fatto di essere criticati dalla stampa straniera a causa della sua, ma non chiedono che l'uomo se ne vada". E ancora, gli italiani "segretamente" ammirano l'abilità del loro leader, "finchè gli italiani non cominciano a chiedere seri standard ai propri leader, il Paese forse non è il migliore luogo per vertici mondiali seri".
New York Times. "l'inescusabile carenza organizzativa del governo italiano ospite" del vertice del G8 dell'Aquila e la "debolezza politica di molti leader che vi partecipano, non lasciamo spazio all'ottimismo". "Se questa sessione deve giustificare il tempo e gli sforzi, il presidente Obama dovrà assumere la guida. E' tempo per lui di capitalizzare il credito che si è guadagnato in diplomazia negli ultimi sei mesi". Il titolo dell'articolo è "Oh, quel G8" e, ancora, leggiamo, "tradizionalmente, l'ospite è colui che dà il la, fissa i temi e l'agenda di queste riunioni. Ma il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha diretto molte delle sue energie politiche nelle utlime settimane a cercare di schivare le accuse della stampa". Conclude, "Spettacolo: forse. Leadership: no".

lunedì 26 gennaio 2009

LA NUOVA AMERICA: GOVERNO DEI SOGNI, DELLE LEGGI E DEGLI UOMINI

Andrea Liberati

Il ritorno degli Stati Uniti sulla scena mondiale è travolgente. Sono molte le interpretazioni possibili rispetto a quanto è qui accaduto.
Abbiamo assistito alle immagini di una folla debordante che si addensava sull’intero National Mall di Washington; ho personalmente visto cinquantenni arrampicarsi sugli alberi appena sotto il Congresso; o scavalcare follemente i cancelli verso il laghetto ghiacciato del Reflecting Pool, con i capillari del viso già esplosi per il freddo; o salire perfino sui tetti dei bagni chimici per avere la propria personalissima memoria di un momento irripetibile, mentre i Servizi Segreti, a fatica, inducevano ognuno a comportamenti più equilibrati.
Quali le ragioni di un simile prolungato entusiasmo, pur in tempi così duri?
Il programma politico è giudicato da molti osservatori come rivoluzionario –con grandi sfide sull’economia, sull’health care system, sull’energia, sulla politica estera-, e definito da tempo postpartisan unitamente a chi lo incarna; al riguardo, rebus sic stantibus, dinanzi al presidente Obama non si prospetta certo una luna di miele. Ma per giustificare la larga approvazione preventiva degli Americani occorre tenere presente un quadro più ampio.
Il Governo dei sogni.
Il primo elemento è che, tramite tale ambizioso piano politico, la volontà popolare ha ripristinato il Sogno Americano, tradito dalla passata Amministrazione. Su questo tema si fonda l’accattivante manifesto lanciato oltre cinque mesi fa dall’allora senatore Obama nella Convention di Denver.
Perciò, dopo l’ubriacatura del 20 gennaio, la politica americana e la stessa gente non tornano semplicemente alla realtà perché la realtà si è fatta immaginifica, metafisica, ha assunto tonalità oniriche e visionarie, ha iniziato a nutrirsi di aspetti immateriali -risorse per lo più sconosciute agli altri Paesi del Mondo. La rinnovata fede nel domani ha preso il sopravvento e, sostanziata da un incomprimibile senso di speranza, dapprima ha unito molti Americani sotto lo stesso slogan (“Yes, we can!”) per poi affratellarli tutti sotto la stessa bandiera sin dalla notte del 4 novembre. Realizzare domani il Sogno –anzitutto portare il Paese fuori dal pantano- è possibile perché emergono fresche e positive energie proprio dai milioni di cittadini nuovamente attivi.
Governo delle leggi.
Secondo elemento: non solo il sogno, ma le leggi faranno la differenza. Con una postilla di rilievo: a vantaggio dell’America, di ogni Americano, resta sempre valido il monito con cui Gerald Ford fissò la sua presidenza, subentrando a Richard Nixon nel 1974: “…la Repubblica degli Stati Uniti è governo delle leggi e non degli uomini”.
Governo degli uomini.
Sebbene con Obama –gli uomini appunto, terzo elemento- questi piani di governo si intreccino profondamente ed evocativamente, proprio grazie all’esistenza di collaudati pesi e contrappesi giuridico-costituzionali, ogni cittadino può dormire sonni tranquilli rispetto a qualsiasi deriva personalistica.
La Nuova America che si apre al Mondo è dunque governo dei sogni, governo delle leggi e, infine, anche governo degli uomini: con questo assetto spirituale e materiale si prepara ad affrontare il futuro.
E ora veniamo all’Italia. Per quanto dall’una e dall’altra parte politica ci si sforzi di annunciare di far bene, si è di fronte a un equilibrio diverso: la priorità è data al governo degli uomini. Meglio: delle nomenclature di partito. Seguono poi il governo delle leggi e, a distanza siderale, il governo dei sogni (chi li ha visti?). Si può davvero dire che, cambiando l’ordine dei fattori, sia la stessa cosa?

Andrea Liberati
volontario italiano Obama Campaign 2008


Washington, 21 gennaio 2009

lunedì 19 gennaio 2009

OBAMA, FINALMENTE LA SPERANZA



Finalmente ci siamo, Obama si insiederà alla Casa Bianca!!! Il mondo attende con speranza la cerimonia che lo vedrà giurare sulla bibbia con la speranza di un vero cambiamento.  

venerdì 21 novembre 2008

120° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI HARPO MARX

Harpo (Adolph Arthur) Marx

Il 23 novembre del 1888 nasceva a New York l'attore Adolph Arthur Marx, in arte "Harpo", che con i famosissimi fratelli "Groucho", "Chico" e "Zeppo" fu il ideatore e creatore di una nuova comicità anarchica e trasgressiva. Harpo è conosciuto per la sua capacità di suonare l'arpa e per la particolarità che non parlava mai durante le sue esibizioni, esprimendosi solo con il linguaggio del corpo e con l'ausilio di suoni. Il suo soprannome deriva dall'armonica a bocca (in inglese harp) che era solito usare. Apparve per la prima volta senza i fratelli in "Too Many Kisses", quattro anni prima del famosissimo film dei fratelli Marx "The Coconauts". In "Too Many Kisses" pronuncia la sua unica battuta sul set di un film: "You sure you can't move?" ("Sei sicuro di non poterti muovere?), anche se, essendo un film muto, la platea vide solo le sue labbra muoversi e vide la battuta scritta sullo schermo.
Queste poche righe per ricordare uno dei personaggi che più ho amato.
Grazie Harpo.



giovedì 6 novembre 2008

BERLUSCONI E IL "GRANDE COMPLIMENTO" A OBAMA: "E' ANCHE GIOVANE, BELLO E ABBRONZATO"

Barack Obama

Non credo ci sia bisogno di commento alle ultimissime dichiarazioni del nostro Premier: "Cercherò di aiutare i rapporti fra Russia e Usa dove sono arrivate alla guida delle giovani generazioni e non vedo difficoltà per Medvedev ad instaurare buoni rapporti con Obama che è anche bello, giovane e abbronzato". Questa volta non si è nemmeno scusato e, almeno fino ad ora, non smentito nulla, ha soltanto dichiarato che secondo lui: "E' una carineria assoluta, è un grande complimento" proseguendo "Abbiamo commentato con Medvedev che l'elezione di Obama è stata accolta dalla opinione pubblica mondiale come l'arrivo di un messia".
Non facciamo altro che collezionare belle figure, che vergogna...

mercoledì 5 novembre 2008

OBAMA QUARANTAQUATTRESIMO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI. VITTORIA STORICA E TRAVOLGENTE. IL MONDO INTERO TORNA A SPERARE...

Barack Obama



"OBAMA: cadono le barriere razziali, gli elettori accolgono la richiesta di cambiamento"

The New York Times

"Obama trionfa in un'elezione storica"

"dopo aver portato un messaggio di cambiamento che ha avuto una vasta eco nel Paese"

The Washington Post

"Obama conquista una vittoria storica"

The Wall Street Journal


Barack Hussein Obama è il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo afroamericano alla Casa Bianca cresciuto "al di fuori della corrente del potere e della ricchezza americani". Ora inizia la sfida più difficile, uscire dalla crisi e mettere in campo tutte le iniziative promesse per rendere possibile il cambiamento.

Nel mondo intero si è riaccesa la speranza...



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