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lunedì 25 novembre 2013

GIOVEDI' 28 NOVEMBRE, A PALAZZO PRIMAVERA, ASSEMBLEA APERTA SULLA NUOVA LEGGE SUL FEMMINICIDIO


Terni - Giovedì 28 novembre, alle ore 16.30, su iniziativa del Centro Pari Opportunità del Comune di Terni, è stata organizzata un'assemblea aperta sulla nuova legge sul femminicidio.

All'incontro che si svolgerà a Palazzo Primavera interverranno, tra gli altri, il Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, la presidente del Centro Pari Opportunità Dott.ssa Maria Antonietta Bianco, la Dott.ssa Barbara Mazzullo, la Dott.ssa Maria Letizia De Luca, l'Avv. Stefania Capponi, la Dott.ssa Daniela Albanesi, la Dott.ssa Luigia Chirico, l'Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Terni Daniela Tedeschi, l'Assessore ai Servizi Sociali e alla Sanità Pubblica Stefano Bucari e l'Assessore alla Cultura Simone Guerra.

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lunedì 1 luglio 2013

[TERNI] GIOVEDI' 4 LUGLIO VERRA' INAUGURATA LA PRIMA PARAFARMACIA COMUNALE


Terni - Giovedì 4 luglio, alle ore 18.30, presso il Centro Commerciale CONAD di Borgo Bovio, verrà inaugurata la prima parafarmacia comunale. Alla cerimonia festa e giochi insieme ai clown di Corsia del VIP CLOWN TERNI.

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venerdì 20 luglio 2012

MENTRE A TERNI INFURIA LA BUFERA SUL REFERENDUM IL GOVERNO DEFINISCE I CRITERI PER TAGLIARE LE PROVINCE

Provincia di Terni, regione Umbria

Mentre a Terni infuria la bufera relativamente alla proposta del Comitato promotore del Referendum "Terni a Perugia o con Roma?", il Governo Monti - nell'odierna riunione del Consiglio dei Ministri - stabilisce i criteri per il taglio delle province e le nuove funzioni attribuite alle nuove.
"Il Consiglio ha definito i criteri per il riordino delle province - dimensione territoriale e popolazione residente - previsti dal decreto sulla spending review. In base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati".
"Le nuove province - si legge ancora nella nota del Governo - eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comune, come stabilito dal decreto "Salva Italia"). La soppressione delle province che corrispondono alle Città metropolitane - 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze - avverrà contestualmente alla creazione di queste".

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giovedì 19 luglio 2012

[TERNI] IL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM RISPONDE AL SINDACO: "LA VECCHIA POLITICA RESISTE"


Riceviamo e postiamo il comunicato del Comitato promotore del Referendum "Terni con Perugia o con Roma" in risposta alla nota del Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo:

"Stupiti e rattristati che il sindaco di Terni, con la sua nota, si scagli non tanto contro i promotori, quanto contro i cittadini che in massa si stanno recando a firmare per un referendum storico.
Disinformazione, demagogia, superficialità, strumentalità, pifferai magici, boutade, masochismo e altri epiteti: il Comitato promotore del referendum rifiuta di adottare una logica fratricida tra ternani. Chiede piuttosto di allargare il fronte della partecipazione, perché siano i ternani e non la vecchia politica ad esprimersi su questo passaggio, il più difficile del dopoguerra.
Il Comitato avanza una proposta referendaria ampiamente motivata:
a)      la ripartizione della spesa tra Perugia e Terni vede tuttora la prima largamente prevalente. Basti pensare all’ultima indagine al riguardo, uscita nel 2003, che vedeva convergere su Perugia il 78% della spesa mentre a Terni (27% della popolazione complessiva) il resto, senza considerare che le Acciaierie rappresentano il 25% del PIL regionale: è giusto?
b)      il sindaco informi i ternani su come sono stati ripartiti i fondi europei tra Terni e Perugia negli ultimi 20 anni;
c)      il sindaco provi a smentirci quando diciamo che non solo Perugia, ma pure i cittadini di Rieti e Viterbo hanno un reddito pro-capite superiore a quello dei ternani, e che l’Umbria è la regione più povera del centro Italia;
d)     il sindaco sa che il solo costo delle due superstrade a doppia carreggiata Foligno-Colfiorito e Perugia-Ancona è pari all’astronomica cifra di 2,116 mld di euro? Se si include la porzione umbra della costruenda Fano-Grosseto, è evidente come la Regione Umbria concentrato in 50 km in linea d’aria ben nuove tre strade trasversali di grande comunicazione, facendo di Foligno nuovo baricentro interregionale, mentre attendiamo da 50 anni il completamento della modesta Terni-Pie’ di Moggio e abbiamo speso meno di un decimo di quanto si sta facendo nel perugino. Cosa abbiamo ottenuto? Una pericolosa arteria monocarreggiata;
e)      sui rifiuti è semplicemente indecente quanto è stato fatto a Terni finora: avevamo tre inceneritori, caso unico in Italia, con quello dell’ASM che emetteva diossine e furani. Non diciamo altro per carità di patria. E, sindaco, le risulta che a Viterbo o Rieti la Regione Lazio abbia adottato la stessa logica penalizzante? E perché non diciamo che a Terni si fa poca differenziata anche perché siamo stati abituati dalla vecchia politica a uno stile inceneritorio che nulla ha a che fare con le politiche più virtuose del Paese?
f)       come si può pensare che la realtà del Polo didattico di Terni sia difendibile? La situazione è drammatica: chiusa Mediazione Linguistica, chiuso il DAMS ternano, sta per lasciarci Scienze Politiche; su 18 dipartimenti, nemmeno uno a Terni… perché? E’ di ieri la notizia che la Facoltà di Medicina stessa sarebbe a rischio, e non solo. Siamo sicuri che con La Sapienza andrebbe peggio? A proposito: è vero che su cinque membri del CDA dell’Università non c’è nemmeno un ternano?...
g)      Sanità, per concludere: è vero che per un’operazione di otorino a Terni occorre attendere anni? E’ vero che per semplici esami sanitari occorrono mesi? E’ vero che la cittadinanza è costretta a ricorrere a prestazioni privatistiche pagate pesantemente dalla Regione? Certo che così i conti della Sanità umbra vanno bene: quella pubblica non funziona mentre il Santa Maria va in pezzi e non ci indebitiamo per ristrutturarlo -al di là di qualche reparto di eccellenza. E perché la PET-TAC c’è a Foligno e non a Terni? E’ vero che in un reparto come dialisi si registrano quasi 40 gradi in questi giorni? Forse è più fresco, solo 32 gradi?
Dal sindaco, che si picca di fare informazione, preferiremmo che se la prendesse con quella parte della classe dirigente regionale che, nel corso degli anni, ha consentito che Terni fosse superata in termini di PIL pro-capite non solo da Perugia, ma anche dalle bistrattate Rieti e Viterbo. Ma capiamo che, essendo lui stesso stato senatore, deputato e sindaco, avrebbe dovuto prendersela anche con sé: ecco solo così, solo raccontando chi sono i protagonisti dello sfacelo, si farebbe piena informazione".               

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[TERNI] IL REFERENDUM SCUOTE LA POLITICA, IL SINDACO DI GIROLAMO METTE IN GUARDIA I TERNANI IN BUONA FEDE DALLE BOUTADES DEMAGOGICHE E SUPERFICIALI DEI 'PIFFERAI MAGICI'

Il Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo
Probabilmente c'era bisogno di paventare un referendum - quindi un momento di democrazia diretta - per scuotere l'amministrazione cittadina dall'afasico torpore al quale ci ha abituati. 
E' proprio il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ad intervenire sul tema: "Le diverse proposte emerse in questi ultimi giorni per un possibile passaggio di Terni nell'orbita istituzionale della Capitale si rivelano - ad una analisi non superficiale e strumentale - del tutto controproducenti e autolesionistiche. Vediamo perché.
Innanzitutto va chiarito che, a termine di legge, non essendoci contiguità territoriale tra il nostro territorio e quello di Roma, in realtà si tratterebbe di aggregarsi ad una costituenda provincia unificata Rieti-Viterbo all'interno di una Regione che già oggi lamenta un eccesso di preponderanza della Capitale rispetto sia al suo circondario che alle altre aree laziali. Un peso eccessivo che sarà ancor più accentuato con la prossima istituzione della Città Metropolitana di Roma. Non è difficile comprendere come - lungi da comportare dei vantaggi - una eventualità di questo genere sarebbe del tutto marginalizzante e controproducente per il nostro territorio.
Per quanto riguarda poi le questioni sollevate da alcuni dei promotori a sostegno di questa ipotesi, non si può non rilevarne la superficialità quando non una vera e propria disinformazione e demagogia.
Andiamo per ordine.
  1. Sanità: è veramente curioso e poco comprensibile aspirare ad entrare in un sistema sanitario come quello laziale, commissariato e alle prese con un monte di debiti, costretto alla chiusura e alla riduzione radicale di servizi e strutture, uscendo così da un sistema che ha l'oscar italiano per il miglior bilancio e che - nonostante i tagli centrali sempre più pesanti - consente di mantenere, anche nella necessaria riorganizzazione, una realtà diffusa di presidi sanitari qualificati, sia territoriali che ospedalieri. Come è possibile pensare di poter difendere meglio e rafforzare il nostro sistema di servizi sanitari in una condizione di gran lunga peggiore di quella attuale?
  2. Imprese e Pubblica Amministrazione: i tempi di pagamento da parte delle Amministrazioni pubbliche laziali nei confronti delle imprese e dei fornitori di servizi sono doppi rispetto a quelli umbri, con gli effetti negativi per il tessuto economico e l'occupazione che - dentro la crisi generale che ancora attraversiamo - chiunque può toccare con mano e comprendere. Ne sa qualcosa anche la nostra azienda regionale di trasporto (Umbria Mobilità) che vanta ben 40 milioni di euro di crediti non riscossi per servizi forniti al Comune di Roma. E' così che tuteliamo gli interessi delle nostre imprese e del nostro lavoro, e diamo un contributo alla ripresa economica?
  3. Rifiuti: trovo veramente paradossale ambire a far parte di un sistema come quello romano e laziale, alle prese con gravi e drammatici problemi di gestione e ambientali, con la presenza di megadiscariche come Malagrotta in via di esaurimento e sotto minaccia di pesanti sanzioni economiche europee per infrazione, a fronte di percentuali di raccolta differenziata di gran lunga inferiori alle medie nazionale e umbra. In quanto all'incenerimento dei rifiuti poi dovrebbe essere noto che il Piano regionale non è ancora stato adottato dalla nostra ATI4, e che l'orientamento a tutt'oggi emerso da parte del coordinamento dei Sindaci è quello di NON prevedere l'utilizzo dell'incenerimento nel nostro territorio. Insomma: più discariche, meno differenziata: è questo il modello verso il quale dovremmo andare?
  4. Università: è di pochi giorni fa la graduatoria sulla qualità degli studi, dell'organizzazione e della capacità di fare ricerca da parte degli Atenei italiani (dalla quale dipende sempre più la possibilità di reperire risorse, di interagire utilmente con il tessuto economico e di attrarre saperi e intelligenze). Ebbene, sia la 'Sapienza' che 'Tor Vergata' risultano decisamente al di sotto dell'Ateneo umbro. Qualcuno pensa seriamente che c'è un futuro di crescita del Polo Didattico-Scientifico ternano fuori da una prospettiva di qualificazione ulteriore degli ambiti di alta formazione e ricerca avanzata già sperimentati, o che questa prospettiva sia più facilmente perseguibile all'interno di un sistema universitario che viene definito meno qualificato e che, a causa della riduzione del fondo nazionale e dei nuovi criteri della 'riforma Gelmini', è già stato costretto alla chiusura di sedi periferiche?
Insomma, mi sembra in conclusione che ci siano argomentazioni più che sufficienti per mettere in guardia quei nostri concittadini che fossero in buona fede attratti da 'pifferai magici' che - con boutades demagogiche e superficiali e dall'effetto masochistico - indicano scorciatoie controproducenti che - come nella favola - conducono immancabilmente verso rovinosi precipizi".


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[TERNI] SPUNTA IL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM PER PASSARE SOTTO ROMA: "GIA' RACCOLTE 600 FIRME"


Terni sotto Roma?
Non entrerò nel merito della vicenda, per ora. Posterò soltanto le notizie raccolte.


Ultimo comunicato del Comitato promotore "Terni con Perugia e con Roma? Referendum":
Con Perugia o nel Lazio? Referendum. Moduli esauriti, oltre 500 firme in due giorni, grazie Terni! Una che Terni cresce e taglia il proprio cordone ombelicale
Con Perugia o nel Lazio? Seconda città di un'Umbria piccola e periferica o primo Comune del Lazio dopo Roma per popolazione e PIL, baricentro di un nuovo asse tra Rieti e Viterbo? In un momento epocale della nostra storia, in una fase che vede Terni più penalizzata di sempre, nell'impressionante afasia di buona parte della politica regionale e locale - non tutta, però, con segnali chiari da parte di singole personalità da sinistra a destra passando per il centro - il Comitato promotore del referendum chiede ai concittadini ternani uno scatto d'orgoglio per tornare insieme protagonisti del nostro futuro, abbandonando una volta per tutte viete dinamiche di subalternità. Il referendum è democrazia. Non è per caso che il Comitato continui a raccogliere un pò ovunque il malessere della gente, esaurendo così, in nemmeno due giorni, i 26 moduli sinora predisposti, senza computare quelli presenti in Comune. Oltre 500 firme che fanno ben sperare sulla capacità di raggiungere l'obiettivo delle 2.500 sottoscrizioni in due mesi: il Comitato promotore esprime gratitudine a questi 500 cittadini che hanno inteso aderire in modo così convinto a una battaglia collettiva. Invitiamo tutti coloro che supportano la richiesta di referendum a diffondere la voce tra amici e parenti, considerando che da domani costoro avranno un'ulteriore opzione: salire presso l'ufficio del notaio Clericò, Corso Tacito, 111, dal lunedì al venerdì dopo le ore 10. Al riguardo il Comitato ringrazia lo studio notarile per questa importante disponibilità a vantaggio di tutti i ternani. Si potrà ovviamente continuare a firmare anche in Comune, Ufficio referendum, Palazzo Spada II piano, seguendo gli orari degli uffici pubblici. Infine, domani e sabato ci si potrà recare al punto referendum di Largo Villa Glori, ore 17.30-20.00. 
Il numero delle firme raccolte sembra essere leggermente più alto. Andrea Liberati, presidente del Comitato promotore, al Messaggero: "In Comune i cinque moduli sono terminati per un totale di 100 forme. A cui vanno aggiunte le 500 che ho raccolto io personalmente". 

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venerdì 13 luglio 2012

[TERNI] DOMANI IL DUO GIAPPONESE "TsuguKaji - KOTO" SUONERA' AL SECCI


Riceviamo e postiamo:

Sabato 14 luglio p.v., alle ore 21.00, presso il Teatro Secci (CAOS) di Terni, si terrà un concerto di musica intitolato "Japan music". L'evento, promosso dall'Ambasciata del Giappone in Italia, dalla Fondazione Italia Giappone, dalla Provincia e dal Comune di Terni, vedrà la partecipazione di due artiste, Tsugumi Yamamoto e Ai Kajigano, attive da circa dieci anni nel promuovere in tutto il mondo la musica eseguita con il Koto, uno strumento a corde di due metri di lunghezza.
Il duo, denominato "TsuguKaji - KOTO", eseguirà un programma di musiche vocali e strumentali della tradizione giapponese e moderne, in un mix che vuole esaltare il confronto fra un passato colto e raffinato ed il presente, ricco di contaminazioni culturali di varia provenienza. 
L'evento, reso possibile dal contributo della Banca e della Fondazione CARIT, della Banca Popolare di Spoleto, del gruppo GAROFOLI, dal C.I.E.S. e dal CENTROTEST, è stato organizzato dall'associazione culturale Promo - Arts di Roma, con la collaborazione dell'associazione culturale "Persona & Civiltà". I biglietti per la manifestazione (Platea € 15, Galleria € 13) sono in vendita presso la biglietteria del CAOS (tel 0744 285946) e nel circuito GREENTICKET.


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venerdì 29 giugno 2012

[TERNI] ITALIA NOSTRA RIPARTE DI SLANCIO. RINNOVATE LE CARICHE SOCIALI, ANDREA LIBERATI IL NUOVO PRESIDENTE


Dopo quattro anni, l'assemblea di Italia Nostra di Terni ha proceduto stamane al rinnovo delle cariche sociali.
Gli iscritti della storica organizzazione nazionale hanno dunque individuato - all'unanimità - i nomi con cui portare avanti idee e progetti volti a salvaguardare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico anche a Terni.
Succede a Daniele Pica nel ruolo di Presidente il dottor Andrea Liberati, giornalista e animatore a Terni del progetti di recupero degli ipogei della basilica di San Valentino, con promettenti ritrovamenti e crescente interesse.
La vicepresidenza è assunta dal dottor Giuseppe Cassio, funzionario della Diocesi di Terni, storico dell'arte, autore di numerose pubblicazioni a carattere eminentemente culturale.
Segretario di Italia Nostra è l'avvocato civilista Marco Sansoni, attivo sul fronte anche legale relativamente ai delicati equilibri tra ambiente e produzione.
Liberati è netto: "Porteremo avanti un serrato dialogo con le Amministrazioni locali onde evitare il ripetersi di scelte improbabili nel centro storico così come nelle periferie, a iniziare dal c.d. cubo arancione del nuovo mercato - con il suo gigantesco scarrabile per rifiuti in bella vista sul Nera. Abbiamo poi già contestato la nave da crociera vicina al santuario di San Francesco, così come altre strutture del genere, irrispettose del contesto artistico-monumentale di una città - la nostra - i cui natali precedono quelli di Roma".
Come difendere l'ambiente? "Occorre tornare alle basi: facciamo di più per rendere presentabile la città, che è anzitutto sporca. Pensiamo dunque a un piano straordinario di recupero che veda anche la cittadinanza più attenta e partecipe. Gruppi di residenti potrebbero adottare brani di quartiere, così come si fa nelle più avanzate realtà dell'Occidente".
Secondo Liberati, occorrono da un lato interventi amministrativi più incisivi; dall'altro è necessario lottare per l'affermazione collettiva di sensibilità portatrici di futuro: "Purtroppo basta un rapido giro presso municipalità contigue per accorgersi che solo qui impera una certa sciatteria - da una cartellonistica sgraziata e penzolante a marciapiedi e strade emmenthal, da piste ciclabili ferme a 20 anni fa a un'attenzione non ancora sufficiente in tema di concentrazione di metalli pesanti nell'aria, senza tacere della pervicace volontà di insediare ancora una volta qui impianti di incenerimento a caratura regionale. No, grazie, questo è il passato! I pascoli erbosi grazie a cui Terni può crescere sono rappresentati dalle attività green: attendiamo perciò che la svolta verde prospettata oggi dal Comune diventi realtà e si arricchisca con interventi concreti e decisivi. Affianchiamo dunque alle peculiarità anche artistiche della storia di Terni, grande ma ingiustamente marginalizzata, le nuove sensibilità: ne trarremo spunto per un'esistenza feconda e recupereremo il senso di meraviglia per un paesaggio di cui siamo figli e che rappresenta la nostra memoria. E' l'univo paesaggio che abbiamo: quello che resterà dentro ai nostri occhi per tutta la vita".

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venerdì 17 febbraio 2012

(INCENERITORE ASM) I FAMILIARI DELLE VITTIME SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE


(Terni) I familiari delle due vittime dell'inceneritore ASM, Giorgio Moretti e Ivano Bordacchini, e dei due operai colpiti da tumore hanno l'autorizzazione dal gip Pierluigi Panariello a costituirsi parte civile contro la stessa ASM e le dieci persone - tra amministratori, dirigenti e tecnici - accusate, a vario titolo, di omicidio colposo e lesioni gravi, violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il pm Elisabetta Massini e l'avvocato Parroni hanno annunciato che presenteranno al giudice la richiesta di integrazione delle perizie compiute nel corso delle indagini preliminari sulla qualità del sito di Maratta.


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martedì 26 luglio 2011

(BRICCIALDI, TERNI) BISCONTI: LA REGIONE ASSUMA LE SUE RESPONSABILITA'

Giulio Briccialdi

Dopo gli allarmi lanciati nei giorni scorsi dalla Cgil e dall'UdC, interviene nel dibattito sul futuro dell'Istituto musicale ternano, il Presidente del Conservatorio, Vincenzo Bisconti: "L'Istituto Briccialdi ha una gestione virtuosa, i suoi bilanci sono da anni in sostanziale pareggio".
"Beneficiamo del supporto convinto e solido del Comune di Terni che da sempre sostiene l'unica istituzione di livello universitario di Terni. Sarebbe paradossale se qualcuno pensasse di lasciar chiudere un'istituzione che ha un livello di efficientamento fra i più virtuosi a livello nazionale. Noi riusciamo a fare con poco quel che altri fanno con il quadruplo delle risorse. Ed esprimiamo punte di eccellenza accademica che sono riconosciute dentro e fuori dei confini nazionali e costituiscono un fiore all'occhiello per la città di Terni ed un marmoreo punto di partenza per il futuro lavorativo dei nostri ragazzi"
"Stiamo affrontando la questione e ricercando soluzioni fattive in piena e costante collaborazione con il Comune, purtroppo, il problema economico investe il Comune di Terni in una preoccupante solitudine, perché la Regione dell'Umbria ad oggi non si è risolta ad affrontare il tema dell'alta formazione musicale in un quadro complessivo di sviluppo regionale. Occorre che anche la Regione condivida quell'assunzione di responsabilità che oggi il Comune di Terni sostiene da solo, e che lo faccia in fretta".


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giovedì 14 luglio 2011

(COMUNE DI TERNI) SINISTRA IN FIBRILLAZIONE, TALAMONTI (FDS): "PD TERNANO MOSTRA SEGNI DI NEVRASTENIA"

Giocondo Talamonti, Federazione della Sinistra


E' affidata ad una nota del consigliere Giocondo Talamonti, presidente del gruppo della Federazione della Sinistra (Rifondazione, Comunisti Italiani), la richiesta di chiarimenti all'interno della coalizione di maggioranza di Palazzo Spada. 
"In un momento in cui - si legge nella nota - i kalumet della pace fra maggioranze e opposizioni spuntano in tutt'Italia come funghi per mandare segnali di fumo rassicuranti fra scanni ben più autorevoli del nostro, il Pd ternano mostra segni di nevrastenia nei confronti dei suoi alleati di governo, tali che neppure il caldo torrido di questi giorni riesce a giustificare".
"L'insofferenza nascerebbe dal legittimo interrogativo della Fds, di sapere il motivo delle agitazioni che stanno dietro alle assenze di numero legale che con sistematica frequenza vietano che il consiglio comunale produca gli interventi che gli competono: l'ultima seduta interrotta per mancanza di numero legale l'11 luglio 2011".
Ed oltre all'insofferenza anche qualcosa di più, dai toni sembra quasi una resa dei conti: "Considerare questa pretesa - scrive ancora Talamonti - un gesto di 'lesa maestà' non offende solo la logica, ma il diritto dei cittadini di sapere se qualcosa si nasconda nella stranezza comportamentale che si va delineando nella maggioranza e se questa mostri di avere buona salute". E ancora: "Tanto per andare al nocciolo della questione, con poca diplomazia e molta concretezza, sarebbe gradita, da parte del Pd, più chiarezza sulla circolazione di voci circa le assegnazioni di incarichi di secondo livello. 'Voci' che preoccupano la Fds, semplicemente perché già ragioni di crisi in occasione della precedente frattura".
Sarcastica la conclusione: "Naturalmente la Federazione della sinistra prende anche in considerazione l'eventualità di un'errata valutazione dei segnali. Nel qual caso, il Partito democratico rassicuri tutti, cominciando dai cittadini, per finire, poi, con gli alleati".

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venerdì 8 luglio 2011

(PROCESSO ASM) 20 RINVII A GIUDIZIO, TRA CUI L'EX SINDACO RAFFAELLI. LA DIFESA: "I REATI CONTESTATI SONO VICINI ALLA PRESCRIZIONE"



Il Gup del Tribunale di Terni, Pierluigi Panariello, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Massini di rinvio a giudizio per 20 dei 23 indagati del processo ASM. Tra questi ci sono anche l'ex sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, il presidente ASM e i suoi predecessori, rispettivamente Stefano Tirinzi, Giacomo Porrazzini e Piero Sechi, il direttore generale ASM, Moreno Onori, tecnici, imprenditori e dipendenti della Provincia di Terni.
Viene contestato loro, a vari titolo, in mancato rispetto di norme in materia ambientale: 
  1. relativamente allo svolgimento di "attività di smaltimento dei rifiuti sanitari in mancanza della prescritta autorizzazione";
  2. aver "scaricato nel fiume Nera acque reflue industriali contenenti metalli pesanti";
  3. aver sottovalutato "il rischio cancerogeno derivante dalla presenza di cromo esavalente";
  4. aver "compilato falsamente" i certificati di analisi su acque reflue e ceneri.
Inoltre, sono state confermate le accuse mosse dal pm Elisabetta Massini:
  1. disastro ambientale;
  2. truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche;
  3. maltrattamenti nei confronti dei lavoratori.
E' stato disposto il non luogo a procedere per l'accusa di avvelenamento di acqua o sostanze alimentari.


Le reazioni:
  • David Brunelli, difensore, tra gli altri, dell'ex sindaco Paolo Raffaelli, dell'attuale presidente dell'ASM Stefano Tirinzi e del suo predecessore Giacomo Porrazzini: "Siamo soddisfatti che l'accusa più grave e infamante, quella dell'avvelenamento dell'acqua, sia caduta, per il resto rimaniamo in attesa che il processo cominci, con la consapevolezza però che molti dei reati contestati sono vicini alla prescrizione", "il processo non vedrà né vincitori né vinti, visto che molti dei reati ambientali contestati cadranno in prescrizione già a febbraio 2012, quindi prima dell'inizio del processo fissato per marzo. Solo le accuse di disastro ambientale, di truffa e quelle relative al mobbing rimarranno in piedi, ,a questo non ci preoccupa";
  • Enrico Melasecche, consigliere comunale ed esponente dell'UdC, parla di una "sentenza storica per una classe dirigente che ha agito come se la giustizia fosse sempre dalla propria parte". "Ciò era un'offesa per tutti coloro che - continua Melasecche -, al di là della propria appartenenza politica, credevano e credono in un Paese più giusto, a prescindere da chi è al governo, del Paese come di un Comuna qualsiasi. Un Paese in cui nessuno può sottrarsi alla legge, sia esso il Presidente Berlusconi o, appunto, il Sindaco di Terni o il mega dirigente ASM/GEPAFIN";
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giovedì 19 maggio 2011

(COMUNE DI TERNI) IL SINDACO REVOCA LE DIMISSIONI: "DA TUTTI L'INVITO AD ANDARE AVANTI"

Leopoldo Di Girolamo, Sindaco di Terni
Sono trascorsi 16 giorni da quel consiglio comunale durante il quale il Sindaco, Leopoldo Di Girolamo, presentò le dimissioni. Sedici lunghi giorni di tensione con il gruppo dei cosiddetti 'ribelli' a seguito della presentazione di una serie di emendamenti al Bilancio; tensione smorzata con un 'documento politico' ed una lettera al presidente del Consiglio comunale, Giorgio Finocchio. 
"Caro Presidente,
questa mia è per comunicarLe ufficialmente la revoca delle dimissioni che ho presentato nell'aula consiliare nel corso della seduta del 3 maggio scorso. In questi giorni ho intessuto una fitta serie di incontri con la comunità ternana, con le sue forme organizzate e con i semplici cittadini. Da tutti è emersa forte la preoccupazione per la fase difficile che stiamo vivendo e l'invito ad andare avanti con chiarezza e determinazione tenendo fede agli impegni assunti ed alla responsabilità che ci hanno affidato gli elettori.
Ho quindi predisposto, tenendo conto dei contributi pervenuti dalla società civile e dalle forze politiche di maggioranza, ma anche di opposizione, un aggiornamento programmatico che penso sia in grado di rispondere efficacemente alle emergenze che abbiamo di fronte e che ha trovato il consenso delle forze politiche che mi sostengono.
E' sulla base di questo rinnovato patto di fiducia fra il Sindaco e la sua maggioranza che Le chiedo di convocare, secondo le norme che regolano la vita della nostra Istituzione, una seduta del Consiglio comunale per dare conto ad Esso ed alla cittadinanza di quanto accaduto e della soluzione determinatasi" (dal sito del Comune di Terni).
Il 'documento politico' accoglie parte degli emendamenti presentati dal gruppo dei 'ribelli': trasformazione dell'Asfm in una Spa; creazione di una società unica per la gestione del patrimonio immobiliare; rilancio del progetto di distretto culturale puntando su un "ricco pluralismo" ed un ripensamento "radicale" del polo universitario ternano; riorganizzazione delle politiche sociali, nel documento si legge "bisognerà operare una razionalizzazione senza diminuire i servizi, lottare contro inefficienze e sprechi e valorizzare il ruolo dell'associazionismo e del volontariato nell'ottica della sussidiarietà orizzontale".


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mercoledì 4 maggio 2011

(TERNI) DIMISSIONI DEL SINDACO DI GIROLAMO, LE REAZIONI


Le dimissioni presentate ieri dal Sindaco Di Girolamo hanno scatenato le reazioni di gran parte del mondo politico ed economico della città:
  • Lamberto Bottini, segretario regionale Pd Umbria: "Speriamo che i prossimi venti giorni si rivelino utili a definire una proposta politica e programmatica che possa determinare una maggioranza più solida per continuare a governare una città importante come Terni, anch'essa tra l'altro, come altri centri dell'Umbria, colpita dalla crisi economica";
  • Davide Zoggia, responsabile Enti Locali del Pd: "Nel riaffermare il nostro pieno sostegno a Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni, che ha deciso di rimettere il suomandato, rinnoviamo i nostri apprezzamenti per il suo operato, convinti che vi possa essere spazio per un suo ripensamento. Le questioni amministrative determinatesi in questi mesi hanno provocato tensioni all'interno della maggioranza. Si tratta di problemi che si stavano via via dipanando e pur non essendo stato completato il cammino avviato, il sindaco Di Girolamo, con il suo gesto, ha inteso fare chiarezza verso la città. Noi stiamo già lavorando assieme la partito locale per ricreare una maggioranza forte e coesa attorno al sindaco";
  • Paolo Brutti, segretario regionale Idv Umbria: "Le dimissioni del sindaco Di Girolamo suscitano profondissima preoccupazione", "La cosa più allarmante - continua - sta nella natura della crisi, tutta interna al Partito democratico, lontana dalla consueta fisiologia degli scontri politici, che vedono forze diverse di una stessa coalizione andare in attrito. Una crisi insolita, originata da motivi poco chiari. Il nostro auspicio è che, attraverso una proposta del sindaco Di Girolamo, le fibrillazioni interne cessino e non aggiungano ulteriori problemi alla città. Terni non ne ha bisogno";
  • Sinistra Ecologia e Libertà: "Negli ultimi mesi Sel ha responsabilmente lavorato per supportare lo sforzo del sindaco nel quadro delle generali difficoltà ricadenti sugli enti locali, dovute alle scelte politiche del governo e nel quadro della crisi economica generale. Purtroppo, in questo grande sforzo, una parte del gruppo del Pd ha frapposto continui ostacoli alla incomprensibile e pretestuosa posizione sul bilancio, atto urgente e necessario per la città";
  • Il cosiddetto 'Tridente' (UdC, Lista Baldassarre e Terni Oltre): "La verità, al di là di quanto sostiene il sindaco che cerca di mettersi i panni della vittima, è che la maggioranza è implosa su problemi veri, dopo ventuno mesi di galleggiamento, passati nel più assoluto immobilismo, senza affrontare e risolverne uno solo. Sulle scelte di fondo, il contrasto all'interno della maggioranza è diventato insanabile e Di Girolamo ha preferito posizioni di retroguardia: quelle di difesa di ben determinati settori di interesse legati agli appalti senza gara (sociale gestito dalla Asl) o con gare non autorizzate dal Consiglio (CAOS)";
  • Raffaele Nevi, capogruppo Pdl in Consiglio regionale: "Finalmente il sindaco ha preso atto che non ha una maggioranza in consiglio comunale e del fatto che il suo partito sia imploso sotto i colpi della lottizzazione politica che fino ad oggi è stata il cemento di una coalizione che mette in pericolo il futuro sviluppo della città. Ora ci sono 20 giorni di agonia in cui ne vedremo delle belle e in cui si continuerà a spezzettare la torta della spesa pubblica nella speranza di rimettere insieme ciò che non può stare insieme. Il nostro auspicio è che si stacchi la spina e si ponga fine a questo indecente spettacolo dando la parola ai cittadini attraverso le elezioni";
  • Pietro Laffranco, deputato Pdl: "Qualunque sia l'esito della crisi politica che sta interessando il Comune di Terni, il potere clientelare del Pci-Pds-Ds è ormai giunto al capolinea, a Terni così come nel resto dell'Umbria. Sul piano amministrativo ci aspettiamo di tutto e quindi vigileremo su tutto. L'auspicio, per il bene della città di Terni, è che dopo la dissoluzione politica di quella che è ormai l'ex maggioranza, si arrivi alla chiarezza attraverso il ricorso alle elezioni";
  • Stefano Vinti, segretario regionale Prc Umbria: "E' evidente che la crisi politica ha avuto origine all'interno del Pd e le dimissioni di Di Girolamo sono un atto che riporta la politica in un contesto di politica con la P maiuscola. Si andrà alle elezioni? E' presto per dirlom vediamo se la giunta riuscirà a ritrovare un comun denominatore in grado di portare a termine la legislatura. Altrimenti non c'è dubbio che l'unica strada sarà ridare la parola agli elettori";
  • Umbro Bernardini, presidente di Confindustria della regione Umbria: "Sono sconcertato e indignato", "se c'era qualcosa di cui Terni non aveva proprio bisogno sono le dimissioni del sindaco - ha detto Bernardini - Evito di entrare nel merito delle questioni politiche, ma come cittadino e rappresentante degli imprese del territorio non posso che ricordare come la città continui ad essere vittima di una sorta di congiuntura astrale a dir poco negativa". "Quanto accaduto in Comune - rileva il presidente di Confindustria - è per me il segno dell'assoluta inadeguatezza delle rappresentanza politica. Sia ben chiaro, il mio non è un attacco al sindaco, persona che peraltro stimo, ma ritrovarsi senza guida politica nel particolare e grave momento che la città vive non può eche indignare. Forse qualcuno si è dimenticato della situazione drammatica in cui si dibatte l'intero comparto chimico del territorio; del fatto che TKAst, la nostra più grande risorsa, si trovi nel bel mezzo del tifone scatenato dalla condanna per il rogo di Torino; che la situazione del commercio cittadino sia a dir poco travagliata. Ritrovarsi senza una guida in queste condizioni, lo ripeto, è il segno dell'inadeguatezza della classe politica". "In un quadro problematico e complesso come quello in cui si trova la città - conclude Bernardini - uno scenario politico del genere era l'ultima cosa che doveva capitare. Una cosa che non sarebbe dovuta nemmeno passare per l'anticamera del cervello dei nostri politici. A questo punto non posso che esprimere grossa preoccupazione e delusione. Resto letteralmente esterrefatto. Si conoscevano le difficoltà dell'amministrazione comunale, ma non si può permettere che beghe politiche mettano a repentaglio la città. Che si sia arrivati a questo punto è a mio parere assolutamente assurdo".

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martedì 3 maggio 2011

(TERNI) IL SINDACO DI GIROLAMO SI E' DIMESSO, RISSA SFIORATA IN CONSIGLIO COMUNALE


"Rispettando le dignità delle istituzioni presento in quest'aula le mie dimissioni da sindaco,un ruolo che ricopro da 21 mesi", "è un atto di responsabilità e di chiarezza nei confronti della città perché rappresenta un atto di trasparenza verso i cittadini, la politica e chi ci crede". Queste le prime parole pronunciate dal Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, nella seduta del consiglio comunale di oggi (Comunicato dal sito del Comune di Terni).
"Ringrazio le forze politiche - ha continuato l'ex senatore - e i gruppi che mi hanno accompagnato in questi mesi dentro una fase politica molto complessa con ripercussioni negative sulla città in termini di crisi e di problemi aperti", "ringrazio la maggioranza per il sostegno leale che mi ha dato fino ad oggi e anche la minoranza, della quale in alcuni casi non ho condiviso i toni, ma che ha sempre assicurato la dialettica".
La maggioranza non è riuscita a ricompattarsi ed è lo stesso sindaco a spiegare: "Si sono aperti dei conflitti e dei contrasti dentro il mio gruppo consiliare e il mio partito che rappresenta la parte preponderante della maggioranza in consiglio e che ha dunque una responsabilità più ampia degli altri. Abbiamo avuto delle discussioni lunghe, approfondite, tormentate, a volte anche segnate da asprezze, sul bilancio e su alcune linee strategiche che come giunta abbiamo presentato al consiglio comunale e alla città". "Queste linee in parte non hanno trovato approvazione e condivisione di una parte del mio gruppo consiliare con la conseguente non approvazione nelle commissioni competenti sia del piano triennale delle opere pubbliche che del bilancio stesso. Abbiamo provato in questi giorni a ricomporre queste divisioni attraverso una discussione politica. Un consigliere d'opposizione, offendendoci, ha parlato di mercato, ma noi abbiamo fatto discussioni di politica e non di mercato. Ci sono altri che sono molto esperti di mercato, di compravendita e di mercificazione della politica".
"Non siamo riusciti a comporre queste divisioni: quindi, rispetto al mandato che mi è stato conferito dai cittadini - perché la candidatura è stata espressa dai partiti, ma il voto l'hanno dato i cittadini - ritengo di esercitare pienamente attraverso l'atto delle dimissioni la mia libertà d'azione e verificare in questi venti giorni che la legge dispone sulla base di un programma, che naturalmente deve essere condiviso, la possibilità di ricostruire una maggioranza solida e coesa di cui questa città ha bisogno".
Per motivi ancora da chiarire, il capogruppo dell'Udc Enrico Melasecche ed il presidente del consiglio Giorgio Finocchio hanno sfiorato la rissa.

In una dichiarazione rilasciata subito dopo aver rassegnato le dimissioni, al sito UmbriaLeft.it, Leopoldo Di Girolamo afferma: "Ascolterò le forze sociali e politiche della città per valutare quali spazi si possono aprire in vista di un solido governo che porti a termine il mandato". Ma il sindaco non si sbilancia in pronostici affrettati: "Impossibile fare conti in temini di percentuali, teniamo da parte le amarezze e guardiamo avanti".
Il Pdl (almeno così si legge dal sito LaGoccia.eu): "Finalmente il Sindaco ha preso atto che non ha una maggioranza in Consiglio comunale e del fatto che il suo partito sia imploso sotto i colpi della lottizzazione politica che fino ad oggi è stata il cemento di una coalizione che mette in pericolo il futuro sviluppo della città. Ora ci sono 20 giorni di agonia in cui ne vedremo delle belle e in cui si continuerà a spezzettare la torta della spesa pubblica nella speranza di rimettere insieme ciò che non può stare insieme. Il nostro auspicio è che si stacchi la spina e si ponga fine a questo indecente spetacolo dando la parola ai cittadini attraverso le elezioni".


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lunedì 2 maggio 2011

(TERNI) IL GIORNO PIU' LUNGO: DI GIROLAMO PRONTO A DIMETTERSI, SCONTRO APERTO TRA EX MARGHERITA ED EX DS. RINVIATO DI UN GIORNO IL DIBATTITO SUL BILANCIO


E' stata accolta a maggioranza la proposta del consigliere Giuseppe Boccolini che, al termine della relazione del vicesindaco, Libero Paci, ha richiesto di rinviare l'inizio del dibattito alla seduta del Consiglio comunale in programma per domani: "Senza infingimenti - ha detto l'esponente socialista - la città sa che ci sono problemi, che c'è un dibattito aperto e ci sono delle difficoltà politiche. L'obiettivo è di approfondire l'analisi per il bene della città".
"Una richiesta inaccettabile" per il centrodestra. Il capogruppo del Pdl, Federico Brizi, dice che tale scelta "certifica come la città sia ostaggio di beghe interne ai partiti del centrosinistra", "non possiamo - continua l'ex forzista - accettare che la città continui a pagare le conseguenze di questa situazione e chiediamo che il sindaco riferisca in questa sede se esiste ancora una maggioranza che lo sostiene".

Poco meno di ventiquattro, dunque, sono le ore che ci separano dalla prossima seduta in cui - sperando che non ci siano nuovi rinvii - conosceremo le sorti dell'attuale amministrazione guidata dal sindaco Leopoldo Di Girolamo; conosceremo l'esito dello scontro ingaggiato dai 7 "ribelli" del Pd e il vincitore dello scontro tra ex margheriti ed ex diessini.

Il Sindaco di Terni, Sen. Leopoldo Di Girolamo
In mattinata le voci delle possibili dimissioni del Sindaco si erano fatte sempre più vive: "I nodi non sono sciulti, vedremo come arriveremo in consiglio comunale, tutto può ancora succedere" (dal sito Umbria24.it).
Si è aperto pertanto il giorno più lungo - o meglio la nottata più lunga - di questa consiliatura che si trova a dover affrontare la maggiorparte dei problemi irrisolti lasciati come scomodissima eredità da parte della precedente giunta Raffaelli. Trattative ad oltranza fino a sera o anche durante la notte. Tutto il partito democratico è in movimento perché se una mediazione non dovesse essere trovata e la giunta dovesse cadere, gli effetti si vedrebbero immediatamente anche in provincia e poi, chissa...

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(SENTENZA THYSSENKRUPP) LA FIOM CONTRO L'ATTO DI INDIRIZZO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TERNI

Maurizio Marcelli, responsabile Ufficio Salute, ambiente e sicurezza della Fiom-Cgil

Il responsabile dell'Ufficio Salute, ambiente e sicurezza della Fiom-Cgil, Maurizio Marcelli, affida ad un comunicato stampa una dura critica al Consiglio comunale di Terni e all'atto di indirizzo, votato all'unanimità, relativo alla sentenza sul rogo alla ThyssenKrupp di Torino: "Inaccettabile la posizione del Consiglio comunale di Terni in merito alla sentenza di Torino. Sbalordisce e indigna l'atto approvato all'unanimità. Sbalordisce, perché la giusta necessità di difendere il lavoro e i lavoratori ternani non può essere scambiato con l'accettazione del ricatto della ThyssenKrupp che, a causa della sentenza di Torino, minaccia di andarsene dall'Italia. Il Consiglio comunale di Terni, di fatto accetta il ricatto della ThyssenKrupp nel momeno in cui valuta la sentenza come abnorme perché troppo severa con l'Azienda. Forse che le vite perdute di sette lavoratori non valgono la condanna non solo dei dirigenti aziendali, ma anche quella dell'Azienda a pagare un milione di euro e a non avere i finanziamenti pubblici per sei mesi?".
"E' inaccettabile che un Consiglio comunale, che dovrebbe avere l'obiettivo fondamentale di tutelare le condizioni dei propri cittadini anche come lavoratori, faccia suo il punto di vista dell'Azienda, finendo per accettare l'ipotesi dello scambio del lavoro con la vita dei lavoratori. La Fiom contrasterà questa posizione perché auspicava che, a Torino, si giungesse a questa sentenza. Ci siamo infatti costituiti parte civile proprio perché continuiamo a pensare che si debba rimettere in discussione il modello produttivo che ha ridotto i lavoratori a merce e non a persone e che porta malattie, infortuni e morti".
"Noi contrasteremo la ThyssenKrupp che minaccia di rimettere in discussione la sua permanenza in Italia quasi che gli investimenti, nel nostro Paese, siano possibili solo a condizione di non rispettare le norme e le leggi sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. La vera sfida per la tenuta del sito ternano e per la permanenza della ThyssenKrupp in Italia è e dovrà continuare ad essere relativa non all'abbattimento dei costi, ma alla qualità dei processi e dei prodotti".

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giovedì 7 aprile 2011

(TERNI) SQUADRA MOBILE IN COMUNE PER ACQUISIRE DOCUMENTAZIONE. DI GIROLAMO: "PIENA COLLABORAZIONE"


La squadra mobile di Terni, guidata da Tommaso Niglio, è entrata a Palazzo Spada per acquisire documentazione relativa ad atti amministrativi relativi ad un filone d'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex direttore di Confcommercio, Leandro Porcacchia, e del suo collaboratore, Sergio Briganti.
Il Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha diramato il presente comunicato:
"Siamo pienamente a disposizione della Magistratura verso la quale esprimiamo totale fiducia, affinché sia accertato tutto quanto occorre per fare chiarezza, nei tempi più rapidi possibili, sulle vicende oggetto di indagini. Da parte nostra confermiamo l'assoluta correttezza delle procedure amministrative attuate e assicuriamo la massima collaborazione rispetto a una vicenda che ha generato comprensibile turbamento nell'opinione pubblica italiana"

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mercoledì 6 aprile 2011

(TERNI) TAVOLI ALL'APERTO E ORDINANZA ANTIRUMORE: RICOMINCIA LA SHARADA, BOTTA E RISPOSTA TRA BENCIVENGA E ASSOCIAZIONE DEI LOCALI


Il caldo è arrivato, siamo ad aprile e mentre nel resto d'Italia i locali stanno sistemando qualche tavolo all'aperto da noi tutto è fermo come ogni anno. Non si vedono tavoli - dicevamo - tranne in quei pochissimi locali che sono autorizzati a tenerli tutto l'anno.
A Terni, l'unica cosa che non manca all'approssimarsi della bella stagione, è l'ormai stucchevole polemica tra gestori di locali e amministrazione comunale con qualche sporadica incursione dell'associazione degli abitanti del Centro.
Oggi, hanno aperto le danze il presidente di Fipe Confcommercio (il sindacato dei locali pubblici), Francesco Bartoli, e l'Assessore Luigi Bencivenga.
"Una cosa del genere è inconcepibile - ha detto Bartoli - è un anno che andiamo avanti di concerto con i tecnici del Comune per realizzare questo protocollo. Abbiamo accolto tutte le istanze dell'amministrazione, muovendoci pienamente nei termini di legge, impiegando tempo e risorse per adeguare i locali alle normative nazionali. Ci ritroviamo invece a stagione iniziata e con vari eventi in piedi senza risposte chiare da parte dell'assessorato. Voglio conoscere le ragioni per le quali l'assessore Bencivenga diserta gli appuntamenti con il sindacato dei locali pubblici. Ribadisco che le nostre attività necessitano di organizzazione precisa, dalla scelta del personale all'organizzazione dei servizi e delle serate. Ogni ritardo è un danno economico per noi, ma anche una perdita per la città. Credo che Terni sia tra le uniche realtà in Italia in cui bar e pub non hanno ancora potuto mettere i tavoli all'aperto. Ci dobbiamo confrontare con le associazioni dei cittadini? Siamo pronti. Sappiamo di aver fatto ogni passo nel pieno rispetto delle regole".
Non si fa attendere la replica dell'Assessore che dichiara: "Non esiste e non è mai esistito in agenda un incontro con la Fipe Confcommercio. Né ieri, né martedi scorso. Smentisco completamente questa notizia, da chiunque venga. I miei tecnici stanno già lavorando a un protocollo sui locali pubblici. Il mio unico interlocutore rimane la Confcommercio".
Insomma, chi avrà ragione? Chi lo sa, basterà attendere la prossima puntata. Intanto, cari amici, i tavoli all'aperto restano al chiuso...


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sabato 2 aprile 2011

(TERNI) SABATO 9 APRILE: IL FUTURO DEI CENTRI SOCIALI ANZIANI AL CONVEGNO ORGANIZZATO DALL'ANCESCAO DI TERNI, NARNI E AMELIA





Sabato 9 aprile l'ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti) di Terni, Narni e Amelia, ha organizzato il convegno "CENTRI SOCIALI ANZIANI, QUALE FUTURO?" presso la sala Polis del CeSVol della Provincia di Terni in via montefiorino.
Il Convegno "vuole essere un'occasione di discussione e di approfondimento tra i vari attori interessati al tema". Oltre ai presidenti dei molti Centri Sociali sparsi sul territorio, saranno presenti il presidente ed il vice presidente nazionale dell'ANCeSCAO, rispettivamente Lamberto Martellotti e Gianfranco Lamperini, il Sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo, porterà il saluto della città; interverranno gli assessori alla politica sociale del Comune e della Provincia di Terni, del Comune di Narni e di Amelia. 
"Il punto di partenza di tale discussione - come leggiamo dal blog dell'Associazione - sarà la relazione approvata all'unanimità dall'Assemblea dei Presidenti dei Centri Sociali dell'ANCeSCAO del Comprensorio" (per visualizzare il testo integrale della Relazione clicca qui).

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