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mercoledì 24 febbraio 2010

LA FIAMMETTA CHE DIVIDE: SCOPPIA SUL WEB IL CASO MODENA


"Ma norcini e spoletini se la sentono di essere rappresentanti da una città oggettivamente bruttina come Terni? Forse sarebbe meglio aggregare il Ternano e Terni ad una nuova provincia con capitale Spoleto, città che ha un biglietto da visita di fama internazionale. Via, professor Ciaurro, non confondiamo città di serie A con quelle neo-promosse in serie B. Fiammetta Modena, Capogruppo FI alla Regione"
"Studia il passato se vuoi prevedere il futuro" diceva Confucio e pare che i ternani sul web abbiano bene compreso il senso dell'aforisma del maestro cinese. Da qualche settimana è scoppiato il caso Modena dopo che - come per magia - è riapparso un articolo della candidata Pdl alla presidenza della Regione intitolato "I tentativo di scippo di Ciaurro" in risposta all'allora Sindaco di Terni, l'indimenticato Professor Gianfranco Ciaurro, che aveva avanzato una riflessione sul riequilibrio delle province umbre.
La frase sopra riportata, estratta dal citato articolo, è quella che ha fatto infuriare centinaia di ternani che, sul web, hanno mostrato tutta la loro indignazione esprimendo chiari dubbi sulla opportunità di votare un candidato presidente che anzichè unire divide le province umbre.
Sulla pagina ufficiale "Fiammetta Modena PRESIDENTE della REGIONE UMBRIA", è stata avviata una discussione dal titolo "perchè dovrei votare una persona come lei? Piuttosto mi taglio la mano!" e da allora le discussioni si sono moltiplicate su numerosi forum. Da Terni in Rete con "Fiammetta Modena, quello che pensa di Terni" al sito 'RossoVerdi unofficial forum'.
Si registra, per ora, una sola reazione politica, quella del Capogruppo uscente del Pd al Consiglio regionale, Gianluca Rossi che, dal suo blog, lascia "Un piccolo promemoria per Fiammetta...", "Le città dell'Umbria sono tutte nobili!".
Personalmente, ritengo che dichiarazioni del genere - pur se datate - siano inaccettabili, offensive per tutti i ternani e rappresentino chiaramente l'impianto perugino-centrico, peraltro mai smentito, della candidata alla Presidenza della Regione del PDL e della Lega.

venerdì 15 gennaio 2010

BAVAGLIO AL WEB E REGALI A MEDIASET PER DECRETO


"Il Governo di accinge a modificare una parte rilevante della normativa su tv e internet senza alcun coinvolgimento del Parlamento", "questo vero e proprio blitz è affidato al decreto di recepimento della direttiva Ue del 'product placement', approvato a metà dicembre e che da oggi è all'esame della Camera, ma solo per un parere non vincolante", Paolo Gentiloni, Responsabile comunicazioni del Pd.
Dal sito dell'ex Ministro delle Comunicazioni si legge, inoltre, "Articolo 4, comma 1, lettera a: rientrano nella definizione di servizio media audiovisivo i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale", "è questo il grimaldello contenuto nel decreto del Governo su tv e Internet attraverso il quale si vorrevvero far passare una serie di controlli e di limitazioni alla tv su protocollo Internet, alle web tv e a piattaforme internet che usano l'audivisivo a cominciare da Youtube. Una volta rientrati nella definizione generale di servizio di media audiovisivo, infatti, siti e piattaforme web che fanno un uso non incidentale di immagini video potranno essere soggetti alle norme e alle limitazioni tipiche delle piattaforme tv. A cominciare dalle autorizzazioni ministeriali: lo stesso decreto (art. 17) prevede che diventi necessaria un'autorizzazione del Ministero anche per la diffusione continua in diretta o live streaming e su Internet o web casting". "Questo decreto - continua Gentiloni - è un vero scandalo. Oltre a questa norma anti web ci sono diversi regali a Mediaset e c'è l'eliminazione delle norme introdotte dal Governo Prodi a favore della produzione indipendente di fiction e del cinema italiano. Il tutto con un decreto che prevede solo pareri parlamentari 'non vincolanti' e ancora una volta trasforma il Parlamento in una casella postale. Oggi è cominciata la battaglia nostra, dell'Idv e dell'Udc nelle commissioni parlamentari. Nei prossimi giorni sono certo che la mobilitazione crescerà sia on line che off line".
L'Associazione Articolo 21, scrive che "Il decreto include la fornitura delle immagini via internet tra le attività che necessitano di un'autorizzazione del Governo, poi estende la rigida disciplina del diritto d'autore ai fornitori di servizi via internet con disposizioni dagli effetti simili a quelli della controversa legge francese (per inciso c'entra qualcosa la causa di Mediaset contro Youtube per i filmati trasmessi su quest'ultima piattaforma?). Infine estende il diritto di rettificare anche ai Tg eventualmente trasmessi sul web anche in questo caso con un intento che ricorda quanto il Governo ha già tentato di fare con riferimento ai Blog, per cui potrebbe essere una disposizione che apre la strada per imbavagliare i contenuti veicolati o su Internet in tutte le loro forme (soprattutto se letta in combinato disposto con la norma sul diritto d'autore)".

giovedì 17 dicembre 2009

DOPO UN LUNGO SILENZIO SCHIFANI INTERVIENE "CONTRO LA VIOLENZA DEL WEB" E I "RIBALTONI"


Dopo qualche settimana di quasi totale silenzio, il Presidente del Senato è intervenuto "contro la violenza del web" e i "ribaltoni". Dopo Maroni, che ha presentato al CDM il disegno di legge su Internet, Renato Schifani ha dichiarato: "Dobbiamo fare qualcosa per evitare che sui siti internet ci siano veri e propri inni alla violenza", "avendo come faro di riferimento la libertà di espressione". Per il Presidente del Senato, su facebook si leggono "dei veri e propri inni all'istigazione alla violenza. Negli anni '70, che pure furono pericolosi, non c'erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l'odio che alligna in alcune frange".
Secondo Schifani, inoltre, l'Italia avrebbe ormai una nuova "costituzione materiale" generata dalla legge elettorale maggioritaria e in questo contesto eventuali "ribaltoni" sarebbero un "tradimento" della volontà popolare. "No a cambi di maggioranza, a ricomposizioni e scomposizioni di maggioranze" perchè "in questo modo si tradisce la volontà degli elettori. I cittadini vogliono essere governati dalla loro maggioranza".
All'interno della maggioranza le reazioni non sono mancate. Altero Matteoli afferma che ci sarebbe l'unanimità, all'interno del CDM, sulla necessità di adottare il ddl. Altri Ministri, come La Russa, sarebbero assertori del pugno di ferro contro chi disturba cortei e sit-in. L'On. Della Vedova, Pdl, non condivide le parole di Schifani: "Le preoccupazioni del presidente del Senato riflettono una realtà che non esiste, banalmente perchè Facebook non è ciò che Schifani pensa che sia", "Ci sono tante parole sul web, molte cose intelligenti e molte cose stupide, ma sono sempre e soltanto parole, che tutti possono leggere e che tutti possono segnalare alle autorità, se si ritiene che rappresentino un'istigazione alla violenza o un'apologia di reato. Dire che Facebook (non alcuni gruppi di Facebook, ma proprio Facebook) è pericoloso significa sostenere che è pericolosa la libertà di comunicare e scambiarsi idee. A ritenenre pericolosi i social network sono i regimi totalitari, non le democrazie come la nostra".
Dall'opposizione Pierluigi Bersani, segretario del Pd, si dice scettico: "Consiglierei molta cautela e di andare a vedere bene di che si tratta. Io sono molto, molto perplesso".
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