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domenica 17 luglio 2011

TORNA IL BOSSI SECESSIONISTA, SUL CASO PAPA "PENSO CHE LA LEGA VOTERA' PER IL SUO ARRESTO"


Come sempre accade nei momenti di difficoltà, il Senatùr spariglia le carte e rispolvera i soliti cavalli di battaglia tanto amati dalla base del suo partito. 
Spariglia le carte sul caso Papa per tenere sulla graticola il presidente del Consiglio e per cercare di ottenere il più possibile dalla debolezza dell'Esecutivo, difende ed attacca il suo amico Tremonti. Poi parte il solito teatrino durante una tipica festa leghista parlando di "secessione", criticando l'Europa, attaccando Roma, i romani e Alemanno.
Caso 'Papa': "penso che la Lega voterà per il suo arresto"
"Noi abbiamo lasciato passare la richiesta della sinistra che chiedeva la carcerazione, ma io qualche dubbio ce l'ho, sembra una sfida al Parlamento, bisogna stare attenti a fare cose sbagliate, ci sono cose su cui bisogna ragionare, mai mettere le manette prima. Prima la magistratura faccia il processo e se è colpevole allora lo si condanna, ma mettere le manette prima è una cosa inaccettabile". Nonostante ciò, però, "la Lega vuole votare per il suo arresto, penso che la Lega voterà per il suo arresto".
Secessione: "sarebbe la migliore medicina"
"Tutti i mesi il povero Tremonti deve vender dei titoli di Stato, se non lo facesse non si pagherebbero più pensioni e ospedali: sarebbe un disastro. Arrivati a questo punto meglio fare la secessione che andrebbe bene al sud e al nord, con patti chiari e amicizia lunga. La secessione sarebbe la migliore medicina".
"La manovra più o meno è passata, una brutta manovra arrivata quando sembrava che il mondo intero si fosse scatenato contro l'Italia"
I mercati "temono un'altra situazione come la Grecia". "Gli irlandesi facevano padelle, la Grecia faceva poco, un pò come il nostro Sud" e quindi "i conti non si riescono a pagare"
Sul futuro della coalizione di governo, l'Umbèrt non si sbilancia: "Vedremo se alle prossime elezioni faremo ancora un accordo con Berlusconi o se andremo soli" e alle domande sulla durata dell'attuale governo ha risposto "Non sono mica un mago".
Attacco a Roma: "La fortuna di Roma è il Papa"
"Il Sindaco di Roma non è mica cambiato: alle elezioni farà la fine della Moratti, venda un pò delle società che ha, perché il nord dovrebbe dargli i soldi?", "La fortuna di Roma è il Papa che attira gente da tutto il mondo".


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lunedì 30 maggio 2011

BERLUSCONI: ABBIAMO PERSO OCCORRE MANTENERE I NERVI SALDI, IL GOVERNO NON E' A RISCHIO


"Ho sentito Bossi, è d'accordo di andare avanti insieme", "Abbiamo perso, è evidente" ma "non c'è altra strada se non tenere i nervi saldi e andare avanti; la maggioranza è coesa e determinata". Questa volta Silvio non fa attendere il suo commento, come invece era accaduto al primo turno, per commentare i risultati dei ballottaggi che hanno visto espugnare dal centrosinistra il suo feudo più importante. Poche parole da Bucarest al margine dell'incontro bilaterale Italia-Romania.
"Abbiamo perso - ha continuato il presidente del Consiglio - ma io sono un combattente. L'unica strada è quella di fare le riforme", "ogni volta che vengo sconfitto triplico le forze".
E' una risposta indirizzata a tutte le forze politiche, quella di Berlusconi.
A pochi minuti di distanza dalla richiesta di dimissioni e di elezioni anticipate giunte da tutte le opposizioni del Paese: Sinistra Ecologia e Libertà con Nichi Vendola; il Partito Democratico con Pier Luigi Bersani; l'Unione di Centro con Lorenzo Cesa.

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martedì 10 maggio 2011

L'AGCOM ORDINA IL RIEQUILIBRIO DEI TG "IN PARTICOLARE PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO", MULTA IL TG1 ED INVITA SKY A RISPETTARE IL PLURALISMO


"L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha esaminato oggi gli esposti presentati e i dati di monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla penultima settimana di campagna elettorale (1-7 maggio).
Dati dati si rileva che i telegiornali presentano ancora qualche squilibrio nel tempo di parola (criterio prevalente di valutazione) e nel tempo della notizia.
Pertanto l'Autorità, in considerazione dell'imminenza del voto, ha impartito un preciso ordine di immediato riequilibrio nel senso che tutte le edizioni dei telegiornali, comprese quelle principali, nelle ultime tre giornate di campagna elettorale (11, 12, e 13 maggio) decono realizzare il completo equilibrio tra le forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione, sia nel tempo di parola che in quello di notizia, recuperando gli squilibri verificatisi nelle settimane precedenti.
L'Autorità ricorsa che - ai sensi dell'art. 1 della legge n. 515/93 - a tutti i candidati, qualunque sia il ruolo istituzionale rivestito, non può essere dedicato un uso ingiustificato di riprese con presenza diretta e che, fino alla chiusura delle operazioni di voto, la loro presenza è ammessa solo nelle trasmissioni informative ricondotte sotto testata giornalistica.
Il tempo dedicato agli esponenti del Governo deve essere riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione.
Ciò vale, in particolare, per il Presidente del Consiglio, il quale è anche capolista nelle elezioni comunali di Milano.
In via eccezionale e straordinaria, gli ordini impartiti saranno attentamente verificati dall'Autorità attraverso un monitoraggio giornaliero.
In caso di inottemperanza dell'ordine, tenuto conto dei richiami già rivolti, saranno applicate, senza ulteriore preavviso, le sanzioni pecuniarie previste dalla legge, e inoltre le testate dovranno pubblicare un avviso recante l'informazione sull'avvenuta violazione e sulla conseguente sanzione.
Al Tg1 è stata applicata una sanzione di 100.000 euro, per l'inadeguata osservanza dell'ordine e dei richiami rivoltigli in precedenza.
Inoltre l'Autorità, a seguito degli esposti presentati dall'UDC, ha invitato Sky a rispettare, nei confronti tra candidati sindaci e nella rappresentanza delle forze politiche, il principio di effettiva parità di trattamento e di pari opportunità di ascolto e visibilità.
Un richiamo al rigoroso rispetto dei principi del pluralismo è stato altresì rivolto dal Corecom della Lombardia alle emittenti e ai TG regionali della Rai" (Comunicato stampa dell'AGCOM del 10 maggio 2011).

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martedì 3 maggio 2011

(TERNI) IL SINDACO DI GIROLAMO SI E' DIMESSO, RISSA SFIORATA IN CONSIGLIO COMUNALE


"Rispettando le dignità delle istituzioni presento in quest'aula le mie dimissioni da sindaco,un ruolo che ricopro da 21 mesi", "è un atto di responsabilità e di chiarezza nei confronti della città perché rappresenta un atto di trasparenza verso i cittadini, la politica e chi ci crede". Queste le prime parole pronunciate dal Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, nella seduta del consiglio comunale di oggi (Comunicato dal sito del Comune di Terni).
"Ringrazio le forze politiche - ha continuato l'ex senatore - e i gruppi che mi hanno accompagnato in questi mesi dentro una fase politica molto complessa con ripercussioni negative sulla città in termini di crisi e di problemi aperti", "ringrazio la maggioranza per il sostegno leale che mi ha dato fino ad oggi e anche la minoranza, della quale in alcuni casi non ho condiviso i toni, ma che ha sempre assicurato la dialettica".
La maggioranza non è riuscita a ricompattarsi ed è lo stesso sindaco a spiegare: "Si sono aperti dei conflitti e dei contrasti dentro il mio gruppo consiliare e il mio partito che rappresenta la parte preponderante della maggioranza in consiglio e che ha dunque una responsabilità più ampia degli altri. Abbiamo avuto delle discussioni lunghe, approfondite, tormentate, a volte anche segnate da asprezze, sul bilancio e su alcune linee strategiche che come giunta abbiamo presentato al consiglio comunale e alla città". "Queste linee in parte non hanno trovato approvazione e condivisione di una parte del mio gruppo consiliare con la conseguente non approvazione nelle commissioni competenti sia del piano triennale delle opere pubbliche che del bilancio stesso. Abbiamo provato in questi giorni a ricomporre queste divisioni attraverso una discussione politica. Un consigliere d'opposizione, offendendoci, ha parlato di mercato, ma noi abbiamo fatto discussioni di politica e non di mercato. Ci sono altri che sono molto esperti di mercato, di compravendita e di mercificazione della politica".
"Non siamo riusciti a comporre queste divisioni: quindi, rispetto al mandato che mi è stato conferito dai cittadini - perché la candidatura è stata espressa dai partiti, ma il voto l'hanno dato i cittadini - ritengo di esercitare pienamente attraverso l'atto delle dimissioni la mia libertà d'azione e verificare in questi venti giorni che la legge dispone sulla base di un programma, che naturalmente deve essere condiviso, la possibilità di ricostruire una maggioranza solida e coesa di cui questa città ha bisogno".
Per motivi ancora da chiarire, il capogruppo dell'Udc Enrico Melasecche ed il presidente del consiglio Giorgio Finocchio hanno sfiorato la rissa.

In una dichiarazione rilasciata subito dopo aver rassegnato le dimissioni, al sito UmbriaLeft.it, Leopoldo Di Girolamo afferma: "Ascolterò le forze sociali e politiche della città per valutare quali spazi si possono aprire in vista di un solido governo che porti a termine il mandato". Ma il sindaco non si sbilancia in pronostici affrettati: "Impossibile fare conti in temini di percentuali, teniamo da parte le amarezze e guardiamo avanti".
Il Pdl (almeno così si legge dal sito LaGoccia.eu): "Finalmente il Sindaco ha preso atto che non ha una maggioranza in Consiglio comunale e del fatto che il suo partito sia imploso sotto i colpi della lottizzazione politica che fino ad oggi è stata il cemento di una coalizione che mette in pericolo il futuro sviluppo della città. Ora ci sono 20 giorni di agonia in cui ne vedremo delle belle e in cui si continuerà a spezzettare la torta della spesa pubblica nella speranza di rimettere insieme ciò che non può stare insieme. Il nostro auspicio è che si stacchi la spina e si ponga fine a questo indecente spetacolo dando la parola ai cittadini attraverso le elezioni".


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mercoledì 12 gennaio 2011

DELIRIO ELETTORALE CON RISPOLVERO DI CAVALLI DI BATTAGLIA...


I segnali sono sempre più forti. La macchina da guerra - non quella "giocosa" della coalizione di sinistra guidata da Occhetto - è pronta e tutti si danno da fare. Oltre al sempre attivissimo giornale di famiglia, scendono in campo - come di consueto ma in misura ed in forme sempre nuove - le riviste e le trasmissioni televisive aziendali.
Abbiamo avuto modo di osservare gli effetti di tale mobilitazione proprio qualche giorno fa durante la trasmissione di canale 5 "Kalispera" dell'ormai sempre presente Alfonso Signorini (guardate il video). In tale trasmissione è intervenuto in diretta proprio "Lui", il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo una presentazione che non sarebbe riuscita così bene nemmeno ai giullari provenzali.  Con l'aiuto di un 'servizio' del settimanale 'Chi' su Massimo D'Alema in vacanza a Saint Moritz, il Signorini introduce l'ospite d'eccezione che rilascia queste dichiarazioni: "I Comunisti ci sono, esistono eccome, non è un cachemire che può cambiare il cervello e il cuore della gente", e ancora, "i nostri post comunisti fanno finta di aver abitato su Marte e dicono di non essere stati comunisti, ma non hanno fatto i conti con il loro passato e con gli orrori di un'ideologia spaventosa. Ricordiamo sempre che è stata l'ideologia più disumana e criminale della storia dell'uomo e che ha prodotto solo miseria e disperazione e più di 100 milioni di morti. I comunisti italiani hanno sperato che bastasse cambiare il nome del partito per cancellare il passato, il trucco non ha funzionato perché sono rimasti gli stessi di prima con gli stessi pregiudizi e lo stesso modo di fare politica. E' vero si sono imborghesiti, indossano capi firmati, scarpe fatte su misura, pasteggiano a caviale e chiampagne. Una volta andavano alla casa del popolo, adesso frequentano i salotti più chic, ma non hanno perso il vecchio vizio di mistificare la realtà e demonizzare l'avversario, cercando di farlo fuori per arrivare al potere. Purtroppo, non sono cambiati e temo che non cambieranno mai" (il testo è quello riportato sul sito del PDL).




Altro segnale 'elettorale' viene oggi da Berlino, dove Berlusconi ha incontrato il cancelliere Angela Merkel, e dove, in conferenza stampa, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

BOCCIA LA GRANDE COALIZIONE E ATTACCA L'OPPOSIZIONE - "Non credo che in Italia ci sia la possibilità di una grande coalizione, purtroppo non possiamo contare su un'opposizione democratica, è divisa, senza idee, senza progetti, senza leader. Non vediamo nessuno all'interno che possa essere preso sul serio e che possa parlare seriamente";
PARLA DI LEGITTIMO IMPEDIMENTO E ATTACCA LA MAGISTRATURA - "Ricordo che io non l'ho mai richiesta, ma è stata portata avanti dai gruppi parlamentari", si è dichiarato "del tutto indifferente al fatto che ci possa essere un fermo o meno dei processi che considero ridicoli su fatti per i quali ho avuto modo di garantire l'inesistenza, giurando sui miei figli e nipoti. Lo spiegherò agli italiani di che cosa si tratta. E verrà fuori la patologia della nostra democrazia, con l'ordine giudiziario che è diventato potere esorbitando dal suo alveo costituzionale. Nesson pericolo per la stabilità del governo, qualunque sia l'esito della decisione della Corte costituzionale".
FIAT: GIUSTO CHE VADA VIA SE VINCE IL NO - "Noi riteniamo assolutamente positivo lo sviluppo che sta avendo la vicenda, con la possibilità di un accordo tra le forze sindacali e l'azienda nella direzione di una maggiore flessibilità dei rapporti di lavoro, una direzione molto positiva. Ove queso non dovesse accadere ovviamente le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi. Ci auguriamo che la vicenda possa avere un esito positivo".


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giovedì 17 dicembre 2009

DOPO UN LUNGO SILENZIO SCHIFANI INTERVIENE "CONTRO LA VIOLENZA DEL WEB" E I "RIBALTONI"


Dopo qualche settimana di quasi totale silenzio, il Presidente del Senato è intervenuto "contro la violenza del web" e i "ribaltoni". Dopo Maroni, che ha presentato al CDM il disegno di legge su Internet, Renato Schifani ha dichiarato: "Dobbiamo fare qualcosa per evitare che sui siti internet ci siano veri e propri inni alla violenza", "avendo come faro di riferimento la libertà di espressione". Per il Presidente del Senato, su facebook si leggono "dei veri e propri inni all'istigazione alla violenza. Negli anni '70, che pure furono pericolosi, non c'erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l'odio che alligna in alcune frange".
Secondo Schifani, inoltre, l'Italia avrebbe ormai una nuova "costituzione materiale" generata dalla legge elettorale maggioritaria e in questo contesto eventuali "ribaltoni" sarebbero un "tradimento" della volontà popolare. "No a cambi di maggioranza, a ricomposizioni e scomposizioni di maggioranze" perchè "in questo modo si tradisce la volontà degli elettori. I cittadini vogliono essere governati dalla loro maggioranza".
All'interno della maggioranza le reazioni non sono mancate. Altero Matteoli afferma che ci sarebbe l'unanimità, all'interno del CDM, sulla necessità di adottare il ddl. Altri Ministri, come La Russa, sarebbero assertori del pugno di ferro contro chi disturba cortei e sit-in. L'On. Della Vedova, Pdl, non condivide le parole di Schifani: "Le preoccupazioni del presidente del Senato riflettono una realtà che non esiste, banalmente perchè Facebook non è ciò che Schifani pensa che sia", "Ci sono tante parole sul web, molte cose intelligenti e molte cose stupide, ma sono sempre e soltanto parole, che tutti possono leggere e che tutti possono segnalare alle autorità, se si ritiene che rappresentino un'istigazione alla violenza o un'apologia di reato. Dire che Facebook (non alcuni gruppi di Facebook, ma proprio Facebook) è pericoloso significa sostenere che è pericolosa la libertà di comunicare e scambiarsi idee. A ritenenre pericolosi i social network sono i regimi totalitari, non le democrazie come la nostra".
Dall'opposizione Pierluigi Bersani, segretario del Pd, si dice scettico: "Consiglierei molta cautela e di andare a vedere bene di che si tratta. Io sono molto, molto perplesso".

venerdì 14 novembre 2008

GIOVANNI MARIA FLICK E' IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Giovanni Maria Flick
Flick è il trentaduesimo Presidente della Consulta. Ex ministro della Giustizia del Governo Prodi e noto avvocato penalista, era giudice costituzionale dal 2000 nominato dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi. Dopo essere stato nominato ha dichiarato ai giornalisti che la Corte Costituzionale"ha un solo padrone: la Costituzione della Repubblica che nel 2008 abbiamo particolarmente celebrato per i suoi 60 anni", "come è stata anticipatrice sui temi dei diritti fondamentali della persona", "continua a dimostrare tutta la sua preziosa attualità e lungimiranza anche nella sfera economica, di fronte alla tempestosa e non ancora risolta crisi mondiale, che dopo la finanza sta investendo l'economia reale e quindi la vita quotidiana".

giovedì 30 ottobre 2008

LEGGE ELETTORALE PER LE EUROPEE, LA COMMEDIA TRA SILVIO E WALTER CONTINUA...


Quando il gioco si fa duro anche i duri cominciano a giocare. Vi piacerebbe, ma da noi è impossibile, mancano i duri...
Nel teatrino della politica italiana continua la commedia sulla riforma della legge elettorale per le europee. Veltroni e Berlusconi sembrano combattersi, invece già sanno che la riforma si farà e già sanno come.
Oggi Silvio ha tuonato: "non c’è nessun ddl del governo. Si tratta di una iniziativa parlamentare. Se si trova un’intesa bene, altrimenti votiamo con la legge attuale, a noi va benissimo anche questa legge". Sarà ma io non ci credo...

E SE ALLA FINE LA SPUNTASSE CAVICCHIOLI?

Mentre sul fronte opposto, tra tensioni e rese dei conti, fervono i preparativi per la grande battaglia delle amministrative, in questi giorni il centro-sinistra ternano è parso più cauto nel mostrare, come invece in passato ha spesso mostrato, la lotta fratricida tra le opposte fazioni del Pd e quella sempre meno fratricida tra gli esponenti del Pd e le forze che formano l'attuale maggioranza a Palazzo Spada. Ultimamente il centro-destra gli ha rubato la ribalta della cronaca dimostrando che, in definitiva, la candidatura Baldassarre (ancora non confermata) anzichè unire potrebbe dividere le forze dell'ex Cdl e anzichè dividere potrebbe unire quelle del vecchio carrozzone ulivista.
Comunque, mentre per giorni siamo stati ossessionati dalle primarie del Pd, dai comunicati dei Giovani del Pd che denunciavano la forte carenza di democrazia interna al partito, dalle voci che ci bombardavano dei nomi dei possibili candidati (da Di Girolamo a Micheli, da Mascio a Polli...), ora tutto tace. Probabilmente la paura di perdere il potere detenuto per un decennio ed in realtà mai, fino ad ora, seriamente messo in discussione dalla mancanza di una credibile alternativa, può rendere possibile il miracolo. Il Pd potrebbe fare un passo indietro e risolvere la lotta interna appoggiando una candidatura dell'ultimo secondo finalizzata anche a creare una discontinuità non solo formale con la politica dell'ultimo decennio. Ed è qui che spunterebbe Cavicchioli il quale, inteliggentemente, non si è inserito nelle trattative degli ultimi mesi...

mercoledì 29 ottobre 2008

NEWS ELEZIONI: DOPO LA BAGARRE DEGLI ULTIMI GIORNI L'ASSOCIAZIONE "RINNOVIAMO INSIEME TERNI" SI PRESENTA ALLA CITTA'

L'Associazione Culturale "RINNOVIAMO INSIEME TERNI" si presenta alla città venerdi 31 ottobre alle ore 17.30 all'Hotel Michelangelo. Sono usciti i manifesti ed è stato inviato un comunicato alla stampa insieme al pieghevole di presentazione dell'Associazione che, fino a qualche giorno fa, credevamo dovesse trasformarsi nella lista civica per Antonio Baldassarre.
Dal depliant e dai manifesti leggiamo uno slogan accattivante "La città che vuole cambiare, la città per tutti" ed una citazione di Meuccio Ruini (Presidente della Commissione dei settantacinque che elaborò la bozza della Costituzione repubblicana) "E' necessaria la formazione dei partiti, ma non è neppure inopportuno che il Paese ascolti qualche volta una voce al di fuori dei partiti...". Leggiamo, inoltre, che tra i prossimi appuntamenti dell'Associazione ci sarà il famoso e tanto annunciato convegno sull'Ambiente "Tutela della salute ed opportunità di sviluppo".
Bello il manifesto, bello il pieghevole, interessanti i prossimi appuntamenti, le uniche cose che mancano sono i chiarimenti. Qualche giorno fa è stata pubblicata un'intervista di Giuseppe Magroni ad uno dei consiglieri dell'Associazione, l'industriale Adriano Garofoli, in cui si dava per certa l'esclusione dall'eventuale 'lista civica' del Vice Presidente della stessa Associazione Enrico Melasecche (consigliere comunale e regionale, capogruppo UDC al Consiglio Regionale dell'Umbria). Poi la bagarre, tra un comunicato stampa della Pdl che assume il ruolo formale di regista dell'operazione Baldassarre e vari altri articoli in cui Enrico Melasecche dichiara "in questo modo stanno rovinando il progetto", siamo arrivati ad oggi.
La suspence è alle stelle, il 31 ottobre sapremo finalmente qualcosa di più certo. Baldassarre ci sarà? Melasecche ci sarà? Le fratture, quella interna all'Associazione e quella esterna con il Professore, si saranno ricomposte? Basterà aspettare...

martedì 28 ottobre 2008

LA VECCHIA POLITICA CHE NON MUORE MAI

Antonio Baldassarre


Ormai non passa giorno senza ricevere notizie sull'imminente candidatura di Baldassarre a Sindaco di Terni. Anche oggi, la stampa locale ci fa regalo di ben cinque articoli ("Baldassarre sindaco, si entra nel vivo" dal Corriere dell'Umbria, 28/10/08, pg. 1 - "Baldassarre sindaco, si fa sul serio" dal Corriere dell'Umbria, 28/10/08, pg. 14 - "In questo modo stanno rovinando il progetto" dal Corriere dell'Umbria, 28/10/08, pg. 14 - "Elezioni, Melasecche punta i piedi" da Il Giornale dell'Umbria, 28/10/08, pg. 37, "Baldassarre, contatti con il Pdl" da Il Messaggero, 28/10/08, pg. 45).
Non riesco a capire quale sia la scelta di marketing politico adottata dalla Pdl e dal presidente emerito della Consulta. Secondo me, avrebbero fatto meglio a non rilasciare tante interviste o dichiarazioni. Finora si è parlato e si continua a parlare soltanto: dell'imminente candidatura, che viene data sempre più come certa ma che ancora non c'è; dell'Associazione culturale RINNOVIAMO INSIEME TERNI che dovrà trasformarsi in lista civica per Baldassarre ma che, dopo l'atto costitutivo, non ha dato alcun segno di vita; dei contatti che Baldassarre ha avuto con la Pdl e la Nuova Dc per discutere del coordinamento operativo; delle tensioni tra Baldassarre e Melasecche che, non dimentichiamoci, è tuttora vice-presidente della 'famosa' Associazione o tra Melasecche e Adriano Garofoli che rilascia interviste a nome dell'Associazione pur essendone semplice consigliere.
Insomma, a poco più di sei mesi dalle elezioni, nè il centro-sinistra nè il centro-destra sono riusciti a presentare uno straccio di progetto, di idea o di programma per il futuro di Terni. Sembrano tutti più preoccupati di scipparsi a vicenda la paternità di una candidatura che di rinnovare veramente la città. La vecchia politica non muore mai...

mercoledì 22 ottobre 2008

ELEZIONI: LISTA CIVICA PER BALDASSARRE, BUFERA SU MELASECCHE. PD E PDL TIRANO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO

Antonio Baldassarre

il logo dell'Associazione Culturale "RINNOVIAMO INSIEME TERNI"


Da settembre, la stampa locale ci aveva annunciato la prossima candidatura del Prof. Antonio Baldassarre (Presidente emerito della Consulta ed ex Presidente della Rai) a sindaco di Terni. In un'intervista pubblicata il 6 settembre leggiamo che "per accettare la candidatura, Antonio Baldassarre ha in testa un percorso graduale. Vorrebbe che la candidatura non fosse calata dall'alto. E vorrebbe anche la nascita di una 'lista civica'. <<Chi mi ha chiesto di scendere in campo sa benissimo che io sono disponibile a mettermi alla testa di un raggruppamento che parta dal basso, dalla società civile, che sia svincolato dalle logiche di partito. E' necessario che vi siano persona di buona volotà, impegnate a guidare un processo di rinnovamento e che costituiscano un nucleo di qualità per la lista civica>>" (dal Corriere dell'Umbria del 6/09/2008, pag. 11). In quegli stessi giorni nasceva a Terni quella che era stata considerata da tutti la "lista per Baldassarre" (da il Giornale dell'Umbria del 05/09/2008, pg. 35), l'Associazione Culturale "RINNOVIAMO INSIEME TERNI". Tra i promotori dell'Associazione l'imprenditore Adriano Garofoli, l'Avvocato Augusto De Angelis, l'ex Vice Sindaco di Ciaurro Enrico Melasecche ed altri. Da allora la congiunzione tra il Professore e l'Associazione, non essendo mai stata smentita da nessuno, ha tenuto banco, nelle analisi politiche impensierendo non poco gli esponenti dei vari partiti tanto che il 28/09/2008 il coordinatore comunale del PD Giorgio Finocchio aveva dichiarato <<i movimenti del centrodestra possono essere pericolosi>> e ancora <<Se non proponiamo al più presto una leadership sicura, questa volta rischiamo di perdere davvero>> (da Il Giornale dell'Umbria del 28/09/2008, pg. 39) ma la preoccupazione sembrava crescere anche nel centro-destra al punto che Paolo Cianfoni (mebro eletto di FI e curatore del blog della PDL della Provincia di Terni) scrisse due articoli contro le liste civiche <<Allora nell'immaginare e realizzare una politica locale del PDL basterà avere l'accortezza di rendere comprensibile sul territorio la nostra identità, coniugandola con i temi propri delle liste civiche, che sono i nostri temi, perchè le liste civiche siamo noi>> (da sito della PDL di Terni - Le liste civiche siamo noi, di Paolo Cianfoni - http://www.pdlterni.org/?q=node/621) e ancora <<Inoltre non è mai utile ricalcare strade già percorse, anche se hanno portato al successo in passato: è molto meglio aprirne di nuove. Ma se l’area civica a Terni non riesce proprio a fare a meno di un modello ne scelga almeno uno vincente: guardi semmai ad Alleanza per Terni e alla sua eccezionale capacità di rispondere a quelle che erano allora le domande diffuse degli elettori.. >> (dal sito della PDL di Terni - C'è una storia, di Paolo Cianfoni - http://www.pdlterni.org/?q=node/592).
Il tentativo sembrava avere, dunque, colto nel segno. Si respirava un'aria nuova. L'opinione pubblica attendeva con trepidazione l'ufficializzazione della candidatura del Professor Baldassarre il quale avrebbe guidato la lista civica ed avrebbe dettato i temi dell'agenda politica ternana. Non sembrava che ci fossero problemi.
Enrico Melasecche

Oggi, invece, esce un articolo di Giuseppe Magroni "BALDASSARRE-MELASECCHE, PRIME FRIZIONI" (Corriere dell'Umbria del 22/10/2008, pg. 13). Leggiamo: "L'ex vice di ciaurro sarebbe stato consigliato a correre da solo", "questo per non appiattirsi sill'immagine di Melasecche che all'interno della lista civica sarebbe prevalente", "Melasecche dell'associazione pro Baldassarre è stato fin dall'inizio l'ispiratore e il motore e dunque le perplessità sulla sua presenza si sarebbero dovute manifestare sin dall'inizio", "senza Melasecche, la lista civica Rinnoviamo insieme Terni rischierebbe di riscuotere un bottino magro di consensi", "per qualcuno dietro la sortita di Baldassarre ci sarebbe in realtà una pressione di An e Forza Italia volta a indirizzare Melasecche verso una sua lista targata Udc, forse per intercettare maggiori consensi, forse perchè con Melasecche dentro la lista Baldassarre quest'ultimo acquisterebbe troppo potere", "che non proceda spedito lo si vede anche dal fatto che gli annunciati convegni temtici con star internazionali non si parla nemmeno più".
In questo modo, quello che era apparso come il tentativo vero di creare una lista civica che non rispondesse alle logiche di partito e che interpretasse i bisogni veri della città e della società civile mi sembra, in parte, tramontato. Dalle ultime notizie, gli unici a tirare un sospiro di sollievo sembrerebbero essere gli esponenti del centro-sinistra, perchè vedono indebolita una lista civica che li impensieriva, e quelli di centro-destra, perchè non si sentono più minacciati dalla forza dell'idea di Baldassarre.

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