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sabato 31 luglio 2010

TERNI PROIBIZIONISTA: MENTRE L'ESTATE VOLGE AL TERMINE IL COMUNE RINVIA


I giorni passano e mentre l'estate volge rapidamente al termine l'amministrazione comunale di Terni rinvia la decisione sulle eventuali modifiche all'ordinanza anti-rumore scatenando l'ira dell'associazione dei titolari dei locali del centro cittadino. "Eventuali altri rinvii dell'amministrazione comunale - dichiara Federico Bartoli, presidente dell'Associazione - saranno interpretati come atti strumentali a procrastinare lo status quo determinato dalle recenti ordinanze sfruttando la incombente pausa estiva che bloccherà tutti i nuovi atti amministrativi, determinando di fatto un diniego della principale richiesta e al conseguente impegno preso dal sindaco ad apportare immediate modifiche ai provvedimenti presi in modo da permettere ai locali di sfruttare l'ultimo mese di estate che rimane. Allo stesso modo provvedimenti diversi dalle nostre richieste, che prevedano di restringere la nostra attività a pochi giorni la settimana, per accontentare un esiguo numeri di cittadini 'eccellenti' residenti in centro, non verranno accettati e saranno dalla nostra associazione fortemente contrastati con tutti i mezzi a nostra disposizione. Ci sembra assurdo che un'amministrazione comunale e un'intera città vuole vivere liberamente e piacevolmente le calde serate estive, debba essere condizionata dall'interesse di pochi cittadini. E' come se i residenti di viale ... e chiedessere all'amministrazione che l'acciaieria debba essere chiusa due giorni la settimana perché disturbati dal brusio degli operai che escono ed entrano alle 5 del mattino. Ribadiamo infatti che l'insieme dei nostri locali rappresenta un valore economico superiore a molte importanti aziende manifatturiere ternane, e l'atteggiamento di molti componenti dell'amministrazione sembra di fatto disconoscere questo aspetto. Mentre si perde tempo ad esaminare richieste assurde di pseudo comitati ci sono attività che perdono fatturato ogni giorno e hanno già dovuto procedere a ridimensionamenti del personale. Non accettiamo che esistano delle vie preferenziali per i circoli culturali ed associazioni private che dietro la scusa della cultura di fatto pongono in essere delle vere attività imprenditoriali, in concorrenza con le nostre imprese private. Se permarranno delle norme restrittive di tali attività, queste dovranno essere applicate senza distinguo a chi di fatto le pone in essere anche se è un associazione culturale".

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giovedì 22 luglio 2010

TERNI PROIBIZIONISTA: IN SOLI 15 GIORNI PIU' DI MILLE FIRME CONTRO LE ORDINANZE ANTIRUMORE E ANTIBIVACCO, OGGI L'INCONTRO IN COMUNE



 Posto di seguito il comunicato del "movimento delle lucciole" contro le ordinanze proibizioniste nella nostra città. Oggi pomeriggio le associazioni e i commercianti incontreranno l'amministrazione comunale:

"Il "movimento delle lucciole" suggestione che ha origine nell'articolo di Pasolini "la scomparsa delle lucciole" - pubblicato nel '75 sul Corriere della Sera - che accomuna molte delle associazioni che si occupano di cultura ed aggregazione nella città di Terni, nato a seguito delle gravi sanzioni che hanno colpito il Centro di Palmetta ed il Centro Sociale Germinal Cimarelli, ha raccolto più di mille firme attraverso la petizione per richiedere il ritiro delle ordinanze antirumore ed antibivacco.

L'azione di sensibilizzazione ed informazione relativa alle ordinanze è partita solo 15 giorni fa e da allora la rete si è allargata molto, sono già 46 le realtà ed associazioni locali e nazionali che hanno aderito al documento programmatico del movimento definito.

Oltre alle sottoscrizioni alla petizione cartacea ed on-line, in questi primi 15 giorni di mobilitazione si contano già 1316 iscritti al gruppo facebook "Togliamo la sordina a Terni", e decine di messaggi di solidarietà arrivati ai diversi Centri dai cittadini, dai fruitori e dagli artisti che li hanno frequentati.

Il movimento, nato dall'incontro tra associazioni ma costituito prima di tutto da cittadini, desidera ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato la propria solidarietà e li invita a non perdere l'attenzione su questo argomento. Attenzione che per altro sembra viva anche nell'amministrazione, che domani (oggi, ndr) incontrerà le associazioni ternane per un confronto sulle ordinanze emesse e le loro conseguenze, un buon segno di apertura".

venerdì 16 luglio 2010

(TERNI) LE ORDINANZE PEGGIORANO LA CRISI


Dall'indagine della Fiepet-Confesercenti "Le abitudini di consumo nei pubblici esercizi", realizzata dal Centro Studi Turistici su un campione della popolazione regionale evidenzia, rispetto allo scorso anno, una riduzione del 40% sia nella frequenza, sia nei consumi al bar, snack bar, pasticcerie e gelaterie, LA PERCENTUALE PIU' ALTA IN ITALIA, dove la media è stata del 15,8% e nettamente superiore anche a quella delle regioni del Centro dove si attesta al 18,3%.
E' normale in momenti di crisi quando la necessità di risparmiare e il bisogno di sicurezza economica determinano un taglio dei consumi alimentari. Ma una cosa va detta in Umbria gli effetti della crisi in questo settore sono elevatissimi. E, dall'analisi dei dati, ancora più elevato è l'effetto sulla provincia di Terni.
Quindi cosa fare? Niente. O meglio, forse per rendere ancora più visibile il clima di austerity che stiamo vivendo, da qualche mese ci si inventa le ordinanze per la sicurezza e il decoro urbano che, di fatto, vanno a limitare ulteriormente l'attività dei pubblici esercizi. Certo parlare di problemi di sicurezza potrebbe sembrare ridicolo in una città come la nostra, spaventosamente vuota dopo le 22,00 dalla domenica al giovedi, ma tant'è...


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lunedì 5 luglio 2010

TERNI PROIBIZIONISTA: SPUNTA PURE UN COMITATO CON UN COMUNICATO DELIRANTE


Non bastano nemmeno tre ordinanze proibizioniste a placare l'ira dei perbenisti e bigotti ternani. Ora spunta pure un comitato cittadino, "Vivere il centro storico", che - senza nemmeno indicare un referente - spara a zero su quella che definisce la "Movida" ternana in un comunicato a tratti delirante: "Ridotto ormai ad un deposito a cielo aperto di tavoli, sedie, ombrelloni e stufe stiamo assistendo indignati, allo scempio che l'amministrazione sta portando avanti nel centro storico, dove vie, vicoli e piazze sono ormai totalmente occupate dai tavoli dei locali, sia di giorno che di notte, impedendo la libera circolazione dei cittadini. I residenti del centro devono subire una tale schifezza. L'amministrazione ormai gestisce come una cosa propria il bene comune e interpone gli interessi di alcune categorie a danno di altre. La situazione si è aggravata negli ultimissimi anni, poiché l'amministrazione non è stata in grado di regolare il fenomeno della movida o non ha garantito il rispetto delle regole esistenti, a causa della scarsità dei controlli, da molti gestori dei locali. Un fenomeno notturno che va in scena dalle 10 di sera fino alle 3-4 della mattina, trasformando una zona densamente abitata in una specie di discoteca. Il disturbo delle occupazioni è un reato previsto e sanzionato dall'articolo 659 del nostro codice penale e il disturbo della quiete pubblica è un illecito civile. Ad oggi nessuna forza politica ha sentito il bisogno di spendere una parola in favore dei diritti delle persone che risiedono nel centro storico. Le nostre proposte sono ormai note: una moratoria al rilascio di nuove autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico; la cessazione della musica comunque percepibile all'esterno dei locali alle 23,00; la cessazione della somministrazione di bevande all'esterno dei locali tutte le sere alle 24,00; l'introduzione di giorni di riposo (almeno due la settimana) dove la somministrazione di bevande ai tavoli all'aperto e musica siano totalmente vietate; la creazione di più spazi culturali, utilizzando le piazze e le vie del centro storico. Sono richieste sensate, in linea con l'orientamento che si va affermando in tutte le metropoli europee".
Tutto questo in una città come la nostra, in cui non si riesce ancora a trovare un sistema di raccolta differenziata che funzioni; in cui centinaia di macchine - probabilmente dei tranquilli residenti del centro storico - sfrecciano a forte velocità in tutte quelle "vie, vicoli e piazze" che solo formalmente vengono classificate dall'amministrazione comunale come zone APU (Aree Pedonali Urbane) nelle quali è sicuramente più giusto tenere dei tavolini o veder passeggiare delle mamme con i carrozzini; in cui dalla domenica al giovedi, dopo le 22,00 è difficile incontrare qualcuno.
Non prendo nemmeno in considerazione le ridicole richieste del comitato.
Credo che l'amministrazione comunale debba aprire al più presto un percorso partecipato aperto - oltre che alla Confcommercio - a tutti, dalle associazioni giovanili del territorio a quelle dei residenti...

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venerdì 2 luglio 2010

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: A VIGEVANO DUE RAGAZZE MULTATE PERCHE' SEDUTE SOTTO "SAN GIOVANNINO"


La notizia è di oggi, due ragazze di venticiquattro e di venticinque anni, sono state multate a Vigevano, in Lombardia, perché si sono sedute sotto la statua di San Giovannino, in piazza Ducale. Il comandante della polizia municipale di Vigevano, Pietro Di Troia, ha irrogato una sanzione di 160 euro.
E' scoppiata immediatamente una polemica. Il consigliere comunale del Pdl, Giampietro Pacinotti, che nella cittadina lombarda è all'opposizione, insieme al Pd, contro una giunta leghista, in un'interpellanza presentata in consiglio comunale, "rammenta alla giunta che fa parte della storia di Vigevano l'abitudine dei giovani di ritrovarsi in piazza e sedersi sui gradini del monumento a San Giovannino, costume che in decenni non ha arrecato danni a nessuno".
Gli agenti della municipale della cittadina lombarda, si difendono affermando che le due ragazze hanno violato "l'articolo 59 del regolamento di polizia" per effetto del quale "è vietato mangiare, tenere bottiglie di alcolici o bivaccare vicino ai monumenti".
Le raggazze si difendono dichiarando "non stavamo mangiando, nè bevendo, nè fumando. Eravamo semplicemente sedute a chiacchierare". Secondo loro, inoltre, mancherebbero anche i cartelli informativi del divieto.
Insomma, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe sicuramente da ridere.
Nell'Italia alla deriva di questo primo scorcio di millennio, la nuova moda italiana è quella delle ordinanze pazze. Da quando è stata data ai sindaci la possibilità di regolamentare quansiasi cosa e da quando è tornata di moda la difesa del decoro urbano, assistiamo ad un continuo vietare. La voglia di divieti riguarda le cose più assurde o le più scontate e dal Nord, da cui è partita, sta contagiando l'Italia in modo il più trasversale. Questa sorta di malattia, questo sceriffismo, è arrivata anche nella mia città, nella rossa Terni.
E' DI CERTO PIU' FACILE E PIU' COMODO VIETARE CHE AMMINISTRARE !!!

LA FABBRICA DI NICHI, TERNI: "MEGLIO UNA CITTA' VUOTA E PIENA DI TELECAMERE O UNA CITTA' PIENA DI UMANITA' ?"


Una città accogliente è in grado di fornire alla propria popolazione serenità e socialità. Con l'avanzare della crisi economica e con le ordinanze comunali che impongono il silenzio dopo mezzanotte ed il divieto di somministrazione delle bevande all'aperto, crediamo che la nostra città non sia più in grado di coniugare tutto ciò.
Il motivo è semplice. Le sere estive sono per tutti un momento importante di aggregazione e non tutta la popolazione può permettersi di spendere cifre importanti per stare insieme, ma l'amministrazione comunale - colpendo e limitando l'attività a scopo puramente aggregativo - ha deciso di allinearsi con il pensiero della destra. Così fioccano multe, divieti e controlli in aggiunta al costante taglio alle politiche sociali e culturali, riducendo l'offerta di intrattenimento. I giovani che potranno spendere decideranno di andar fuori città o nei locali a pagamento; gli anziani e le famiglie dovranno accontentarsi. Tutto ciò avviene in un paese mediterraneo come l'Italia, dove anche nella stagione estiva si finisce di lavorare tardi.
Il Comune di Terni colpisce la socialità, colpisce il pluralismo, colpisce l'attrattività del territorio e non garantisce la quiete, perché non colpisce altri rumori (cantieri, traffico in centro, etc.) e perché una città meno popolata e meno viva - oltre ad essere noiosa - è anche una città meno sicura.
Meglio una città vuota e piena di telecamere o una città piena di umanità?
Invitiamo tutti a documentarsi e a sostenere come noi faremo tutte quelle iniziative di protesta, appelli e raccolte firme, che ci saranno nella nostra città.


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sabato 12 giugno 2010

TERNI PROIBIZIONISTA: FINALMENTE QUALCUNO PROTESTA


Cari amici, finalmente qualcosa si muove. Per settimane avevo creduto che la nostra città fosse completamente anestetizzata e non riuscisse più nemmeno a reagire con un minimo sussulto o, peggio ancora, che la cittadinanza fosse tutta d'accordo - allineata e coperta - alla deriva destrorsa, perbenista, proibizionista della nuova Giunta. 
Più i giorni passavano più la situazione peggiorava. La stampa locale era tutta schierata in difesa delle nuove ordinanze. Si moltiplicavano gli articoli con interviste di soli cittadini del centro che descrivevano la Terni irreale - pericolosa e degradata per colpa dei giovani che si permettono di uscire la sera - che, forse, avrebbe potuto giustificare tali straodirnarie misure. Si moltiplicavano i plausi e le urla di gioia sbandierate ai quattro venti degli imbalsamati e degli anziani della nostra città, in testa a tutti Porcacchia (Confcommercio).
Ora, come ho scritto all'inizio, qualcosa si muove. Inizio a sentire centinaia di persone scontente, soprattutti giovani ma non solo, protestare. I titolari dei locali del centro non riescono a capacitarsi del tenore delle nuove ordinanze. Protestano anche i circoli privati, dal Centro Sociale Germinal Cimarelli ai Centri Sociali anziani dell'Ancescao, e i movimenti giovanili dei partiti, PD compreso. Insomma, per dirla in breve, NON TUTTA LA CITTA' E' MORTA!!! 


Mi permetto di segnalare a tutti coloro che fossero interessati che presso il Centro Sociale Germinal Cimarelli è iniziata una raccolta firme per presentare una petizione ANTI-PROIBIZIONISTA.


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lunedì 24 maggio 2010

(TERNI) SEMPRE PIU' IPOCRITA E PERBENISTA, LA CITTA' PER VECCHI CHE VIETA LA MUSICA E ABBANDONA I GIOVANI





Mentre la città procede verso un declino sicuro e le casse comunali languiscono, mentre chiudono le imprese e le facoltà universitarie, il sindaco di Terni continua a firmare ordinanze con il plauso degli ambienti conservatori, ipocriti e perbenisti della città. E' proprio di oggi l'articolo "Giro di vite del Sindaco Di Girolamo / Divieto di consumare bevande alcoliche ai minori dalle 22 alle 6: una battaglia vinta di Terni Magazine" apparso sull'omonimo periodico on line, chiaramente conservatore. Certo leggendo il titolo non si può fare a meno di condividere pienamente la nuova ordinanza "disposizioni per contrastare fenomeni connessi all'abuso di bevande alcoliche" ma il titolo non è esaustivo e la nuova ordinanza non riguarda soltanto i minori - tra l'altro già ampiamente tutelati dall'art. 689 del codice penale che punisce l'esercente che somministra bevande alcoliche "a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità..." - ma tutti.
Dopo l'ordinanza anti-bivacco e quella anti-rumore, arriva anche quella anti-alcol e anti-vetro. Ne sentivamo proprio la mancanza. 
La presentazione è stata fatta in pompa magna, con una conferenza stampa, dal primo cittadino, Leopoldo Di Girolamo, accompagnato dal comandante della Polizia municipale, Federico Boccolini, e dall'assessore all'artigianato, al commercio, alle manifestazioni fieristiche (perché a Terni - continuo a domandarmi - facciamo anche qualche fiera?) e al marketing territoriale, Maria Bruna Fabbri. 
"Terni - ha dichiarato Di Girolamo - è nei primi posti nelle classifiche nazionali in tema di qualità urbana e sicurezza eppure abbiamo voluto dar luogo a questa ordinanza perché riteniamo che l'abuso di alcolici possa costituire un problema serio non solo in termini di decoro urbano, ma anche, soprattutto, di incolumità personale, con particolare riferimento al mondo giovanile. Con questo provvedimento, così come già fatto per quello riguardante la musica nei locali, abbiamo voluto tenere insieme le ragioni della sicurezza con quelli del diritto alla socialità, fondamentale per la nostra città e in particolare per i suoi cittadini più giovani. Si tratta di una azione che punta alla prevenzione ma che prevede, chiaramente, anche aspetti sanzionatori".
D'altro canto se la sicurezza viene utilizzata e strumentalizzata dalla destra, perchè non dovrebbe esserlo anche dalla sinistra? Perché, a ben guardare, il testo dell'ordinanza sembra proprio scritto da un Alemanno o da un leghista. Ed è proprio il sindaco che alla presentazione deve ricordarci che "Terni è nei primi posti nelle classifiche nazionali in tema di qualità urbana e sicurezza", altrimenti con tutte questi divieti ci saremmo potuti spaventare... 
Ma il vero problema, ahimè, resta un'altro. La città che abbandona i giovani al proprio destino, quella che non riesce a dotarsi delle minime infrastrutture necessarie per le attività culturali e per quelle sportive, che non riesce a predisporre un piano serio per la mobilità o per la raccolta differenziata, pensa soltanto a non disturbare le tranquille nottate dei cittadini del centro.
Giovanotti, Terni è morta, è inutile che ce lo nascondiamo. 

venerdì 16 aprile 2010

COPRIFUOCO ANCHE A TERNI: DOPO L'ORDINANZA ANTI-BIVACCO ARRIVA QUELLA ANTI-RUMORE


La notizia è di oggi, l'assessore Bencivenga (deleghe: mobilità urbana, traffico e trasporti pubblici, sicurezza, polizia municipale, ambiente, verde pubblico, difesa del suolo, igiene pubblica, protezione civile) ha preparato un'ordinanza anti-rumore che "obbliga i titolari dei pub a spegnere la musica all'aperto appena scoccata la mezzanotte" (da "Corriere dell'Umbria" del 16/04/2010, pag. 43, "Promossa l'ordinanza antirumore" di Chiara Damiani).
Non si fa attendere, anche stavolta, il plauso del sempre pronto direttore di Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, che dichiara: "Ci tengo a sottolineare che questa ordinanza è il frutto di un lungo e delicato confronto che ha dovuto tenere insieme e conciliare esigenze del tutto contrapposte, quelle dei proprietari dei locali e quelle dei residenti, e alla fine rispetto alla passata ordinanza si è arrivati soltanto ad una stretta sull'orario con l'anticipo di un'ora sull'obbligo di spegnere la musica, in pratica invece che alle una di notte a mezzanotte, l'assessore ci pare insomma che abbia fatto un buon lavoro", "Quanto all'ordinanza sulla musica - continua - ribadisco, è il frutto di una mediazione, problemi in fondo non ce ne sono e a chi ha intenzione di innescare una polemica su questo rispondo che sarebbe una tempesta in un bicchier d'acqua, il vero problema dei residenti del centro non è la musica ma gli schiamazzi notturni, prodotti da gruppi di giovani che girovagano nella notte senza un motivo". Insomma di cosa possiamo lamentarci? Possiamo "innescare una polemica"? Certamente no. D'altronde l'ordinanza "è il frutto di una mediazione", "di un lungo e delicato confronto", "è sufficientemente equilibrata". E poi, lo afferma lui stesso, "il vero problema dei residenti del cenntro non è la musica ma gli schiamazzi notturni, prodotti da gruppi di giovani che girovagano nella notte senza un motivo"!!! D'altronde è sempre colpa di questi giovani che si permettono addirittura di disturbare il sonno dei residenti del centro.
Vorrei ricordare al direttore di Confcommercio che Terni è una città morta. Dal lunedi al giovedi, dopo le dieci, non si vede girare un'anima; nemmeno quella di un giovane che schiamazza. Il fine settimana il centro si riempie e molti ragazzi restano in giro fino a tardi. E' un grande problema?
Quanto poi alla tanto sbandierata mediazione e al lungo e delicato confronto vorrei chiedere delucidazioni all'assessore Bencivenga. Con chi si è confrontato? Con Porcacchia? Con i residenti del centro? Ha ascoltato i titolari dei locali del centro? Ha ascoltato qualche associazione giovanile?
Scopriamo che "ieri pomeriggio ascoltando le diverse opinioni dei titolari di locali e pub è emerso che praticamente nessuno conosceva l'ordinanza" (da "Corriere dell'Umbria" del 16/04/2010, pag. 43, "I titolari dei pub si dividono" di Chiara Damiani).
Ma il problema è un altro. Manca un progetto complessivo che sappia dare risposte concrete. Un progetto per la riqualificazione del centro e dell'intera città. Un vero progetto per la mobilità urbana e per il traffico, per la sicurezza e per l'ambiente. Ma probabilmente è troppo complicato, meglio i divieti...

lunedì 30 novembre 2009

ANCHE A TERNI LA SINISTRA S'E' DESTRA? LA GIUNTA & L'ORDINANZA ANTI-BIVACCO NELLA CITTA' CHE ABBANDONA I GIOVANI (seconda parte)


Dalle parole ai fatti? Sembrerebbe proprio di si. La promessa dell'assessore con deleghe al commercio, l'artigianato, le manifestazioni fieristiche (perchè a Terni - continuo a domandarmi -facciamo qualche fiera?) e al marketing territoriale, Maria Bruna Fabbri, sembra che verrà mantenuta, parola di Leo Di Girolamo. L'ordinanza ricalcherà quella già adottata dal Comune di Perugia ma "Sarà un pò meno costrittiva [...] qui a Terni non c'è una situazione come quella del capoluogo umbro e questo ci consente di essere un pò più flessibili. Sicuramente non si potrà più sostare fuori dai locali con bottiglie e bicchieri, è ormai un'esigenza di decoro e di sicurezza", afferma il Sindaco.
Non si fa attendere il plauso del sempre pronto direttore di Confcommercio Terni, Leandro Porcacchia, che a gran voce dichiara: "Nessuna tolleranza al bivacco, su questo versante il Comune da noi troverà sicuramente una sponda", "il bivacco molesto non è quello dei clienti dei nostri pub anche se spesso si fa di tutta l'erba un fascio. Occorre contrastare i cattivi esempi che ci portano a mettere sullo stesso piano i rumori dei tavoli all'aperto con quelli molesti di coloro che bivaccano per le strade del centro".
Insomma, come scrivevo solo qualche giorno fa, anche la sinistra ternana si sta ammalando di 'sceriffite'? Sembra proprio di si. Con l'aiuto di gran parte della stampa si sta disegnando un quadro irreale e devastato della situazione cittadina: il Giornale dell'Umbria del 14/10/2009 "Non è affatto raro, anzi, imbattersi il lunedi mattina in piccole 'discariche a cielo aperto' di bottiglie a ridosso di alcune zone del centro che nel week end diventano affollati punti di aggregazione dei giovani per i 'bagordi' del sabato sera"; La Nazione del 26/11/2009, con un'articolo dal titolo "Baby-gang & Stl permanente 'Ecco i mali del centro storico'", "Un'oasi di pace e tranquillità? Beh, non si direbbe proprio. Almeno a sentire chi in centro vive e lavore. I cittadini hanno in mente due problemi che, secondo loro, ogni giorno si fanno più prepotenti: la presenza di baby-gang (giovani vandali che "animano", si fa per dire, le notti ternane) e la zone a traffico limitato", "Si, qui in centro sono un problema: ragazzini che di notte vanno vagabondando e che, per divertirsi, rompono specchietti o ribaltano cassonetti", "soprattutto nel fine settimana gli atti vandalici si moltiplicano: sono tutti ragazzini che condolano fino a notte inoltrata e che, per divertirsi, fanno danni in giro o rubano", "la sicurezza è un problema a Terni, soprattutto di notte".
Una città sull'orlo del baratro quella disegnata dai giornali che arrivano addirittura a dire "troppi ragazzi che condolano per le strade, soprattutto dopo le dieci di sera" (la Nazione citato).
Mi pare che si stia un pò esagerando. Terni è una città morta, dal lunedi al venerdi, dopo le undici, non si vede girare un'anima. Il fine settimana il centro si riempie e molti ragazzi restano in giro "soprattutto dopo le dieci". Non mi sembra un grande problema.
E' troppo facile costruire articoli ascoltando soltanto una parte. E' naturale che se vado a chiedere ad un ternano che abita sopra un locale affollato il fine settimana mi dirà che è stufo...
Il vero problema, però, è un'altro. La città che abbandona i giovani al proprio destino, quella che non riesce a dotarsi delle minime infrastrutture necessarie nè per le attività culturali, nè per quelle sportive, pensa soltanto a non disturbare le nottate dei cittadini del centro, sicuramente non troppo giovani. Un sinistra ormai ostaggio dei temi portanti della destra, che si preoccupa di mantenere pulita la facciata senza prendere minimamente in considerazione i veri problemi, che vieta e ordina in continuazione ma non riesce a proporre nessun progetto complessivo su niente...
Leggi anche il bellissimo post di 'Amici di Ciuenlai', sullo stesso problema nel capoluogo umbro: "Perugia: una fredda e una calda"

mercoledì 14 ottobre 2009

ANCHE A TERNI LA SINISTRA S'E' DESTRA? LA GIUNTA & L'ORDINANZA ANTI-BIVACCO NELLA CITTA' CHE ABBANDONA I GIOVANI



Anche la sinistra ternana si sta ammalando di 'sceriffite'? Sembra proprio di si. La notizia è di oggi e a parlare è l'assessore con delega al commercio, l'artigianato, le manifestazioni fieristiche (ma perchè a Terni facciamo anche qualche fiera?) e al marketing territoriale Maria Bruna Fabbri che annuncia lo studio di un'ordinanza anti-bivacco dichiarando: "Stiamo ancora facendo delle valutazioni insieme al sindaco Di Girolamo ma l'idea è quella di un provvedimento che dovrebbe andare innanzitutto a normare la soluzione al problema dell'abuso di alcolici da parte dei minori e allo stesso tempo rispondere alle esigenze di tranquillità dei cittadini".
Mi sembra che ci si trovi di fronte a due falsi problemi. Il primo è quello dell'abuso di alcool tra i minori e non mi sembra che ci sia bisogno di "andare a normare la soluzione" perchè da quanto mi risulta esiste già una legge nazionale che vieterebbe il consumo di alcolici per i minorenni. Il secondo è quello di "rispondere alle esigenze di tranquillità dei cittadini" cioè, come ha scritto 'Il Giornale dell'Umbria' "per evitare che il 'bivacco' si trascini per tutta la città andando a disturbare le nottate dei cittadini che non prendono parte alle serate della movida ternana". "Non è affatto raro, - continua il giornalista - anzi, imbattersi il lunedi mattina in piccole 'discariche a cielo aperto' di bottiglie a ridosso di alcune zone del centro che nel week end diventano affollati punti di aggregazione dei giovani per i 'bagordi' del sabato sera". Viene disegnato un quadro devastante che non è affato reale. Terni è una città morta, dal lunedi al giovedi, dopo le undici, non si vede girare un'anima. Il fine settimana il centro si riempe e molti ragazzi restano in giro fino a tardi. Non mi sembra un grande problema.
Nella città che abbandona i giovani al proprio destino, quella che non riesce a dotarsi delle minime infrastrutture necessarie nè per le attività culturali, nè per quelle sportive, pensa soltanto a non disturbare le nottate dei cittadini del centro. Questa sinistra ternana che assomiglia sempre di più alla destra, si preoccupa soltanto di mantenere pulita la facciata senza prendere minimamente in considerazione i veri problemi. Il disagio giovanile è forte in tutt'Italia ma ancora di più a Terni.
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