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venerdì 5 agosto 2011

(TERNI) ESTORSIONE ED ISTIGAZIONE AL SUICIDIO: ARRESTATI DUE IMPRENDITORI



La Squadra Mobile della questura di Terni, nell'ambito delle indagini che sono iniziate dopo il suicidio del commercialista ternano Gianluca Boninsegni, questa mattina ha arrestato due imprenditori per estorsione aggravata, evasione fiscale ed istigazione al suicidio.
G.R. di Narni (55 anni) e A.P. ternano (53 anni) avrebbero costretto il commercialista - che lo scorso 28 luglio si è tolto la vita gettandosi dal ponte sulla statale Tiberina e Narni - ad effettuare false registrazioni contabili per molte società a loro riconducibili. I due avrebbero , inoltre, vessato ripetutamente il Boninsegni minacciandolo di interropere i rapporti professionali con il suo studio.
Dalle indagini, coordinate dal PM Elisabetta Massini, sarebbe emerso inoltre che i due imprenditori, al fine di legittimare le operazioni finanziarie contestate e per la paura che, dopo il primo tentativo di suicidio del commercialista risalente allo scorso marzo, si sarebbe aperta un'indagine, lo avrebbero costretto a sottoscrivere alcune deleghe retrodatate anche risalenti al 2009.
Riconosciuta, dunque, l'estrema gravità della condotta dei due imprenditori e per evitare l'inquinamento delle prove, il Gip di Terni Maurizio Santoloci ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare. Gli uomini della Squadra Mobile della questura di Terni sono ancora impegnati nelle perquisizioni relative alle dodici società ed imprese riconducibili ai due.


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venerdì 1 luglio 2011

(RICICLAGGIO) IL PROCURATORE CARDELLA IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE D'INCHIESTA SULLE INFILTRAZIONI MAFIOSE IN UMBRIA: "SI HA LA QUASI CERTEZZA DELL'ESISTENZA DEL FENOMENO, MA NON LE PROVE TANGIBILI"

Il Procuratore della Repubblica di Terni, Fausto Cardella

Nel corso dell'audizione in Commissione d'inchiesta sulle infiltrazioni criminali in Umbria, il procuratore della Repubblica di Terni, Fausto Cardella, ha dichiarato che "nel nostro territorio non registriamo la presenza di associazioni criminali, che sono situate altrove, semmai di alcune propaggini di esse". Ma il procuratore afferma anche: "Non si deve confidare solo su magistratura e forze dell'ordine nella lotta alle infiltrazioni mafiose in Umbria, quindi contiamo sull'aiuto che la Commissione d'inchiesta in Consiglio regionale potrà darci".
Controlli su cave e cantieri
"Il prefetto ha disposto controlli su cave e cantieri che hanno portato ad accertare la presenza di numerosi lavoratori 'a cottimo' dalle più disparate provenienze geografiche. Tali controlli hanno dato esito positivo, non facendo emergere situazioni significative, ma non possiamo abbassare la guardia. Inoltre nel carcere di Terni ci sono presenze 'importanti' che comportano flussi di arrivi di visitatori, amici e parenti che spesso si installano in zona, generando altre situazioni 'a rischio', che comunque si possono risolvere, se necessario, con il trasferimento del detenuto".
Situazione ternana
"Per quanto riguarda il territorio ternano, sono pochi i provvedimenti giudiziari al riguardo, ma questo non può far escludere che ci siano fenomeni sommersi da far emergere. Non dobbiamo enfatizzare per non creare allarmismi, ma nemmeno minimizzare i fenomeni, perché si abbasserebbe la guardia".
Riciclaggio e usura
"si ha la quasi certezza dell'esistenza del fenomeno, ma non le prove tangibili. Le banche segnalano movimenti di denaro più consistenti e noi facciamo accertamenti ma, al momento, non ci sono reati. L'usura? E' un canale privilegiato per il riciclaggio, in quanto reato tipicamente sommerso, difficile da scoprire se non ci sono denunce, ma non è detto che sia sempre sintomo di infiltrazione mafiosa, essendo un fenomeno antico".
Conclusioni
"Il territorio di Terni e provincia è ancora una zona 'felice' per l'eventuale svolgimento di attività criminose, dove si può facilmente 'restare nell'ombra', quindi occorre un alto livello di sorveglianza e attenzione".


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mercoledì 4 maggio 2011

(TERNI) AVVISI DI GARANZIA AL COMANDO PROVINCIALE DEI VIGILI DEL FUOCO

La sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Terni


Tre avvisi di garanzia hanno raggiunto due vigili del fuoco del comando provinciale di Terni ed una terza persona per truffa ai danni dello Stato. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, si sarebbero concentrate su tre episodi ed una truffa che ammonterebbe ad euro 20 mila. 
Dai dati in nostro possesso i tre avrebbero accettato fatture 'gonfiate' o del tutto false da un artigiano per alcuni lavori di manutenzione su attrezzature del comando.


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martedì 5 aprile 2011

PORCACCHIA INTERROGATO PER QUASI 7 ORE: ALTRI DIECI INDAGATI...

Leandro Porcacchia (Foto: Terni Magazine)
Interrogatorio lunghissimo quello di Porcacchia, si parla di quasi sette ore al termine delle quali dieci nomi sarebbero finiti nel registro degli indagati. Questa la notizia che da qualche ora sta facendo il giro della rete (Fonti: Umbria24, Terni Magazine, Il Sito di Perugia). "Ai nuovi indagati, a vario titolo, vengono contestati - si legge nell'articolo di Francesca Marruco dal titolo "Mazzette a Terni, dieci nuovi indagati dopo l'interrogatorio fiume di Porcacchia" sul sito Umbria24.it - reati contro il patrimonio e contro la pubblica amministrazione. Episodi simili a quello che ha portato Porcacchia insieme al suo collaboratore Sergio Briganti in carcere, ma anche altre cose, che andranno chiarite".

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venerdì 1 aprile 2011

ESTORSIONE A TERNI: IL GIP CONVALIDA GLI ARRESTI DI PORCACCHIA E BRIGANTI, RESE NOTE ALCUNE INTERCETTAZIONI

Leandro Porcacchia,
direttore Confcommercio di Terni
Il Gip Pierluigi Panariello sciolto la riserva ed ha convalidato l'arresto per estorsione del direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e del suo collaboratore, Sergio Briganti.
Secondo la ricostruzione accusatoria i due, che sono stati arrestati dalla squadra mobile di Terni diretta da Tommaso Niglio, avrebbero chiesto una "mazzetta" di 100.000,00 euro ad un ristoratore ternano per facilitare le pratiche di stipula di un contratto di affitto di un locale dell'area ex Tulipano.
Leandro Porcacchia e Sergio Briganti sono stati interrogati dal Gip e dal sostituto procuratore Elisabetta Massini ed hanno dichiarato che il denaro "non era altro che il prezzo pattuito per la consulenza offerta a un ristoratore" (da "Il Giornale dell'Umbria" del 01/04/2011 - "Porcacchia: quei soldi erano per noi").
Gli avvocati della difesa, Massimo Longarini per Porcacchia e Renato Chiaranti per Briganti, rigettano le accuse.
Per Longarini: "Il ristoratore si è rivolto spontaneamente alla Confcommercio per l'affitto del locale alle Terrazze, Porcacchia e Briganti hanno 'consigliato' l'esclusiva e sono pure riusciti a ottenere la notevole riduzione del prezzo da un 1.300.000,00 euro a circa 800.000,00 euro. Altra agevolazione è stata quella di ottenere che i canoni di affitto venissero portati in detrazione del futuro prezzo. Il prezzo per tutto questo lavoro è stato fissato in 100.000,00 euro, prezzo accettato sin da subito dal ristoratore".
Per Chiaranti"Non è affatto colpevole quel prezzo era stato pattuito e il ristoratore era a conoscenza di ogni particolare", e ancora "Cercheremo di capire quanto accaduto, ma allo stato delle cose l'estorsione non può essere ravvisata. Il mio assistito è ovviamente scosso, ma anche fiducioso di poter provare la sua estraneità"
"Sul tavolo c'erano intanto 10.000,00 euro fatturati, poi c'erano 40.000,00 euro in assegni spillati sul contratto in attesa di fattura".
"Ma quale estorsione - continua il difensore di Porcacchia - chi può dire che 100.000,00 euro è un prezzo esoso? Tutto è relativo, soprattutto se si considera il forte sconto che, tramite la società Unione Servizi, il ristoratore avrebbe ottenuto per un locale che vale oltre un milione di euro, e sto parlando di 280 metri quadrati interni più 150 metri quadrati esterni. Poi, se di reato si deve parlare, allora ci si può appuntare sull'assenza di fatture, ma si può finire in carcere per evasione fiscale?"
"Le indagini sono state avviate tre mesi fa. La denuncia del ristoratore risale al 12 gennaio e le intercettazioni sono cominciate il 15 febbraio, ritengo che il ristoratore sia stato già, per così dire, consapevole del fatto che gli incontri con Porcacchia e Briganti venivano intercettati", "Sono dell'idea - conclude Longarini - che si sia trattato di un gesto ben organizzato".
Oggi sono state rese note alcune intercettazioni telefoniche relative alle trattative. Già dal primo incontro Briganti metteva in chiaro la situazione: "A questo punto ti devo dire una cosa che potrebbe far male, per avere questa esclusiva dovrai pagare 100.000,00 euro in nero". Ecco un estratto di una telefonata tra Leandro Porcacchia e Sergio Briganti:

Porcacchia: "Di come era composto il tutto, no?"
Briganti: "Sessanta, quaranta me sembra"
Porcacchia: "Esatto, esatto"
Briganti: "60%, 40%"
Porcacchia: "Poi dopo il resto je famo una fatturina quella poi se la paga pure con comodo, non è un problema"
Briganti: "Si, si" 
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mercoledì 30 marzo 2011

ESTORSIONE A TERNI: ARRESTO DI PORCACCHIA E BRIGANTI, SPUNTANO ANCHE ARCHIVI SEGRETI E CONTI CORRENTI

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

L'indagine relativa all'inchiesta che ha portato all'arresto del direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e del suo collaboratore, Sergio Briganti, sembra non essere avviata alla conclusione ma potrebbe allargarsi ed aprire uno scandalo degno di tangentopoli.
Materiale scottante è stato trovato, nel corso delle perquisizioni seguite all'arresto, sia nella cassaforte personale dell'ufficio di Porcacchia, sia nella sua villa. Particolarmente interessante sarebbe il contenuto di una valigetta di pelle che conterrebbe un vero e proprio archivio segreto: una serie di fascicoli relativi ad affari e personaggi.
Rintracciati e sequestrati undici conti correnti riconducibili al direttorissimo e nei quali è presente denaro la cui provenienza è "tutta da accertare".
55 pagine di intercettazioni telefoniche ed ambientali che nasconderebbero "intrecci tra politica e commercio" e che il magistrato Elisabetta Massini sta passando al setaccio.
Il Presidente della Confcommercio di Terni, Ivano Rulli, ha detto "c'è stata una riunione tecnica per mandare avanti la Confcommercio, che resta la cosa principale per noi", "sulle vicende giudiziarie aspettiamo di saperne di più. Siamo sbigottiti per quello che è successo".
Il legale di Porcacchia, Massimo Longarini, ha dichiarato: "Secondo me Leandro Porcacchia è completamente estraneo alla vicenda, la fattispecie che gli viene contestata non esiste. Nel merito poi, conoscendo Leandro, non è una cosa da lui. Non ci vedo la sua mano, non è il tipo che fa queste cose". Il legale di Briganti, Renato Chiaranti: "Il mio assistito respinge gli addebiti".

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martedì 29 marzo 2011

ESTORSIONE A TERNI: ARRESTO DI PORCACCHIA E BRIGANTI, AGGIORNAMENTI

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

Il direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e il suo collaboratore, Sergio Briganti, hanno trascorso la notte in carcere dopo l'arresto di ieri da parte della squadra mobile di Terni quando dieci agenti hanno fatto irruzione presso gli uffici della Confcommercio in via Mentana cogliendo i due in flagranza di reato con denaro contante ed assegni per un totale di 100.000 euro che gli sarebbero stati consegnati da un ristoratore ternano per ottenere l'affitto e, forse, la successiva vendita di un locale commerciale nell'area dell'ex tulipano.
I due negano ogni addebito. Massimo Longarini, legale del direttore di Confcommercio Leandro Porcacchia, ha dichiarato: "Per l'estorsione bisogna prendere dei soldi a fronte di una minaccia. Sono convinto che si è trattato di un trappolone che Leandro Porcacchia uscirà pulito da questa vicenda". "Il locale è di 280 mq - continua l'avvocato Longarini - e si trova nell'ex tulipano. La Confcommercio è stata delegata per una consulenza. Per questa consulenza è stata emessa una regolare fattura di 9 mila 100 euro. L'accordo stipulato prevedeva un contratto d'affitto per due anni e una opzione sull'acquisto, trascorso questo termine. Il locale è valutato 700 mila euro. Questo è quanto. Non posso aggiungere altro. Aspettiamo le decisioni sulla convalida dell'arresto poi decideremo la linea difensiva".
La Confcommercio di Terni, intanto, ha diramato il seguente comunicato: "La Confcommercio comunica che seguirà le vicende giudiziare del proprio direttore con la massima attenzione e premurandosi di acquisire notizie oggettive e puntuali nel merito. Agli associati sarà garantita, come sempre, la continuità nella rappresentanza sindacale e dei servizi. Vogliamo ricordare che saremo impegnati nel prossimo futuro nell'organizzazione di alcune iniziative e manifestazioni di rilevo locale e nazionale su cui richiamiamo l'attenzione di tutti gli associati, dei media e dell'intera cittadinanza" (dal sito di Confcommercio di Terni).



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lunedì 28 marzo 2011

(TERNI) DOMANI INIZIA IL PROCESSO A DON PIERINO: I LEGALI CHIEDONO IL RINVIO



Domani si terrà la prima udienza del processo a carico di Don Pierino Gelmini anche se, probabilmente, verrà rinviata. I legali dell'ottantaseienne fondatore della Comunità Incontro di Amelia hanno infatti presentato richiesta di rinvio per le condizioni di salute. 
Nel giugno dello scorso anni scattò il rinvio a giudizio dopo che il giudice Pierluigi Panariello aveva accettato la richiesta del pm Barbara Mazzullo. Per l'accusa Don Pierino avrebbe molestato sessualmente 12 giovani ospiti della comunità tra il 1998 e il 2007.


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ESTORSIONE A TERNI: DIRETTORE DI CONFCOMMERCIO E UN SUO COLLABORATORE IN MANETTE

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

Oggi pomeriggio la squadra mobile di Terni ha arrestato il direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e un suo collaboratore, Sergio Briganti, a seguito dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Procura di Terni, Elisabetta Massini. L'accusa è pesante, estorsione. Da quanto si apprende i due avrebbero chiesto 100mila euro ad un ristoratore che avrebbe dovuto aprire un locale. La polizia è intervenuta al momento del passaggio del denaro. 
L'avvocato Massimo Longarini, difensore di Porcacchia, ha definito l'arresto "un provvedimento assurdo". "Il mio assistito - ha aggiunto - è estraneo ad ogni addebito".

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venerdì 18 giugno 2010

DON PIERINO E' STATO RINVIATO A GIUDIZIO PER MOLESTIE SESSUALI, IL PROCESSO INIZIERA' A MARZO



La decisione è stata letta qualche ora fa in aula dal Gup della Procura di Terni, Pierluigi Panariello, Don Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio per avere molestato sessualmente 12 ragazzi quando erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia da lui fondata. Il processo comincerà il 29 marzo 2011.
Commenti & reazioni:
Pierluigi Panariello, Gup della Procura di Terni: "Per me è stato un procedimento come tutti gli altri", il giudice non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni ed in silenzio è rimasto anche il procuratore di Terni, Fausto Cardella, mentre non era presente in aula il sostituto procuratore, Barbara Mazzullo.
Gaetano Pinto, legale di Michele Iacoppo, uno dei principali accusatori: "Per noi è più che un rinvio a giudizio, vista l'anticipazione dell'esame dei testimoni", "siamo soddisfatti, attraverso l'incidente probatorio si è rafforzato il quadro indiziario già ben solido durante le indagini preliminari".
Lanfranco Frezza, uno dei legali di Don Pierino, ha dichiarato: "Ritenevamo dovesse essere pronunciata una sentenza di proscioglimento perché manca la prova certa per dimostrare la sua responsabilità", "non ci sono elementi probatori sufficienti - continua l'avvocato Frezza - che giustifichino il rinvio a giudizio anche perchè si basa solo su dichiarazioni delle parti offese che poi si sono costituite parti civili con richiesta di risarcimento del danno. Quelle dichiarazioni avrebbero dovuto avere riscontri obiettivi esterni che potessero in qualche modo confermare le dichiarazioni accusatorie. Questa è un'istruttoria zoppa che si basa su dichiarazioni di parti civili prive di riscontro".
Fausto Morcella, legale di Gianpaolo Nicolasi, assolto dall'accusa di favoreggiamento: "Soddisfazione piena. E' la prova che il bagaglio probatorio nei confronti del mio assistito era pari a zero. Oltretutto anche le contestazioni mosse erano mal formulate, sia per quanto riguarda il favoreggiamento che per l'ipotesi di intralcio alla giustizia", "non possiamo non essere soddisfatti per la decisione del Gup anche per il fatto che Nicolasi è uno dei punti di riferimento più forti per tutti quelli che si ritrovano all'interno della Comunità. Quest'ultima può dunque contare su gente capace ed eticamente corrette".
Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl: "Nel prendere atto che nel corso dell'attività giudiziaria parte importante delle accuse nei confronti di esponenti della Comunità Incontro sono cadute, resto convinto che il giudizio confermerà che Don Gelmini ha agito e agisce per difendere la vita di migliaia e migliaia di persone strappate alla droga e all'emarginazione in ogni parte del mondo. E' una verità conosciuta da tanti e che alla fine troverà ulteriori conferme".
Carlo Giovanardi, Sottosegretatio alla presidenza del Consiglio: "Sono vicino all'amico Don Gelmini in questo difficile momento e gli auguro forze e salute per continuare nella sua preziosa azione nella Comunità Incontro e per poter uscire a testa alta da questo processo", "La testimonianza di decine di migliaia di giovani e delle loro famiglie - continua l'esponente del Pdl - e una vita spesa per salvare migliaia di ragazzi dall'incubo della droga non sono stati sufficienti per la giustizia italiana di fronte ad accuse di molestie sessuali mosse a Don Gelmini, che la stessa Procura di Perugia aveva, a suo tempo, archiviate".
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