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martedì 22 settembre 2009

DA DOMANI IL "FATTO" FINALMENTE IN EDICOLA, IL GIORNALE LIBERO



Nasce a Roma il "Fatto Quotidiano", il nuovo giornale diretto dall'ex direttore dell'Unità, Antonio Padellaro, e con il quale collaboreranno giornalisti del calibro di Marco Travaglio, Furio colombo, Peter Gomez, Antonio Tabucchi, Massimo Fini, Nando Dalla Chiesa, Luca Telese. Il resto della redazione sarà formata da giovani cronisti.
"Perchè un giornale nuovo proprio ora, con il settore editoriale in crisi e la stampa sotto assedio? Così ci hanno chiesto molti colleghi, italiani e stranieri. Rispondiamo che proprio per questo serve una reazione civile dei giornalisti", "La linea editoriale la darà la Costituzione" afferma Padellaro.
"Picchieremo là dove merita picchiare ed è ovvio che ci concentreremo su Berlusconi" promette Travaglio.
La nuova testata è stata lanciata negli ultimi mesi con l'utilizzo di internet e una serie di incontri. I risultati sono strabilianti, "28/30 mila abbonamenti sottoscritti, tra postali e on-line, cento ogni ora solo nella giornata di ieri" (IlSecoloXIX.it). Non ci saranno editori-padroni e nemmeno finanziamenti pubblici, "un giornale libero".

sabato 27 giugno 2009

BERLUSCONI: "DOVREMO CHIUDERE LA BOCCA" A CHI DIFFONDE IL PANICO


"Dovremo chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano di quello che magari i loro uffici studi gli suggeriscono e distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo intero".
Questa è una delle dichiarazioni che il Premier ha rilasciato ieri durante la conferenza stampa per la presentazione del decreto appena varato che contiene una serie di misure in favore delle aziende e dell'occupazione.
L'affondo sembrerebbe rivolto in maniera generica a tutti i profeti di sventura che in Italia e all'estero si permettono di parlare dei problemi economici scaturiti dalla crisi ma, in realtà, è direttamente riferibile al Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi che, a poche ore di distanza, aveva annunciato la previsione del suo Ufficio Studi di un ulteriore calo del Pil del 5%.
Il Premier poi se la prende con gli "organi di stampa che riprendono tutte queste affermazioni e riprendono le posizioni del 'tanto peggio, tanto meglio' delle opposizioni e danno degli incentivi alla paura che sono fuori di realtà". Risponde poi ai cronisti presenti che gli chiedono se non sia pericoloso invitare la stampa a non dare spazio al catastrofismo: "Non c'è nessun problema nel minacciare di non dare la vostra pubblicità ai media che diffondono la crisi. Ribadisco l'invito che ho fatto a Santa Margherita Ligure. In questo non c'è alcuno scandalo", "occorre incentivare l'azione affinchè editori e direttori dei giornali non contribuiscano a diffondere pessimismo".
Conclusione un pò scontata: "gli italiani ci hanno votato e continuano a darci consenso nonostante tutti i miasmi, le calunnie e i veleni che tentano di lanciarci addosso per sommergerci".
In un Paese come il nostro, in cui la libertà di stampa non è certo un fiore all'occhiello, queste dichiarazioni non mi stupiscono affatto...

lunedì 17 novembre 2008

NO ALLA LEGGE AMMAZZABLOGGER


Alla Commissione Cultura della Camera è giunta una proposta di legge che obbligherebbe molti bloggers ad iscriversi al registro dei comunicatori estendendo ad essi i reati a mezzo stampa. Uno dei primissimi e pochissimi politici ad essere intervenuto sull'argomento, come fece difronte all'analoga proposta (DDL Levi) presentata dall'ultimo governo Prodi, è stato Antonio Di Pietro dichiarando: "I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione nè con il centrodestra nè cn il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile". Di Pietro definisce il DDL come "pura censura" ed annuncia che il suo movimento politico "offrirà tutta l'assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione".
Il progetto di legge presentato, modifica sostanzialmente la definizione di prodotto editoriale, facendoci rientrare qualsiasi blog. La specifica introduzione di un articolo dedicato alle attività editoriali sulla rete internet, anche se ad una lettura superficiale parrebbe escludere moltissimi blog, letto più attentamente no:
Art. 2
Definizione di prodotto editoriale

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale viene diffuso.

Art. 8
Attività editoriale sulla rete internet

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme e con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.

Anche se, come ho detto, apparentemente il comma 3 sembrerebbe escludere la maggioranza dei blog dall'obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali, in realtà è difficile comprendere quali blog non siano "il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro". Basterebbe corredare le proprie pubblicazioni con banner, promozioni o annunci Google AdSense per fare attività d'impresa.

Cito, a titolo esemplificativo, un esempio, preso dal sito www.punto-informativo.it che può rendere più facile comprendere la pericolosità dell'approvazione di tale DDL:
"...ambientato a Paperopoli:
Rockerduck: "Se non cancelli l'articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa"
Paperino: "Ma il mio blog non è una testata!"
Rockerduck: "Però hai un baner pubblicitario, quindi potresti essere un'impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l'articolo ti denuncio pure per stampa clandestina"
Paperino: "Ok. Sob."
Provate a sostituire "Rockerduck" con "picciotto" e "Paperino" con "cittadino" e il gioco è fatto." (di Luca Spinelli).

martedì 28 ottobre 2008

LA VECCHIA POLITICA CHE NON MUORE MAI

Antonio Baldassarre


Ormai non passa giorno senza ricevere notizie sull'imminente candidatura di Baldassarre a Sindaco di Terni. Anche oggi, la stampa locale ci fa regalo di ben cinque articoli ("Baldassarre sindaco, si entra nel vivo" dal Corriere dell'Umbria, 28/10/08, pg. 1 - "Baldassarre sindaco, si fa sul serio" dal Corriere dell'Umbria, 28/10/08, pg. 14 - "In questo modo stanno rovinando il progetto" dal Corriere dell'Umbria, 28/10/08, pg. 14 - "Elezioni, Melasecche punta i piedi" da Il Giornale dell'Umbria, 28/10/08, pg. 37, "Baldassarre, contatti con il Pdl" da Il Messaggero, 28/10/08, pg. 45).
Non riesco a capire quale sia la scelta di marketing politico adottata dalla Pdl e dal presidente emerito della Consulta. Secondo me, avrebbero fatto meglio a non rilasciare tante interviste o dichiarazioni. Finora si è parlato e si continua a parlare soltanto: dell'imminente candidatura, che viene data sempre più come certa ma che ancora non c'è; dell'Associazione culturale RINNOVIAMO INSIEME TERNI che dovrà trasformarsi in lista civica per Baldassarre ma che, dopo l'atto costitutivo, non ha dato alcun segno di vita; dei contatti che Baldassarre ha avuto con la Pdl e la Nuova Dc per discutere del coordinamento operativo; delle tensioni tra Baldassarre e Melasecche che, non dimentichiamoci, è tuttora vice-presidente della 'famosa' Associazione o tra Melasecche e Adriano Garofoli che rilascia interviste a nome dell'Associazione pur essendone semplice consigliere.
Insomma, a poco più di sei mesi dalle elezioni, nè il centro-sinistra nè il centro-destra sono riusciti a presentare uno straccio di progetto, di idea o di programma per il futuro di Terni. Sembrano tutti più preoccupati di scipparsi a vicenda la paternità di una candidatura che di rinnovare veramente la città. La vecchia politica non muore mai...
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