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venerdì 16 luglio 2010

INDAGINE ISAYA 2010: SE LA SITUAZIONE NON PEGGIORA NON VUOL DIRE CHE MIGLIORI



L'Italian Study on Asthma in Young Adults (ISAYA) ha presentato il nuovo rapporto riguardante l'aria della Conca ternana. I ricercatori Lamberto Briziarelli, esperto scientifico dell'Osservatorio provinciale su ambiente e salute, e Lucio Casali, ordinario di malattie dell'apparato respiratorio dell'Università di Perugia: "Nelle polveri ternane oltre agli inquinanti classici sono presenti sostanze come la silice derivante da lavorazioni edili che sono potenzialmente cancerogene", "gli eccessivi volumi di traffico registrati nella Conca sono tra le cause principali alla base dell'inquinamento locale".
A Palazzo Bazzani, dove si è tenuta la conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre ai ricercatori, erano presenti l'assessore provinciale all'Ambiente, Fabrizio Bellini, l'assessore comunale alla Sanità e ai Servizi Sociali di Terni, Stefano Bucari, il direttore generale della Asl4 di Terni, Vincenzo Panella, il direttore generale dell'Azienda ospedaliera "Santa Maria", Gianni Giovannini, e il presidente della Fondazione Carit, Paolo Candelori.
Dal sito della Asl4 leggiamo "la situazione riguardante la qualità dell'aria del Ternano non peggiora, ma permangono fattori di rischio che interessano sia il centro che le immediate periferie" e ancora "fra i dati presentati da Briziarelli e Casali, che hanno tenuto a sottolineare come la Regione dell'Umbria e dli enti locali siano, nel panorama nazionale, tra le realtà più attente alle politiche di tutela e salvaguardia ambientale, destano un pò di preoccupazione quelli relativi alle polveri sottili. L'elevato volume del traffico veicolare è la causa principale dell'inquinamento atmosferico. La conformazione morfologica del territorio ternano favorisce inoltre il ristagno dei venti".
Vincenzo Panella, direttore generale della Asl4: "E' necessario mettere in rete le politiche sanitarie con quelle ambientali visto che c'è una correlazione diretta tra salubrità dell'ambiente e salute del cittadino. Preoccupanti, in questo senso, i tagli nazionali che rischiano di depotenziare il settore della prevenzione".

Comunque, anche se tutte le dichiarazioni apparse sulla stampa sembrerebbero abbastanza tranquillizzanti ed ogni riferimento all'inquinamento industriale sembrerebbe essere scomparso, qualche domanda mi sorge spontanea. A novembre 2008, l'indagine ISAYA aveva mostrato risultati allarmanti e, se è vero che la situazione della qualità dell'aria a Terni non è peggiorata, è anche vero che la situazione resta allarmante. Dai dati della scorsa indagine emergeva che "circa il 6 per cento della popolazione ternana" soffriva di bronchite cronica e che "la prevalenza di asmativi e rinitici si avvicina al 15 per cento contro un 5 per cento del dato nazionale riferito al 2004".

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martedì 18 agosto 2009

ITALIA NOSTRA TERNI: LE NUBI ACRI CONTINUANO AD INQUINARE, IL COMUNICATO


Di seguito rimetto il testo del comunicato inviato dal Presidente di Italia Nostra onlus di Terni, Daniele Pica:


"LE NUBI ACRI CONTINUANO AD INQUINARE
PROSEGUE L’INDIFFERENZA DI CHI DOVREBBE DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI


Chiunque volesse controllare può farlo benissimo. La nube biancastra che sale dall’AST, come una sorta dilungo dirigibile, nelle notti afose d’estate, non si disperde come quando c’è vento, ma si dirige lentamente verso il centro città. Alle 23,30 circa giunge su Corso Vecchio e Corso Tacito per il piacere di chi cerca di riposare ed è costretto a chiudersi in casa o andarsene in fretta e furia se non vuol riempire i polmoni di emissioni acri, che, fuoriuscite dai forni fusori, non sono di certo un toccasana per la salute dei ternani. Il tutto nell’indifferenza di chi governa e di chi dovrebbe controllare.
Chi dovrebbe indagare da dove vengono non scoprirebbe neanche un elefante scappato da un giardino zoologico, altrimenti dopo anni di denunce non continuerebbe ad imporsi il silenzio.
Chi dovrebbe porsi il problema della salute da difendere come bene primario fa finta di nulla perché il problema è scomodo ed è meglio occuparsi di chi sarà il prossimo direttore sanitario della ASL o di quale partito, di quelli ecologisti, ben s’intende, riuscirà a piazzare il prossimo Direttore Generale.
A Bettona la Procura della Repubblica ha accertato violazioni gravi delle normative sull’inquinamento ed ha emesso numerose ordinanze di arresto. Lì si trattava di liquami di allevamenti sversati nei corsi d’acqua e nei campi qui di aria da respirare, nulla di meno importante.
A Terni siamo figli di un Dio minore? Non chiediamo catastofi ma almeno il rispetto minimo dovuto.
E’ mai possibile che tutti quei cittadini che non si sono arresi e non intendono arrendersi debbano essere trattai come idioti?
Dobbiamo inalare per forza tutto ciò che l’Università di Perugia ha già accertato essere presente nelle polveri dell’unica centralina messa sotto monitoraggio, quella delle Grazie? Nichel ed altri metalli pesanti cancerogeni?
Italia Nostra ascolta la propria coscienza e ritiene che ormai non possano esistere eccezioni: occorre lavoro, occorre sviluppo, ma debbono essere compatibili con l’ambiente e con la difesa del bene primario della salute di tutti.
Ben vengano gli utili aziendali ma non facendo sconti sulla tutela della salute.
Prevenire è meglio che ampliare il Reparto di Oncologia dell’Ospedale.
Il nuovo sindaco che è anche medico nulla dice in proposito?
Ci auguriamo di ascoltare sull’argomento frasi sensate e diverse da quelle del suo predecessore.
Se non otterremo alla svelta risposte intendiamo andare avanti per strada maestra, con tutti coloro che lo vorranno.

Il Presidente di Italia Nostra Terni
Dott. Daniele Pica
"

mercoledì 8 luglio 2009

LA POLIZIA SEQUESTRA PARTE DEL CANTIERE DELLA TERNI-RIETI A CAUSA DEL 'LAGHETTO DEI VELENI'

Il laghetto dei veleni scoperto qualche mese fa che è stato oggetto di un'inchiesta de L'Espresso è stato posto in sequestro preventivo insieme a parte del cantiere della Terni-Rieti. La Polizia provinciale di Terni su disposizione del Gip Maurizio Santoloci ha effettuato il sequestro a carico dell'Anas per impedire che le presunte sostanze inquinanti non inquinino le falde acquifere. L'indagine della Procura di Terni vorrebbe fare luce sull'intera vicenda, comprendere come il cromo esavalente e gli altri inquinanti siano arrivate in quella vasca. 

lunedì 15 giugno 2009

TERNI: POLVERI NELL'ARIA, RIFIUTI NEL TEVERE, LAGHETTI DI VELENI. L'INCHIESTA CHOC DE L'ESPRESSO


Ho letto soltanto oggi lo scioccante articolo de 'L'Espresso' del 18 giugno "L'altra Thyssen. Polveri nell'aria. Rifiuti che finiscono in un affluente del Tevere. Laghetti di veleni. L'acciaieria di Terni nel mirino delle inchieste" di Stefania Maurizi.
L'articolo inizia così: "E' una patina grigia, chiarissima, che si deposita ovunque: la noti accumulata ai margini della strada, ma soprattutto sulla chioma degli alberi, sui tetti delle case, sui cartelli stradali, nei giardini. [...] Tutti sanno da dove viene quella polvere. Vola via dai recinti della Thyssen Krupp di Terni, il polmone d'acciaio del cuore verde d'Italia: nasce dalle montagne di scorie sfornate dalla fabbrica metallurgica più importante d'Italia".
Veniamo a conoscenza che il Procuratore capo Fausto Cardella sta indagando "sui pericoli ambientali che il gigante di acciaio avrebbe provocato. Indagini sulle polveri che si disperdono sulle case del quartiere di Prisciano; sui rifiuti liquidi che finiscono nel fiume Nera, un affluente del Tevere che fino alla cittadina umbra appare aulico; sulla gestione della misteriosa discarica di Vocabolo Valle dove sono stati sepolti anche veleni che non dovevano trovarsi lì e dove il percolato sarebbe stato smaltito in impianti della Thyssen privi di autorizzazioni" ma la cosa più sconvolgente e che fino ad oggi tutti ci avevano tenuta nascosta "la scoperta di un laghetto sotterraneo denso di cromo esavalente, agente cancerogeno pericolosissimo in concentrazioni cento volte superiori al limite. Il tutto a pochi chilometri dalla Cascata delle Marmore e dai suoi paesaggi incantevoli, incastonato della regione delle colline verdi vhe generano ogni anno un miliardo di litri di acqua minerale".
Molto interessante è il paragrafo intitolato "La montagna delle scorie" che inizia "L'ultima inchiesta è in unno ai paradossi italiani" e che riguarda il tracciato della Terni-Rieti che "viene fatto passare dentro la discarica di Vocabolo Valle che da trent'anni inghiotte ogni risma di rifiuti, urbani e industriali". "Si progetta - continua l'articolo - di attraversarla con un tunnel, scavato in mezzo alla montagna delle scorie che da dieci anni si è deciso di bonificare, invano".
"E' proprio scavando l'imbocco sud della galleria che nello scorso aprile è spuntato "il drago": una piscina colma di liquido verde brillante, quasi fantascientifico, lunga 30 metri, larga 15 e profonda più di tre. Millquattrocento metri cubi di veleno, come hanno dimostrato le analisi: acque dense di cromo esavalente, agente cancerogeno ad altissima pericolosità. La concentrazione, dichiara Adriano Rossi dell'Arpa, arrivava "anche a 500 microgrammi al litro", mentre il limite massimo tollerato per le acque di falda è di soli 5 microgrammi".
I lavori sono stati immediatamente bloccati ed è stato necessario variare il progetto aggirando la collina. "La scoperta ha spiazzato tutti: nessuno pensava che ci fossero veleni a quella profondità, perchè i calcoli sulla struttura geologica erano sbagliati".
Insomma una bomba finora sconosciuta alla quasi totalità dei ternani che potrebbe anche influire sulle scelte del prossimo ballottaggio. Anche se non mi sembra che la stampa locale se ne sia accorta...

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