lunedì 11 febbraio 2013

PAPA BENEDETTO XVI HA ANNUNCIATO LE SUE DIMISSIONI


"Carissimi Fratelli, vi ho convocato a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino"
E' con queste parole che Sua Santità Benedetto XVI ha annunciato, nel corso dell'odierno Concistoro ordinario, che lascerà il pontificato.
"Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice"
e ancora,
"Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l'amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell'eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio". 

Le reazioni:
  • il Cardinale Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio: "Un fulmine a ciel sereno";
  • Mario Monti: "Sono molto scosso da questa notizia inattesa", "non sono in grado di commentare su un tema così importante e profondo, prima ancora di avere conoscenza dei fatti";
  • Pier Luigi Bersani: "E' una notizia di portata storica. Non che questo non abbia precedenti, ma bisogna risalire a secoli fa", "è una notizia di portata storica due volte, è rarissima come decisione e, secondo, viene fatta da un Papa che non la prende certo per debolezza. E' un grande teologo che ha messo la teologia al servizio della Chiesa", "è un gesto di impostazione, di novità per il futuro. Stiamo parlando di un Pontefice che ha chiaro come nessun altro il profilo teologico e storico di una scelta di questo genere";
  • Pier Ferdinando Casini: "Un gesto rivoluzionario", "Benedetto XVI è un uomo straordinario forse fragile nel fisico, ma che ha dimostrato di avere una spiritualità eccezionale".

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lunedì 4 febbraio 2013

NOT OFFICIAL SAN VALENTINO: UN MESE DI FESTEGGIAMENTI E UN CARTELLONE RICCO DI APPUNTAMENTI


Un mese di festeggiamenti e un cartellone ricco di appuntamenti in onore di San Valentino: NOT OFFICIAL SAN VALENTINO giunto alla seconda edizione. Che "non è una manifestazione politica", "non è contro qualcuno o qualcosa", "è il risultato dell'impegno di privati e associazioni, coadiuvate dalla Umbria Music Commissione e da Tommy Moroni Eventi & Management, che sono legate al territorio ternano, e che volendo tenere alto il nome di San Valentino legato alla città di Terni, hanno fatto forza comune per 'sostenere' le Istituzioni, strette dalle morse dei tagli e costrette a dimezzare i fondi per le festività".

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venerdì 20 luglio 2012

MENTRE A TERNI INFURIA LA BUFERA SUL REFERENDUM IL GOVERNO DEFINISCE I CRITERI PER TAGLIARE LE PROVINCE

Provincia di Terni, regione Umbria

Mentre a Terni infuria la bufera relativamente alla proposta del Comitato promotore del Referendum "Terni a Perugia o con Roma?", il Governo Monti - nell'odierna riunione del Consiglio dei Ministri - stabilisce i criteri per il taglio delle province e le nuove funzioni attribuite alle nuove.
"Il Consiglio ha definito i criteri per il riordino delle province - dimensione territoriale e popolazione residente - previsti dal decreto sulla spending review. In base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati".
"Le nuove province - si legge ancora nella nota del Governo - eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comune, come stabilito dal decreto "Salva Italia"). La soppressione delle province che corrispondono alle Città metropolitane - 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze - avverrà contestualmente alla creazione di queste".

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giovedì 19 luglio 2012

[TERNI] IL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM RISPONDE AL SINDACO: "LA VECCHIA POLITICA RESISTE"


Riceviamo e postiamo il comunicato del Comitato promotore del Referendum "Terni con Perugia o con Roma" in risposta alla nota del Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo:

"Stupiti e rattristati che il sindaco di Terni, con la sua nota, si scagli non tanto contro i promotori, quanto contro i cittadini che in massa si stanno recando a firmare per un referendum storico.
Disinformazione, demagogia, superficialità, strumentalità, pifferai magici, boutade, masochismo e altri epiteti: il Comitato promotore del referendum rifiuta di adottare una logica fratricida tra ternani. Chiede piuttosto di allargare il fronte della partecipazione, perché siano i ternani e non la vecchia politica ad esprimersi su questo passaggio, il più difficile del dopoguerra.
Il Comitato avanza una proposta referendaria ampiamente motivata:
a)      la ripartizione della spesa tra Perugia e Terni vede tuttora la prima largamente prevalente. Basti pensare all’ultima indagine al riguardo, uscita nel 2003, che vedeva convergere su Perugia il 78% della spesa mentre a Terni (27% della popolazione complessiva) il resto, senza considerare che le Acciaierie rappresentano il 25% del PIL regionale: è giusto?
b)      il sindaco informi i ternani su come sono stati ripartiti i fondi europei tra Terni e Perugia negli ultimi 20 anni;
c)      il sindaco provi a smentirci quando diciamo che non solo Perugia, ma pure i cittadini di Rieti e Viterbo hanno un reddito pro-capite superiore a quello dei ternani, e che l’Umbria è la regione più povera del centro Italia;
d)     il sindaco sa che il solo costo delle due superstrade a doppia carreggiata Foligno-Colfiorito e Perugia-Ancona è pari all’astronomica cifra di 2,116 mld di euro? Se si include la porzione umbra della costruenda Fano-Grosseto, è evidente come la Regione Umbria concentrato in 50 km in linea d’aria ben nuove tre strade trasversali di grande comunicazione, facendo di Foligno nuovo baricentro interregionale, mentre attendiamo da 50 anni il completamento della modesta Terni-Pie’ di Moggio e abbiamo speso meno di un decimo di quanto si sta facendo nel perugino. Cosa abbiamo ottenuto? Una pericolosa arteria monocarreggiata;
e)      sui rifiuti è semplicemente indecente quanto è stato fatto a Terni finora: avevamo tre inceneritori, caso unico in Italia, con quello dell’ASM che emetteva diossine e furani. Non diciamo altro per carità di patria. E, sindaco, le risulta che a Viterbo o Rieti la Regione Lazio abbia adottato la stessa logica penalizzante? E perché non diciamo che a Terni si fa poca differenziata anche perché siamo stati abituati dalla vecchia politica a uno stile inceneritorio che nulla ha a che fare con le politiche più virtuose del Paese?
f)       come si può pensare che la realtà del Polo didattico di Terni sia difendibile? La situazione è drammatica: chiusa Mediazione Linguistica, chiuso il DAMS ternano, sta per lasciarci Scienze Politiche; su 18 dipartimenti, nemmeno uno a Terni… perché? E’ di ieri la notizia che la Facoltà di Medicina stessa sarebbe a rischio, e non solo. Siamo sicuri che con La Sapienza andrebbe peggio? A proposito: è vero che su cinque membri del CDA dell’Università non c’è nemmeno un ternano?...
g)      Sanità, per concludere: è vero che per un’operazione di otorino a Terni occorre attendere anni? E’ vero che per semplici esami sanitari occorrono mesi? E’ vero che la cittadinanza è costretta a ricorrere a prestazioni privatistiche pagate pesantemente dalla Regione? Certo che così i conti della Sanità umbra vanno bene: quella pubblica non funziona mentre il Santa Maria va in pezzi e non ci indebitiamo per ristrutturarlo -al di là di qualche reparto di eccellenza. E perché la PET-TAC c’è a Foligno e non a Terni? E’ vero che in un reparto come dialisi si registrano quasi 40 gradi in questi giorni? Forse è più fresco, solo 32 gradi?
Dal sindaco, che si picca di fare informazione, preferiremmo che se la prendesse con quella parte della classe dirigente regionale che, nel corso degli anni, ha consentito che Terni fosse superata in termini di PIL pro-capite non solo da Perugia, ma anche dalle bistrattate Rieti e Viterbo. Ma capiamo che, essendo lui stesso stato senatore, deputato e sindaco, avrebbe dovuto prendersela anche con sé: ecco solo così, solo raccontando chi sono i protagonisti dello sfacelo, si farebbe piena informazione".               

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[TERNI] IL REFERENDUM SCUOTE LA POLITICA, IL SINDACO DI GIROLAMO METTE IN GUARDIA I TERNANI IN BUONA FEDE DALLE BOUTADES DEMAGOGICHE E SUPERFICIALI DEI 'PIFFERAI MAGICI'

Il Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo
Probabilmente c'era bisogno di paventare un referendum - quindi un momento di democrazia diretta - per scuotere l'amministrazione cittadina dall'afasico torpore al quale ci ha abituati. 
E' proprio il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ad intervenire sul tema: "Le diverse proposte emerse in questi ultimi giorni per un possibile passaggio di Terni nell'orbita istituzionale della Capitale si rivelano - ad una analisi non superficiale e strumentale - del tutto controproducenti e autolesionistiche. Vediamo perché.
Innanzitutto va chiarito che, a termine di legge, non essendoci contiguità territoriale tra il nostro territorio e quello di Roma, in realtà si tratterebbe di aggregarsi ad una costituenda provincia unificata Rieti-Viterbo all'interno di una Regione che già oggi lamenta un eccesso di preponderanza della Capitale rispetto sia al suo circondario che alle altre aree laziali. Un peso eccessivo che sarà ancor più accentuato con la prossima istituzione della Città Metropolitana di Roma. Non è difficile comprendere come - lungi da comportare dei vantaggi - una eventualità di questo genere sarebbe del tutto marginalizzante e controproducente per il nostro territorio.
Per quanto riguarda poi le questioni sollevate da alcuni dei promotori a sostegno di questa ipotesi, non si può non rilevarne la superficialità quando non una vera e propria disinformazione e demagogia.
Andiamo per ordine.
  1. Sanità: è veramente curioso e poco comprensibile aspirare ad entrare in un sistema sanitario come quello laziale, commissariato e alle prese con un monte di debiti, costretto alla chiusura e alla riduzione radicale di servizi e strutture, uscendo così da un sistema che ha l'oscar italiano per il miglior bilancio e che - nonostante i tagli centrali sempre più pesanti - consente di mantenere, anche nella necessaria riorganizzazione, una realtà diffusa di presidi sanitari qualificati, sia territoriali che ospedalieri. Come è possibile pensare di poter difendere meglio e rafforzare il nostro sistema di servizi sanitari in una condizione di gran lunga peggiore di quella attuale?
  2. Imprese e Pubblica Amministrazione: i tempi di pagamento da parte delle Amministrazioni pubbliche laziali nei confronti delle imprese e dei fornitori di servizi sono doppi rispetto a quelli umbri, con gli effetti negativi per il tessuto economico e l'occupazione che - dentro la crisi generale che ancora attraversiamo - chiunque può toccare con mano e comprendere. Ne sa qualcosa anche la nostra azienda regionale di trasporto (Umbria Mobilità) che vanta ben 40 milioni di euro di crediti non riscossi per servizi forniti al Comune di Roma. E' così che tuteliamo gli interessi delle nostre imprese e del nostro lavoro, e diamo un contributo alla ripresa economica?
  3. Rifiuti: trovo veramente paradossale ambire a far parte di un sistema come quello romano e laziale, alle prese con gravi e drammatici problemi di gestione e ambientali, con la presenza di megadiscariche come Malagrotta in via di esaurimento e sotto minaccia di pesanti sanzioni economiche europee per infrazione, a fronte di percentuali di raccolta differenziata di gran lunga inferiori alle medie nazionale e umbra. In quanto all'incenerimento dei rifiuti poi dovrebbe essere noto che il Piano regionale non è ancora stato adottato dalla nostra ATI4, e che l'orientamento a tutt'oggi emerso da parte del coordinamento dei Sindaci è quello di NON prevedere l'utilizzo dell'incenerimento nel nostro territorio. Insomma: più discariche, meno differenziata: è questo il modello verso il quale dovremmo andare?
  4. Università: è di pochi giorni fa la graduatoria sulla qualità degli studi, dell'organizzazione e della capacità di fare ricerca da parte degli Atenei italiani (dalla quale dipende sempre più la possibilità di reperire risorse, di interagire utilmente con il tessuto economico e di attrarre saperi e intelligenze). Ebbene, sia la 'Sapienza' che 'Tor Vergata' risultano decisamente al di sotto dell'Ateneo umbro. Qualcuno pensa seriamente che c'è un futuro di crescita del Polo Didattico-Scientifico ternano fuori da una prospettiva di qualificazione ulteriore degli ambiti di alta formazione e ricerca avanzata già sperimentati, o che questa prospettiva sia più facilmente perseguibile all'interno di un sistema universitario che viene definito meno qualificato e che, a causa della riduzione del fondo nazionale e dei nuovi criteri della 'riforma Gelmini', è già stato costretto alla chiusura di sedi periferiche?
Insomma, mi sembra in conclusione che ci siano argomentazioni più che sufficienti per mettere in guardia quei nostri concittadini che fossero in buona fede attratti da 'pifferai magici' che - con boutades demagogiche e superficiali e dall'effetto masochistico - indicano scorciatoie controproducenti che - come nella favola - conducono immancabilmente verso rovinosi precipizi".


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[TERNI] SPUNTA IL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM PER PASSARE SOTTO ROMA: "GIA' RACCOLTE 600 FIRME"


Terni sotto Roma?
Non entrerò nel merito della vicenda, per ora. Posterò soltanto le notizie raccolte.


Ultimo comunicato del Comitato promotore "Terni con Perugia e con Roma? Referendum":
Con Perugia o nel Lazio? Referendum. Moduli esauriti, oltre 500 firme in due giorni, grazie Terni! Una che Terni cresce e taglia il proprio cordone ombelicale
Con Perugia o nel Lazio? Seconda città di un'Umbria piccola e periferica o primo Comune del Lazio dopo Roma per popolazione e PIL, baricentro di un nuovo asse tra Rieti e Viterbo? In un momento epocale della nostra storia, in una fase che vede Terni più penalizzata di sempre, nell'impressionante afasia di buona parte della politica regionale e locale - non tutta, però, con segnali chiari da parte di singole personalità da sinistra a destra passando per il centro - il Comitato promotore del referendum chiede ai concittadini ternani uno scatto d'orgoglio per tornare insieme protagonisti del nostro futuro, abbandonando una volta per tutte viete dinamiche di subalternità. Il referendum è democrazia. Non è per caso che il Comitato continui a raccogliere un pò ovunque il malessere della gente, esaurendo così, in nemmeno due giorni, i 26 moduli sinora predisposti, senza computare quelli presenti in Comune. Oltre 500 firme che fanno ben sperare sulla capacità di raggiungere l'obiettivo delle 2.500 sottoscrizioni in due mesi: il Comitato promotore esprime gratitudine a questi 500 cittadini che hanno inteso aderire in modo così convinto a una battaglia collettiva. Invitiamo tutti coloro che supportano la richiesta di referendum a diffondere la voce tra amici e parenti, considerando che da domani costoro avranno un'ulteriore opzione: salire presso l'ufficio del notaio Clericò, Corso Tacito, 111, dal lunedì al venerdì dopo le ore 10. Al riguardo il Comitato ringrazia lo studio notarile per questa importante disponibilità a vantaggio di tutti i ternani. Si potrà ovviamente continuare a firmare anche in Comune, Ufficio referendum, Palazzo Spada II piano, seguendo gli orari degli uffici pubblici. Infine, domani e sabato ci si potrà recare al punto referendum di Largo Villa Glori, ore 17.30-20.00. 
Il numero delle firme raccolte sembra essere leggermente più alto. Andrea Liberati, presidente del Comitato promotore, al Messaggero: "In Comune i cinque moduli sono terminati per un totale di 100 forme. A cui vanno aggiunte le 500 che ho raccolto io personalmente". 

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IN MEMORIA DI PAOLO BORSELLINO E DEGLI AGENTI DELLA SCORTA PERCHE' NESSUNO DIMENTICHI. GRAZIE!

Oggi ricorre il ventesimo anniversario della strage di Via D'Amelio.
In memoria del Giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina perché nessuno dimentichi il loro estremo sacrificio e il profondo dolore dei familiari. 
Grazie!!!





Interventi:
  • il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Desidero far giungere in quest'Aula nella quale si commemora e si onora la figura di Paolo Borsellino, l'espressione - innanzitutto - della mia rispettosa e affettuosa vicinanza alla signora Agnese. Il 23 maggio scorso - ella volle - nell'impossibilità di partecipare di persona alla grande cerimonia nell'Aula Bunker - indirizzarmi una lettera di commovente, generoso apprezzamento per il mio operato di Presidente della Repubblica, e dirmi il suo conforto per aver visto diventare Borsellino e Falcone dei 'simboli per i giovani e le persone oneste e di buona volontà'. E la lettera di concludeva con un riferimento a 'quello Stato in cui mio marito ci ha insegnato a credere malgrado tutto e tutti', volendo che io sapessi come ella 'fino all'ultimo giorno della sua vita attenderà con pazienza di conoscere le ragioni per cui suo marito morì e i motivi per i quali nei primi anni dopo la strage è stata costruita una falsa e distorta verità giudiziaria'. Quale secondo terribile dolore è stata per lei e per i suoi figli, signora Agnese, quella contraffazione della verità! E quale umiliazione è stata per tutti noi che rappresentiamo lo Stato democratico!. Si sta lavoranto, si deve lavorare senza sosta e senza remore per la rivelazione e sanzione di errori ed infamie che hanno inquinato la ricostruzione della strage di Via D'Amelio. Si deve giungere alla definizione dell'autentica verità su quell'orribile crimine che costò la vita a un grande magistrato protagonista con Giovanni Falcone di svolte decisive per la lotta contro la mafia. Questo è l'imperativo oggi a distanza di vent'anni; questo è il nostro dovere comune, anche verso Agnese, Lucia, Manfredi, Fiammetta, e verso i familiari - che ci sono egualmente cari - di Emanuela Loi, di Agostino Catalano, di Eddie Walter Cosina, di Vincenzo Li Muli, di Claudio Traina. E tanto più si riuscirà a vincere questa dura e irrinunciabile battaglia di giustizia, quanto più si procederà sulla base di analisi obbiettive e di criteri di assoluto rigore. Come ha fermamente dichiarato il Presidente del Consiglio Sen. Monti 'non c'è alcuna ragion di Stato che possa giustificare ritardi nell'accertamento dei fatti e della responsabilità', ritardi e incertezze nella ricerca della verità specie su torbide ipotesi di trattativa tra Stato e Mafia. E proprio a tal fine è importante scongiurare sovrapposizioni nelle indagini, difetti di collaborazione tra le autorità ad esse preposte, pubblicità improprie e generatrici di confusione. Su ciò deve vegliare tra gli altri il Presidente della Repubblica, cui spetta presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura: e deve farlo, come in questi anni ha sempre fatto, con linearità, imparzialità, severità. Signori Magistrati di Palermo, avete spesso sofferto, nel corso di questi anni, per la perdita di eminenti ed esemplari colleghi, che possiamo richiamare e onorare tutti al ricordo di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone. Vissi io stesso il dramma, lo sgomento, il dolore per il brutale assassinio di quei due eroici servitori dello Stato, vissi quelle ore insieme con il più fraterno amico della mia vita, il senatore Gerardo Chiaromonte, di cui è rimasto per me indimenticabile, insieme con il fermissimo impegno di Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il rapporto di straordinaria stima e simpatia personale che aveva stabilito con Paolo come con Giovanni. E non si è mai spenta in me la traccia del cocente dolore con cui appresi la notizia dell'agguato omicida a Pio La Torre, con cui avevo strettamente condiviso passione ideale e tensione morale. Intensa era stata già prima la mia commozione per l'uccisione di Cesare Terranova, che avevo avuto fine e apprezzato collega in Parlamento. Vedete, Signori Magistrati di Palermo, appartengo a una generazione che ha conosciuto la tragedia della guerra fascista e del crollo dell'8 settembre 1943, e ha giovanissima abbracciato l'impegno politico - pur da diverse posizioni ideologiche - nello spirito della Resistenza trasfusosi poi nella Costituzione. In quel contesto, la lotta conseguente contro la mafia, senza cedimenti e rassegnazioni o a filosofie di vile convivenza con essa, è divenuta parte integrante della nostra scelta civile sin da quando ci giunsero gli echi dell'eccidio di Portella delle Ginestre. Sono di recente tornato laggiù, per rinnovare un omaggio e un giuramento a cui sempre sono rimasto e sempre limpidamente rimarrò fedele. Pensando con commozione a Paolo Borsellino, a tutti coloro che sono come lui caduti in nome della legge, e sentendomi al fianco di quanti ne continuano l'opera";
  • Pier Luigi Bersani, segretario del PD: "A vent'anni dalla strage di via D'Amelio, l'Italia ricorda Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Paolo Borsellino è, insieme a Giovanni Falcone, il simbolo della legalità e della difesa delle istituzioni democratiche fino al sacrificio più estremo. E' l'esempio della lotta alla mafia, che ancora oggi dobbiamo rinnovare e anche rafforzare perché la criminalità organizzata non è stata sconfitta. Vi sono stati risultati importanti, certo, e per questo dobbiamo ringraziare e sostenere la magistratura e le forze dell'ordine. Il rispetto delle regole e la civiltà dei rapporti sociali sono capisaldi della democrazia. Ma molto resta da fare. Per questo è importante che l'impegno di Borsellino sia ricordato e valorizzato. Molti giovani hanno tratto dal suo esempio la forza per battersi contro le mafie. Alla politica spetta ora il compito di sostenerli, di non lasciarli soli, soprattutto se assumono incarichi di amministratori in prima linea, esposti spesso a minacce gravissime. Alla politica spetta il compito di garantire la convivenza, il rispetto delle regole giuridiche e di civiltà. In questa giornata, che non deve essere solo di ricordo, il Pd tutto rivolge dunque un pensiero solidale ai familiari delle vittime e rinnova il proprio impegno per la legalità e la propria promessa di dare battaglia senza quartiere alla criminalità organizzata";
  • Lorenzo Cesa, segretario Udc: "Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta uccisi barbaramente venti anni fa rappresentano per gli italiani, e in particolare per le giovani generazioni, un esempio inestimabile coraggio e integrità morale da seguire per costruire un Paese migliore. I passi da gigante fatti in questi anni nella lotta alla mafia si devono a eroi come Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone e come i tanti servitori dello Stato che hanno sacrificato la loro vita per affermare gli ideali di giustizia e legalità. Il modo migliore per onorarne il ricordo è intensificare l'impegno alla lotta alla criminalità organizzata, dotarla di nuovi strumenti operativi, non lasciare mai soli i magistrati impegnati in prima linea così come gli imprenditori e i tanti cittadini italiani costretti a convivere sul territorio con l'arroganza delle mafie".


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mercoledì 18 luglio 2012

[NARNI] AL VIA LA QUARTA EDIZIONE DI GIOCA LA LUNA


La quarta edizione di Gioca la Luna arriva con la sua carica di gioia, di freschezza, di fantasia creativa che solo i bambini sanno regalarci. Anche quest'anno la manifestazione mantiene intatte le caratteristiche che ne hanno determinato il grande apprezzamento delle famiglie e dei ragazzi: innumerevoli eventi, installazioni, spazi ludici, occasioni di socialità all'insegna della qualità e dello stare bene insieme divertendosi. Chi conosce Gioca la Luna sa, sebbene la nostra città offra tanti eventi straordinari nel corso dell'anno, che non c'è un altro momento in cui Narni sia tanto bella. I bambini riescono a farci vedere il mondo in modo diverso e gli adulti dovrebbero sforzarsi di più nel cogliere lo straordinario insegnamento che loro riescono a darci. Confrontarsi con i bambini, non è retorica, vuol dire confrontarci con il futuro della nostra società, perciò noi dobbiamo sentire il peso di questa responsabilità e occuparci di loro in modo corretto. Sono il Sindaco di Narni da appena due mesi, ma la mia formazione e la mia esperienza mi convincono sempre più a pensare che le istituzioni, la politica, la società debbono tornare a investire risorse, non solo economiche ma anche umane, culturali, organizzative, nell'infanzia e nell'adolescenza, nell'educazione e nella formazione, nella promozione di progetti e azioni educative in collaborazione con le famiglie, le scuole, le associazioni, in un'ottica di sistema educativo integrato.
Vorrei ringraziare la Regione Umbria per il Patrocinio all'iniziativa, la Direzione Artistica di "Gioca la Luna" a livello nazionale, nella persona di Manuel Pucci, rivolgere un plauso alle organizzazioni socio-culturali del territorio narnese - amerino e provinciale - che hanno collaborato in questa edizione, con particolare riferimento all'Azienda Beata Lucia, Cooperativa sociale Cipss, Cooperativa Sistema Museo, Associazione MinervAArte, ArciRagazzi Narni, Associazione Narni in Centro, Ludoteca comunale di Narni, Servizi prima infanzia del Comune di Narni e ai centri estivi per bambini e ragazzi, nonché a tutti coloro che, non menzionati, hanno collaborato per il buon esito della manifestazione.
Gioca la luna è per noi un punto di riferimento, un modo di presentare le nostre idee, un programma, il segno tangibile, collettivo e coinvolgente con il quale ribadiamo che la nostra città intende porre l'infanzia e l'adolescenza al centro delle sue politiche di crescita sostenibile e intelligente.

Il Sindaco di Narni, Francesco De Rebotti



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