Visualizzazione post con etichetta Consulta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Consulta. Mostra tutti i post

lunedì 7 febbraio 2011

ANTONIO BALDASSARRE RINVIATO A GIUDIZIO PER AGGIOTTAGGIO


L'ex presidente della Corte Costituzionale, ex presidente della Rai, ex candidato Sindaco di Terni per il Pdl, Antonio Baldassarre, attuale consigliere comunale a Terni è stato rinviato a giudizio "per aggiottaggio in relazione all'inchiesta sul tentativo di scalata all'Alitalia". Il processo inizierà il 10 maggio davanti ai giudici della VI Sezione collegiale.
Dopo il confronto tra Baldassarre e Giancarlo Elia Valori, il pm Maria Francesca Loy ha ritirato la richiesta di archiviazione che inizialmente era stata richiesta da altri suoi collaboratori.
Secondo gli inquirenti, da quanto riportato da Repubblica.it, "nell'ambito dell'offerta di acquisto di Alitalia, presentò due documenti falsi: uno datato 23 ottobre 2007 in cui venivano evidenziati dei fondi Ubs emessi in favore della società Loraerive e che informava su un presunto conto da 500 milioni di euro; l'altro, datato 8 novembre 2007, in cui Ubs indicava la società Loraerive si (facente parte della cordata di Baldassarre) come un proprio cliente e ne attestava la disponibilità dei fondi autorizzando la banca a fornire appoggio tecnico per l'acquisto delle azioni Alitalia", nel capo d'accusa "si tratta di documenti della cui falsità Baldassarre era al corrente per esserne stato informato da responsabili della banca Ubs nel mese di novembre 2007".
Se vuoi sapere in cosa consiste il reato di aggiottaggio, clicca qui.

Link di TERNI...tudine collegati:

Le notizie del blog TERNI...tudine sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «TERNI...tudine Blog» e l'indirizzo «www.ternitudine.blogspot.com»

sabato 5 febbraio 2011

SILVIO IN VISTA DEL RIMPASTO, SCHIACCIATO TRA LA DESTRA E I 'RESPONSABILI', ATTACCA I GIUDICI E PARTE CON LE PROMESSE


Dal primo convegno dei 'responsabili', organizzato a Roma dall'On. Scilipoti (ex Idv), Silvio interviene in mattinata in collegamento telefonico: "Riformeremo il fisco con una grande operazione che permetterà di avere un unico codice fiscale e che ridurrà il prelievo delle imprese", "Andare al voto ora sarebbe un grave danno". Poi, nel pomeriggio, interviene - sempre telefonicamente - ad un incontro organizzato a Milano dall'On. Pionati (ex Udc) sparando a zero sulla magistratura e la Corte Costituzionale: "Quando il Parlamento fa una legge non deve esserci più la possibilità di avere il pm che impugna e la Corte Costituzionale che la abroga in osservanza dei desideri del pm". 
Dichiarazione eversiva quella del presidente del Consiglio che continua sulla questione della durata dei processi: "non si può continuare ad accettare che un cittadino sottoposto a processo e assolto possa essere richiamato in Appello o in Cassazione. I Pm lo fanno sempre per puntiglio o per antipatia personale o politica", per "rovinare la vita delle persone nei gironi infernali dei processi". "E' una legge - continua Berlusconi riferendosi sempre alla durata dei processi - che avevamo già fatto ma come per tutte le leggi che non piacciono ai pm, i pm le impugnano e le portano davanti alla Corte Costituzionale, formata da 11 giudici provenienti dall'area di sinistra e solo quattro da destra, e l'hanno abrogata. Questa è una cosa che non possiamo più accettare".

Sempre di fronte alla platea dei 'responsabili', dopo aver discettato di giustizia il presidente del consiglio si definisce "sereno" e "innocente" relativamente alle nuove accuse e dichiara "ho la pelle dura e sono assolutamente convinto che sia necessario continuare a portare avanti il mio impegno politico", quindi spara i suoi sondaggi "secondo il sondaggio di Euromedia sono al 51%. Pdl, Lega e Destra al 45%, quindi assolutamente vincenti. E questo ci dà fiducia".
La formula è sempre la stessa e dimostra che la campagna elettorale è già iniziata. Gli attacchi alla magistratura continuano "sono assolutamente sicuro che verrò fuori con il segno dell'innocenza e l'assoluzione più completa perché il fatto non sussiste, l'ho giurato su figli e nipoti, quindi vado avanti assolutamente sereno". Gli attacchi a Fini: "quando noi portavamo queste riforme a Gianfranco Fini lui le bocciava in partenza perché era sempre e comunque dalla parte dei magistrati, di certi magistrati. E quindi non abbiamo potuto farle", e le intercettazioni "quando siamo al telefono nessuno di noi ha più la certezza di non essere spiato. Nessuno di noi ha più la certezza dell'inviolabilità di ciò che dice e questo significa che non viviamo in uno Stato veramente libero. questo deve essere cambiato assolutamente". Poi promesse e varietà:
"presenteremo al prossimo Consiglio dei ministri un piano straordinario per dare, come si dice, una frustata al cavallo dell'economia. Abbiamo vissuto una crisi economica che ancora non è passata", il nuovo piano promette "comprende nuove leggi per liberalizzare le attività economiche, a cominciare dalla revisione dell'articolo 41 della Costituzione, e anche nuove norme per il rilancio del Sud, con l'obiettivo di arrivare entro 5 anni a un incremento importante. Faremo una riforma dei servizi pubblici locali e cercheremo di smantellare la mentalità statalista e assistenzialista". Poi le battute e le gag anche per sdrammatizzare il 'Bunga bunga": "Sono ad Arcore e stasera ho un bunga bunga da organizzare. Ho un compito improbo: fare casting, che non è affatto piacevole come compito".

Apertura alla destra di Storace a fermo posta: Berlusconi amplia la schiera delle alleanze anche in vista delle prossime elezioni ed anche per risolvere qualche problemino locale (Roma) assicurando un posto da sottosegretario anche a 'La Destra' di Francesco Storace (ex Msi, ex An, ex governatore del Lazio, ex ministro della Sanità) che pure non ha alcun seggio parlamentare. Nella lettera si legge: "Considero la Destra che tu hai fondato un alleato importante, oggi per il proseguo dell'attività di governo, domani in una comune battaglia elettorale per sconfiggere ancora una volta questa sinistra demagogica".


Le notizie del blog TERNI...tudine sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «TERNI...tudine Blog» e l'indirizzo «www.ternitudine.blogspot.com»

giovedì 13 gennaio 2011

LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA IN PARTE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, SARANNO I GIUDICI A DECIDERE



Questo, il comunicato della Corte Costituzionale:
"La Corte costituzionale, giudicando delle questioni di legittimità costituzionale relative alla legge n. 51 del 2010, in materia di impedimento a comparire in udienza del presidente del Consiglio dei ministri, ha deciso quanto segue:
  • E' illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione, l'art. 1, comma 4, relativo all'ipoteri si impedimento continuativo e attestato dalla presidenza del Consiglio dei ministri;
  • E' illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione, l'art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto, a norma dell'art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale;
  • Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale relative all'art. 1, comma 1, in quanto tale disposizione venga interpretata in conformità con l'art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale;
  • Sono inammissibili le ulteriori questioni di legittimità costituzionale, relative alle disposizioni di cui all'art. 1, commi 2, 5 e 4 e dell'art. 2".
Da quanto riportato nel sito dell'ANSA, in cui si legge testualmente "apprende l'ANSA da fonte qualificata", questo sarebbe il testo del comunicato con cui la Corte costituzionale avrebbe bocciato parzialmente ed in parte interpretato alcuni articoli del cosiddetto "legittimo impedimento".
Nel dettaglio, dunque, la Consulta avrebbe bocciato: la certificazione che la stessa presidenza del Consiglio avrebbe dovuto presentare sull'impedimento e l'obbligo per il giudice, in caso di presentazione di tale certificazione, di rinviare l'udienza fino a sei mesi affidando, invece, allo stesso giudice la valutazione sull'impedimento. Ha bocciato, insomma, il comma 4 dell'art. 1 per "irragionevole sproporzione tra diritto di difesa ed esigenze di giurisdizione". Tale comma avrebbe previsto testualmente: "Ove la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi".
Del comma 1 dello stesso art. la Consulta avrebbe dato, invece, una interpretazione conforme alla Costituzione prevedendo che sono oggetto di legittimo impedimento le "relative attività preparatorie e consequenziali, nonché ogni attività comunque coessenziali alle funzioni di governo".


Le notizie del blog TERNI...tudine sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «TERNI...tudine Blog» e l'indirizzo «www.ternitudine.blogspot.com»

venerdì 17 dicembre 2010

CORTE COSTITUZIONALE: NON E' PUNIBILE IL CLANDESTINO INDIGENTE ESPULSO CHE CONTINUA A RIMANERE IN ITALIA


Ringraziando il cielo nel nostro povero Paese esiste ancora qualche Istituzione in grado di difendere la dignità dell'uomo e - anche se a fatica - la nostra onorabilità attraverso la difesa della Costituzione.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 359, ha bocciato parzialmente una delle norme presenti nel pacchetto sicurezza dello scorso anno, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'art. 14 comma 5-quater, a causa della mancata previsione, da parte del legislatore, del "giustificato motivo" nelle modifiche al testo unico sull'immigrazione. Manca, cioè, una clausola tra quelle "destinate in linea di massima a fungere da 'valvola di sicurezza' del meccanismo repressivo, evitando che la sanzione penale scatti allorché, anche al di fuori della presenza di vere e proprie cause di giustificazione, l'osservanza del precetto appaia concretamente 'inesigibile', a seconda dei casi, di situazioni ostative al carattere soggettivo od oggettivo".
"E' manifestamente irragionevole  - si legge nella sentenza - che una situazione ritenuta dalla legge idonea a escludere la punibilità dell'omissione, in occasione del primo inadempimento, perda validità se permane nel tempo, senza responsabilitò del soggetto destinatario dell'ordine di allontanamento".
Per la Consulta la clausola in oggetto contrasterebbe con il principio di uguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione. "In assenza di tale misura amministrativa l'affidamento dell'esecuzione allo stesso soggetto destinatario del provvedimento incontra i limiti e le difficoltà dovuti alle possibilità pratiche dei singoli soggetti".

Le reazioni:
Livia Turco, Pd: "La decisione di oggi della Corte Costituzionale è una vittoria per i diritti umani". "Per la seconda volta - aggiunge l'ex ministro - la Colsulta boccia la politica di questo governo sull'immigrazione. La prima volta quando ha giudicato illegittima l'aggravante di clandestinità e oggi riconoscendo non punibile l'immigrato irregolare che in 'estremo stato di indigenza', o comunque per 'giustificato motivo', continua a rimanere illegalmente in Italia. E' una sentenza che mette al centro la dignità umana, come è scritto nella nostra Costituzione".
Riccardo De Corato, Vice Sindaco di Milano (Pdl): "A furia di cavilli il mezzo milione di clandestini che gironzolano in Italia, di cui 50mila a Milano, reiterando reati che destano allarme sociale, con tassi per il furto 45 volte superiori agli italiani, come sostiene un recente rapporto Ismu, ce li terremo tutti". "A poco a poco i giudici stanno smontando il 'pacchetto sicurezza'", "ora è la volta degli indigenti non punibili anche se fanno carta straccia dei provvedimenti del questore. Mi chiedo alla fine quali irregolari possano effettivamente essere espulsi".

venerdì 9 ottobre 2009

BALDASSARRE INTERVISTATO DA LIBERAL "SMONTA I TEOREMI DELLA MAGGIORANZA"


"La decisione della Corte costituzionale era già scritta nella precedente sentenza del 2004, quella che ha valutato il lodo Schifani. Non c'è stato cambio di rotta, si è, fondamentalmente, proseguito sulla linea di cinque anni fa. I due aspetti dell'illegittimità costituzionale erano già stati adombrati"
Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale ed ex Presidente della Rai Antonio Baldassarre, presentatosi alle ultime elezioni come candidato sindaco del centrodestra a Terni, ha rilasciato un'intervista al quotidiano 'Liberal' di Ferdinando Adornato in cui "smonta i teoremi della maggioranza". Occorre ricordare che qualche settimana fa il Prof. Baldassarre era già intervenuto sull'argomento esprimendo numerosi dubbi relativamente alle memorie dell'avvocatura di stato.
Sulle critiche della maggioranza nei confronti della sentenza della Consulta il Prof. Baldassarre dichiara:
1) "Non è così, perchè la Corte non evidenziava l'elemento della forma idonea del provvedimento, se approvare una legge costituzionale e non ordinaria, dal momento che il lodo Schifani presentava altri aspetti di incostituzionalità. Quindi è sufficiente un motivo per dichiarare l'incostituzionalità di una legge e i giudici hanno ritenuto di procedere in quel modo. Non è vero, quindi, che non facesse menzione dell'art. 138. Tra i due provvedimenti non ci sono contraddizioni: sia l'articolo 138 sia l'articolo 3 della Costituzione erano due aspetti già adombrati nella sentenza precedente";
2) "E' coerentemente in linea con la sentenza precedente, ma questa accusa viene mossa sempre quando le sentenze non piacciono. E' un atteggiamento sbagliato, a destra quanto a sinistra. La Corte svolge una delicata opera di garanzia: i giudici sono molto sereni di fronte a critiche di questo genere, perchè sono convinto che tutti decidono secondo coscienza. Al limite si può parlare di giustizia politica";
3) "La Consulta decide su argomenti che hanno una grande rilevanza politica, ma i giudizi sono sempre caratterizzati dalla ragionevolezza, non dalla passione. Poi i giudici, come qualsiasi essere umani, possono sbagliare, ma sulla loro buona fede e correttezza ci metterei la mano sul fuoco";
4) "Non vorrei entrare nel merito delle strategie difensive che, tra l'altro, andrebbero conosciute in dettaglio. E' evidente che esiste una violazione del principio di uguaglianza, riferito probabilmente al rapporto tra il presidente del Consiglio e i ministri. E sul punto la Corte potrebbe aver detto che non c'è differenza di posizione, ma solo di funzioni. Bisogna, comunque, aspettare le motivazioni per poter conoscere il reale motivo accolto dai giudici costituzionali";
5) "La Consulta applica la Costituzione sulla base dei suoi precedenti, laddove ci sono, e coerentemente con la sua giurisprudenza".

venerdì 20 febbraio 2009

BALDASSARRE DIFENDE VILLARI

Antonio Baldassarre

Riccardo Villari
Il caso Villari non si è ancora concluso. Come avviene per i "grandi resistenti" alle dimissioni della storia italiana, specialmente per quelli legati alla Rai - che ne siano Presidenti o che siano Presidenti della Commissione di vigilanza -, non è mai facile uscire di scena.
L'ultima notizia è che "il senatore Riccardo Villari, assistito dall'avvocato Antonio Baldassarre, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale, secondo quanto si è appreso, sollevando il conflitto di attribuzione contro le decisioni dei presidenti della Camera e del Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, a seguito dello scioglimento della commissione parlamentare di vigilanza e della sua rimozione da presidente. Baldassarre, già presidente del Cda Rai nel 2002 e in precedenza presidente della Corte costituzionale, ha depositato ieri mattina il ricorso, cioè una relazione di 37 cartelle" (ANSA del 19/02/2009, 13.59).
Riccardo Villari continua, dunque, a resistere e non poteva trovare 'difensore' migliore. Uno di quelli che viene citato in tutti gli articoli che parlano di 'poltrone incedibili' e difficili dimissioni e che, per di più, è stato anche Presidente della Consulta.
A riguardo cito un recente articolo di Mario Ajello apparso sul Messaggero a novembre dello scorso anno in cui il giornalista parlando della vicenda Villari dichiara "Pur di non mollare il posto, ci si appella a cavilli giuridici, al senso di 'responsabilità istituzionale' (come Riccardo 'cuor di leone' Villari), al bene della nazione, alla Ragion di Stato, alla tigna dell'Ego...", e ancora, "E Baldassarre, o Baldapapà? Ad Antonio Baldassarre, Presidente della Rai dal 2002, il nomignolo deriò dal 'sentimento paterno' che confessò di provare per una giovane starletta, Francesca D'Auria. Ma il meglio lo diede nella capacità di barricarsi a Viale Mazzini, mentre perdeva un pezzo di Cda al giorno. A un certo punto, rimasero in tre: e si parlò di 'triciclo'. Che poi diventa un 'Cda smart', ovvero a due posti, perchè lascia anche il centrista Staderini. Ma Baldapadre e il leghista Albertoni non mollano: 'Siamo gli ultimi giapponesi e ci salutiamo così: sayonara!'. Dal loro bunker del Settimo Piano, diramano dispacci del tipo: 'Siamo nella pienezza di poteri!'. Dopo tanto tempo, s'arrenderanno. Perchè questa è la sorte dei grandi resistenti..." (l'articolo è di seguito riportato integralmente).

Il Messaggero del 17/11/2008, di Mario Ajello "Rai, il fascino della poltrona incedibile"
Follow Me on Pinterest