sabato 16 aprile 2011

(PROCESSO THYSSENKRUPP) SENTENZA STORICA, E' STATO OMICIDIO VOLONTARIO



La Corte di Assise di Torino ha deciso, è sera. La presidente Maria Iannibelli aveva richiesto un rispettoso silenzio per la lettura della sentenza. I familiari delle vittime del rogo Thyssen sono in attesa, indossano tutti una maglietta con i volti dei loro cari; dalla lettura del verdetto passano solo pochissimi minuti perché scoppino a piangere: il Tribunale ha accolto in pieno tutte le richieste dell'accusa.
La sentenza è storica. Per la prima volta viene riconosciuto un reato così grave relativo alla sicurezza sul lavoro.
I dirigenti della multinazionale tedesca sono stati condannati: l'amministratore delegato, Harald Espenhahn, a sedici anni e mezzo per omicidio e dolo eventuale.
Stonano con i commenti generali le parole di Feliciano Polli, presidente della Provincia di Terni - sede delle acciaierie Thyssenkrupp in Italia -, per il quale pur nel "pieno rispetto dell'autonomia della magistratura", "appare eccessivamente dura nei confronti della stessa Thyssenkrupp, del suo ex amministratore delegato, Harald Espenhahn, e degli altri dirigenti". Polli continua affermando che la sentenza lascia "sconcertati nell'esito e preoccupa fortemente per gli effetti sulle prospettive di una grande azienda". Ad accompagnare le dichiarazioni di presidente della Provincia arrivano quelle del Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo al quale sembra che "questa volta la giustizia sia stata ingiusta e abbia calcato troppo la mano", "è punitiva nei confronti dell'azienda e dei lavoratori, che ora si trovano in difficoltà".

Le reazioni:
  • Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: "La sentenza ha accolto il solido impianto accusatorio e costituisce un rilevante precedente", "Essa dimostra - continua - che l'assetto sanzionatorio disponibile è adeguato anche nel caso delle violazioni più gravi. La tragedia impone soprattutto una più diffusa ed efficace azione preventiva, perché anche la sentenza più rigorosa non può compensare la perdita di vite umane e il grande dolore che ha prodotto";
  • Susanna Camusso, segretario generale Cgil: "Questa è una sentenza diversa perché la vera differenza rispetto al passato, in cui le sentenze erano connesse al concetto di colposo, introduce il dolo: in altre parole, c'è un comportamento che determina il fatto. Da questo punto di vista è importante perché questa vicenda è l'esempio di che cosa si può determinare in un'azienda in dismissione e vendita, quando si decide di non investire più in sicurezza";
  • Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto alla tragedia: "E' stata sicuramente una sentenza che ha dato il risultato che auspicavamo. Era importante che questo processo fosse esemplare e che ora possa fare giurisprudenza, possa essere utile a molti altri processi sugli infortuni sul lavoro", "Rappresenta un deterrente - continua - importante: si è stabilito che chi sbaglia paga e in questo caso paga anche in modo importante. Ciò che, fino a oggi, non è mai accaduto perché tutto veniva derubricato come omicidio colposo e nessuno sarebbe mai finito in galera pagando lo scotto";

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