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venerdì 17 febbraio 2012

(INCENERITORE ASM) I FAMILIARI DELLE VITTIME SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE


(Terni) I familiari delle due vittime dell'inceneritore ASM, Giorgio Moretti e Ivano Bordacchini, e dei due operai colpiti da tumore hanno l'autorizzazione dal gip Pierluigi Panariello a costituirsi parte civile contro la stessa ASM e le dieci persone - tra amministratori, dirigenti e tecnici - accusate, a vario titolo, di omicidio colposo e lesioni gravi, violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il pm Elisabetta Massini e l'avvocato Parroni hanno annunciato che presenteranno al giudice la richiesta di integrazione delle perizie compiute nel corso delle indagini preliminari sulla qualità del sito di Maratta.


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giovedì 22 settembre 2011

(TERNI) NON E' TUTTO ORO QUELLO CHE RILUCE. 7 ARRESTI E SETTE NEGOZI SEQUESTRATI DALLA GUARDIA DI FINANZA




Sono 7 gli arresti e 7 i negozi sequestrati dalla Guardia di Finanza di Terni nelle province di Terni, Rieti e Roma nell'ambito dell'operazione denominata "Oro Amaro". La titolare di un'attività di compravendita di oro, il socio e due familiari della donne sono finiti in manette per i reati di ricettazione, usura, falso in registri. Altre tre le persone arrestate, una delle quali in rapporti d'affari con il negozio, con l'accusa di furto, procurato allarme, ricettazione e cessione di sostanze stupefacenti.
Le indagini sono state coordinate dal pm Elisabetta Massini che ha richiesto gli arresti convalidati dal gip di Terni Maurizio Santoloci.
L'attività illecita dell'esercizio commerciale è emersa a seguito di dette indagini che hanno riscontrato la provenienza furtiva di oltre un centinaio di oggetti preziosi e di prodotti informatici. L'accusa di usura sarebbe ai danni di persone in difficoltà finanziarie che avrebbero lasciato dei preziosi in cambio di denaro nettamente inferiore al valore reale degli oggetti e che, al momento del riscatto di tali oggetti, erano costretti a pagare cifre nettamente superiori gravate di interessi usurari anche del 1000% annuo. 
La proprietaria avrebbe anche sviato alcune indagini delle forze di polizia impegnate nella ricerca di alcuni oggetti rubati.


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lunedì 22 agosto 2011

(TERNI) E' MORTO IL BIMBO CADUTO DAL QUINTO PIANO


(Borgo Rivo) Filippo Lambiase non ce l'ha fatta. Il bambino di 13 mesi che, intorno alle 20,00 di questa sera era precipitato dal balcone della sua abitazione, è morto poco dopo il suo arrivo all'Ospedale Santa Maria di Terni.
Non sono ancora chiare le dinamiche della tragedia. Il bambino potrebbe essere sfuggito al controllo dei genitori e a superare la ringhiera del terrazzo cadendo dal quinto piano per una decina di metri. Sono stati gli stessi genitori i primi a soccorrerlo accompagnandolo ad una farmacia vicina.
Insieme alla squadra mobile, sul posto si è recato anche il Sostituto Procuratore che coordina le indagini, la dott.ssa Massini.


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venerdì 5 agosto 2011

(TERNI) ESTORSIONE ED ISTIGAZIONE AL SUICIDIO: ARRESTATI DUE IMPRENDITORI



La Squadra Mobile della questura di Terni, nell'ambito delle indagini che sono iniziate dopo il suicidio del commercialista ternano Gianluca Boninsegni, questa mattina ha arrestato due imprenditori per estorsione aggravata, evasione fiscale ed istigazione al suicidio.
G.R. di Narni (55 anni) e A.P. ternano (53 anni) avrebbero costretto il commercialista - che lo scorso 28 luglio si è tolto la vita gettandosi dal ponte sulla statale Tiberina e Narni - ad effettuare false registrazioni contabili per molte società a loro riconducibili. I due avrebbero , inoltre, vessato ripetutamente il Boninsegni minacciandolo di interropere i rapporti professionali con il suo studio.
Dalle indagini, coordinate dal PM Elisabetta Massini, sarebbe emerso inoltre che i due imprenditori, al fine di legittimare le operazioni finanziarie contestate e per la paura che, dopo il primo tentativo di suicidio del commercialista risalente allo scorso marzo, si sarebbe aperta un'indagine, lo avrebbero costretto a sottoscrivere alcune deleghe retrodatate anche risalenti al 2009.
Riconosciuta, dunque, l'estrema gravità della condotta dei due imprenditori e per evitare l'inquinamento delle prove, il Gip di Terni Maurizio Santoloci ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare. Gli uomini della Squadra Mobile della questura di Terni sono ancora impegnati nelle perquisizioni relative alle dodici società ed imprese riconducibili ai due.


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venerdì 8 luglio 2011

(PROCESSO ASM) 20 RINVII A GIUDIZIO, TRA CUI L'EX SINDACO RAFFAELLI. LA DIFESA: "I REATI CONTESTATI SONO VICINI ALLA PRESCRIZIONE"



Il Gup del Tribunale di Terni, Pierluigi Panariello, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Massini di rinvio a giudizio per 20 dei 23 indagati del processo ASM. Tra questi ci sono anche l'ex sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, il presidente ASM e i suoi predecessori, rispettivamente Stefano Tirinzi, Giacomo Porrazzini e Piero Sechi, il direttore generale ASM, Moreno Onori, tecnici, imprenditori e dipendenti della Provincia di Terni.
Viene contestato loro, a vari titolo, in mancato rispetto di norme in materia ambientale: 
  1. relativamente allo svolgimento di "attività di smaltimento dei rifiuti sanitari in mancanza della prescritta autorizzazione";
  2. aver "scaricato nel fiume Nera acque reflue industriali contenenti metalli pesanti";
  3. aver sottovalutato "il rischio cancerogeno derivante dalla presenza di cromo esavalente";
  4. aver "compilato falsamente" i certificati di analisi su acque reflue e ceneri.
Inoltre, sono state confermate le accuse mosse dal pm Elisabetta Massini:
  1. disastro ambientale;
  2. truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche;
  3. maltrattamenti nei confronti dei lavoratori.
E' stato disposto il non luogo a procedere per l'accusa di avvelenamento di acqua o sostanze alimentari.


Le reazioni:
  • David Brunelli, difensore, tra gli altri, dell'ex sindaco Paolo Raffaelli, dell'attuale presidente dell'ASM Stefano Tirinzi e del suo predecessore Giacomo Porrazzini: "Siamo soddisfatti che l'accusa più grave e infamante, quella dell'avvelenamento dell'acqua, sia caduta, per il resto rimaniamo in attesa che il processo cominci, con la consapevolezza però che molti dei reati contestati sono vicini alla prescrizione", "il processo non vedrà né vincitori né vinti, visto che molti dei reati ambientali contestati cadranno in prescrizione già a febbraio 2012, quindi prima dell'inizio del processo fissato per marzo. Solo le accuse di disastro ambientale, di truffa e quelle relative al mobbing rimarranno in piedi, ,a questo non ci preoccupa";
  • Enrico Melasecche, consigliere comunale ed esponente dell'UdC, parla di una "sentenza storica per una classe dirigente che ha agito come se la giustizia fosse sempre dalla propria parte". "Ciò era un'offesa per tutti coloro che - continua Melasecche -, al di là della propria appartenenza politica, credevano e credono in un Paese più giusto, a prescindere da chi è al governo, del Paese come di un Comuna qualsiasi. Un Paese in cui nessuno può sottrarsi alla legge, sia esso il Presidente Berlusconi o, appunto, il Sindaco di Terni o il mega dirigente ASM/GEPAFIN";
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martedì 28 giugno 2011

(PROCESSO ASM) A BREVE LA DECISIONE PER IL RINVIO A GIUDIZIO, FA DISCUTERE LA PRESENZA IN UDIENZA DEL SINDACO DI GIROLAMO


Sarà probabilmente quella dell'8 luglio l'udienza decisiva del processo ASM, in quella data il gup Pierluigi Panariello deciderà sulle richieste di rinvio a giudizio presentate dal pm Elisabetta Massini nei confronti di 23 persone - compresi l'ex sindaco Paolo Raffaelli, l'attuale presidente dell'ASM e il suo predecessore, rispettivamente Stefano Tirinzi e Giacomo Porrazzini - con accuse che variano dal disastro ambientale,  alla truffa ai danni dello Stato, al mobbing.
David Brunelli, legale di Raffaelli, Tirinzi e Porrazzini, ha preso la parola ribadendo l'estraneità dei suoi assistiti dalle accuse e l'inesistenza di una cricca che "voleva deliberatamente inquinare la città".
Nell'udienza di ieri, oltre alle arringhe degli avvocati, a destare qualche sorpresa è stata la presenza dell'attuale sindaco della città, Leopoldo Di Girolamo. Presenza vista con sospetto dai legali delle parti civili e da Enrico Melasecche, esponente UdC della provincia di Terni. 
Qual'è l'opportunità politica - si chiedono - di tale presenza?. "Di Girolamo si è infilato in camera di consiglio - ha dichiarato Melasecche - mentre intervenivano i difensori dei suoi amici facendo pesare la sua presenza in modo assolutamente inappropriato".
Dal canto suo, il primo cittadino, ha risposto "non capisco questa polemica sono già stato altre due volte in udienza e nessuno mi ha mai detto nulla. Questo processo riguarda un pezzo importante della città e per questo credo che sia altrettanto importante, come sindaco, cercare di capire come stanno le cose e assistere alla discussione finale".

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mercoledì 4 maggio 2011

(TERNI) AVVISI DI GARANZIA AL COMANDO PROVINCIALE DEI VIGILI DEL FUOCO

La sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Terni


Tre avvisi di garanzia hanno raggiunto due vigili del fuoco del comando provinciale di Terni ed una terza persona per truffa ai danni dello Stato. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, si sarebbero concentrate su tre episodi ed una truffa che ammonterebbe ad euro 20 mila. 
Dai dati in nostro possesso i tre avrebbero accettato fatture 'gonfiate' o del tutto false da un artigiano per alcuni lavori di manutenzione su attrezzature del comando.


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venerdì 8 aprile 2011

(TERNI) MERAKLON: ARRESTATO IL TITOLARE FIORLETTA DALLA GDF, ALTRI 5 I MANDATI DI CATTURA. TENSIONE AI CANCELLI, PICCHIATO GIORNALISTA DEL "GIORNALE DELL'UMBRIA"


La Guardia di Finanza, guidata dal colonnello Solfaroli, ha arrestato Giampaolo Fiorletta, titolare della società Meraklon di Terni. Su richiesta del pm Elisabetta Massimi, il mandato di cattura è stato spiccato dal gip Maurizio Santoloci con l'accusa "di associazione per delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all'appropriazione indebita". Sarebbero altre sei le misure cautelari che la guardia di finanza sta notificando tra Umbria e Lazio e riguarderebbero un congiunto dell'imprenditore de altre persone a lui vicine. "Secondo la ricostruzione accusatoria - leggiamo dall'ANSA - la presunta associazione avrebbe sottratto risorse all'azienda attraverso artifici contabili e falsificando gli estratti conto bancari. Creando così i presupposti per la concessione della cassa integrazione ai lavoratori".
Dopo l'arresto Fiorletta è stato portato via a sirene spiegate. Da quel momento, dopo una prima fase di euforia, la tensione è iniziata ad aumentare davanti ai cancelli della Meraklon ed un giornalista sarebbe stato picchiato.
Ecco il comunicato del Giornale dell'Umbria: "Un nostro giornalista della redazione di Terni, Andrea Giuli (anche membro del sindacato interno del nostro quotidiano), poco fa è stato aggredito e percosso, davanti ai cancelli del polo chimico di Terni, durante il presidio organizzato dagli operai della Meraklon", "Giunto sul posto per svolgere, come sempre, la propria attività di cronista - continua la nota - Giuli è stato prima minacciato da un folto gruppo di operai esagitati, quindi costretto a retrocedere dal loro avanzare verso di lui e infine colpito alla faccia. Il nostro collega in questo momento è al pronto soccorso all'ospedale", "ancora una volta, il tessuto democratico di Terni e dell'Umbria saprà fare fronte contro questo gruppo di violenti, che continuano a colpire indisturbati, macchiando la lotta di tanti lavoratori perbene", "Questo squadristi -  conclude la direzione - debbono sapere che il Giornale dell'Umbria non si fa intimidire e che continuerà a svolgere, come sempre, il proprio ruolo di informazione libera. Per questo, per difendere la libertà di stampa e per ribadire la fiducia nel metodo democratico e nella libertà di espressione, domattina una delegazione dei giornalisti del Giornale dell'Umbria sarà davanti ai cancelli del polo chimico di Terni".


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venerdì 1 aprile 2011

ESTORSIONE A TERNI: IL GIP CONVALIDA GLI ARRESTI DI PORCACCHIA E BRIGANTI, RESE NOTE ALCUNE INTERCETTAZIONI

Leandro Porcacchia,
direttore Confcommercio di Terni
Il Gip Pierluigi Panariello sciolto la riserva ed ha convalidato l'arresto per estorsione del direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e del suo collaboratore, Sergio Briganti.
Secondo la ricostruzione accusatoria i due, che sono stati arrestati dalla squadra mobile di Terni diretta da Tommaso Niglio, avrebbero chiesto una "mazzetta" di 100.000,00 euro ad un ristoratore ternano per facilitare le pratiche di stipula di un contratto di affitto di un locale dell'area ex Tulipano.
Leandro Porcacchia e Sergio Briganti sono stati interrogati dal Gip e dal sostituto procuratore Elisabetta Massini ed hanno dichiarato che il denaro "non era altro che il prezzo pattuito per la consulenza offerta a un ristoratore" (da "Il Giornale dell'Umbria" del 01/04/2011 - "Porcacchia: quei soldi erano per noi").
Gli avvocati della difesa, Massimo Longarini per Porcacchia e Renato Chiaranti per Briganti, rigettano le accuse.
Per Longarini: "Il ristoratore si è rivolto spontaneamente alla Confcommercio per l'affitto del locale alle Terrazze, Porcacchia e Briganti hanno 'consigliato' l'esclusiva e sono pure riusciti a ottenere la notevole riduzione del prezzo da un 1.300.000,00 euro a circa 800.000,00 euro. Altra agevolazione è stata quella di ottenere che i canoni di affitto venissero portati in detrazione del futuro prezzo. Il prezzo per tutto questo lavoro è stato fissato in 100.000,00 euro, prezzo accettato sin da subito dal ristoratore".
Per Chiaranti"Non è affatto colpevole quel prezzo era stato pattuito e il ristoratore era a conoscenza di ogni particolare", e ancora "Cercheremo di capire quanto accaduto, ma allo stato delle cose l'estorsione non può essere ravvisata. Il mio assistito è ovviamente scosso, ma anche fiducioso di poter provare la sua estraneità"
"Sul tavolo c'erano intanto 10.000,00 euro fatturati, poi c'erano 40.000,00 euro in assegni spillati sul contratto in attesa di fattura".
"Ma quale estorsione - continua il difensore di Porcacchia - chi può dire che 100.000,00 euro è un prezzo esoso? Tutto è relativo, soprattutto se si considera il forte sconto che, tramite la società Unione Servizi, il ristoratore avrebbe ottenuto per un locale che vale oltre un milione di euro, e sto parlando di 280 metri quadrati interni più 150 metri quadrati esterni. Poi, se di reato si deve parlare, allora ci si può appuntare sull'assenza di fatture, ma si può finire in carcere per evasione fiscale?"
"Le indagini sono state avviate tre mesi fa. La denuncia del ristoratore risale al 12 gennaio e le intercettazioni sono cominciate il 15 febbraio, ritengo che il ristoratore sia stato già, per così dire, consapevole del fatto che gli incontri con Porcacchia e Briganti venivano intercettati", "Sono dell'idea - conclude Longarini - che si sia trattato di un gesto ben organizzato".
Oggi sono state rese note alcune intercettazioni telefoniche relative alle trattative. Già dal primo incontro Briganti metteva in chiaro la situazione: "A questo punto ti devo dire una cosa che potrebbe far male, per avere questa esclusiva dovrai pagare 100.000,00 euro in nero". Ecco un estratto di una telefonata tra Leandro Porcacchia e Sergio Briganti:

Porcacchia: "Di come era composto il tutto, no?"
Briganti: "Sessanta, quaranta me sembra"
Porcacchia: "Esatto, esatto"
Briganti: "60%, 40%"
Porcacchia: "Poi dopo il resto je famo una fatturina quella poi se la paga pure con comodo, non è un problema"
Briganti: "Si, si" 
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mercoledì 30 marzo 2011

ESTORSIONE A TERNI: ARRESTO DI PORCACCHIA E BRIGANTI, SPUNTANO ANCHE ARCHIVI SEGRETI E CONTI CORRENTI

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

L'indagine relativa all'inchiesta che ha portato all'arresto del direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e del suo collaboratore, Sergio Briganti, sembra non essere avviata alla conclusione ma potrebbe allargarsi ed aprire uno scandalo degno di tangentopoli.
Materiale scottante è stato trovato, nel corso delle perquisizioni seguite all'arresto, sia nella cassaforte personale dell'ufficio di Porcacchia, sia nella sua villa. Particolarmente interessante sarebbe il contenuto di una valigetta di pelle che conterrebbe un vero e proprio archivio segreto: una serie di fascicoli relativi ad affari e personaggi.
Rintracciati e sequestrati undici conti correnti riconducibili al direttorissimo e nei quali è presente denaro la cui provenienza è "tutta da accertare".
55 pagine di intercettazioni telefoniche ed ambientali che nasconderebbero "intrecci tra politica e commercio" e che il magistrato Elisabetta Massini sta passando al setaccio.
Il Presidente della Confcommercio di Terni, Ivano Rulli, ha detto "c'è stata una riunione tecnica per mandare avanti la Confcommercio, che resta la cosa principale per noi", "sulle vicende giudiziarie aspettiamo di saperne di più. Siamo sbigottiti per quello che è successo".
Il legale di Porcacchia, Massimo Longarini, ha dichiarato: "Secondo me Leandro Porcacchia è completamente estraneo alla vicenda, la fattispecie che gli viene contestata non esiste. Nel merito poi, conoscendo Leandro, non è una cosa da lui. Non ci vedo la sua mano, non è il tipo che fa queste cose". Il legale di Briganti, Renato Chiaranti: "Il mio assistito respinge gli addebiti".

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martedì 29 marzo 2011

ESTORSIONE A TERNI: ARRESTO DI PORCACCHIA E BRIGANTI, AGGIORNAMENTI

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

Il direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e il suo collaboratore, Sergio Briganti, hanno trascorso la notte in carcere dopo l'arresto di ieri da parte della squadra mobile di Terni quando dieci agenti hanno fatto irruzione presso gli uffici della Confcommercio in via Mentana cogliendo i due in flagranza di reato con denaro contante ed assegni per un totale di 100.000 euro che gli sarebbero stati consegnati da un ristoratore ternano per ottenere l'affitto e, forse, la successiva vendita di un locale commerciale nell'area dell'ex tulipano.
I due negano ogni addebito. Massimo Longarini, legale del direttore di Confcommercio Leandro Porcacchia, ha dichiarato: "Per l'estorsione bisogna prendere dei soldi a fronte di una minaccia. Sono convinto che si è trattato di un trappolone che Leandro Porcacchia uscirà pulito da questa vicenda". "Il locale è di 280 mq - continua l'avvocato Longarini - e si trova nell'ex tulipano. La Confcommercio è stata delegata per una consulenza. Per questa consulenza è stata emessa una regolare fattura di 9 mila 100 euro. L'accordo stipulato prevedeva un contratto d'affitto per due anni e una opzione sull'acquisto, trascorso questo termine. Il locale è valutato 700 mila euro. Questo è quanto. Non posso aggiungere altro. Aspettiamo le decisioni sulla convalida dell'arresto poi decideremo la linea difensiva".
La Confcommercio di Terni, intanto, ha diramato il seguente comunicato: "La Confcommercio comunica che seguirà le vicende giudiziare del proprio direttore con la massima attenzione e premurandosi di acquisire notizie oggettive e puntuali nel merito. Agli associati sarà garantita, come sempre, la continuità nella rappresentanza sindacale e dei servizi. Vogliamo ricordare che saremo impegnati nel prossimo futuro nell'organizzazione di alcune iniziative e manifestazioni di rilevo locale e nazionale su cui richiamiamo l'attenzione di tutti gli associati, dei media e dell'intera cittadinanza" (dal sito di Confcommercio di Terni).



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lunedì 28 marzo 2011

ESTORSIONE A TERNI: DIRETTORE DI CONFCOMMERCIO E UN SUO COLLABORATORE IN MANETTE

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

Oggi pomeriggio la squadra mobile di Terni ha arrestato il direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e un suo collaboratore, Sergio Briganti, a seguito dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Procura di Terni, Elisabetta Massini. L'accusa è pesante, estorsione. Da quanto si apprende i due avrebbero chiesto 100mila euro ad un ristoratore che avrebbe dovuto aprire un locale. La polizia è intervenuta al momento del passaggio del denaro. 
L'avvocato Massimo Longarini, difensore di Porcacchia, ha definito l'arresto "un provvedimento assurdo". "Il mio assistito - ha aggiunto - è estraneo ad ogni addebito".

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mercoledì 17 febbraio 2010

ROGO DI VASCIGLIANO: INDAGATI ANCHE IL SINDACO DI STRONCONE BERANZOLI E IL PRESIDENTE DELLA CARIT MALVETANI



"Si registra dagli atti in modo oggettivo un comportamento attivato da alcuni degli indagati che non solo non hanno operato seconfo il loro dovere pubblico a tutela della popolazione, della salute pubblica e dell'ambiente, ma al contrario hanno contribuito con una dolosa attività di falsificazione seriale e sistematica della realtà delle cose a creare disinformazione sulle gravissime e probabilmente ancora non note conseguenze del disastro ambientale verificatosi. Un inganno informativo e operativo dettato da fini personali", "Un atto di crimine ambientale a tutti gli effetti". Questi alcuni stralci delle cinque pagine a conclusione delle sessantacinque dell'ordinanza del gip del Tribunale di Terni per la ratifica delle misure cautelari che il pm Elisabetta Massini aveva richiesto per Massimiliano Scerna, Adriano Rossi, Nicola Beranzoli e Terenzio Malvetani.
Un complesso lavoro d'indagine lungo più di sei mesi che ha interessato Guardia di Finanza, Forestale e Carabinieri, intercettazioni telefoniche, accertamenti, verifiche e sopralluoghi, interrogatori, deposizioni e raccolta di documenti "ha consentito - scrive il giudice - di individuare legami tra soggetti che non sarebbero altrimenti emersi e di acquisire elementi che i documenti ufficiali non avrebbero mai rilevato". Una bomba dunque, una bomba legata al disastroso incendio di Vascigliano alla Ecorecuperi che coinvolge personaggi importanti dal sindaco di Stroncone al Presidente della Carit, dall'amministratore dell'Ecorecuperi al direttore di Terni dell'Arpa.
L'accusa principale è quella "di avere agito in vario modo per minimizzare l'inquinamento da diossina seguito all'incendio che nel luglio scorso aveva interessato a Stroncone un capannone della Ecorecuperi" (dal 'Corriere dell'Umbria' del 17/02/2010 - "Menzogne sulla diossina: 4 indagati"). Più in fondo "controlli condotti alla carlona e con strumenti inadeguati, un capannone di rifiuti stipato oltre ogni limite e una zona rossa disegnata per soddisfare precisi interessi economici più che per tutelare la salute della popolazione" (dal 'Corriere dell'Umbria' del 17/02/2010 - "Quattro indagati per il rogo" di Antonio Mosca, pag. 37).
Il gip di Terni, Maurizio Santoloci, ha accolto dunque le richieste di custodia cautelare del sostituto procuratore, Elisabetta Massini, nei confronti dell'amministratore dell'Ecorecuperi, Massimiliano Scerna, del direttore di Terni dell'Arpa (l'Agenzia Regionale per l'Ambiente), Adriano Rossi, del Sindaco di Stroncone, Nicola Beranzoli, e del Presidente della Cassa di Risparmio di Terni e Narni SpA nonchè imprenditore agricolo, Professore Terenzio Malvetani.
Queste le misure cautelari:
  • Massimiliano Scerna: non potrà esercitare per due mesi imprese che effettuino recupero, riciclaggio o raccolta di rottami;
  • Adriano Rossi: sospeso per due mesi dall'incarico di direttore del dipartimento Arpa di Terni;
  • Nicola Beranzoli: obbligato a dimorare per sei mesi nel territorio del Comune di Stroncone;
  • Terenzio Malvetani: non potrà dimorare per sei mesi nel territorio del Comune di Stroncone.

Le misure cautelari relative al Sindaco e al Professor Malvetani sono state scelte per "ostacolare i rapporti tra lui e il sindaco Beranzoli al fine di impedire che quest'ultimo prenda provvedimenti ispirati dall'atro, con spregio dell'interesse pubblico". Il Sindaco da subito "ha assunto comportamenti volti unicamente a ridimensionare la portata dell'evento esponendo la salute pubblica ai rischi conseguenti a una contaminazione da diossina. Tale atteggiamento trova il suo fondamento nella prioritaria volontà di tutela degli interessi economici di taluni privati che hanno attività economiche rilevanti nella zona". Fra queste attività anche quelle del Presidente della Carit e di suo figlio. Per l'accusa sarebbe stato Malvetani in qualità di "privato istigatore" a spingere in sindaco a restringere la zona sottoposta all'ordinanza. Il giudice e il pm parlano di "un legame fortissimo" fra il sindaco e il professore e di una "autorevolezza e una posizione dominante" esercitata da quest'ultimo "presso la comunità di Stroncone" tale da "avere notevolmente influenzato l'esito della campagna elettorale dello scorso giugno, che portò all'elezione proprio di Beranzoli".

Il gruppo avrebbe, secondo l'accusa, "messo in piedi un 'sistema' motivato da una sola parola d'ordine: minimizzare l'allarme diossina. Pressioni, contatti, rivelazioni 'pilotate'. Ma anche minacce e richieste di favori a diversi livelli" (da 'Il Giornale dell'Umbria' - "Allarme diossina a Stroncone, indagati Beranzoli e Malvetani" di Christian Cinti, pag. 32). Secondo l'accusa, inoltre, "l'inadeguatezza e l'inattendibilità dell'attività svolta da Arpa erano certamente un dato noto al direttore" che avrebbe "potuto e dovuto rivolgersi a quelle sedi Arpa nelle quali l'analisi per le diossine viene operata con strumentazione adeguata e da personale con esperienza".


Link dell'immagine riportata nel post:
http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.terninrete.it/headlines_articoli/HL_PRD_211183/immagini/incendio%2520vascigliano.jpg&imgrefurl=http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp%3FARTICOLO_ID%3D211183&usg=__AB0l7J6bZ3JQ3grJTG2-uU2cdHY=&h=480&w=640&sz=80&hl=it&start=4&um=1&itbs=1&tbnid=pfRWI6rtPLBkiM:&tbnh=103&tbnw=137&prev=/images%3Fq%3Ddiossina%2Becorecuperi%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2GGLL_it%26um%3D1

martedì 16 dicembre 2008

ANCHE IL COMUNE PROPONE UN SONDAGGIO PER VOTARE IL TERNANO DELL'ANNO MA SI DIMENTICA DELLA MASSINI

Dopo il Giornale dell'Umbria, anche il Comune di Terni propone un sondaggio (dal sito www.comune.terni.it http://www.comune.terni.it/community.php?op=viewpollresults&id=18) per votare il ternano dell'anno ma con candidati quasi totalmente diversi se non fosse per l'Obama boy Andrea Liberati presente in entrambi.
La differenza più evidente, però, è quella che potrebbe definirsi come un'epurazione 'eccellente'. Quella della Dott.ssa Elisabetta Massini, Sostituto Procuratore della Repubblica di Terni.
E' un caso, secondo voi, che sia escluso proprio il magistrato che ha svolto le indagini sull'inceneritore Asm e proposto il rinvio a giudizio di molti amministratori comunali e dello stesso Sindaco per disastro ambientale, mobbing e truffa?

mercoledì 10 dicembre 2008

DISASTRO AMBIENTALE, TRUFFA E MOBBING. CHIUSE LE INDAGINI SULL'INCENERITORE ASM


Il pm Elisabetta Massini ha completato le indagini ed ora i legali della difesa avranno 20 giorni di tempo per fare le loro mosse ed accedere agli atti che, finora, erano coperti dal segreto istruttorio. Gli indagati sono una trentina tra amministratori pubblici ed ex dirigenti dell'Asm. Gli avvisi e le indagini hanno riguardato il disastro ambientale, la truffa e il mobbing. E' stata stralciata, invece, dalla Procura l'indagine relativa alla morte di Giorgio Moretti e al possibile legame con il cancro di altri dipendenti Asm.
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