giovedì 19 maggio 2011

(COMUNE DI TERNI) IL SINDACO REVOCA LE DIMISSIONI: "DA TUTTI L'INVITO AD ANDARE AVANTI"

Leopoldo Di Girolamo, Sindaco di Terni
Sono trascorsi 16 giorni da quel consiglio comunale durante il quale il Sindaco, Leopoldo Di Girolamo, presentò le dimissioni. Sedici lunghi giorni di tensione con il gruppo dei cosiddetti 'ribelli' a seguito della presentazione di una serie di emendamenti al Bilancio; tensione smorzata con un 'documento politico' ed una lettera al presidente del Consiglio comunale, Giorgio Finocchio. 
"Caro Presidente,
questa mia è per comunicarLe ufficialmente la revoca delle dimissioni che ho presentato nell'aula consiliare nel corso della seduta del 3 maggio scorso. In questi giorni ho intessuto una fitta serie di incontri con la comunità ternana, con le sue forme organizzate e con i semplici cittadini. Da tutti è emersa forte la preoccupazione per la fase difficile che stiamo vivendo e l'invito ad andare avanti con chiarezza e determinazione tenendo fede agli impegni assunti ed alla responsabilità che ci hanno affidato gli elettori.
Ho quindi predisposto, tenendo conto dei contributi pervenuti dalla società civile e dalle forze politiche di maggioranza, ma anche di opposizione, un aggiornamento programmatico che penso sia in grado di rispondere efficacemente alle emergenze che abbiamo di fronte e che ha trovato il consenso delle forze politiche che mi sostengono.
E' sulla base di questo rinnovato patto di fiducia fra il Sindaco e la sua maggioranza che Le chiedo di convocare, secondo le norme che regolano la vita della nostra Istituzione, una seduta del Consiglio comunale per dare conto ad Esso ed alla cittadinanza di quanto accaduto e della soluzione determinatasi" (dal sito del Comune di Terni).
Il 'documento politico' accoglie parte degli emendamenti presentati dal gruppo dei 'ribelli': trasformazione dell'Asfm in una Spa; creazione di una società unica per la gestione del patrimonio immobiliare; rilancio del progetto di distretto culturale puntando su un "ricco pluralismo" ed un ripensamento "radicale" del polo universitario ternano; riorganizzazione delle politiche sociali, nel documento si legge "bisognerà operare una razionalizzazione senza diminuire i servizi, lottare contro inefficienze e sprechi e valorizzare il ruolo dell'associazionismo e del volontariato nell'ottica della sussidiarietà orizzontale".


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