martedì 3 maggio 2011

(TERNI) IL SINDACO DI GIROLAMO SI E' DIMESSO, RISSA SFIORATA IN CONSIGLIO COMUNALE


"Rispettando le dignità delle istituzioni presento in quest'aula le mie dimissioni da sindaco,un ruolo che ricopro da 21 mesi", "è un atto di responsabilità e di chiarezza nei confronti della città perché rappresenta un atto di trasparenza verso i cittadini, la politica e chi ci crede". Queste le prime parole pronunciate dal Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, nella seduta del consiglio comunale di oggi (Comunicato dal sito del Comune di Terni).
"Ringrazio le forze politiche - ha continuato l'ex senatore - e i gruppi che mi hanno accompagnato in questi mesi dentro una fase politica molto complessa con ripercussioni negative sulla città in termini di crisi e di problemi aperti", "ringrazio la maggioranza per il sostegno leale che mi ha dato fino ad oggi e anche la minoranza, della quale in alcuni casi non ho condiviso i toni, ma che ha sempre assicurato la dialettica".
La maggioranza non è riuscita a ricompattarsi ed è lo stesso sindaco a spiegare: "Si sono aperti dei conflitti e dei contrasti dentro il mio gruppo consiliare e il mio partito che rappresenta la parte preponderante della maggioranza in consiglio e che ha dunque una responsabilità più ampia degli altri. Abbiamo avuto delle discussioni lunghe, approfondite, tormentate, a volte anche segnate da asprezze, sul bilancio e su alcune linee strategiche che come giunta abbiamo presentato al consiglio comunale e alla città". "Queste linee in parte non hanno trovato approvazione e condivisione di una parte del mio gruppo consiliare con la conseguente non approvazione nelle commissioni competenti sia del piano triennale delle opere pubbliche che del bilancio stesso. Abbiamo provato in questi giorni a ricomporre queste divisioni attraverso una discussione politica. Un consigliere d'opposizione, offendendoci, ha parlato di mercato, ma noi abbiamo fatto discussioni di politica e non di mercato. Ci sono altri che sono molto esperti di mercato, di compravendita e di mercificazione della politica".
"Non siamo riusciti a comporre queste divisioni: quindi, rispetto al mandato che mi è stato conferito dai cittadini - perché la candidatura è stata espressa dai partiti, ma il voto l'hanno dato i cittadini - ritengo di esercitare pienamente attraverso l'atto delle dimissioni la mia libertà d'azione e verificare in questi venti giorni che la legge dispone sulla base di un programma, che naturalmente deve essere condiviso, la possibilità di ricostruire una maggioranza solida e coesa di cui questa città ha bisogno".
Per motivi ancora da chiarire, il capogruppo dell'Udc Enrico Melasecche ed il presidente del consiglio Giorgio Finocchio hanno sfiorato la rissa.

In una dichiarazione rilasciata subito dopo aver rassegnato le dimissioni, al sito UmbriaLeft.it, Leopoldo Di Girolamo afferma: "Ascolterò le forze sociali e politiche della città per valutare quali spazi si possono aprire in vista di un solido governo che porti a termine il mandato". Ma il sindaco non si sbilancia in pronostici affrettati: "Impossibile fare conti in temini di percentuali, teniamo da parte le amarezze e guardiamo avanti".
Il Pdl (almeno così si legge dal sito LaGoccia.eu): "Finalmente il Sindaco ha preso atto che non ha una maggioranza in Consiglio comunale e del fatto che il suo partito sia imploso sotto i colpi della lottizzazione politica che fino ad oggi è stata il cemento di una coalizione che mette in pericolo il futuro sviluppo della città. Ora ci sono 20 giorni di agonia in cui ne vedremo delle belle e in cui si continuerà a spezzettare la torta della spesa pubblica nella speranza di rimettere insieme ciò che non può stare insieme. Il nostro auspicio è che si stacchi la spina e si ponga fine a questo indecente spetacolo dando la parola ai cittadini attraverso le elezioni".


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