giovedì 31 marzo 2011

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' AUTORIZZA SPERIMENTAZIONE TRAPIANTO STAMINALI CEREBRALI


Il Vescovo di Terni, Mons. Vincenzo Paglia

Il Prof. Angelo Vescovi

L'ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha "approvato la richiesta di procedere con la sperimentazione di fase I che prevede il trapiano di cellule staminali cerebrali umane in pazienti affetti da Sla - Sclerosi Laterale Amiotrofica. Lo sponsor del trial è il prof. Angelo Vescovi, direttore scientifico dell'Ircss Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietralcina ed è stato sviluppato congiuntamente dalla Fondazione Cellule Staminali, l'Associazione Neurothon onlus e la Diocesi di Terni, Narni e Amelia con il Vesvoco Vincenzo Paglie". Questo è quanto si apprende da una nota dell'Ircss che annuncia anche l'apertura di una nuova fase "che porterà all'arruolamento dei pazienti e quindi all'inizio vero e proprio della sperimentazione".
"Ottenuta l'autorizzazione, l'istituto di Pietralcina dovrà inviare il dossier scientifico della sperimentazione ai comitati etici dei vari centro ospedalieri coinvolti nello studio, primo fra tutti quello dell'ospedale Santa Maria di Terni nel quale si dovrà necessariamente svolgere il trapianto dal momento che le cellule sono prodotte dal suo Laboratorio staminali" (dal sito laRepubblica.it).


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mercoledì 30 marzo 2011

ANCHE IN UMBRIA LA LEGA SPARA A ZERO SULL'ACCOGLIENZA RIFUGIATI. STUFARA, PRC: "DICHIARAZIONI RAZZISTE"

Gianluca Cirignoni, consigliere regionale Umbria Lega Nord

Damiano Stufara, consigliere regionale Umbria Prc
Fanno discutere le dichiarazioni leghista umbro eletto in consiglio regionale, Gianluca Cirignoni, che è intervenuto sulla questione dell'accoglienza dei rifugiati in Umbria:
"Siamo contrari - ha affermato - all'eventuale accoglienza di rifugiati libici in Umbria, perché una loro diffusione capillare nel territorio regionale creerebbe problemi di controllo, anche in considerazione del fatto che tra questi potrebbero annidarsi estremisti islamici e terroristi, pronti a far pagare al nostro paese il ruolo che sta avendo nell'intervento militare". "Lo status di profugo è per definizione temporaneo, e per garantire subito il rimpatrio, a guerra finita, i profughi vanno tenuti in apposite strutture sotto controllo. Per questo, ribadiamo l'urgenza di costruire un Centro di identificazione ed espulsione in Umbria. Il centro una volta costruito nelle aree idonee, come quelle dei siti carcerari, permetterà anche di distinguere i clandestini dai profighi, dando certezza alle espulsioni motivate dei clandestini anche in futuro" (fonte ASCA).

Le reazioni:
Damiano Stufara, Rifondazione comunista: "In un momento in cui si consuma un disastro umanitario dovuto al duplice effetto della guerra di aggressione contro la Libia e delle politiche segregazionistiche del governo Berlusconi, le dichiarazioni della Lega Nord risultano deprecabili e razziste", "il consigliere della Lega - continua Stufara - farebbe bene a chiedersi quale sia il peso dei luoghi comuni razzisti che hanno finora ispirato le politiche del governo in materia. Prima si è fatto in modo che il Nord Africa fungesse da prigione a cielo aperto, ed ora, con la caduta dei despoti locali in cui si era confidato e il dramma di Lampedusa, non si trova di meglio che puntare il dito contro l'Europa. Non è alla presidente della Regione, ma al ministro dell'Interno che Cirignoni dovrebbe rivolgere le sue domande". "E' bene ricordare che nelle scorse legislature si sono avuti ben due pronunciamenti del Consiglio regionale riguardo alla possibilità di aprire sul territorio regionale dei Centri di permanenza temporanea, in entrambi i casi il Consiglio si è espresso all'unanimità per ribadire l'indisponibilità della Regione ad ospitare tali Centri, veri e propri luoghi di inumana detenzione, come sancito dall'Unchr, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati. Oltretutto risulta arbitraria sia la distinzione fra profughi e 'clandestini', sia l'ipotesi di contenere i profughi in non meglio specificate 'apposite strutture sotto controllo'". "Non esiste alcuno 'status di profugo' - conclude l'esponente di Prc - ma è nostro dovere, sulla base di convenzioni internazionali, recepite dalla nostra legislazione, offrire protezione a chiunque sia stato costretto ad abbandonare il proprio Paese in seguito a persecuzioni politiche, cataclismi o sciagure collettive; a tutti va garantita la possibilità di chiedere asilo ed essere riconosciuti come rifugiati".


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(REGIONE UMBRIA) DOPO IL VOTO DI IERI L'UDC TENTA IL COLPACCIO: "PRONTI A MAGGIORANZE ALTERNATIVE SENZA IDV E PRC"

Maurizio Ronconi, Udc
Sandra Monacelli, consigliere regionale Udc
Non sembrano placarsi le polemiche suscitate ieri dalla deflagrazione della maggioranza di Palazzo Cesaroni intorno ad uno dei temi caldi su cui misurarne la tenuta: la chiusura del ciclo dei rifiuti. Lo strappo si è consumato al momento di votare il Collegato alla manovra di bilancio che alla fine è passato con 17 voti contro 7 ma ha visto astenersi i consiglieri di Idv e Prc e correre in soccorso l'Udc.
A buttare benzina sul fuoco è oggi proprio il partito della vela che ha convocato con urgenza una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i massimi esponenti regionali del partito per spiegare il voto favorevole. Gli esponenti Udc non risparmiano nessuno e si dichiarano disposti a nuove maggioranze: "Quando c'è da decidere per gli interessi dell'Umbria - ha dichiarato la Monacelli, capogruppo Udc in Consiglio regionale - non si devono puntare i piedi, sia che si è nel ruolo di maggioranza che in quello di opposizione. Ieri ho votato a favore dello studio di fattibilità sull'inceneritore in Umbria, perché temo il rischio di continui rinvii, in presenza di discariche ormai all'esaurimento e con lo spettro dell'emergenza rifiuti in Campania". "Non me la sono sentita - ha continuato l'ex senatrice - di ritirarmi sull'Aventino. Anche se il mio partito non è forza di governo, ho ritenuto doveroso contribuire a sbloccare la situazione relativa alla gestione dei rifiuti urbani in Umbria, caratterizzata fino a ieri da uno psicodramma annunciato e da veti e rinvii imposti alla Giunta regionale dalla sinistra massimalista. Non ho invece apprezzato la posizione, senza memoria, dei consiglieri del Pdl che hanno sempre criticato la Giunta per la mancanza di coraggio nel decidere sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, salvo votare subito dopo contro ciò che avevano richiesto anche ieri mattina. Sui fatti concreti siamo sempre disposti a dare il nostro contributo. Se gli altri fanno tattica bisogna smascherarli e per questo motivo ho espresso il mio consenso".
"Leggo oggi, in vista del voto pomeridiano sul bilancio, vere e proprie lettere d'amore dell'Idv e del Prc alla presidente della Giunta, dopo lo strappo di ieri sera in cui non hanno votato il collegato e questo fa pensare che oggi ci sarà una ricomposizione. In realtà quello che è successo ieri è stato un vero e proprio psicodramma di maggioranza, che ha riproposto l'eterno copione della sua ala massimalista e dei partiti dei 'No'. Sulla termovalorizzazione, Idv e Prc volevano ancora rinviare l'avvio di una soluzione, mentre anche l'Umbria rischia di riproporre l'emergenza Campania. Per l'Udc invece i problemi vanno affrontati e non rinviati".

Ma la conferenza stampa non è finita e tocca a Maurizio Ronconi aprire nuovi possibili orizzonti: "ciò che è successo ieri in consiglio regionale è un vero e proprio sfregio che non si rimarginerà, perché quella dei rifiuti è una questione che resta strategica. Dal punto di vista politico, sembra che prima del previsto qualcosa stia cominciando a cambiare. L'Udc è pronta a maggioranze alternative a livello regionale, a condizione che si facciano senza Idv e Prc. Il Pd è al bivio in Umbria tra continuismo ed apertura al nuovo: credo che la sua, attuale classe dirigente sia orientata più a vivacchiare che a scegliere il nuovo". "Il Pdl in Umbria - ha concluso l'ex parlamentare - è una sorta di 'partito-naftalina', cioè che dà la garanzia alla sinistra di durare nel tempo al potere, in quanto non si pone il problema di come governare in modo alternativo l'Umbria".


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AMELIA "LA PICCOLA ROMA": IL 9 E 10 APRILE GIORNATA DI STUDI E VISITE GUIDATE


Programma:
Sabato 9 aprile, dalle ore 10,30 alle 17,30, presso Palazzo Farrattini, via Farrattini n. 52 Amelia (TR):
LA DECORAZIONE DEI PALAZZI DI AMELIA
TESTIMONIANZE DI CULTURA FIGURATIVA ROMANA TRA IL XVI E IL XVII SECOLO

info: Ufficio Cultura del Comune di Amelia
Tel. 0744/976220-205 Mail riccardo.passagrilli@comune.amelia.tr.it
oppure Saverio Ricci, Presidente Associazione NahArti saverio.ricci@gmail.com

I palazzi gentilizi di Amelia sono decorati con estesi cicli pittorici di grande qualità, realizzati da pittori romani e amerini tra il XVI e gli inizi del XVII secolo. Alcuni autorevoli studiosi e docenti universitari, offriranno nuovi contributi di ricerca storico-artistica, storica e iconografia, per raccontare il dialogo tra Amelia e Roma, attraverso l'arte e le vicende delle grandi famiglie amerine.

Promossa da: Comune di Amelia, Università degli Studi di Perugia - Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione
Patrocinato da: Regione dell'Umbria, Provincia di Terni, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Fondazione Aldega, Università degli Studi della Tuscia, Università degli Studi di Cassino
Con il sostegno di: Ente palio dei Colombi, Ediart editrice Todi, Palazzo Farrattini
Organizzato da: NahArti associazione culturale

Domenica 10 aprile

UN GIORNO A PALAZZO
PERCORSO GUIDATO NELLE RESIDENZE ARISTOCRATICHE DI AMELIA

Apertura straordinaria di alcuni dei palazzi di maggiore pregio architettonico ed artistico della città, percorrendo le caratteristiche strade del centro storico e le principali piazze cittadine. Le visite guidate consentiranno di ammirare la bellezza delle sale interne degli edifici e di scoprire le avvincenti storie delle nobili famiglie amerine che ne furono proprietarie.

ore 10,30 / ore 14,30 visita di Palazzo Petrignani
ore 11,15 / ore 15,15 visita di Palazzo Farrattini
ore 12,00 / ore 16,00 visita di Palazzo Venturelli
ore 12,45 / ore 16,45 visita di Palazzo Boccarini-Aldega

dalle ore 10,00 ale ore 12,30 apertura di Palazzo G. Cansacchi, via dell'ospedale n. 14

Incontro dei partecipanti: 10 minuti prima di ogni visita in piazza Guglielmi Marconi
Durata delle visite: 30 minuti circa

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ESTORSIONE A TERNI: ARRESTO DI PORCACCHIA E BRIGANTI, SPUNTANO ANCHE ARCHIVI SEGRETI E CONTI CORRENTI

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

L'indagine relativa all'inchiesta che ha portato all'arresto del direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e del suo collaboratore, Sergio Briganti, sembra non essere avviata alla conclusione ma potrebbe allargarsi ed aprire uno scandalo degno di tangentopoli.
Materiale scottante è stato trovato, nel corso delle perquisizioni seguite all'arresto, sia nella cassaforte personale dell'ufficio di Porcacchia, sia nella sua villa. Particolarmente interessante sarebbe il contenuto di una valigetta di pelle che conterrebbe un vero e proprio archivio segreto: una serie di fascicoli relativi ad affari e personaggi.
Rintracciati e sequestrati undici conti correnti riconducibili al direttorissimo e nei quali è presente denaro la cui provenienza è "tutta da accertare".
55 pagine di intercettazioni telefoniche ed ambientali che nasconderebbero "intrecci tra politica e commercio" e che il magistrato Elisabetta Massini sta passando al setaccio.
Il Presidente della Confcommercio di Terni, Ivano Rulli, ha detto "c'è stata una riunione tecnica per mandare avanti la Confcommercio, che resta la cosa principale per noi", "sulle vicende giudiziarie aspettiamo di saperne di più. Siamo sbigottiti per quello che è successo".
Il legale di Porcacchia, Massimo Longarini, ha dichiarato: "Secondo me Leandro Porcacchia è completamente estraneo alla vicenda, la fattispecie che gli viene contestata non esiste. Nel merito poi, conoscendo Leandro, non è una cosa da lui. Non ci vedo la sua mano, non è il tipo che fa queste cose". Il legale di Briganti, Renato Chiaranti: "Il mio assistito respinge gli addebiti".

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martedì 29 marzo 2011

ESTORSIONE A TERNI: ARRESTO DI PORCACCHIA E BRIGANTI, AGGIORNAMENTI

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

Il direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e il suo collaboratore, Sergio Briganti, hanno trascorso la notte in carcere dopo l'arresto di ieri da parte della squadra mobile di Terni quando dieci agenti hanno fatto irruzione presso gli uffici della Confcommercio in via Mentana cogliendo i due in flagranza di reato con denaro contante ed assegni per un totale di 100.000 euro che gli sarebbero stati consegnati da un ristoratore ternano per ottenere l'affitto e, forse, la successiva vendita di un locale commerciale nell'area dell'ex tulipano.
I due negano ogni addebito. Massimo Longarini, legale del direttore di Confcommercio Leandro Porcacchia, ha dichiarato: "Per l'estorsione bisogna prendere dei soldi a fronte di una minaccia. Sono convinto che si è trattato di un trappolone che Leandro Porcacchia uscirà pulito da questa vicenda". "Il locale è di 280 mq - continua l'avvocato Longarini - e si trova nell'ex tulipano. La Confcommercio è stata delegata per una consulenza. Per questa consulenza è stata emessa una regolare fattura di 9 mila 100 euro. L'accordo stipulato prevedeva un contratto d'affitto per due anni e una opzione sull'acquisto, trascorso questo termine. Il locale è valutato 700 mila euro. Questo è quanto. Non posso aggiungere altro. Aspettiamo le decisioni sulla convalida dell'arresto poi decideremo la linea difensiva".
La Confcommercio di Terni, intanto, ha diramato il seguente comunicato: "La Confcommercio comunica che seguirà le vicende giudiziare del proprio direttore con la massima attenzione e premurandosi di acquisire notizie oggettive e puntuali nel merito. Agli associati sarà garantita, come sempre, la continuità nella rappresentanza sindacale e dei servizi. Vogliamo ricordare che saremo impegnati nel prossimo futuro nell'organizzazione di alcune iniziative e manifestazioni di rilevo locale e nazionale su cui richiamiamo l'attenzione di tutti gli associati, dei media e dell'intera cittadinanza" (dal sito di Confcommercio di Terni).



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lunedì 28 marzo 2011

(TERNI) DOMANI INIZIA IL PROCESSO A DON PIERINO: I LEGALI CHIEDONO IL RINVIO



Domani si terrà la prima udienza del processo a carico di Don Pierino Gelmini anche se, probabilmente, verrà rinviata. I legali dell'ottantaseienne fondatore della Comunità Incontro di Amelia hanno infatti presentato richiesta di rinvio per le condizioni di salute. 
Nel giugno dello scorso anni scattò il rinvio a giudizio dopo che il giudice Pierluigi Panariello aveva accettato la richiesta del pm Barbara Mazzullo. Per l'accusa Don Pierino avrebbe molestato sessualmente 12 giovani ospiti della comunità tra il 1998 e il 2007.


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ESTORSIONE A TERNI: DIRETTORE DI CONFCOMMERCIO E UN SUO COLLABORATORE IN MANETTE

Leandro Porcacchia, Direttore della Confcommercio di Terni
(Foto dal sito della Confcommercio)

Oggi pomeriggio la squadra mobile di Terni ha arrestato il direttore della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e un suo collaboratore, Sergio Briganti, a seguito dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Procura di Terni, Elisabetta Massini. L'accusa è pesante, estorsione. Da quanto si apprende i due avrebbero chiesto 100mila euro ad un ristoratore che avrebbe dovuto aprire un locale. La polizia è intervenuta al momento del passaggio del denaro. 
L'avvocato Massimo Longarini, difensore di Porcacchia, ha definito l'arresto "un provvedimento assurdo". "Il mio assistito - ha aggiunto - è estraneo ad ogni addebito".

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martedì 15 marzo 2011

(TERNI) PROPRIETA' MERAKLON ANNUNCIA CESSAZIONE PRODUZIONE: 240 LAVORATORI LICENZIATI


Questa mattina la Meraklon ha annunciato la decisione di cessare la produzione negli stabilimenti ternani della Polymer ed ha avviato le procedure di licenziamento collettivo per i 240 lavoratori.
Eppure, solo pochi giorni fa, precisamente il 24 febbraio, sia il proprietario che il direttore generale della Meraklon - rispettivamente Giampaolo Fiorletta e Raffaello Federighi -  , uscendo dallo studio dell'avvocato Fiocchi, avrvano attaccato dipendenti, sindacati e forze politiche, ripetendo che l'azienda non avrebbe chiuso (da La Nazione del 24 febbraio 2011, "Fiorletta 'braccato' dagli operai, se ne va con la Digos", di Stefano Cinaglia).
L'imprenditore Fiorletta: "La Meraklon non va strumentalizzata, l'azienda non ha problemi ma deve essere lasciata in pace. Ed invece i lavoratori, strumentalizzati da sindacati e forze politiche, vogliono fare della Meraklon un caso nazionale. La Basell ha già detto che non vende, ad oggi non c'è speranza che venga riattivato il sito. Ma Meraklon non si tocca, abbiamo dato la disponibilità a vendere ma nessuno si è fatto avanti. Insomma Basell è ferma e così vuole restare, Meraklon invece lavora e all'improvviso vengono bloccati camion carichi di merce. A noi non ci aiuta nessuno, anzi dobbiamo difenderci dai nostri stessi dipendenti".
Il direttore generale, Raffello Federighi, candidato alle scorse amministrative nella Lista Baldassarre: "La fermata della produzione è in relazione agli ordini, è una cosa già fatta in passato e non è certo il caso di drammatizzare. Ci siamo stupiti della convocazione del prefetto, che ringraziamo per l'interessamento, di venerdi e lunedi scorsi. Sindacati e istituzioni ci hanno fatto una proposta bizzarra per poter comprare il polimero: ma la nostra è una riduzione produttiva programmata per un riallineamento, non per mancanza di risorse. Non credo, lo dico a livello personale, che la trattativa tra la new.co capeggiata da Novamont e Basell possa avere esito positivo". "Stento a capire - continuava Federighi - i motivi dell'agitazione sindacale. Non presentiamo il piano industriale? Pura ipocrisia. Facciamo regolarmente relazioni annuali: quando intorno ad un tavolo si siederanno con noi istituzioni e banche, che dal 2007 ci hanno revocato gli affidamenti, presenteremo il piano".

La notizia arriva comunque dopo pochi mesi dalla chiusura degli impianti della Lyondell Basell i cui operai avevano marciato, la scorsa settimana, a Roma.

Leopoldo Di Girolamo, Sindaco di Terni: "L'avvio delle procedure di mobilità decretato dalla proprietà per tutti i lavoratori della Meraklon è una provocazione di chi con questo atto dimostra di non avere a cuore l'azienda, la sua produzione, l'occupazione".
Sergio Cardinali, Filctem Cgil: "La decisione comunicata oggi ci deve far guardare all'appuntamento di domani in maniera diversa", "oggi abbiamo sulle spalle il futuro di 240 lavoratori, c'è un problema oggettivo che bisogna risolvere complessivamente. Per questo è giunto il momento di velocizzare i tempi nel trovare una soluzione per tutto il polo chimico".
Orlando De Santo, Orsa: "Il paradosso è che le commesse ci sono, soprattutto nella linea fiocco, però l'azienda ha deciso di chiudere. Abbiamo commesse per tutto il mese di marzo e buona parte di aprile, consideri cha dobbiamo ancora evadere parte degli ordinativi di febbraio, però chiudiamo". "Agli ordinativi - ha aggiunto il sindacalista - Fiorletta ha risposto con una fermata generale, motivata per una non meglio precisata, gestione aziendale".

Ugl: "Siamo si fronte ad una situazione senza precedenti, a dir poco paradossale dove l'impresa prima dichiara la buona salute dell'azienda smentendosi due giorni dopo con una richiesta di cassa integrazione fino ad arrivare alla mobilità di oggi". "Gli operai della Meraklon - continua Riccioni dell'Ugl - sono tutti padri e madri di famiglia con un'età media compresa tra i 35 e i 45 anni a cui sono stati rubati il futuro e la serenità. Se il Comune di Terni, la Provincia, la Regione e il Governo non daranno seguito ad una forte presa di posizione politica ed economica nei confronti dei vertici aziendali Meraklon e del polo chimico ternano nel suo complesso, a breve potremo scrivere la parola fine per l'industria chimica in Umbria".
Raffaele Nevi e Alfredo De Sio, Pdl: "Sconcerto e preoccupazione per la decisione della Meraklon di aprire la procedura di mobilità dopo che per molto tempo si erano tranquillizzati i dipendenti anche attraverso interventi pubblici che mai avrebbero presagito scenari di questo tipo". I due esponenti del Pdl hanno continuato: "l'azienda torni sui suoi passi e avvii un tavolo con le forze sociali anche in vista dell'incontro di domani al Ministero dell'Industria dove la stessa azienda dovrà far capire di essere disponibile a sostenere ogni soluzione che abbia al primo posto la tutela delle maestranze, il loro futuro occupazionale ed il consolidamento del polo chimico ternano".


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lunedì 14 marzo 2011

BARROSO IN VISITA A ROMA: "NON E' INTELLIGENTE TAGLIARE SCIENZA, ISTRUZIONE E CULTURA"

Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea

"Il piano di consolidamento finanziario serve ma francamente non è intelligente tagliare né la scienza, né l'istruzione né la cultura", questo è uno dei concetti che, quasi con un mantra, il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, ha ripetuto durante la sua visita a Roma; prima alla Luiss, dove ha ricevuto la laurea honoris causa nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico 2010/2011, poi al Maxxi.
"Stiamo vivendo - ha ribadito al Maxxi - un momento economicamente difficile, ma l'educazione e la cultura, lo ripeto ad ogni occasione, non devono essere i settori che pagano per questa crisi. La diversità culturale e la creatività sono la principale ricchezza dell'Europa".
Quindi Barroso ha elogiato l'Italia per la sensibilità che mostra nei confronti dell'arte contemporanea: "Non credevo - ha detto - che l'Italia e Roma, che hanno la più grande concentrazione di opere d'arte al metro quadro, trovassero spazio anche per il contemporaneo", "io sono un amante del contemporaneo e con questo straordinario museo progettato da Zaha Hadid questa città e l'Italia stanno dando un grande contributo alla creatività del nostro tempo".
Al presidente della Commissione europea, durante la cerimonia alla Luiss, hanno fatto eco la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Emma Marcegaglia ha detto che "bisogna investire nella ricerca, nell'università e nella scuola: c'è un problema di spesa ma si tratta di uno dei pochi campo in cui bisogna continuare a investire, sia il governo nazionale che i privati".
Gianfranco Fini ha detto che la riforma Gelmini "rende più competitiva la nostra università" ma "il rischio è il sottofinanziamento". "La riforma sarà ancora più efficace se ci sarà la ripresa economica e di conseguenza con maggiori investimenti pubblici".


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LEGA ALLA "FIAMMA": A LAMPEDUSA SBARCANO BORGHEZIO E MARINE LE PEN

Marine Le Pen, leader del Front National (estrema destra francese)

Mario Borghezio, europarlamentare Lega Nord
L'europarlamentare leghista, Mario Borghezio, è sbarcato questa mattina all'isola di Lampedusa insieme alla presidente del partito di estrema destra francese, Marine Le Pen. Tale ben assortita delegazione - sicuramente espertissima in tema di diritti umani, di accoglienza - ha visitato il centro di accoglienza di contrada Imbriacola.
"Da questa visita ci aspettiamo - ha detto Borghezio - una presa di conoscenza diretta della situazione. Parleremo con il sindaco, le istituzioni, la Guardia di Finanza", "vogliamo portare il nostro contributo. L'Europa deve prendere delle decisioni. La Ue si appresta a promuovere un 'Piano Marshall' ma sono altrettanto importanti le iniziative umanitare che bisognerà prevedere".
La figlia di Jean-Marie Le Pen e presidente del partito della "Fiamma", partito di estrema destra francese ci ha dato anche dei suggerimenti: "invece di accoglierli a Lampedusa l'Italia dovrebbe inviare le navi con acqua e alimenti e assistere i migranti in mare, evitando che sbarchino nell'isola".


La fiamma, storico simbolo del Front National

Marine Le Pen con il padre Jean-Marie
Ad attendere i due leader della destra xenofoba europea sull'isola, c'era un gruppo di manifestanti dell'Associazione Ascausa e Legambiente con striscioni che recitavano: "Madame Le Pen dégagez avec Borghezio", oppure "Liberté-Egalité-Fraternité aussi peur les sans-papiers", oppure "Il mondo è a colori - fatevene una ragione".
Anna Siracusa, liceale di Lampedusa: "Non capiamo perché la Le Pen e Borghezio vengano nella nostra isola, non vogliamo entrare nelle polemiche politiche, ma la loro presenza non ha senso", "noi esistiamo - ha continuato la ragazza - non vogliamo i riflettori addosso solo perché ci sono i migranti. Vogliamo essere ascoltati, a Lampedusa non esiste un cinema, non c'è una biblioteca, non c'è un teatro; c'è una piscina in costruzione da anni e mai ultimata. Abbiamo bisogno di un luogo dove noi giovani possiamo incontrarci".
Francesco Solina, responsabile di una cooperativa dell'isola: "Sull'isola ci sono molti problemi, chi soffre di più siamo noi giovani, la politica e le istituzioni ci mettano nelle condizioni di rimanere nella nostra terra, facciano qualcosa per noi e per i tanti migranti che accogliamo. Vogliamo vivere nella serenità, basta con gli allarmismi".

Dell'emergenza sbarchi è comunque tornato a parlare oggi anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che, al termine di un incontro con il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, ha detto: "Voglio esprimere un ringraziamento profondo al presidente Barroso per quanto fatto finora, con particolare riferimento al rafforzamento della missione in corso dell'agenzia Frontex e per l'intenzione di presentare presto, ritengo entro giugno, un apposito piano per la gestione dei flussi migratori. Questa immigrazione è un problema comune che va affrontato e risolto con la collaborazione di tutta l'Europa. Ci aspettiamo quindi che dal piano della Commissione escano delle misure di concreto sostegno al Paese". Nella stessa occasione, Barroso ha risposto: "L'Italia si trova in prima linea rispetto a ciò che sta succedendo nelle coste del Mediterraneo ed è legittima la preoccupazione che tali avvenimenti possano andare oltre la capacità di ogni singolo Paese. L'Italia può contare sulla solidarietà politica e anche finanziaria dell'Unione europea".

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giovedì 10 marzo 2011

(RIFORMA DELLA GIUSTIZIA) DDL APPROVATO DAL CDM: SILVIO E ANGELINO PRESENTANO LA RIFORMA


Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl di riforma costituzionale della Giustizia presentato dal ministro Angelino Alfano. 18 articoli in cui si parla di separazione della carriere fra giudici e pm, sdoppiamento del Consiglio Superiore della magistratura, introduzione della responsabilità civile dei magistrati, inappellabilità delle sentenze di assoluzione di primo grado, il temperamento dell'obbligatorietà dell'azione penale e modifiche ai rapporti fra le procure e la polizia giudiziaria.
Questo ddl di riforma dovrà ora passare all'esame dei due rami del Parlamento (due passaggi in ognuna delle Camere a distanza di almeno tre mesi) e, nel caso in cui non dovesse essere approvata dai due terzi dei votanti verrà indetto un referendum consultivo.
"Questa riforma è nell'interesse dei cittadini, la volevo dal 1994" ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa indetta insieme al ministro Alfano. "Il giusto processo - ha continuato - è un diritto. Abbiamo presentato una riforma organica e coerente, un profondo cambiamento che non ha nulla a che vedere con i processi in corso". Se questa riforma fosse arrivata prima "probabilmente non ci sarebbe stata l'esondazione, l'invasione della magistratura nella politica e non ci sarebbe stata quella situazione che ha portato a cambiamenti di governo, all'annullamento di una classe di governo nel '92-93, all'abbattimento di un governo nel '94, alla caduta di un governo di sinistra nel 2008 per la proposta di riforma della giustizia del ministro Mastella".
Angelino Alfano, ministro della Giustizia: "E' tutto tranne che una ritorsione o contro qualcuno e non ha nulla a che vedere con le vicende in corso o con la contingenza", "Ho sentito che attendevano il testo per misurare la loro reazione. Oggi avranno cognizione del testo e non escludo di contattare oggi stesso gli esponenti dell'opposizione per consegnare loro il testo in modo che possano farne una valutazione serena". Il ministro della giustizia risponde anche alle critiche dell'opposizione affermando che "qualsiasi cosa il Governo faccia le priorità sarebbero ben altre" e: "Un governo è tale se fa solo quello che serve in quel momento storico. Il ministro dell'Economia si occupa dell'Economia, quello dell'Università fa la riforma dell'università, a me è stato dato questo compito". "Nessun processo rapido - ha aggiunto il guardasigilli - è accettabile in una democrazia occidentale se celebrato con meccanismi intrinseci ingiusti perché non c'è parità fra accusa e difesa". "I teorici del precotto, gli opinionisti schierati - ha concluso - riflettano: sia chiaro che chi si batte per lo status quo apprezza il funzionamento della macchina della giustizia com'è oggi".

Le reazioni:
Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma: "E' una riforma attesa da anni, i cittadini la apprezzeranno e, se chiamati ad un referendum confermativo, la voteranno massicciamente"
Mariastella Gerlmini, ministro dell'Istruzione: "La riforma della giustizia è un'occasione per il Paese. Non deve essere vista come un elemento di scontro, ma di miglioramento di un sistema giudiziario che deve essere modernizzato. Il governo ha presentato oggi un provvedimento serio organico e di alto profilo. Sono certa che sui contenuti si possa trovare un ampio accordo in Parlamento e che possano essere superate vecchie divisioni e pregiudizi di tipo politico e ideologico".
Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera: "Siamo davanti a una mera operazione d'immagine. Sono altre le riforme che gli italiani si aspettano: la certezza della pena, i processi veloci", "Ci opporremo con tutti gli strumenti parlamentare a nostra disposizione e anche con la mobilitazione democratica a partire dal 12 marzo"
Pier Ferdinando Casini, leader Udc: "La Costituzione non è un tabù, può essere rivista e modificata. Certo che è inquietante sentire Berlusconi che dice che con questa riforma non ci sarebbe stata. Che cosa vuol dire? Che non si sarebbero stati i ladri o che non sarebbero stati scoperti?"
Massimo D'Alema: "E' difficile qualsiasi discussione seria su temi della giustizia se non è preceduta dalle dimissioni di Berlusconi"
Pierluigi Bersani, segretario del Pd: "Se Berlusconi vuole un confronto ci sono quattro proposte nostre in Parlamento. Noi diciamo no alla riforma costituzionale"
Antonio Di Pietro, Idc: "E' stata proposta una riforma così antidemocratica da stravolgere lo stato di diritto, noi presenteremo un solo emendamento, completamente abrogativo di tutta la riforma".

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mercoledì 9 marzo 2011

(TERNI) RILANCIO TURISTICO: PROBLEMI D'IMMAGINE...


Quella che vedete qui sopra è un'immagine dello stabilimento della "Nuova Terni Industrie Chimiche" di Nera Montoro; lo storico e glorioso sito della chimica ternana divenuto recentemente il "laboratorio per il trasferimento tecnologico, la produzione di apparati innovativi nel settore dell'automazione industriale, lo scouting, l'erogazione di servizi ad alto valore aggiunto nel campo della ricerca e sviluppo per l'innovazione sostenibile di TerniGreen S.p.A.", quindi "sarà il cantiere creativo della Business Unit 'Technology' della società" (fonte GreeNews.info).
Dalle cronache odierne scopriamo che tornerà ad essere utilizzato anche il vecchio logo della Società Terni del quale si era parlato nei giorni scorsi dopo che il Corriere dell'Umbria aveva proposto al Ditt (Distretto Integrato Turistico della Provincia di Terni) di utilizzarlo come nuovo marchio. Della proposta era rimasto favorevolmente colpito l'assessore al Turismo del Comune di Terni, Roberto Fabrini, che aveva dichiarato: "E' la più bella idea che c'è stata fino ad oggi, il vecchio marchio della società Terni è meraviglioso, è un marchio storico e nel contempo attualissimo. Rappresenta bene la bellezza del nostro territorio con al centro la Cascata delle Marmore".
Ma proprio quando, con un semplicissimo cambio di logo, si pensava di aver risolto tutti i problemi del turismo della Conca, giunge la notizia. Il marchio non è più a disposizione. Con una nota ufficiale del gruppo TERNI Research a firma dell'Avvocato Stefano Neri si scopre che: "Il logo di Preziosi è stato registrato nella prima metà del 2010 all'Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di commercio, in seguito alla acquisizione da parte di TERNI Research della Nuova Terni Industrie Chimiche, che aveva utilizzato il marchio fino a quando è stata parte del gruppo Terni Società per l'Industria e l'Elettricità. Secondo quanto chiarito dai funzionari della Camera di Commercio, lo stesso marchio non veniva più registrato da decenni e, di conseguenza, ne era decaduta ogni titolarità". "Per il gruppo TERNI Research aver recuperato il logo che rappresenta la storia industriale del territorio e che rischiava di finire nell'oblio è un'operazione di alto valore culturale e di valorizzazione dell'identità locale. La ricerca storica è stata condotta anche in collaborazione con Icsim".


Ma per il turismo della Provincia di Terni non vi preoccupate ecco una geniale idea per il rilancio dell'asfittico Ditt da parte del nuovo presidente Gabriele Giovannini: "Il vecchio marchio del consorzio di sviluppo turistico del ternano aveva al centro la Cascata, disegnata da Francesco Giuli. era un bel marchio che si può recuperare. Ne parleremo insieme alla proposta di nuovo nome che per me deve essere Marmore punto Umbria, perché caratterizza l'elemento forte di richiamo, l'Umbria, e quello specifico locale, la Cascata delle Marmore, nel prossimo consiglio di amministrazione del Ditt".

Quindi, cari amici ternani e cari addetti al turismo, mantenete la calma, tutto è risolto. Al Ditt - già nato per risollevare le sorti del vecchio Consorzio di Sviluppo Turistico del ternano - si andrà a sostituire un consorzio con un nuovo logo ed un nuovo nome e vedrete che questa volta i turisti arriveranno davvero...

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martedì 8 marzo 2011

(AMMINISTRATIVE) LEGA PADRONA DEL NORD: "DA SOLI NELLE CITTA' MEDIE", INSIEME AL PDL SOLO A MILANO, TORINO E BOLOGNA


Il Pdl è sempre più isolato, sotto scacco della Lega Nord che tiene in vita il Governo, si prepara ad essere relegato ad un ruolo sempre più marginale.
Lo stato maggiore del Carroccio si è riunito intorno a Umberto Bossi nella sede di via Bellerio e dopo tre ore si è spostato alla villa del presidente del Consiglio per aprire ufficialmente le trattative sulle amministrative di maggio.
Nella sola Lombardia dono 233 le amministrazioni comunali interessate dal voto e la Lega si dice pronta a correre da sola quasi dappertutto. Davide Boni, consigliere regionale lombardo, ammette che la tentazione è forte: "Ci sono posti dove ce la possiamo giocare".
Ormai certa l'alleanza nei grandi capoluoghi: Milano, Torino e Bologna.
A Milano la Lega accetta la Moratti ma con Salvini vice: "E' il nostro candidato ideale - dichiara sempre Boni - ha una conoscenza profonda della macchina amministrativa. Siede a Palazzo Marino da diciassette anni".

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lunedì 7 marzo 2011

I CONSIGLI DI DELL'UTRI A SILVIO: "UN PO' DI SOBRIETA' NON GUASTEREBBE", OCCORRE RISTRUTTURARE IL PDL


"Un pò di sobrietà, a volte, non guasterebbe. Parlo di sobrietà in generale... Non so, per esempio, anche quando dichiara, quando parla, a volte Berlusconi esagera un pò, no?", ecco il "piccolo consiglio" al presidente del Consiglio che il senatore del Pdl, Marcello Dell'Utri, rilascia in un'intervista al Corriere della Sera.
Il senatore parla anche dei processi e del partito.
"Sono convinto che il cambio di strategia, l'idea insomma di presentarsi in aula sia assolutamente giusto. Credo che Silvio si sia reso conto che continuare a battere la strada dei vari impedimenti non avrebbe portato da nessuna parte e, anzi, avrebbe persino nascosto qualche rischio concreto".
Il Pdl "ha bisogno - ha detto Dell'Utri - non solo di una nuova struttura organizzativa, ma anche di nuovi entusiasmi", quindi la critica a quelli che ha definito i "collezionisti di incarichi", quei "presidenti di Provincia e di Regione che non mollano la poltrona", "tutto questo, per un partito è deleterio", occorre lasciare spazio ai giovani perché "c'è una base - ha continuato - che chiede di essere coinvolta nella vita del partito da troppo tempo affidata alle solite facce. E' l'ossatura principale del partito che va ripensata e Berlusconi sta riflettendo proprio su questo".
Il creatore di Forza Italia è intervenuto anche sul numero di coordinatori del partito "Il Pdl va ristrutturato subito deve cambiare, mentre per Claudio Scajola - che proprio oggi ha dichiarato che "se si dovesse accertare che davvero non ho colpe, credo di poter legittimamente ricominciare a fare politica" - non è più il suo tempo, per il partito, come coordinatore unico va bene Denis Verdini. C'è gente che ormai colleziona incarichi e sta lì da 15 anni", "tre coordinatori sono troppi quindi tra Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini, va bene Verdini perché è pure uno straordinario organizzatore e motivatore".

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domenica 6 marzo 2011

LA LEGA PADRONA: MARONI: "NON E' BERLUSCONI CHE CONCEDE, E' LA LEGA CHE DECIDE"



"Non è che Berlusconi concede, è la Lega che decide. Forse non mi sono spiegato bene. Noi decidiamo cosa fare e poi faremo quello che abbiamo deciso", "Ne discuteremo al consiglio federale di lunedi, si vota in 11 province e 1.500 comuni di cui molti al Nord. Sarà un appuntamento impegnativo anche per noi e noi di solito alle amministrative andiamo molto bene". Queste sono una parte delle esternazioni del ministro degli Interni, Roberto 'Bobo' Maroni, rilasciate ai margini della cena organizzativa della Lega per celebrare il venticinquesimo anniversario della nascita del partito secessionista.
La Lega Nord, in questo modo, vuole far capire chi comanda ventilando anche l'ipotesi di correre da sola alle amministrative. La debolezza del Governo e del Pdl sono sempre più evidenti. 


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venerdì 4 marzo 2011

L'AMICIZIA SI VEDE NEI MOMENTI DI BISOGNO... PUTIN DIFENDE L'AMICO SILVIO: "NON SI INTERESSA SOLO ALLE RAGAZZE MA ANCHE DI COSE CONCRETE"






"Il nostro amico Silvio Berlusconi si interessa non solo alle ragazze ma si occupa anche di cose concrete", questa una parte del lunghissimo intervento del primo ministro russo, Vladimir Putin, ad una riunione regionale del suo partito trasmessa in diretta tv dall'emittente satellitare statale russa, Rossi 24.
L'assist all'amico in difficoltà giunge quando si parla di ambiente ed in particolare di imballaggi eco-compatibili: "I nostri colleghi in Europa vi attribuiscono una grande rilevanza - ha detto - e, più degli altri, mi pare, in questa direzione sono all'avanguardia gli italiani: il nostro amico Silvio Berlusconi si interessa non solo alle ragazze ma si occupa anche di cose concrete".




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giovedì 3 marzo 2011

(NAPOLI) IL CONSIGLIO COMUNALE SI SCIOGLIE, ANZI NO. PER IL PREFETTO VIZI DI FORMA NELLE DIMISSIONI DI CONSIGLIERI DEL PDL. LA JERVOLINO: "NON SANNO NEMMENO DIMETTERSI"



Come ogni vicenda che accade in questo povero paese, anche quella dello sciogliemento anticipato del consiglio comunale di Napoli sembra cadere nel grottesco.
"Sindaco, lei rimane al suo posto. Non firmo lo scioglimento del consiglio comunale perché non c'è coerenza tra le modalità di presentazione delle dimissioni e il quadro normativo di legge", queste le parole con cui prefetto Andrea De Martino - telefonando al sindaco Rosa Russo Jervolino - comunica il blocco dello scioglimento del consiglio comunale di Napoli dopo le dimissioni di numerosi consiglieri.
Sarebbe irregolare, infatti, la documentazione presentata dal notaio Elio Bellecca alla segreteria generale del Comune poi trasmessa in prefettura. Irregolare la firma del consigliere comunale dell'Udc Fabio Benincasa ed irregolari anche le firme di altri quattro consiglieri del Pdl (Stanislao Lanzotti, Enrico Lucci, Francesco Vitobello e Gennaro Carbone) perché avrebbero vincolato la loro scelta alle dimissioni contestuali di altri 31 consiglieri, "condizione che non si è di fatto verificata".
Rosa Russo Jervolino ha commentato ironica: "Non sanno nemmeno dimettersi".

Le reazioni:
Fabio Benincasa, consigliere Udc: "E' vero, ho firmato le dimissioni il 22 febbraio in una circoscrizione e poi quelli del Pdl hanno sbagliato tutto. Hanno avuto troppa fretta, troppa ansia di protagonismo. Non mi hanno avvisato, non hanno avuto la mia delega. Hanno pensato solo a fare uno striscione ridicolo. Adesso deciderà l'Udc cosa fare, per ora non firmo".
Pierluigi Bersani: "Le dimissioni di massa di consiglieri sono state una vergogna. Esprimo piena solidarietà a Rosa Russo Jervolino che è una persona perbene, una persona onesta che ce l'ha messa tutta per governare Napoli in dieci anni difficili. Ora dobbiamo trovare un candidato unitario di tutto il centrosinistra per non dare Napoli alla destra di Nicola Cosentino".


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martedì 1 marzo 2011

(MEDIOEVO ANDATA E RITORNO) I DELIRI DI MONS. ARDUINO: "VENDOLA E' CONTRO NATURA, MEGLIO BERLUSCONI", "LE DONNE PROVOCANO GLI STUPRI", "GLI EBREI SI CONVERTIRANNO", "ABORTO CREA PIU' VITTIME DEI PRETI PEDOFILI"


Quello che leggerete potrebbe avere dell'incredibile solo in un paese normale. Probabilmente nel nostro no. Sembra di andare e tornare quotidianamente dal/al Medioevo.
Mons. Arduino Bertoldo, vescovo emerito di Foligno, in un'intervista delirante rilasciata al sito ultra-cattolico, ultra-razzista, ultra-omofobo 'pontifex.roma.it' - lo stesso sito che quotidianamente attacca gay ed ebrei ma difende Berlusconi e Storace, lo stesso che intervista Donna Assunta Almirante e pubblicizza gli esorcismi - spara a zero contro tutti.

Primo delirio - Per il presule umbro la responsabilità degli stupri va attribuita alle donne che camminano in modo sensuale o provocatorio: "Se una donna cammina in modo sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell'evento ce l'ha perché anche indurre in tentazione è peccato".
Secondo delirio - Monsignor Bertoldo ha il coraggio di intervenire anche sui preti pedofili dicendo che "L'aborto crea più vittime dei pochi preti pedofili".
Terzo delirio - Come l'avvocato del diavolo, l'ex vescovo folignate, difende a spada tratta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, definendo una "ragazzata" la vicenda Ruby, attacca il governatore della Puglia, Nichi Vendola, dicendo che "è contro natura" e che è meglio Berlusconi, anche se peccatore. Ecco le dichiarazioni: "Il presidente del consiglio ha fatto una ragazzata, chi lo critica ferocemente ignora il Vangelo di San Giovanni" ossia "chi non ha commesso peccati, tiri la prima pietra, siamo tra sepolcri imbiancati. Ora non dico che Berlusconi meriti un premio e la sua condotta è quanto meno superficiale e contraria ai doveri del cattolico, magari si pentirà e confesserà. Ma che alla fine giudizi etici li debba dare Vendola, siamo alla frutta". E ancora: "Vendola chiede a Berlusconi di cambiare stile di vita, ma lui si è guardato? Almeno Berlusconi nel peccato, non offende la regola naturale, segue la natura. Vendola offende sia il peccato che la natura e dunque sta messo molto, ma molto peggio e taccia". Quindi continua con un accorato appello a lasciare in pace il povero Silvio: "Ora non sanno a che santo votarsi per rovesciare in modo stravagante colui che il popolo italiano democraticamente ha eletto, lo lascino lavorare in pace. Se ha commesso dei reati, lo accertino i giudici, ma ora basta".
Quarto delirio - Papa Giovanni Paolo II definì gli ebrei Fratelli maggiori nella fede, il monsignore non si lascia sfuggire un'altra perla di saggezza; ovviamente non poteva mancare anche un pò di antisemitismo: "la definizione (di Giovanni Paolo II) è in parte giusta. Voleva elogiare le comuni origini nella fede. Se volessimo proprio essere puntigliosi, bisognerebbe dire che siamo stati fratelli nella fede sino al vecchio testamento, dopo loro non hanno creduto più e si sono allontanati dalla fede, ma si convertiranno".

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