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martedì 3 maggio 2011

BRUSCA: "HO CHIAMATO VITTORIO MANGANO PER CONTATTARE DELL'UTRI E BERLUSCONI". "MANCINO COMMITTENTE FINALE DEL PAPELLO"

Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi

Nicola Mancino
A Firenze, nell'aula bunker, l'ex boss di San Giuseppe Jato, Giovanni Brusca, quello che ha materialmente azionato il comando della bomba che ha ucciso Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta, parla. Parla della trattativa tra Stato e mafia e del ruolo di numerosi esponenti politici.
Per la prima volta - ed è lo stesso Brusca a ricordarlo - parla pubblicamente di Nicola Mancino e dell'incontro che ebbe una quindicina o ventina di giorni prima dell'uccisione di Borsellino con Totò Riina: "Finalmente si sono fatti sotto - dice il pentito - gli ho consegnato un papello con tutta una serie di richieste. Il tramite non me lo disse, ma mi fece il nome del committente finale. Quello dell'allora ministro dell'Interno, Nicola Mancino".
Ma quello di Nicola Mancino non è l'unico nome tirato in ballo dal collaboratore di giustizia. Dopo l'estate del 1992, Brusca dichiara "si sono rappresentati Dell'Utri e Ciancimino che gli volevano portare la Lega e un altro soggetto". Anche se il collaboratore chiarisce citando una conversazione intercettata tempo prima: "Con mio cognato arlavamo di Berlusconi e Dell'Utri e io gli ho detto che non c'entrano niente con le stragi".
Vittorio Mangano
Alla fine d 1993, attraverso Leoluca Bagarella "ho chiamato Vittorio Mangano - continua Brusca - per contattare Dell'Utri e Berlusconi. Se loro non avessero accettato le nostre richieste, come ad esempio la concessione della revisione del maxi processo e la fine del 41 bis, noi avremmo continuato con gli attentati, a buttare le bombe". A questo contatto Marcello Dell'Utri avrebbe risposto, secondo Brusca: "Mi metto a disposizione e vi ringrazio". Ma questa seconda trattativa si interruppe "con l'arresto di Mangano". "La speranza - continua - era di far tornare lo Stato a trattare con noi, come aveva fatto fino al 1992 grazie all'aiuto dell'onorevole Salvo Lima. Lima era sempre disponibile, con lui potevamo contare su favori e accomodamenti. Lima si metteva a nostra disposizione e ci aiutava come poteva".

Le reazioni:
  • Nicola Mancino: "E' una vendetta contro chi ha combattuto la mafia con leggi che hanno consentito di concludere il maxiprocesso e di perfezionare e rendere più severa la legislazione di contrasto alla criminalità organizzata". "Se Riina ha fatto il mio nome - continua l'ex Ministro - è perché da ministro dell'Interno ho sempre sollecitato il suo arresto, e l'ho ottenuto". Poi sottolinea le incongruenze del pentito: "Una prima volta riferisce accure apprese da Riina alla vigilia del Natale del 1992, mentre oggi parla di una data fra l'uccisione del giudice Falcone e la strage di via D'Amelio. Una confusione che inficia il contenuto delle confidenze di Riina";
  • Walter Veltroni, Pd: "La commissione Antimafia, che ricostruisce i fatti tra il '93 e il '94, dovrà audire Berlusconi. E' urgente e necessario capire se è stato contattato attraverso persone, da chi è stato contattato, con quali richieste e in quali crcostanze";
  • Silvio Berlusconi, Pdl: "Ci accusano di cose incredibili persino di avere responsabilità in fatti avvenuti in un periodo in cui non ero nemmeno in politica";
  • Giovanna Maggiani Chelli, associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili: "Non abbiamo assolutamente compreso stamane da Brusca che Berlusconi e Dell'Utri non c'entrerebbero nelle stragi", "Ma a scanso equivoci è lo stesso Brusca ad affermare in una conversazione con il cognato che 'Berlusconi e Dell'Utri non c'entrano con le stragi'". "La frase - conclude la Maggiani Chelli - fu detta da Brusca per evitare fughe di notizie".


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lunedì 7 marzo 2011

I CONSIGLI DI DELL'UTRI A SILVIO: "UN PO' DI SOBRIETA' NON GUASTEREBBE", OCCORRE RISTRUTTURARE IL PDL


"Un pò di sobrietà, a volte, non guasterebbe. Parlo di sobrietà in generale... Non so, per esempio, anche quando dichiara, quando parla, a volte Berlusconi esagera un pò, no?", ecco il "piccolo consiglio" al presidente del Consiglio che il senatore del Pdl, Marcello Dell'Utri, rilascia in un'intervista al Corriere della Sera.
Il senatore parla anche dei processi e del partito.
"Sono convinto che il cambio di strategia, l'idea insomma di presentarsi in aula sia assolutamente giusto. Credo che Silvio si sia reso conto che continuare a battere la strada dei vari impedimenti non avrebbe portato da nessuna parte e, anzi, avrebbe persino nascosto qualche rischio concreto".
Il Pdl "ha bisogno - ha detto Dell'Utri - non solo di una nuova struttura organizzativa, ma anche di nuovi entusiasmi", quindi la critica a quelli che ha definito i "collezionisti di incarichi", quei "presidenti di Provincia e di Regione che non mollano la poltrona", "tutto questo, per un partito è deleterio", occorre lasciare spazio ai giovani perché "c'è una base - ha continuato - che chiede di essere coinvolta nella vita del partito da troppo tempo affidata alle solite facce. E' l'ossatura principale del partito che va ripensata e Berlusconi sta riflettendo proprio su questo".
Il creatore di Forza Italia è intervenuto anche sul numero di coordinatori del partito "Il Pdl va ristrutturato subito deve cambiare, mentre per Claudio Scajola - che proprio oggi ha dichiarato che "se si dovesse accertare che davvero non ho colpe, credo di poter legittimamente ricominciare a fare politica" - non è più il suo tempo, per il partito, come coordinatore unico va bene Denis Verdini. C'è gente che ormai colleziona incarichi e sta lì da 15 anni", "tre coordinatori sono troppi quindi tra Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini, va bene Verdini perché è pure uno straordinario organizzatore e motivatore".

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martedì 29 giugno 2010

DELL'UTRI CONDANNATO A SETTE ANNI DI RECLUSIONE


I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo, hanno condannato Marcello Dell'Utri, senatore del Popolo della Libertà, a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Riformando la sentenza di primo grado, la corte ha ridotto la pena da nove a sette anni ed ha assolto Dell'Utri per i fatti commessi in epoca successiva al 1992 perché "il fatto non sussiste".
L'avvocato Giuseppe Di Peri, uno dei legali della difesa, prima della lettura della sentenza ha dichiarato: "Questa sentenza sarà comunuque una liberazione perché l'abbiamo attesa con molta ansia. In questo momento non prendiamo in considerazione la prescrizione perché abbiamo fatto appello per avere l'assoluzione. In ogni caso la conferma del primo grado non la vuole neanche la procura generale che ha chiesto la riforma".
Pietro Federico, un altro legale di Dell'Utri: "C'è stata una vera campagna di stampa tale da condizionare la Corte. Non si è mai vista una Corte fare un comunicato stampa", e ancora, "L'appello è stato trasformato in un campo di battaglia è stato alquanto irrituale leggere oltre al comunicato della Corte anche quelli dell'Associazione nazionale magistrati e dell'Ordine degli avvocati".
Nino Mormino, ulteriore avvocato di Dell'Utri: "Con questa sentenza si mette una pietra tombale sulla presunta trattativa tra Stato e mafia durante il periodo delle stragi. Quello che ha detto Spatuzza non è stato evidentemente preso in considerazione come voleva l'accusa".

Guarda il video "Berlusconi difende Dell'Utri e Mangano; Travaglio risponde", clicca qui.

martedì 4 novembre 2008

IL PAESE SENZA MEMORIA CHE CONSENTE A LICIO GELLI DI TORNARE IN TELEVISIONE

Licio Gelli

Il logo di Odeon TV
"Solo Berlusconi può proseguire il mio progetto. Usi la sua maggioranza"
Licio Gelli ha presentato a Firenze il programma televisivo "Venerabile Italia" che andrà in onda su odeon TV con lo scopo di tentare una ricostruzione inedita della storia del Novecento italiano: dalla guerra di Spagna agli anni Ottanta, dalla P2 al crack del Banco Ambrosiano. Gelli ha risposto alle domande dei giornalisti nel corso di una conferenza stampa:
- a proposito di politica e del suo Piano di rinascita nazionale, il 'venerabile maestro' ha chiarito che "solo Berlusconi può proseguite il mio progetto. Usi la sua maggioranza", "l'unico che può andare avanti non perché era iscritto alla P2 ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora è in momento di debolezza perché usa poco la maggioranza parlamentare";
- a proposito dei partiti e al suo Piano, ha dichiarato che "tutti si sono abbeverati, tutti ne hanno preso spunto'' e ancora, ''i partiti veri non esistono più, non c'è più destra o sinistra. A sinistra ci sono 15 frange e la destra non esiste. Se dovesse morire Berlusconi, cosa che non gli auguro perché la morte non si augura a nessuno, Forza Italia non potrebbe andare avanti perché non ha una struttura partitica";
- a proposito della Riforma Gelmini "in linea di massima sono d'accordo con la riforma Gelmini perché ripristina un po' di ordine" e ancora, "Il maestro unico è molto importante perché, quando c'era, conosceva l'alunno. Poi il tema dell'abbigliamento è importante perché l'ombelico di fuori non dovrebbe essere consentito, e poi la confidenza tra alunno e professore dovrebbe essere limitata";
- a proposito delle manifestazioni degli studenti e delle loro occupazioni "non ci dovrebbero essere, gli studenti dovrebbero essere in aula a studiare. Nelle piazza non si studia; se viene garantita la libertà di scioperare dovrebbe essere tutelato anche chi vuole studiare, e molti in piazza non ne hanno voglia. Dovrebbe essere proibito di portare i bambini in piazza perchè così non crescono educati";
- a proposito di Dell'Utri "Marcello Dell'Utri è una bravissima persona, onesta e di profonda cultura, non credo che sia mafioso" e ancora, "c'è una sentenza che Dell'Utri si trascina dietro e che sarà tirata fuori al momento opportuno perché tutto è guidato. La magistratura prende decisioni su teoremi e non su prove e su Dell'Utri il processo non ha fatto chiarezza";
- a proposito della magistratura "se oggi in Italia c'è un potere forte, costituzionale, è la magistratura, perché quando sbaglia non è previsto risarcimento del danno";
- a proposito delle stragi e degli attentati "Le stragi ci sono sempre state e ci saranno sempre perché non c'è ordine: infatti sono arrivate dopo gli anni '60. Se domani tornassero le Br ci sarebbero ancora più stragi: il terreno è molto fertile perché le Br potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della povertà che c'è nel paese";
- a proposito della Massoneria "in Italia poteri forti ora non ce ne sono e non ce ne sono mai stati. Oggi la massoneria non esercita nessun potere. Ci sono tre, quattro comunioni che contano e che dovrebbero chiedere che gli elenchi dei massoni non debbano essere consegnati al commissariato" e ancora, "la P2 era riservata, non segreta, ed è stata perseguitata per distogliere l'attenzione da altre questioni";
Ritengo che soltanto un Paese come il nostro, senza memoria possa permettere che Licio Gelli rilasci dichiarazioni di questo tenore. Facciamo qualche accenno alla storia della P2 per schiarirci un pò le idee.
"La P2 viene scoperta nel 1981 quando, indagando sul caso Sindona, i magistrati di Milano Turone e Colombo, sequestrano un elenco di 953 nomi (tra cui Berlusconi), per lo più esponenti politici, alti ufficiali, personaggi del mondo economico ed uomini dei servizi segreti. Licio Gelli ed alcuni suoi 'consulenti' avevano stilato un Piano di Rinascita Democratica che prevedeva il controllo dei mass-media, la normalizzazione dei sindacati, il controllo della Magistratura, il rafforzamento in senso autoritario del potere istituzionale. La Loggia P2 si delineava così come un potere parallelo, forse addirittura in grado di promuovere e gestire la strategia della tensione, mirata a minare la struttura democratica del nostro Paese. Il dubbio che a tutt’oggi rimane è che in realtà quella che è stata scoperta, sia soltanto una parte, e che il potere cospirativo ed occulto della Loggia sia continuato negli anni. Molte le dichiarazioni inaccettabili, tra quelle recentissime, di Licio Gelli. Ad esempio: “sono nato fascista e morirò fascista”. E soprattutto l’attacco ad una delle migliori espressioni della democrazia Italiana, Tina Anselmi. Una donna non da prendere in giro, ma una persona a cui va il ringraziamento dell’Italia intera" (estratto da una dichiarazione dell'On. Mattesini).
E' mai possibile che in Italia un personaggio come Licio Gelli si permetta ancora di attaccare la magistratura, dare consigli e dispensare giudizi? E' mai possibile che siamo tutti così anestetizzati da non renderci conto di quello che sta accadendo? Non vi sembra strano che dal Governo non sia uscito alcun commento (inquietante la dichiarazione di Marcello Dell'Utri "La P2 è una cosa che è stata montata per non parlare d'altro. Certo, esisteva per fare affari, ma è stata sempre strumentalizzata, da 40 anni a questa parte. Non si è mai voluto mettere la parola fine. Non c'è nienete da fare. E' il costume del nostro Paese: prima di cambiarlo ci vorranno generazioni")?
In un Paese senza memoria diventa sempre più facile calpestare ogni il diritto e modificare la storia. Che brutta fine...

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