martedì 15 marzo 2011

(TERNI) PROPRIETA' MERAKLON ANNUNCIA CESSAZIONE PRODUZIONE: 240 LAVORATORI LICENZIATI


Questa mattina la Meraklon ha annunciato la decisione di cessare la produzione negli stabilimenti ternani della Polymer ed ha avviato le procedure di licenziamento collettivo per i 240 lavoratori.
Eppure, solo pochi giorni fa, precisamente il 24 febbraio, sia il proprietario che il direttore generale della Meraklon - rispettivamente Giampaolo Fiorletta e Raffaello Federighi -  , uscendo dallo studio dell'avvocato Fiocchi, avrvano attaccato dipendenti, sindacati e forze politiche, ripetendo che l'azienda non avrebbe chiuso (da La Nazione del 24 febbraio 2011, "Fiorletta 'braccato' dagli operai, se ne va con la Digos", di Stefano Cinaglia).
L'imprenditore Fiorletta: "La Meraklon non va strumentalizzata, l'azienda non ha problemi ma deve essere lasciata in pace. Ed invece i lavoratori, strumentalizzati da sindacati e forze politiche, vogliono fare della Meraklon un caso nazionale. La Basell ha già detto che non vende, ad oggi non c'è speranza che venga riattivato il sito. Ma Meraklon non si tocca, abbiamo dato la disponibilità a vendere ma nessuno si è fatto avanti. Insomma Basell è ferma e così vuole restare, Meraklon invece lavora e all'improvviso vengono bloccati camion carichi di merce. A noi non ci aiuta nessuno, anzi dobbiamo difenderci dai nostri stessi dipendenti".
Il direttore generale, Raffello Federighi, candidato alle scorse amministrative nella Lista Baldassarre: "La fermata della produzione è in relazione agli ordini, è una cosa già fatta in passato e non è certo il caso di drammatizzare. Ci siamo stupiti della convocazione del prefetto, che ringraziamo per l'interessamento, di venerdi e lunedi scorsi. Sindacati e istituzioni ci hanno fatto una proposta bizzarra per poter comprare il polimero: ma la nostra è una riduzione produttiva programmata per un riallineamento, non per mancanza di risorse. Non credo, lo dico a livello personale, che la trattativa tra la new.co capeggiata da Novamont e Basell possa avere esito positivo". "Stento a capire - continuava Federighi - i motivi dell'agitazione sindacale. Non presentiamo il piano industriale? Pura ipocrisia. Facciamo regolarmente relazioni annuali: quando intorno ad un tavolo si siederanno con noi istituzioni e banche, che dal 2007 ci hanno revocato gli affidamenti, presenteremo il piano".

La notizia arriva comunque dopo pochi mesi dalla chiusura degli impianti della Lyondell Basell i cui operai avevano marciato, la scorsa settimana, a Roma.

Leopoldo Di Girolamo, Sindaco di Terni: "L'avvio delle procedure di mobilità decretato dalla proprietà per tutti i lavoratori della Meraklon è una provocazione di chi con questo atto dimostra di non avere a cuore l'azienda, la sua produzione, l'occupazione".
Sergio Cardinali, Filctem Cgil: "La decisione comunicata oggi ci deve far guardare all'appuntamento di domani in maniera diversa", "oggi abbiamo sulle spalle il futuro di 240 lavoratori, c'è un problema oggettivo che bisogna risolvere complessivamente. Per questo è giunto il momento di velocizzare i tempi nel trovare una soluzione per tutto il polo chimico".
Orlando De Santo, Orsa: "Il paradosso è che le commesse ci sono, soprattutto nella linea fiocco, però l'azienda ha deciso di chiudere. Abbiamo commesse per tutto il mese di marzo e buona parte di aprile, consideri cha dobbiamo ancora evadere parte degli ordinativi di febbraio, però chiudiamo". "Agli ordinativi - ha aggiunto il sindacalista - Fiorletta ha risposto con una fermata generale, motivata per una non meglio precisata, gestione aziendale".

Ugl: "Siamo si fronte ad una situazione senza precedenti, a dir poco paradossale dove l'impresa prima dichiara la buona salute dell'azienda smentendosi due giorni dopo con una richiesta di cassa integrazione fino ad arrivare alla mobilità di oggi". "Gli operai della Meraklon - continua Riccioni dell'Ugl - sono tutti padri e madri di famiglia con un'età media compresa tra i 35 e i 45 anni a cui sono stati rubati il futuro e la serenità. Se il Comune di Terni, la Provincia, la Regione e il Governo non daranno seguito ad una forte presa di posizione politica ed economica nei confronti dei vertici aziendali Meraklon e del polo chimico ternano nel suo complesso, a breve potremo scrivere la parola fine per l'industria chimica in Umbria".
Raffaele Nevi e Alfredo De Sio, Pdl: "Sconcerto e preoccupazione per la decisione della Meraklon di aprire la procedura di mobilità dopo che per molto tempo si erano tranquillizzati i dipendenti anche attraverso interventi pubblici che mai avrebbero presagito scenari di questo tipo". I due esponenti del Pdl hanno continuato: "l'azienda torni sui suoi passi e avvii un tavolo con le forze sociali anche in vista dell'incontro di domani al Ministero dell'Industria dove la stessa azienda dovrà far capire di essere disponibile a sostenere ogni soluzione che abbia al primo posto la tutela delle maestranze, il loro futuro occupazionale ed il consolidamento del polo chimico ternano".


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