sabato 28 febbraio 2009

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE


Anche il barbaro ternano aderisce all'appello di Massimo Fino e Marco Travaglio a difesa della Costituzione. Firmate tutti cliccando sul link nella pagina laterale del blog.

venerdì 27 febbraio 2009

PARTE LA CAMPAGNA ELETTORALE DI ENRICO MELASECCHE


Solo 100 giorni e Terni rinasce, questo lo slogan scelto da Enrico Melasecche per inaugurare la sua campagna elettorale da candidato Sindaco di Terni.

Il Comitato elettorale ha inviato un comunicato che di seguito riportiamo:
"Questo è un invito ed è rivolto a chi crede che Terni debba rinascere col contributo di tutti.
Per risolvere i problemi locali non esistono destra o sinistra: c’è soltanto Terni, una città da ricostruire con idee forti, impegno serio e alto senso civico.
Questo invito è rivolto a chi ha visto i propri figli emigrare lontano mentre altri erano assunti nel Palazzo dei privilegi -e nei palazzetti satellite. A chi ha atteso mesi e anni per ottenere un’autorizzazione. A chi ha pagato -senza alzare la voce- le multe a raffica della ZTL. A chi è stato tagliato fuori dagli appalti perché non ha la tessera giusta. A chi ha sopportato in silenzio anni di ingiustizie.
Questo invito è rivolto alle donne, agli operai e agli imprenditori, agli impiegati, agli studenti, ai pensionati e ai disabili. Questo invito è rivolto ai tantissimi che non vogliono arrendersi pur sapendo che i loro problemi mai sono stati oggetto di interesse da parte della locale casta al potere.
E’ un momento irripetibile: ognuno può partecipare alla costruzione di questo nostro comune destino facendo attività politica da volontario o da candidato o semplicemente offrendo il proprio contributo in termini di idee per la città.
Tra appena 100 giorni, gli attuali amministratori torneranno alle precedenti occupazioni e Terni potrà rinascere.
Dopo il decennio del declino, un’alba nuova sta per sorgere perché c’è una Terni migliore di quella che abbiamo visto finora.
C’è una Terni migliore di quella fatta da questi assessori, pronti a ricevere cospicue indennità dando in cambio tutta la loro incompetenza, indebitando la città fino al 2034.
C’è una Terni migliore, seria, preparata, slegata da logiche di partito ma innamorata della città e del suo futuro.
C’è una Terni piena di energie ma emarginata da sempre. E’ a questa Terni che, con Melasecche sindaco, i cittadini daranno voce.
L’appuntamento è per domani pomeriggio, sabato 28, alle ore 17, Largo Villa Glori

Comitato “Cambia con tutta la tua forza”per Enrico Melasecche
candidato sindaco di Terni 2009-2014

Terni, 27 febbraio 2009
"

domenica 22 febbraio 2009

SE GLI 'AMICI' DI 'SANTA FILIPPA' CONQUISTANO 'RAISET'

Marco Carta, vincitore di Sanremo e di 'Amici di Maria De Filippi'

Maria De Filippi e Paolo Bonolis

Non mi sarei mai aspettato di dover commentare una notizia relativa al Festival di Sanremo, invece mi ritrovo insieme a molti altri italiani - non di certo i giornalisti o i molti che compaiono in tv - a criticare qualcosa che non conosco, non amo e non vedo.
Lo ammetto, non sono uno dei molti che guarda i programmi televisivi di cui trattiamo. Quindi, con orgoglio, posso affermare di non  guardare: "Amici di Maria De Filippi", "C'è posta per te", "Uomini e donne", "Maurizio Costanzo show", "Dr. House", "Beautiful", i "C.S.I." di tutte le città, i "R.I.S.", "Colorado", i "Grande Fratello" tutti i numeri, "Centovetrine", "Paperissima", "La corrida", "La ruota della fortuna", "pomeriggiocinque", "Questa domenica", "Tempesta d'amore", "Saturday Night live", "Scherzi a parte", "Stranamore", "Stricia la notizia", "Walker Texas Ranger", "Sentieri". Non pensate, a questo punto, che non guardi soltanto i programmi Mediaset, non guardo nemmeno: "Sanremo", "Domenica in", "Affari tuoi", "Incantesimo", "La vita in diretta", "Voyager", "N.C.I.S.", "X Factor", "protestantesimo" e tanti altri che ora non ricordo. Avrei sicuramente fatto prima ad elencare i programmi che guardo e che mi piace guardare. A pensarci bene, ora lo faccio: "Report", "Ballarò", "Parla con me", "Passepartout" e quando capita "La storia siamo noi".
Sto divangando. Il motivo principale che mi ha spinto a scrivere questo post è un altro. Odio la telecrazia imperante ed odio il potere che ne deriva però devo necessariamente farci i conti. 
Devo farci i conti perchè ormai siamo ridotti a dover accettare addirittura che la Rai, dopo aver malamente copiato il palinsesto Mediaset, ora si avvii verso un'alleanza stabile con la televisione del premier (cfr. tentativo di realizzare una piattaforma digitale Rai-Mediaset per contrastare Sky).
L'unica cosa che mi chiedo è se a qualcuno di coloro che guardano la televisione sia apparso, quantomeno, strano che a Sanremo siano giunti due concorrenti che hanno partecipato ad "Amici di Maria De Filippi" (uno ne è stato vincitore) e a dare una mano al conduttore sia andata addirittura 'Santa Filippa'. 

venerdì 20 febbraio 2009

UDC, SONO SEMPRE PIU' INSISTENTI I CORTEGGIATORI DEL PD




Proprio a pochi chilometri dalla nostra città, a Todi, si è da poco conclusa la prima giornata del settimo seminario nazionale di cultura politica "Dove sono oggi i liberi e forti?" organizzato dalla Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato. 
L'intera Udc ha partecipato all'appuntamento, interessantissimi gli interventi di Bruno Tabacci, di Savino Pezzotta, del segretario Cesa. Ma ancora più importanti quelli degli esponenti del Pd intervenuti. Francesco Rutelli dichiara che tra l'Udc e il Pd ci sono assonanze su moltissimi temi e che "dobbiamo unirci sulla crisi" per poi vedere se... Enrico Letta: "Il nuovo centrosinistra non può prescindere dall'alleanza tra il Pd e l'Udc" e ancora, "Non è più tempo di dividere l'elettorato in due parti di una mela. Io sono convinto che il Paese è diviso in tre parti uguali: ci sono i progressisti, i moderati e i populisti. In questo momento storico ritengo che moderati e progressisti devono lavorare insieme. Il populismo non si annida soltanto a destra ma anche nel voto dato a Di Pietro".
Per ora non c'è nessuna apertura ufficiale da parte del partito della vela. Soltanto il gruppo della rosa bianca (Tabacci, Pezzotta), come era prevedibile, auspica un avvicinamento. Per qualche novità siamo costretti ad aspettare il discorso conclusivo che Pierferdinando Casini terrà domani alle 12.30. 

BALDASSARRE DIFENDE VILLARI

Antonio Baldassarre

Riccardo Villari
Il caso Villari non si è ancora concluso. Come avviene per i "grandi resistenti" alle dimissioni della storia italiana, specialmente per quelli legati alla Rai - che ne siano Presidenti o che siano Presidenti della Commissione di vigilanza -, non è mai facile uscire di scena.
L'ultima notizia è che "il senatore Riccardo Villari, assistito dall'avvocato Antonio Baldassarre, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale, secondo quanto si è appreso, sollevando il conflitto di attribuzione contro le decisioni dei presidenti della Camera e del Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, a seguito dello scioglimento della commissione parlamentare di vigilanza e della sua rimozione da presidente. Baldassarre, già presidente del Cda Rai nel 2002 e in precedenza presidente della Corte costituzionale, ha depositato ieri mattina il ricorso, cioè una relazione di 37 cartelle" (ANSA del 19/02/2009, 13.59).
Riccardo Villari continua, dunque, a resistere e non poteva trovare 'difensore' migliore. Uno di quelli che viene citato in tutti gli articoli che parlano di 'poltrone incedibili' e difficili dimissioni e che, per di più, è stato anche Presidente della Consulta.
A riguardo cito un recente articolo di Mario Ajello apparso sul Messaggero a novembre dello scorso anno in cui il giornalista parlando della vicenda Villari dichiara "Pur di non mollare il posto, ci si appella a cavilli giuridici, al senso di 'responsabilità istituzionale' (come Riccardo 'cuor di leone' Villari), al bene della nazione, alla Ragion di Stato, alla tigna dell'Ego...", e ancora, "E Baldassarre, o Baldapapà? Ad Antonio Baldassarre, Presidente della Rai dal 2002, il nomignolo deriò dal 'sentimento paterno' che confessò di provare per una giovane starletta, Francesca D'Auria. Ma il meglio lo diede nella capacità di barricarsi a Viale Mazzini, mentre perdeva un pezzo di Cda al giorno. A un certo punto, rimasero in tre: e si parlò di 'triciclo'. Che poi diventa un 'Cda smart', ovvero a due posti, perchè lascia anche il centrista Staderini. Ma Baldapadre e il leghista Albertoni non mollano: 'Siamo gli ultimi giapponesi e ci salutiamo così: sayonara!'. Dal loro bunker del Settimo Piano, diramano dispacci del tipo: 'Siamo nella pienezza di poteri!'. Dopo tanto tempo, s'arrenderanno. Perchè questa è la sorte dei grandi resistenti..." (l'articolo è di seguito riportato integralmente).

Il Messaggero del 17/11/2008, di Mario Ajello "Rai, il fascino della poltrona incedibile"

martedì 17 febbraio 2009

WALTER SI E' DIMESSO, PARTITO DEMOCRATICO NEL CAOS



Walter Veltroni si è dimesso. Dopo sedici mesi di sconfitte ha deciso di lasciare la guida del partito da lui creato, quel partito democratico che avrebbe dovuto rinnovare l'intero panorama della politica italiana e che, invece, è riuscito soltanto a consegnare il Paese a Silvio Berlusconi e a distruggere la sinistra tutta. Per "salvare il partito", dichiara, si assume le sue responsabilità. Ora si apre la fase più difficile, a pochi mesi dalle elezioni amministrative e dalle europee occorre scegliere un successore, almeno temporaneo.
Quello che avrebbe dovuto essere un sogno si è trasformato nell'incubo peggiore del buon Walter. Chi l'avrebbe mai detto. In sedici mesi lascia un partito allo sbando, senza una vera identità, senza valori condivisi, senza nemmeno un linguaggio comune. Diessino ma anche margheritino, cattolico ma anche laico, moderato ma anche radicale, il partito democratico è tutto e niente, senza identità. 
In questo clima le reazioni solo le più diverse. Ermete Realacci dichiara: "Ritengo le dimissioni di Veltroni un atto sbagliato perchè non vedo nel Pd oggi una sintesi possibile da Veltroni", Antonello Soro "Ora il partito ha la necessità dell'impegno di tutti. I passi successivi si decideranno collegialmente", il sindaco di Torino Chiamparino "Ci vuole un esercizio di leadership forte, non è questo il momento delle dimissioni", Massimo D'Alema "E' una situazione molto delicata che credo dovrà essere affrontata con senso di responsabilità nei luoghi appropriati", la Lanzillotta "Tutti quelli che hanno creduto e lottato per questo grande progetto non meritavano di essere abbandonati. Il progetto ora va avanti, ma certo da oggi tutto sarà più difficile". 
Al di fuori del Pd le reazioni sono anche più pesanti anche se troppo scontate quelle del Pdl. Antonio Di Pietro è come se avesse visto confermata la sua linea politica e dichiara "L'Idv sale, il Pd scenda. Questo dimostra che quando si sta all'opposizione, si fa opposizione non ammuina. L'unica vera opposizione siamo noi dell'Italia dei Valori. Il Pd è stato sconfitto perchè non si sa se è maschio o femmina, carne o pesce", "le dimissioni di Veltroni sono un atto dovuto che gli fa onore. Certo è che ora qualcuno deve spiegarci perchè la colpa era dell'Italia dei Valori".
Domani Veltroni spiegherà in una conferenza stampa le motivazioni che lo hanno indotto a dimettersi.


BALDASSARRE, PDL: UN RAPPORTO TRA FORMALI DISTINGUO E NECESSARI ACCORDI

Antonio Baldassarre
Ieri il Pdl e il Prof. Antonio Baldassarre hanno partecipato all'incontro "14 giugno, movimento cattolico e Pdl: una questione non aperta", organizzato dall'equipè per il discernimento ecclesiale dell'Azione Cattolica di Terni Narni e Amelia. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, che avevano visto il consiglere regionale Alfredo De Sio (AN-PDL) criticare le posizioni espresse in un documento inviato alla stampa dal presidente diocesano dell'Azione Cattolica Stefano Sereni, si è aperta la discussione.
Sono rimasto colpito principalmente da due passaggi che sono strettamente legati e rappresentano il nocciolo della questione. Il primo è quello del consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Nevi che ha tentato di criticare "quella parte del documento in cui si accusava il centrodestra di aver ostacolato poi prograssivamente normalizzato, infine fatto cadere Ciaurro"(dal Corriere dell'Umbria del 17/02/09, pg. 15 - "Il Pdl è coeso e pronto a governare" di Giuseppe Magroni). "Nevi ha ricondotto tutto alla genesi di quell'esperienza, nata da una maggioranza civica con dentro repubblicani e anche Alleanza democratica di Ayala, che è poi diventata una maggioranza di centrodestra con tutti i probelmi che dal '94 in poi aveva il centrodestra "con Forza Italia, An e Ccd che, in Italia come a Terni, dicevano cose diverse su tutto. Un centrodestra schizofrenico, diviso da personalismi che alla fine è imploso", "nessuna conitnuità con quel periodo, tra l'altro gli assessori della giunta Ciaurro non ci sono più. Alla frammentazione di ieri Nevi oppone un Popolo della libertà coeso su tutto, con una sua identità, suoi valori e suoi progetti precisi per il territorio" (cfr. stesso articolo). Il secondo quello di colui che, fino a ieri, era considerato il candidato del centrodestra e che oggi cerca una sua autonomia per rafforzare la sua leadership, il Prof. Antonio Baldassarre. "L'Azione cattolica s'interroga se la sua lista civica sia un'operazione di marketing elettorale che rimanda a dopo le elezioni, in caso di vittoria, la questione della leadership all'interno del centrodestra", "Baldassarre ha ribadito il carattere tutto civico della sua lista; un impegno nato a giugno da una sollecitazione di Ricci Feliziani e garofoli che 'mi hanno dato il loro giudizio che era molto negativo sulla città e che ho condiviso ascoltando in questi mesi imprenditori, associazioni e cittadini", "Il professore ha detto di aver ascoltato tutti i partiti, compreso il Pd, 'ma loro mi hanno chiarito che il loro candidato sarebbe stato un Pd doc, dunque uno che viene dal vecchio Partito comunista. con il Pdl il discorso è rimasto apero. Ma a loro ho detto che avrei fatto un mio programma elettorale poi lo avremmo confrontato. Questa è la storia vera" (cfr. stesso articolo).
Insomma, non mi sembra affatto che l'azione cattolica sia andata tanto lontano dalla verità nel suo documento se Nevi e Baldassarre sono riusciti nello stesso incontro a dire due cose tanto differenti. L'unico elemento di congiunzione tra i due sembrerebbe il volontario lapsus su Melasecche, dimenticato da Nevi quando afferma "tra l'altro gli assessori della giunta ciaurro non ci sono più" e da Baldassarre quando ricorda come è nata la sua lista civica. Ma questo è normale, d'altronde siamo in campagna elettorale.
Proprio per questo però, cioè ricordando che siamo in campagna elettorale, occorre mettere più attenzione nell'interpretazione dei due passaggi sopra riportati.
E' naturale che Baldassarre cerchi una distinzione forte con il Pdl, perchè altrimenti rischierebbe di perdere i voti importantissimi degli scontenti che alle scorse elezioni avevano votato Raffaelli. Vero è, però, che non può non contare sull'appoggio del Pdl. Appoggio che dovrebbe fondarsi su un accordo programmatico.
Insomma, da quanto detto mi sembra evidente che nessuno dei due sia stato in grado di smontare le tesi dell'Azione Cattolica. Al contrario, mi sembra che tali tesi si siano rafforzate.
E' rafforzata l'idea che il centrodestra abbia "ostacolato poi progressivamente normalizzato, infine fatto cadere Ciaurro" dalle stesse parole del consigliere regionale che hanno soltanto descritto l'iter dell'implosione ma che non hanno dimostrato che questo non potrà non avvenire. Infatti, nel caso di vittoria, la coalizione vincente non sarà formata soltanto dal Pdl che, secondo lui, è "coeso, con una sua identità, suoi valori e suoi progetti" ma anche da una forza civica che dovrà essere ostacolata, normalizzata... A meno che il Professor Baldassarre non riesca ad ottenere la leadership vera della coalizione, - come è stato esposto dall'Azione Cattolica - cosa, anche questa, che non mi sembra sia stata dimostrata.

lunedì 16 febbraio 2009

IN SARDEGNA CAPPELLACCI IN VANTAGGIO, IL PRESIDENTE "CI HO MESSO LA FACCIA IO..."


Una campagna elettorale sbilanciatissima, fatta in prima persona da un premier che per sua stessa ammissione dichiara: "Se perdo, perdo io. Ma non vi preoccupate vinciamo. Ci ho messo la faccia io...". Questi che potrebbero essere gli ingredienti di un romanzo di Saramago, sono la realtà tutta italiana delle elezioni in Sardegna. 
Per ora il risultato delle prime sezioni scrutate da in vantaggio il candidato del Pdl Cappellacci contro quello del Pd Soru. Il risultato delle coalizioni, se dovessero confermarsi i dati, segnerebbero una vittoria del Pdl che, con l'apporto dell'Udc (9,3%), sfiora ancora il 50%, mentre la coalizione del Pd sfiorerebbe il 42%.
Oltre le sproporzioni denunciate all'inizio del post, comunque, la Sardegna offre interessanti spunti per le future alleanze. Il Pd dovrebbe iniziare ad accelerare l'avvicinamento all'Udc che, ora, potrebbe rappresentare l'ago della bilancia in molte altre competizioni elettorali.  



ANCORA UNA STRETTA ALLA NOSTRA LIBERTA'


La novità di oggi è che con due emendamenti al ddl intercettazioni approvati alla Camera vengono introdotte due nuove figure di reato, quella della pubblicazione di intercettazioni per le quali "sia stata ordinata la distruzione" e quella per la pubblicazione di intercettazioni "espunte" ossia riguardanti gli estranei alle indagini e quelle "irrilevanti". Per queste nuove fattispecie di reato è previsto il carcere da uno a tre anni anziché una contravvenzione.
Verrà inoltre vietata la pubblicazione di nomi e immagini dei magistrati in relazione ai processi che stanno seguendo. Questa scelta perchè i "giudici abbiano il volto del loro provvedimento e non il contrario, che i provvedimenti abbiano il volto del giudice" (On. Francesco Paolo Sisti che ha presentato l'emendamento alla Commissione giustizia della Camera).
Dopo avere il colpo di scure dato ad un prezioso strumento di indagine come quello delle intercettazione, ora si dà una nuova stretta alla nostra libertà. Limitando il diritto di cronaca si limita anche il nostro diritto di informazione e con esso "il controllo democratico dei cittadini sull'attività giudiziaria" (Donatella Ferranti, PD).

venerdì 13 febbraio 2009

NEWS ELEZIONI: I PEZZI DELLA SINISTRA SI UNISCONO PER UNA SINISTRA A PEZZI











Quattro scampoli della sinistra si uniscono e creano una nuova lista unitaria per le prossime amministrative. Il Partito socialista, Sinistra democratica, il Movimento per la Sinistra e l'associazione Unire la Sinistra (questi ultimi due corrispondenti ai fuori usciti di Rifondazione e del Pdci) e i rispettivi responsabili (Vittorio Piacenti D'Ubaldi, Giuseppe Ricci, Attilio Urbani e Alberto Sabatini) hanno annunciato la formazione della lista che, probabilmente, prenderà il nome di "Sinistra per Terni" criticando il Pd e il Pdl. "profonda preoccupazione per lo stato della coalizione di centrosinistra a Terni e in provincia, con particolare riferimento alla situazione che si è venuta a creare con candidature contrapposte all'interno del Pd, frutto più di tatticismi e giochi di potere fra le varie componenti dello stesso partito che di reale volontà di confronto fra idee e programmi diversi. E' convinzione diffusa che il permanere di questo stato di incertezza e di assenza d'iniziativa del centrosinistra possa realmente aprire la strada all'affermazione di operazioni trasformistiche come quella guidata da Antonio Baldassarre per il Comune di Terni", inoltre, "rammarico per il fatto che la coalizione non abbia perseguito con la necessaria convinzione il lavoro di costruzione di un programma condiviso per il Comune di Terni, e non abbia preso in considerazione la proposta della sinistra di avviare, per la Provincia, un percorso verso il programma e verso una individuazione condivisa del candidato presidente. E' ormai necessario e ineludibile uno scatto in avanti delle forze che intendono riaffermare, rinnovare e semplificare lo spirito del centrosinistra".
L'idea è quella di creare questa lista per concorrere alle prossime amministrative "con un'unica lista ed un unico simbolo" forse apparentati al Pd forse no.



giovedì 12 febbraio 2009

STASERA PARTE STRAVALENTINO.



Questa sera inizia "Stravalentino - L'altrofestival", alle ore 21.00 presso il Rendez-vous l'inaugurazione.


Come leggiamo nello stesso programma della manifestazione, Stravalentino "nasce 'in alternativa' e 'in contemporanea' agli Eventi Valentiniani, una volta di dominio pubblico e ora inaccessibili". Nasce dunque, per ammissione degli stessi organizzatori, contro qualcosa. Per questo non posso stupirmi delle polemiche di questi giorni. Non posso perchè ritengo che la volontà principale fosse quella di sollevarle. Tale volontà è manifesta, dichiarare "Riteniamo infatti, che piuttosto che impiegare il denaro dei cittadini in grandi concerti a pagamento e in costose installazioni video, sia meglio investire in piccoli e numerosi eventi di qualità, gratuiti, in grado di dare spazio alle forze artistiche del territorio e, soprattutto, non intellettualistici, ma pensati per la gente" è come voler criticare apertamente un certo modo di concepire l'arte con il rischio di scadere in pericolose ed anacronistiche 'visioni' inaccettabili in un paese moderno. Il nome stesso della manifestazione riporta alla mente movimenti intellettuali degli anni venti e trenta, in particolare "Strapaese" di cui furono promotori e massimi esponenti, Mino Maccari con la rivista "Selvaggio", Leo Longanesi con il quindicinale "L'Italiano" e Curzio Malaparte. Movimenti che erano volti "a difendere la tradizione nazionale contro le tendenze della cultura aperta a influssi stranieri", "...costituisce una chiave d'interpretazione delle complesse relazioni che l'arte instaura con il territorio e la politica nel momento del "ritorno all'ordine" che caratterizza il regime fascista italiano e più in generale l'europa degli anni venti" (http://it.wikipedia.org/wiki/Strapaese).

Ora, spero che la volontà della Direzione del festival non fosse quella di ricollegarsi apertamente a tali movimenti ma credo che sia ugualmente preoccupante. In un paese come l'Italia e, in particolare, in una città come Terni sono già troppi gli influssi 'provincializzanti' e non ritengo sia giusto, anzi credo sia veramente pericoloso, coltivarli. Non avrei mai creduto di tornare a leggere concetti effimeri come "l'arte per l'arte" e l'arte "per la gente" che, per puro scopo demagogico, vengono utilizzati a giustificazione della creazione di un festival povero di idee.
Questo che va ad iniziare non sarà un festival popolare ma un festival pensato per la gente, non, quindi, un festival della gente che prenda spunto dalla tradizione popolare. Con quale presunzione si pensa per la gente? Perchè dovremmo chiuderci ancora di più nel nostro piccolissimo, infintesimale spazio? Quale risultato si potrà ottenere se non una regressione culturale verso un nazionalismo populista anche in campo culturale? Possiamo permettercelo?
Questo solo alcune delle domande che vorrei porre agli organizzatori della manifestazione.

mercoledì 11 febbraio 2009

NEL PD E' SCONTRO TOTALE SULLE PRIMARIE

All'interno del Partito Democratico lo scontro è totale. Dopo le autocandidature della scorsa settimana che hanno fatto emergere il conflitto tra ex Ds ed ex Margherita, ora è la volta dei conflitti tra i dirigenti locali e quelli nazionali del partito.
Secondo le indicazioni ricevute sia dal "triumvirato degli enti locali composto da Fioroni, Fontanelli e Migliavacca" (Corriere dell'Umbria, 11/02/09 - "Pd: primarie appese a un filo" di Federico Zacaglioni)che dalla Bruscolotti lo Statuto del Pd approvato a Terni che avrebbe previsto primarie aperte a più candidati del Pd sarebbe inefficace. Quindi andrebbe utilizzato lo Statuto nazionale.
Insomma non ci si capisce più niente. Tra spaccature, mancanza di leadership, mancanza di regole e mancanza di contenuti, il centro-sinistra ternano, ma non solo, se vuole tentare di vincere alle prossime elezioni amministrative, dovrà rimboccarsi le maniche e trovare un accordo al suo interno almeno per la scelta del candidato...

PER SAN VALENTINO L'ASSOCIAZIONE RINNOVIAMO INSIEME TERNI PRESENTA UN FILM SULLA DISABILITA'


Il 13 febbraio alle ore 16.30, l'Associazione "Rinnoviamo Insieme Terni" organizza un nuovo appuntamento. Al Cityplex verrà proiettato il film "Ti voglio bene Eugenio" (2002) alla presenza del candidato sindaco Antonio Baldassarre, del regista del film Francisco Josè Fernandez e dell'attore protagonista Giancarlo Giannini. Alla proiezione seguirà un dibattito sul tema "Disabilità amore ed emozioni".
N.B. La trama, il cast e i dati tecnici del film sono disponibili al seguente link http://www.filmfilm.it/film.asp?idfilm=22049

sabato 7 febbraio 2009

NEWS ELEZIONI: SE IL DISCERNIMENTO DEI CATTOLICI OFFENDE IL PDL...



Mentre il centro-sinistra ternano è alle prese con una resa dei conti interna per le candidature, il centro-destra discute con l'Azione Cattolica. L'intervento del consigliere regionale del Pdl, Alfredo de Sio, pubblicato oggi dal Corriere dell'Umbria, non lascerebbe adito a dubbi. "I cattolici non cedano alla tentazione del qualunquismo" dichiara l'ex di Alleanza Nazionale.
Ma cosa avranno mai fatto questi cattolici per meritarsi questo trattamento? In un documento inviato alla stampa dall'Azione Cattolica di Terni Narni Amelia, più precisamente dalla finora sconosciuta èquipe diocesana per il discernimento ecclesiale, che dovrebbe servire per preparare un dibattito "movimento cattolico e Pdl", si legge:
"Le culture politiche del centrodestra presentano infatti, anche a Terni, un elemento di convergenza rispetto alle culture politiche del centrosinistra a proposito di quella che possiamo convenzionalmente definire questione cattolica", "...l'intera questione del rapporto tra cattolicesimo e politica si riduca al solo capitolo del rapporto tra elettori 'cattolici' e classe politica", "le posizioni assunte oggi dal Pdl sembrano persino un pochino più arretrate di quelle del togliattismo", "Sbandierando a intermittenza i 'valori cattolici', il centrodestra si rivolge consapevolmente alla componente conservatrice del voto dei 'cattolici', fino a porsi spesso in contrapposizione con la cultura della libertà religiosa e della ispirazione religiosa del movimento cattolico", "...come altrimenti il centrodestra potrebbe ospitare culture politiche chiuse e paternalistiche nei confronti della questione dell'immigrazione se non ignorando il patrimonio del movimento cattolico?", "dalla recente storia ternana viene una lezione che in questa fase gli attori politici e l'intera opinione pubblica cittadina potrebbero trovare assai utile meditare. Essa è per l'appunto costituita dalla difficoltà del Pdl ternano di accettare un confronto 'vero' con il movimento cattolico". Per quelo che riguarda l'esperienza Ciaurro: "il centrodestra ternano sa di non aver prodotto Ciaurro, o almeno di non averlo prodotto in solitudine. Sa anzi di averlo quasi ricevuto in eredità, di averlo anche ostacolato, poi progressivamente normalizzato, infine fatto cadere", "la 'inutile' vittoria del centrodestra su Ciaurro si consumò al volgere del primo anno di vita di quell'esperienza di governo ed a farne le spese furono le politiche che la prima giunta Ciaurro aveva posto in essere, secondo una linea tendenzialmente riformista, contro i conservatorismi di destra e di sinistra ma senza ideologie neocentriste, in piena fedeltà alla cultura del maggioritario". Per quanto riguarda la situazione attuale: "Il Pdl ternano ha dedicato, in questi mesi, solo silenzio rispetto all'agenda del 14 giugno", "buona parte della leadership dell'attuale Pdl è ancora costituita da esponenti dell'operazione di normalizzazione dell'esperienza della prima giunta Ciaurro. Per fare solo un esempio, perchè dovremmo aspettarci che il Pdl privatizzi oggi le farmacie comunali quando la sua classe dirigente è la stessa che frenò le istanze di liberalizzazione della prima giunta Ciaurro?", "Cos'è oggi la Pdl a Terni? Certo un partito essenzialmente elettorale. Ma è un'organizzazione politica di molti o di pochi?", "come ricordare, infine, il valore simbolico e la funzione aggregante assegnata dal Pdl a politiche della sicurezza urbana che hanno il sapore del populismo e della chiusura?". Per quanto riguarda la lista civica Rinnoviamo Insieme Terni che dovrà sostenere la candidatura Baldassarre: "In questo quadro, che senso ha la lista civica che si costruirà attorno alla candidatura di Baldassarre, una lista che finirà inevitabilmente per apparentarsi con il Pdl? Si tratta di un'operazione di marketing elettorale? Mostra l'autonomia o, con più probabilità, la debolezza della candidatura Baldassarre?", "Si tratta di una candidatura di trasformazione o di una candidatura di contrattazione?"
Non si tratta certamente di dichiarazioni di poco conto anche se vanno prese con le dovute cautele. Secondo me, però, il Pdl dovrebbe meditare più a fondo senza mostrarsi offesa e senza liquidare la questione, come credo stia tentando di fare, con poche righe su un giornale...

SILENZIO PARLA CACCIARI. IL GAZZOLI STRAPIENO PER IL FILOSOFO


Era un Gazzoli strapieno di giovani quello che ha accolto, ieri sera, Massimo Cacciari intervenuto alla celebrazione del decennale del seminario filosofico dell'Istess. Il tema di quest'anno era "Il desiderio tra essere e avere".

E FINALMENTE SPUNTANO I CANDIDATI...


Carlo Liviantoni

Leopoldo Di Girolamo


Fabio Paparelli



Feliciano Polli
Quasi non ci speravo più. Abituati come siamo a finte primarie ed accordi strategici, la mossa di Fabio Paparelli finalmente smuove le acque. Passiamo da un candidato unico della sinistra allo scontro tra le due correnti principali del Pd. Carlo Liviantoni il democristiano in salsa rosa e Feliciano Polli il Vice quasi fantasma si presentano alle primarie del Pd, rispettivamente come candidato sindaco e candidato presidente della provincia contro Leopoldo Di Girolamo, Fabio Paparelli e Giuseppe Metastasio.
Certamente la spaccatura nel Pd non è poi così netta. Con la nascita del partito le due correnti non sono più così chiare e limpide. Esistono anche esponenti dell'ex Margherta che appoggiano esponenti degli ex Ds. Ma il rischio di qualche fuoriuscita spettacolare è sempre più possibile.
Per settimane gli ex democristiani giravano per la città dichiarando infuriati che, a Terni ma non solo, "il Pd sono gli ex Ds" e quindi si potrebbe anche fare marcia indietro. Qualcuno aveva anche pronto il nome di una lista nuova che avrebbe appoggiato un candidato ex democristiano "Democratici e popolari per Terni".
Staremo a vedere, non mi sembra comunque la strada giusta per andare in paradiso...

giovedì 5 febbraio 2009

FABIO PAPARELLI SI E' AUTOCANDIDATO PER LA PROVINCIA

Fabio Paparelli



Questa mattina Fabio Paparelli si è autocandidato, nel corso di una conferenza stampa, a Presidente della Provincia di Terni. Dopo l'annuncio dell'assessore all'ambiente e alla protezione civile si faranno le primarie? L'autocanidatura aprirà fratture con gli ex della Margherita? Intanto una cosa è certa, l'appoggio dell'area diessina c'è quasi tutto. Vedremo cosa accadrà...

E MELASECCHE FA IL MAGO IN CONSIGLIO COMUNALE PER BLOCCARE I CONCORSI CLIENTELARI


Ieri, durante l'ultimo Consiglio comunale, il consigliere Udc Enrico Melasecche sembrava un mago della televisione. Dopo aver presentato due interrogazioni si è alzato con in mano due buste sigillate "già depositate dal notaio" contenenti i nomi dei prossimi vincitori dei concorsi "di fine mandato" organizzati dal Comune (uno da dirigente ai servizi informatici e uno di avvocato all'ufficio legale).
"Le apriremo alla conclusione dei concorsi e prenderemo tutte le iniziative del caso. A Terni deve tornare un minimo di rispetto della legge e dell'etica pubblica. Siamo contrari in generale ai concorsi di fine mandato, lo dicemmo in tempi non sospetti, quando si ventilava l'ipotesi di assumere il capo Ufficio gabinetto di Ciaurro, e lo ripetiamo oggi in assoluta libertà di giudizio. Se Raffaelli pretende di assumere i propri collaboratori di fiducia con concorsi già targati mentre se ne sta andando di corsa, il comune dovrebbe sottoscrivere altri mutui o mettere altre tasse e questo non lo consentiremo. Siamo assolutamente contrari al clientelismo imperante, soprattutto se condito, come al solito da una Parentopoli ormai stucchevole, senza limiti nè moralità".
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