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venerdì 2 luglio 2010

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: A VIGEVANO DUE RAGAZZE MULTATE PERCHE' SEDUTE SOTTO "SAN GIOVANNINO"


La notizia è di oggi, due ragazze di venticiquattro e di venticinque anni, sono state multate a Vigevano, in Lombardia, perché si sono sedute sotto la statua di San Giovannino, in piazza Ducale. Il comandante della polizia municipale di Vigevano, Pietro Di Troia, ha irrogato una sanzione di 160 euro.
E' scoppiata immediatamente una polemica. Il consigliere comunale del Pdl, Giampietro Pacinotti, che nella cittadina lombarda è all'opposizione, insieme al Pd, contro una giunta leghista, in un'interpellanza presentata in consiglio comunale, "rammenta alla giunta che fa parte della storia di Vigevano l'abitudine dei giovani di ritrovarsi in piazza e sedersi sui gradini del monumento a San Giovannino, costume che in decenni non ha arrecato danni a nessuno".
Gli agenti della municipale della cittadina lombarda, si difendono affermando che le due ragazze hanno violato "l'articolo 59 del regolamento di polizia" per effetto del quale "è vietato mangiare, tenere bottiglie di alcolici o bivaccare vicino ai monumenti".
Le raggazze si difendono dichiarando "non stavamo mangiando, nè bevendo, nè fumando. Eravamo semplicemente sedute a chiacchierare". Secondo loro, inoltre, mancherebbero anche i cartelli informativi del divieto.
Insomma, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe sicuramente da ridere.
Nell'Italia alla deriva di questo primo scorcio di millennio, la nuova moda italiana è quella delle ordinanze pazze. Da quando è stata data ai sindaci la possibilità di regolamentare quansiasi cosa e da quando è tornata di moda la difesa del decoro urbano, assistiamo ad un continuo vietare. La voglia di divieti riguarda le cose più assurde o le più scontate e dal Nord, da cui è partita, sta contagiando l'Italia in modo il più trasversale. Questa sorta di malattia, questo sceriffismo, è arrivata anche nella mia città, nella rossa Terni.
E' DI CERTO PIU' FACILE E PIU' COMODO VIETARE CHE AMMINISTRARE !!!

sabato 12 giugno 2010

TERNI PROIBIZIONISTA: FINALMENTE QUALCUNO PROTESTA


Cari amici, finalmente qualcosa si muove. Per settimane avevo creduto che la nostra città fosse completamente anestetizzata e non riuscisse più nemmeno a reagire con un minimo sussulto o, peggio ancora, che la cittadinanza fosse tutta d'accordo - allineata e coperta - alla deriva destrorsa, perbenista, proibizionista della nuova Giunta. 
Più i giorni passavano più la situazione peggiorava. La stampa locale era tutta schierata in difesa delle nuove ordinanze. Si moltiplicavano gli articoli con interviste di soli cittadini del centro che descrivevano la Terni irreale - pericolosa e degradata per colpa dei giovani che si permettono di uscire la sera - che, forse, avrebbe potuto giustificare tali straodirnarie misure. Si moltiplicavano i plausi e le urla di gioia sbandierate ai quattro venti degli imbalsamati e degli anziani della nostra città, in testa a tutti Porcacchia (Confcommercio).
Ora, come ho scritto all'inizio, qualcosa si muove. Inizio a sentire centinaia di persone scontente, soprattutti giovani ma non solo, protestare. I titolari dei locali del centro non riescono a capacitarsi del tenore delle nuove ordinanze. Protestano anche i circoli privati, dal Centro Sociale Germinal Cimarelli ai Centri Sociali anziani dell'Ancescao, e i movimenti giovanili dei partiti, PD compreso. Insomma, per dirla in breve, NON TUTTA LA CITTA' E' MORTA!!! 


Mi permetto di segnalare a tutti coloro che fossero interessati che presso il Centro Sociale Germinal Cimarelli è iniziata una raccolta firme per presentare una petizione ANTI-PROIBIZIONISTA.


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domenica 6 dicembre 2009

IL CONTROLLO CI RENDE FELICI? TELECAMERE, BADGE, IMPRONTE DIGITALI, ORDINANZE E DIVIETI, IL NUOVO FUTURO...


Qualche volta mi domando se sia io a vivere al di fuori del mondo, spesso mi ritrovo a rabbrividire difronte a notizie che non provocano alcuna reazione nelle persone che mi circondano. Tra questa serie di notizie ci sono quelle relative alla sicurezza. Non voglio parlare delle ronde o di tanti altri caratteristici provvedimenti 'nordisti' ma a tutta quella serie di piccole trovate che, anche da noi, ormai riempono le cronache quotidiane. Dall'introduzione del badge nelle scuole per gli alunni alle impronte digitali per accedere alle mense universitarie, dalle telecamere che ci circondano alle ordinanze e ai divieti ideati dai cosiddetti sindaci/scieriffi.
La cosa che non riesco proprio a digerire è la totale mancanza di reazione da parte della quasi totalità degli interessati da questi provvedimenti. Probabilmente sono io a non capire. Il futuro forse è proprio questo. Ma è possibile che piaccia a tutti?


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