
sabato 31 gennaio 2009
BALDASSARRE SCIOGLIE LA RISERVA E PARTE ALL'ATTACCO

venerdì 30 gennaio 2009
NEWS ELEZIONI: MELASECCHE SI CANDIDA A SINDACO DI TERNI
Ieri mattina, presso la Sala consiliare di Palazzo Spada, Enrico Melasecche ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a Sindaco di Terni con due liste apparentate. "Una - ci spiega Massimo D'Antonio, segretario provinciale dell'Udc - della nuova Unione Di Centro, il nuovo soggetto politico che nascerà dalla "Costituente di Centro" e che vedrà confluire i comitati della Rosa Bianca di Tabacci e Pezzotta e i circoli 'liberal' di Ferdinando Adornato, che potrebbe avere come capolista il Vice-segretario provinciale Gianluca Piergili o il consigliere comunale Udc Enzo Bongarzone", "l'altra sarà una lista civica fortemente innovativa, composta da giovani che hanno fatto esperienze anche fuori da Terni, che avrà come capolista Andrea Liberati, l'Obama boy eletto 'ternano dell'anno' dal sito del Comune di Terni".
L'ex vice del Prof. Gianfranco Ciaurro, partendo con una citazione di Don Luigi Sturzo dal famoso "Liberi e forti" sull'autonomia delle comunità locali, dichiara: "Nè Di girolamo nè Baldassarre vinceranno al primo turno. Per quanto riguarda l'appoggio al secondo turno non firmiamo cambiali in bianco, nulla è scontato".
"Dopo un'ora di requisitoria appassionata e argomentata contro il decennio Raffaelli" (dal "Corriere dell'Umbria" del 30/01/2009, pg. 14 - "Al momento soli poi si deciderà" di Giuseppe Magroni) che lascia "una città in apnea e senza futuro per chi non ha una tessera", Melasecche spiega i motivi della sua candidatura. Si scaglia dapprima contro la sinistra e il candidato Leopoldo Di Girolamo che, a suo dire, rappresenterebbe l'emblema della conservazione e della continuità con la Giunta uscente. Poi è il turno del candidato del centro-destra. "Ho contattato il Baldassarre, l'ho fatto scendere da Colle dell'Oro a Terni. Ma il progetto era nato in un certo modo ed è finito in modo diverso. Avrei voluto partecipare ad un progetto per cambiare Terni", "A Baldassarre chiedevamo una presenza continua tra la gente. Avevamo previsto incontri con le Associazioni, le Circoscrizioni perchè l'obiettivo non è quello di convincere i possidenti terrieri o i grandi professionisti ma anche che vive con mille euro al mese, altrimenti si torna al 29 per cento di Messi. Chiedevamo che Rinnoviamo Insieme Terni fosse un motore d'idee e progetti e invece vediamo gli incontri individuali del professore presso lo studio di un noto avvocato a corso Tacito, i caffè e i tè in casa Crescimbeni e nulla sappiamo di idee e progetto. Amicizia e stima restano inalterate ma non ci può essere un'adesione fideistica sul suo nome. Vogliamo sapere quello che pensa e con chi sta".
Dopo l'ufficializzazione della candidatura che, ricordiamolo, era stata annunciata dallo scorso novembre, alcuni esponenti del centro-destra fingono stupore. C'è chi dice che il centro-sinistra potrebbe, in questo modo, vincere al primo turno ma c'è anche chi dice che la sfida si misurerà al secondo turno e credono che la mossa di Melasecche sia addirittura positiva perchè potrebbe sottrarre voti ai delusi dell'ex Margherita.
Oggi riusciremo forse a raccogliere anche qualche reazione del Prof. Antonio Baldassarre e degli esponenti dell'Associazione Rinnoviamo Insieme Terni in occasione della conferenza stampa che si terrà all'Hotel Michelangelo e che vedrà finalmente ufficializzata la candidatura del Presidente emerito della Corte Costituzionale.
lunedì 26 gennaio 2009
LA NUOVA AMERICA: GOVERNO DEI SOGNI, DELLE LEGGI E DEGLI UOMINI
Abbiamo assistito alle immagini di una folla debordante che si addensava sull’intero National Mall di Washington; ho personalmente visto cinquantenni arrampicarsi sugli alberi appena sotto il Congresso; o scavalcare follemente i cancelli verso il laghetto ghiacciato del Reflecting Pool, con i capillari del viso già esplosi per il freddo; o salire perfino sui tetti dei bagni chimici per avere la propria personalissima memoria di un momento irripetibile, mentre i Servizi Segreti, a fatica, inducevano ognuno a comportamenti più equilibrati.
Quali le ragioni di un simile prolungato entusiasmo, pur in tempi così duri?
Il programma politico è giudicato da molti osservatori come rivoluzionario –con grandi sfide sull’economia, sull’health care system, sull’energia, sulla politica estera-, e definito da tempo postpartisan unitamente a chi lo incarna; al riguardo, rebus sic stantibus, dinanzi al presidente Obama non si prospetta certo una luna di miele. Ma per giustificare la larga approvazione preventiva degli Americani occorre tenere presente un quadro più ampio.
Il Governo dei sogni.
Il primo elemento è che, tramite tale ambizioso piano politico, la volontà popolare ha ripristinato il Sogno Americano, tradito dalla passata Amministrazione. Su questo tema si fonda l’accattivante manifesto lanciato oltre cinque mesi fa dall’allora senatore Obama nella Convention di Denver.
Perciò, dopo l’ubriacatura del 20 gennaio, la politica americana e la stessa gente non tornano semplicemente alla realtà perché la realtà si è fatta immaginifica, metafisica, ha assunto tonalità oniriche e visionarie, ha iniziato a nutrirsi di aspetti immateriali -risorse per lo più sconosciute agli altri Paesi del Mondo. La rinnovata fede nel domani ha preso il sopravvento e, sostanziata da un incomprimibile senso di speranza, dapprima ha unito molti Americani sotto lo stesso slogan (“Yes, we can!”) per poi affratellarli tutti sotto la stessa bandiera sin dalla notte del 4 novembre. Realizzare domani il Sogno –anzitutto portare il Paese fuori dal pantano- è possibile perché emergono fresche e positive energie proprio dai milioni di cittadini nuovamente attivi.
Governo delle leggi.
Secondo elemento: non solo il sogno, ma le leggi faranno la differenza. Con una postilla di rilievo: a vantaggio dell’America, di ogni Americano, resta sempre valido il monito con cui Gerald Ford fissò la sua presidenza, subentrando a Richard Nixon nel 1974: “…la Repubblica degli Stati Uniti è governo delle leggi e non degli uomini”.
Governo degli uomini.
Sebbene con Obama –gli uomini appunto, terzo elemento- questi piani di governo si intreccino profondamente ed evocativamente, proprio grazie all’esistenza di collaudati pesi e contrappesi giuridico-costituzionali, ogni cittadino può dormire sonni tranquilli rispetto a qualsiasi deriva personalistica.
La Nuova America che si apre al Mondo è dunque governo dei sogni, governo delle leggi e, infine, anche governo degli uomini: con questo assetto spirituale e materiale si prepara ad affrontare il futuro.
E ora veniamo all’Italia. Per quanto dall’una e dall’altra parte politica ci si sforzi di annunciare di far bene, si è di fronte a un equilibrio diverso: la priorità è data al governo degli uomini. Meglio: delle nomenclature di partito. Seguono poi il governo delle leggi e, a distanza siderale, il governo dei sogni (chi li ha visti?). Si può davvero dire che, cambiando l’ordine dei fattori, sia la stessa cosa?
Andrea Liberati
volontario italiano Obama Campaign 2008
Washington, 21 gennaio 2009
domenica 25 gennaio 2009
PREMIO SAN VALENTINO ALLA BETANCOURT

mercoledì 21 gennaio 2009
PRIMA STOCCATA A BALDASSARRE, FORZA ITALIA CONVOCA I DIRIGENTI
Raffaele NeviA pochi mesi dalle elezioni, la nebbia che avvolge la figura del candidato in pectore del centro-destra Antonio Baldassarre anzichè diradarsi si fa sempre più fitta. Ogni giorno che passa crescono le incertezze e la strada verso Palazzo Spada si fa sempre più ripida.
I rappresentanti di Forza Italia si sono tolti anche qualche sassolino dalle scarpe commentando l'intervista che il Presidente emerito della Corte Costituzionale ha rilasciato qualche giorno fa sul periodico Liberamente. Fabio Biscetti dichiara "Classico esempio di scollegamento, concordo sulla strategia di recuperare voti a sinistra. Ma c'è modo e modo di fare questo. Invece di tessere le lodi di Ingrao paladino degli umili, Berlinguer, Napolitano, Natta e Amendola. Invece di parlare male di Berlusconi, che a suo dire l'avrebbe cacciato dalla presidenza della Rai per i no ricevuti dallo stesso Baldassarre, il professore avrebbe dovuto parlare male di tutte le cose che non vanno nel territorio, del fallimento di quei progetti e di quei programmi della giunta Raffaelli che tanto scontento stanno sollevando anche a sinistra".
lunedì 19 gennaio 2009
OBAMA, FINALMENTE LA SPERANZA


venerdì 16 gennaio 2009
ALLARME MENINGITE, LA ASL DI PERUGIA LANCIA UN APPELLO

LE NUOVE CIRCOSCRIZIONI SPACCANO IL CENTRO
martedì 13 gennaio 2009
ITALIA NOSTRA: DOPO GLI ALBERI ABBATTUTI IL PRESIDENTE PICA ATTACCA IL COMUNE ANCHE SU ANTENNE E CONDIZIONATORI

E' una due giorni di duri attacchi al Comune quella del Presidente della Sezione di Terni di Italia Nostra Daniele Pica. Ieri per l'abbattimento dei pini di via Campofregoso, oggi per la rinuncia della Giunta di normare "antenne selvagge e condizionatori invadenti".
"Il Lungonera celebrato da composizioni in vernacolo dei molti poeti ternani, il viale alberato per eccellenza, è stato travolto dalla 'politica della motosega' con uno spettacolo deprimente. E' stato distrutto per sempre un paesaggio urbano che costituiva parte integrante del nostro vivere quotidiano, un patrimonio arboreo unico". Per Pica "Ogni volta che gli esemplari più belli, ormai quasi secolari, del parco cittadino sono interessati a fenomeni di indebolimento li si verifica ad uno ad uno, li si cura con tecniche ormai note persino al più umile perito agrario, li si mette in tiraggio evitando il pericolo di cadute. Perchè se prevale la mania distruttiva dell'assessore di turno, allora il quadro è segnato. Se si preferisce molto comodamente segare nobilissimi tronchi che, lo abbiamo noi constatato non erano per nulla malati o erano curabilissimi, allora si taglino tutti i pini di Terni dopo i tigli di via Fratti e le robinie di via Battisti. Se ogni albero ad alto fusto che supera i trant'anni di vita può diventare un potenziale pericolo in caso di vento, pioggia o neve, allora rendiamo piatta la città, con buona pace dei nostri amministratori che meriterebbero altro che l'Attila d'oro che conferì loro anni fa il Wwf. Ormai non c'è angolo di Terni che non sia stato interessato dalla motosega, da via battisti a via fratti, alla rotonda di via carrara. Al di là poi degli aspetti paesaggistici, dal punto di vista ambientale non esiste il rapporto di uno ad uno, un virgulto nuovo piantato per un esemplare adulto tagliato, perchè la massa delle chiome distrutte è cento volte superiore a quella di un albero che esce dal vivaio".
Di seguito pubblichiamo anche l'odierno e gustoso comunicato di Italia Nostra:
"ANTENNE SELVAGGE E CONDIZIONATORI INVADENTI
UNA CITTA’ CHE NON AMA E PRESERVA IL CENTRO STORICO
PERDE IL SENSO DELLA STORIA E MERITA IL DEGRADO ODIERNO
Basta girare in Corso Vecchio o in Piazza Clai per rendersi conto che ormai siamo in una jungla. Ognuno fa ciò che gli pare. In alcuni tetti ci sono decine di parabole o, su nobili facciate, batterie di condizionatori, anche enormi, che in assoluto disprezzo di strutture ottocentesche e medievali, fanno bella mostra di sé. Nessuno ormai più controlla. Gli assessori invece di alzare gli occhi al cielo e trarre dall’osservazione di tanti abusi motivo per normare una situazione ormai fuori da ogni logica sono evidentemente “in altre faccende affaccendati”. Un tempo certe amministrazioni ed un certo tipo di architettura si vantava di avere sensibilità, buon gusto, senso estetico, faceva battaglie ideali di grande valore per tutelare il paesaggio. Si invocava l’intervento della Soprintendenza per tutelare angoli di storia cittadina che stanno perdendo ogni giorno di più fascino ed integrità. Ovviamente non crediamo che il mondo debba fermarsi e che le moderne tecnologie non debbano migliorare la vita dell’uomo ma c’è modo e modo. Tutto ormai si vende e tutto si compera, anche la dignità di un centro storico, quindi la memoria di una comunità. Il nuovo Regolamento Edilizio di Terni, consente un’ulteriore proroga quinquennale (dopo la precedente triennale) ad antennisti ed impiantisti per fare ciò che vogliono. Costituisce quindi una sconfitta del buon senso e dell’interesse generale della città nel preservare la parte più antica del tessuto urbano rimasta dopo i bombardamenti, dall’invasione di oggetti il cui impatto, viceversa, si sarebbe benissimo potuto ridurre al minimo accorpando le esigenze dei singoli in impianti condominiali o, per i condizionatori, collocandoli all’interno degli edifici. Se poi l’esimio assessore dichiara che la proroga è voluta dalle associazioni degli installatori allora comprendiamo tutto: anche uno sciocco si rende conto che una cosa è montare un parabola su un tetto, un’altra montarne dieci. La cosa più triste è che un uomo di sinistra non dimostri la minima sensibilità e cultura nella tutela del bene generale. Forse qualcuno è convinto che dopo il taglio indiscriminato degli alberi possa costituire un rimedio la… ‘forestazione’ di tetti e facciate antiche con antenne e scatole metalliche dal colore e dalle fogge più strane. Sostenere poi che in fondo fra cinque anni si potrà rivedere il tutto significa non rendersi conto che, una volta messi, difficilmente si potranno togliere, viste le resistenze esistenti. Peccato, un’occasione mancata, un passo ulteriore verso la mediocrità".
domenica 11 gennaio 2009
CARO BRUNETTA, BASTA DI INSULTARE GLI STATALI!!!


mercoledì 7 gennaio 2009
ITALIA NOSTRA CONTRO LA PRIMA CIRCOSCRIZIONE PER L'ECOMOSTRO DELLE BOCCE...

La struttura è cosi’ gigantesca da arrivare all’altezza delle finestre del palazzo della Circoscrizione, e proprio da li’ che, una volta messo il tetto, sparirà dalla vista anche il palco, ricordo di molte manifestazioni e spettacoli. Il progetto è molto superiore alle aspettative, in seno allo stesso Consiglio sono state espresse perplessità in merito alle dimensioni persino da chi l’ha votato (pare infatti che nel progetto le dimensioni sembravano più modeste), ma ormai i pali sono stati messi e il danno è fatto.
Una spesa cosi’ ingente, in tempi di austerity, forse non doveva esser fatta, o che una volta messa la copertura, comunque si giocherà a bocce al freddo e all’aperto.
Chi pensa che se non altro sparirà dalla vista del parco l’antiestetica Acciaieria si sbaglia, la struttura è posta a ridosso della sede circoscrizionale e non verso il lato opposto.
Quello che è certo è che la Bocciofila Rosselli sarà l’unica beneficiaria di questo “Eco-Mostro” da cento mila euro, le mamme che accompagneranno i bambini al parco o gli anziani che riposeranno all’ombra di un albero, alzando gli occhi al cielo si troveranno compressi e sovrastati da una struttura ultra futuristica che poco “ci azzecca” con l’estetica e la conformazione del parco Rosselli.
Il progetto è stato chiaramente co-finanziato dal Comune e la spesa effettiva della circoscrizione saranno i venticinque mila euro già finanziati, nella speranza che le cifre non lievitino ancora.
Il “regalo d’inizio 2009” che la Circoscrizione farà alla Bocciofila, pare una ventina di iscritti, sarà una copertura tutta nuova, un manto sintetico da trentacinque mila euro per sole due piste e tanti saluti dal Presidente Proietti.
Terni, 07 gennaio 2009 - Il Presidente della Sezione di Terni Daniele Pica"
SENZA SPOT LA TV PIACE DI PIU'...
La rivoluzione televisiva francese ci offrirebbe interessanti spunti per un'attenta riflessione del nostro sistema televisivo se solo avessimo la capacità e la voglia di superare il conflitto di interessi...lunedì 5 gennaio 2009
E A SINISTRA RISPUNTA L'IPOTESI PARDINI

In un'intervista rilasciata a Giuseppe Magroni del Corriere dell'Umbria il primario di cardiochirurgia al Santa Maria di Terni, il Prof. Pardini, parte all'attacco infiammando immediatamente gli animi di quanti sperano che il futuro candidato sindaco del centro-sinistra possa avere la forza di battere il Prof. Antonio Baldassarre, unire tutte le forze dell'attuale maggioranza e contemporaneamente segnare una vera discontinuità con il passato.
Il Prof. Alessandro Pardini, ex senatore dell'Ulivo, come dicevo, parte all'attacco bastonando la politica proprio dalla cosa che conosce meglio la sanità a Terni dichiarando che, per colpa dell'attuale classe dirigente, essa è subalterna a Perugia. Secondo il primario l'azienda ospedaliera ternana non avrebbe ancora deciso "cosa fare da grande" restando un qualcosa a metà strada tra un ospedale di comunità ed uno ad alta specializzazione. Mentre dovrebbe specializzarsi e guardare ad un "bacino di area vasta" (Umbria, Lazio e intero centro Italia) trasformandolo in un ospedale di eccellenza. Continua: "Non è un sogno, si può e si deve fare. L'acciaieria c'è da cento anni, bisogna difenderla ma accanto a questa va costruita una nuova città legata all'innovazione e ai servizi avanzati". "La vera riforma della sanità pubblica regionale dovrebbe essere questa: un'azienda sanitaria provinciale per i servizi e tutti gli ospedali rientranti in un'unica azienda ospedaliera in modo da evitare duplicazioni, sprechi, assurdità", "quando verrà completato il nuovo ospedale di Narni-Amelia nel territorio avremo 9,10 reparti di chirurgia generale, 4 di ortopedia, 3 di urologia, 8/9 di medicina generale". Secondo il primario non andrebbero costruite altre "cattedrali nel deserto" ed inizia con vari esempi, dall'ospedale di Foligno dove c'è una Pet che viene usata in media una volta a settimana e l'emodinamica senza che a fianco ci sia un reparto di cardiochirurgia necessario in caso di emergenza. Ed ora si pensa di aprire una nuova emodinamica anche a Branca e Città di Castello.
Riguardo ai 25 milioni di euro, promessi dall'assessore regionale Rosi, dichiara: "Promesse, appunto. Calcoli approfonditi dicono che per rendere il Santa Maria a norma e innovarlo servono almeno 40 milioni di euro. Intanto negli ultimi 5 anni a Terni non è arrivato un euro per investimenti mentre si sono costruiti i nuovi ospedali di foligno e Città di Castello e si sono destinate risorse immense per il polo ospedaliero di Perugia", "Non possiamo spendere 40 milioni per Narni e Amelia, la vera emergenza è Terni, un'ospedale che scoppia e dimostra tutti i suoi anni".
Per il Prof. Pardini i problemi del Santa Maria andrebbero ricercati anche sul versante logistico-organizzativo perchè mancherebbe "una missione precisa". E la colpa sarebbe da addebitare maggiormente alla politica ternana perchè "ha accettato supinamente che i finanziamenti per la sanità venissero dirottati verso altre parti della regione. Ha accettato il diktat dell'Università e ha inseguito il consenso dei localismi senza una strategia precisa". Alla domanda del giornalista "Lei studia da direttore generale dell'ospedale o da sindaco di Terni?" Pardini risponde che studia da cardiochirurgo ma subito dopo aggiunge che quando uscì fuori la proposta del sindaco la gente non faceva altro che incitarlo.
venerdì 2 gennaio 2009
IL PROFESSOR PELLICCI, DI ORIGINI EUGUBINE, HA ISOLATO LA MOLECOLA CHE RENDE IMMORTALI LE CELLULE STAMINALI DEI TUMORI
Pier Giuseppe Pellicci




