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mercoledì 12 gennaio 2011

DELIRIO ELETTORALE CON RISPOLVERO DI CAVALLI DI BATTAGLIA...


I segnali sono sempre più forti. La macchina da guerra - non quella "giocosa" della coalizione di sinistra guidata da Occhetto - è pronta e tutti si danno da fare. Oltre al sempre attivissimo giornale di famiglia, scendono in campo - come di consueto ma in misura ed in forme sempre nuove - le riviste e le trasmissioni televisive aziendali.
Abbiamo avuto modo di osservare gli effetti di tale mobilitazione proprio qualche giorno fa durante la trasmissione di canale 5 "Kalispera" dell'ormai sempre presente Alfonso Signorini (guardate il video). In tale trasmissione è intervenuto in diretta proprio "Lui", il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo una presentazione che non sarebbe riuscita così bene nemmeno ai giullari provenzali.  Con l'aiuto di un 'servizio' del settimanale 'Chi' su Massimo D'Alema in vacanza a Saint Moritz, il Signorini introduce l'ospite d'eccezione che rilascia queste dichiarazioni: "I Comunisti ci sono, esistono eccome, non è un cachemire che può cambiare il cervello e il cuore della gente", e ancora, "i nostri post comunisti fanno finta di aver abitato su Marte e dicono di non essere stati comunisti, ma non hanno fatto i conti con il loro passato e con gli orrori di un'ideologia spaventosa. Ricordiamo sempre che è stata l'ideologia più disumana e criminale della storia dell'uomo e che ha prodotto solo miseria e disperazione e più di 100 milioni di morti. I comunisti italiani hanno sperato che bastasse cambiare il nome del partito per cancellare il passato, il trucco non ha funzionato perché sono rimasti gli stessi di prima con gli stessi pregiudizi e lo stesso modo di fare politica. E' vero si sono imborghesiti, indossano capi firmati, scarpe fatte su misura, pasteggiano a caviale e chiampagne. Una volta andavano alla casa del popolo, adesso frequentano i salotti più chic, ma non hanno perso il vecchio vizio di mistificare la realtà e demonizzare l'avversario, cercando di farlo fuori per arrivare al potere. Purtroppo, non sono cambiati e temo che non cambieranno mai" (il testo è quello riportato sul sito del PDL).




Altro segnale 'elettorale' viene oggi da Berlino, dove Berlusconi ha incontrato il cancelliere Angela Merkel, e dove, in conferenza stampa, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

BOCCIA LA GRANDE COALIZIONE E ATTACCA L'OPPOSIZIONE - "Non credo che in Italia ci sia la possibilità di una grande coalizione, purtroppo non possiamo contare su un'opposizione democratica, è divisa, senza idee, senza progetti, senza leader. Non vediamo nessuno all'interno che possa essere preso sul serio e che possa parlare seriamente";
PARLA DI LEGITTIMO IMPEDIMENTO E ATTACCA LA MAGISTRATURA - "Ricordo che io non l'ho mai richiesta, ma è stata portata avanti dai gruppi parlamentari", si è dichiarato "del tutto indifferente al fatto che ci possa essere un fermo o meno dei processi che considero ridicoli su fatti per i quali ho avuto modo di garantire l'inesistenza, giurando sui miei figli e nipoti. Lo spiegherò agli italiani di che cosa si tratta. E verrà fuori la patologia della nostra democrazia, con l'ordine giudiziario che è diventato potere esorbitando dal suo alveo costituzionale. Nesson pericolo per la stabilità del governo, qualunque sia l'esito della decisione della Corte costituzionale".
FIAT: GIUSTO CHE VADA VIA SE VINCE IL NO - "Noi riteniamo assolutamente positivo lo sviluppo che sta avendo la vicenda, con la possibilità di un accordo tra le forze sindacali e l'azienda nella direzione di una maggiore flessibilità dei rapporti di lavoro, una direzione molto positiva. Ove queso non dovesse accadere ovviamente le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi. Ci auguriamo che la vicenda possa avere un esito positivo".


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sabato 17 luglio 2010

SE I PROFESSORI DEVONO ANDARE IN PENSIONE A 70 ANNI PERCHE' NON LO FANNO ANCHE I POLITICI?


In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro Mariastella Gelmini dichiara di voler abbassare l'età pensionabile per i professori universitari che non rispettano neanche quella dei 70 anni, e si è detta "sopresa e indignata" con i rettori per il fatto che "alcuni di loro cerchino di mantenere in servizio i docenti anche dopo i 70 anni. Alla Sapienza di Roma, ad esempio, i cosiddetti professori senior possono restare fino a 75 anni. La nostra legge è già molto generosa in Europa solo noi arriviamo a 70. Tutti gli altri si fermano a 65, la Francia a 67".
Non voglio entrare direttamente nel merito, anche se andrebbe ricordato al Ministro che nel nostro Paese l'età di pensionamento di molti professori universitari è tale anche perché molti di loro sono diventati ordinari molto tardi rispetto agli altri paesi e - quindi - mandarli in pensione prima significherebbe interrompere molti progetti di ricerca, ma vorrei porre una domanda: se i professori universitari devono andare in pensione massimo a 70 anni perché non introduciamo la stessa norma anche per i politici?

lunedì 13 luglio 2009

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: LA GELMINI "LA SCUOLA NON PUO' PROMUOVERE SEMPRE TUTTI"


Ritengo sia assurdo che un Ministro della Repubblica riesca a vantarsi del fatto che agli esami di maturità siano stati bocciati quindicimila studenti, tremila in più rispetto all'anno passato. La Ministra Mariastella Gelmini, commentando i primi risultati sulla maturità, ha dichiarato: "Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo. Io ho idee diverse", e ancora: "non fa mai piacere quando il ragazzo viene bocciato, ma la scuola deve assumere il compito di educare e anche segnalare quando ci sono delle lacune. Bisogna quindi premiare chi si impegna durante l'anno. Perchè ci deve essere una differenza tra chi si dedica allo studio e chi invece no".
Che la scuola italiana avesse bisogno di una riforma è uno dei ritornelli che sento ripetere da quando sono nato. Oggi, finalmente qualcuno c'è riuscito. Ma a ben guardare mi sembra di essere tornato un pò troppo indietro. Per prima cosa, leggendo le pagine del sito del Governo Berlusconi, mi viene la pelle d'oca a pensare che chi ha scritto la pagina "Una scuola di qualità: serietà, merito, educazione" (http://www.governoberlusconi.it/print.php?id=162 ) sia poi la stessa persona che ha riformato la scuola.
L'inizio non è incoraggiante perchè sembra di leggere un testo di economia, "negli ultimi dieci anni la spesa del ministero dell'istruzione è aumentata del 30%: da 33 miliardi di euro del 1999 a 43 miliardi nel 2008. La spesa pubblica per la scuola è esplosa, senza migliorarne la qualità, che è costantemente diminuita e degradata". Poi si continua con le solite menate che da vent'anni sembrano andare tanto di moda: "l'idea che fosse vietato vietare e che l'autorità fosse un male, ha portato alla delegittimazione della funzione educativa del maestro", "la lotta alla selezione ha portato alla cancellazione del merito", "l'idea che la promozione sia un diritto e la bocciatura una punizione: si è confusa l'opportunità di studiare con il 'diritto' a ricevere automaticamente un titolo di studio dopo un certo numero di anni, una sorta di anzianità scolastica", "studenti che giudicano gli insegnanti: l'insegnante migliore non è più quello preparato ed esigente, ma quello che promuove senza nulla chiedere in cambio".
Non voglio qui entrare nel merito della riforma - avremo modo di farlo in seguito - vorrei analizzare un pò cos'è che sta dietro. Mai un riferimento al diritto allo studio, mai delle pari opportunità. Soltanto una serie di cifre e di autoritari e preoccupanti diktat. In un Paese come l'Italia in cui il diritto allo studio, garantito dalla Costituzione, non è mai stato attuato a pieno come possiamo permetterci di allontanarlo ancora di più? Il merito è importantissimo ma la domanda che dovremmo porci è se tale risultato sia raggiungibile soltanto con la bocciatura e se l'aumento delle bocciature sia un qualcosa che vada celebrato o il segno di una crisi profonda del sistema scolastico che questa riforma non è riuscita sicuramente a risolvere.
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