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venerdì 20 gennaio 2012

(LIBIA) ZaLab: APPELLO A MONTI E NUOVO DOCUMENTARIO SUI RESPINGIMENTI

Di seguito pubblichiamo il comunicato dell'Associazione ZaLab con la presentazione del  nuovo documentario sui respingimenti ed un appello al professor Monti in vista dell'imminente incontro tra il Governo italiano e quello libico:

Il Presidente Monti in Libia: appello di ZaLab per rivedere gli accordi sull'immigrazione.


In vista dell'imminente incontro tra il Governo italiano e quello libico, ci rivolgiamo al presidente del consiglio, Prof. Mario Monti, con l'auspicio che già in occasione di tale incontro venga dato un chiaro e inequivocabile segnale di discontinuità rispetto alle politiche finora adottate dall'Italia in materia di immigrazione.
Come è noto, gli accordi firmati con la Libia, a partire da quello sui pattugliamenti congiunti fino al "Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione", hanno dato avvio alla pratica dei "respingimenti in mare". A partire dal maggio 2009, tutti i barconi intercettati nel Canale di Sicilia sono stati ricondotti in Libia. Questa pratica è stata condannata dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dal Consiglio d'Europa ed è attualmente oggetti di un processo intentato alla Corte europea per i diritti umani di Strasburgo contro il governo italiano da 24 cittadini somali ed eritrei, riportati in Libia il 7 maggio 2009.
Molti dei migranti respinti (circa 2000 nelle varie operazioni condotte) erano richiedenti asilo che, sebbene bisognosi di protezione, sono stati invece riconsegnati alle autorità libiche, chiusi in carcere e condannati a subire varie forme di torture e abusi. Durante le operazioni di respingimento, i migranti sono stati ingannati dai militari italiani: è stato loro detto che stavano per essere portati in Italia e, al momento dello sbarco, sono stati consegnati manu militari ai libici. In ripetute occasioni, i militari italiani sono ricorsi all'uso della forza.
Le testimonianze dirette di alcuni di questi respinti sono raccolte nel documentario Mare chiuso di Stefano Liberti e Andrea Segre, prodotto da ZaLab con il supporto di Open Society Foundations, in uscita il prossimo marzo e di cui da oggi rendiamo pubblico il trailer. 
Qualunque sia l'imminente decisione della corte di Strasburgo, in occasione del suo viaggio a Tripoli chiediamo al professor Monti di annunciare chiaramente e solennemente che l'Italia cesserà ogni pratiche di respingimento in mare.
Auspichiamo pertanto che questo primo incontro con le autorità libiche sia un primo e decisivo passo per chiudere con un passato vergognoso e avviare un nuovo modo di affrontare le migrazioni nel pieno rispetto degli obblighi internazionali e dei diritti umani.


Link di approfondimento:

Post di TERNI...tudine collegati:

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giovedì 17 giugno 2010

COME UN UOMO SULLA TERRA / FORTRESS EUROPE: ESITO DELLA PETIZIONE


Posto di seguito il comunicato che ho appena ricevuto "Petizione, Come un uomo sulla terra-Fortress Europe":

Dopo alcuni mesi abbiamo ricevuto risposta dalla Commissione petizioni del Parlamento Europeo. La petizione è stata in primis accettata in quanto di competenza della UE ed è stata inoltrata al Governo italiano, all'UNHCR e alla Commissione Europea, ma poi la Commissione ha deciso di non discuterla ed è stata chiusa perché, da analisi approfondite, hanno trovato che lo stesso caso era stato preso in esame da due precedenti interrogazioni scritte al Parlamento europeo che hanno già avuto risposta.
Le interrogazioni di cui sopra, possono essere visionate su questi link:

Interrogazione scritta di Simon Busuttil (PPE-DE) alla Commissione [E-0122/2009]


Interrogaz. scritta di Mikel Irujo Amezaga (Verts/ALE) alla Commissione [E-3058/09]


Sono due risposte del 2008 e del 2009 che non contengono in alcun modo conto delle testimonianze di gravi violazioni e violenze in Libia, degli accordi Italia-Libia e della nuova pratica di respingimento delle imbarcazioni attuata dal Governo italiano dal maggio 2009. Sono quindi risposte ben lontane dal soddisfare le nostre richieste.
D'altronde la linea dell'Unione Europea è molto chiara sulla questione, visto il nuovo accordo appena negoziato con la Libia.

Nessuna risposta abbiamo invece ricevuto dal Parlamento e dal Governo italiano.

Tutto ciò mentre la situazione in Libia non accenna certo a migliorare, come conferma la recente espulsione dell'ACNUR da Tripoli.

Nonostante il silenzio imbarazzante delle Istituzioni, continuano a decine le proiezioni di COME UN UOMO SULLA TERRA e le presentazione de IL MARE DI MEZZO in tutta Italia ed Europa. Solo continuando a raccontare e incontrare potremo cercare di sconfiggere questo silenzio.

F.to


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mercoledì 2 settembre 2009

30 AGOSTO, UN ANNO DI AMICIZIA ITALIA-LIBIA, NIENTE DA FESTEGGIARE



Di seguito pubblichiamo il comunicato ufficiale degli autori e della produzione del film "Come un uomo sulla terra":


30 Agosto - Un anno di amicizia Italia-Libia NIENTE DA FESTEGGIARE
Un anno di violazioni e violenze ai danni di migliaia di migranti africani

Continua la raccolta di firme per la petizione di "Come un uomo sulla terra" e Fortress Europe, con la quale si chiede l'avvio di due missioni in Libia, una d'inchiesta e una umanitaria, per verificare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione e deportazione. Già in 15.000 hanno firmato.

In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, gli autori e la produzione di "Come un uomo sulla terra", il documentario che da un anno dà voce alle testimonianze dei migranti africani vittime degli accordi italo-libici, rilanciano in collaborazione con Fortress Europe la petizione per avviare missioni istituzionali nei centri di detenzione in Libia. La petizione è rivolta ai Parlamenti italiano ed europeo, alla Commissione Europea e all'UNHCR ed ha già raccolto on line e su carta quasi 15.000 firme.

Ad un anno di distanza dalla firma dell'accordo tra Italia e Libia, le motivazioni a sostegno delle richieste contenute nella petizione sono ancora più urgenti. Le notizie succedutesi negli ultimi mesi, in particolare dopo la svolta radicale avviata dai respingimenti voluti dal Ministro Maroni, danno conferma della necessità di avviare misure di controllo sulle modalità con cui lo Stato Libico gestisce, su richiesta e con finanziamenti italiani, la detenzione e la deportazione di migliaia di donne e uomini africani. Ormai si conoscono le condizioni disumane di detenzione, le violenze anche mortali della polizia libica e l'assoluta mancanza di tutela dei diritti umani fondamentali, tra cui il diritto d'asilo.

Questa situazione ha fatto sì che a chiedere missioni di verifica siano non solo organizzazioni internazionali come UNHCR, ma anche alte cariche istituzionali come il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Presidente del COPASIR Francesco Rutelli, oltre a vari esponenti dei gruppi parlamentari di opposizione. Prendiamo atto con favore di queste posizioni e uniamo le nostre voci a quelle dei firmatari della petizione, affinchè queste missioni siamo finalmente possibili.

Oggi, in questa giornata in cui sembra non ci sia proprio niente da festeggiare, chiediamo a tutti gli italiani che credono nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di una civiltà democratica migliore, di firmare la petizione entro il 13 setttembre attraverso il sito del film: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/.

Noi ci impegnamo a consegnare ufficialmente le firme ai destinatari entro la fine del mese di settembre, organizzando per l'occasione un momento di confronto serio, convinti che sia ormai non solo necessario ma anche possibile avviare al più presto missioni di verifica e di inchiesta in Libia.

Autori e Produzione "Come un uomo sulla terra"


Link e collegamenti:
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