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mercoledì 19 maggio 2010

BAVAGLIO ALLE INTERCETTAZIONI: CONDANNE E ARRESTI A EDITORI E GIORNALISTI


Ecco alcune punti chiave del cosiddetto ddl intercettazioni approvato dalla Commissione Giustizia della Camera:
  • non si potranno più registrare conversazioni o effettuare riprese visive senza che ci sia il consenso di tutte le parti interessate (cosiddetta norma "D'Addario"). Chiunque effettuerà riprese e registrazioni fraudolente rischia fino a quattro anni di reclusione;
  • non si potranno più effettuare riprese tv di processi senza il consenso di tutte le parti interessate;
  • chiunque riveli notizie che riguardano atti o documenti processuali coperti da segreto rischia il carcere da 1 a sei anni (cosiddetta norma "antitalpe");
  • vengono inasprite le multe per gli editori con il pagamento di una somma che potrà arrivare fino a 464.000 euro;
  • su emendamento del governo viene inasprita la condanna dei giornalista che pubblica atti vietati per legge. La condanna prevede l'arresto fino a due mesi e un'ammenda dai 2.000 ai 10.000 euro e la sospensione temporanea dalla professione;
Cari amici non credo che servano tanti commenti. Questo è un altro bavaglio alla nostra libertà di informazione.

sabato 27 giugno 2009

BERLUSCONI: "DOVREMO CHIUDERE LA BOCCA" A CHI DIFFONDE IL PANICO


"Dovremo chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano di quello che magari i loro uffici studi gli suggeriscono e distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo intero".
Questa è una delle dichiarazioni che il Premier ha rilasciato ieri durante la conferenza stampa per la presentazione del decreto appena varato che contiene una serie di misure in favore delle aziende e dell'occupazione.
L'affondo sembrerebbe rivolto in maniera generica a tutti i profeti di sventura che in Italia e all'estero si permettono di parlare dei problemi economici scaturiti dalla crisi ma, in realtà, è direttamente riferibile al Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi che, a poche ore di distanza, aveva annunciato la previsione del suo Ufficio Studi di un ulteriore calo del Pil del 5%.
Il Premier poi se la prende con gli "organi di stampa che riprendono tutte queste affermazioni e riprendono le posizioni del 'tanto peggio, tanto meglio' delle opposizioni e danno degli incentivi alla paura che sono fuori di realtà". Risponde poi ai cronisti presenti che gli chiedono se non sia pericoloso invitare la stampa a non dare spazio al catastrofismo: "Non c'è nessun problema nel minacciare di non dare la vostra pubblicità ai media che diffondono la crisi. Ribadisco l'invito che ho fatto a Santa Margherita Ligure. In questo non c'è alcuno scandalo", "occorre incentivare l'azione affinchè editori e direttori dei giornali non contribuiscano a diffondere pessimismo".
Conclusione un pò scontata: "gli italiani ci hanno votato e continuano a darci consenso nonostante tutti i miasmi, le calunnie e i veleni che tentano di lanciarci addosso per sommergerci".
In un Paese come il nostro, in cui la libertà di stampa non è certo un fiore all'occhiello, queste dichiarazioni non mi stupiscono affatto...
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