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martedì 2 marzo 2010

(REGIONALI LAZIO) POLVERONE POLVERINI: PDL CORRE SENZA LISTA E SENZA CANDIDATO?


Non c'è proprio pace nel centro-destra laziale. Dopo la mancata presentazione della lista circoscrizionale della provincia di Roma l'ufficio centrale della Corte d'Appello ha bocciato "per vizio formale" anche il suo listino e "l'accettazione con riserva della lista civica che porta il suo nome". Questa mattina l'atto è stato notificato ai rappresentanti della lista che avranno 48 ore di tempo per fare ricorso. A quanto ci risulta il problema sarebbe la mancanza della firma di uno dei rappresentanti di lista.
Anche in questo caso a gioire sono i radicali. Luca Petrucci, presentatore della lista Bonino, ha rilasciato la seguente dichiarazione che ricalca quella rilasciata ieri da Marco Cappato sulla vicenda del listino Formigoni: "Con l'esclusione del listino a lei collegato Renata Polverini non è più candidata alle elezioni regionali del Lazio. La legge elettorale prevede che il candidato presidente sia anche capolista del listino, se decade il listino decade la candidatura".
La tenace candidata Renata Polverini, questa mattina è rimasta solo per qualche secondo senza parole: "No, no, no... Non voglio parlare" ma poi ha iniziato - dopo una visita alla Moschea di Roma - "Io non ho denunciato nessuno eppure mi hanno tirato, lo posso dire? Tanta di quella cacca addosso".
Vincenzo Piso, coordinatore regionale del Pdl Lazio: "Al momento il listino Polverini risulta escluso, c'è un impedimento di carattere burocratico che pensiamo di risolvere a breve".
Luca Malcotti, vice-coordinatore romano del Pdl e forse candidato al consiglio regionale: "Non ho conferme ufficiali ma se la notizia fosse vera confermerebbe il fatto che c'è un tentativo di impedire di svolgere delle elezioni in maniera normale e regolare. A me spiace che Emma Bonino, delle idee della quale non condivido nulla ma che fino a ieri ho stimato come persona corretta, per calcolo politico e cinismo stia sposando la tesi dell'annullamento della lista sottraendosi a un confronto normale. Mi pare una cosa agghiacciante".
L'unica cosa certa è che, oltre al listino e alla lista del Pdl, ci siano problemi anche per la lista di Renata Polverini che sarebbe stata accettata con riserva perchè avrebbe un simbolo troppo simile a quello di Fabio Polverini, candidato di una lista collegata a Forza Nuova di Roberto Fiore. "Mentre la lista di Renata Polverini ha un simbolo rosso con il tricolore sotto, quello di Fabio Polverini ha la scritta Fabio in rosso e Polverini in bianco con la dicitura candidato per la regione Lazio. La lista con la candidatura di Fabio Polverini è stata presentata prima. Da qui, il problema" (Repubblica.it)

lunedì 1 marzo 2010

LISTA PDL LAZIO: NON IN PERICOLO LA DEMOCRAZIA, OCCORRE ABBASSARE I TONI

Emma Bonino

Renata Polverini

Finalmente è intervenuto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo essere stato tirato - o meglio strattonato - per la giacchetta dagli esponenti del Pdl. "La preoccupazione di una piena rappresentanza, nella competizione elettorale, non può che essere compresa e condivisa dal Presidente della Repubblica", afferma il Capo dello Stato, ma aggiunge che "spetta solo alle competenti sedi giudiziarie la verifica del rispetto delle condizioni e procedure previste dalla legge".
Ma a sconvolgere ancora di più i già agitati animi, interviene una denuncia per "violenza privata" nei confronti dei militanti radicali e per "abuso d'ufficio" nei confronti dei membri dell'ufficio centrale circoscrizionale che "avrebbero di fatto impedito di esercitare il diritto politico di voto" al Popolo della Libertà.
Ignazio Abrignani, Pdl, dichiara "Mi auguro che prevalga il buon senso e che oltre un milione di cittadini romani possano esercitare un diritto che la Costituzione riconosce loro".
Fabrizio Cicchitto, Pdl, afferma "ai nostri rappresentanti è stato impedito di presentare la lista, prima dalle provocazioni di alcun persone ma essenzialmente dal magistrato responsabile che ha dato ordine alle Forze di Polizia di bloccare i nostri rappresentanti", di conseguenza, "al Pdl è stato impedito l'esercizio di un fondamentale diritto politico che va tutelato da tutti, le varie specializzazioni della magistratura e in ultima analisi anche dai livelli istituzionali".
Enrico Letta, Pd, "la democrazia non è in pericolo ed è improprio coinvolgere il Capo dello Stato, la magistratura e il Pd in una vicenda che appare semplice e tutta legata a responsabilità dei rappresentanti del Pdl romano".
Insomma, siamo alle solite, si vorrebbe trasformare un vicenda semplice in uno scontro istituzionali. Esistono delle regole stringenti, le leggi elettorali regionali, che in molti casi hanno impedito ai piccoli partiti di poter presentare proprie liste. Inoltre, in passato, casi simili sono già avvenuti senza che nessuno gridasse al pericolo per la democrazia (es. mancato accoglimento liste Udc alle provinciali a Trento nel 2009). Basta gridare al golpe, minacciare l'uso della piazza ed attaccare le istituzioni. Ognuno inizi ad assumersi le proprie responsabilità e cominciamo veramente a pensare al futuro del nostro Paese.

domenica 28 febbraio 2010

ROMA: LISTA DEL PDL ESCLUSA DALLE REGIONALI


"Cari amici, come certamente molti di voi sapranno stiamo subendo una grave ingiustizia. C'è il rischio reale che il Pdl, principale partito del Paese, non possa partecipare alle prossime elezioni regionali del Lazio. Questo perchè nel momento della presentazione formale delle liste è stato fisicamente impedito ai nostri delegati di ultimare la consegna del materiale necessario. Si tratta di un episodio di incredibile gravità, assolutamente estraneo alle regole democratiche e al confronto politico.
Inutile dire che io non mi tiro indietro. Oggi più che mai sono convinta che c’è bisogno di un profondo cambiamento nella nostra regione. Siamo forti delle nostre idee e dei nostri convincimenti. Chi pensa di fermarci in questo modo vuole, infatti, solo cancellare la Democrazia facendo ricorso alla forza fisica e ai legacci della burocrazia esasperata.
Sono certa che i cittadini del Lazio vogliono voltare pagina e cancellare la cattiva amministrazione, le prepotenze e le ingiustizie che troppo spesso sono costretti a subire. Sono scesa in campo per cambiare le cose. E so di potercela fare con il sostegno di tutti voi.
Da oggi pomeriggio alle cinque dal mio gazebo di piazza del Popolo inizieremo a distribuire gomme da cancellare, perché saremo noi a cancellare quello che non funziona in questa regione, e non il contrario" (messaggio postato dal candidato Governatore della Regione Lazio, Renata Polverini, sul suo blog dal titolo "Non cancelleranno la democrazia").
Non posso non nascondere un profondo, personale disagio nel leggere le dichiarazioni rilasciate da molti esponenti del Pdl e da Renata Polverini in merito alla mancata presentazione della lista circoscrizionale provinciale per la provincia di Roma del Popolo della Libertà.
Ignazio Abrignani, responsabile elettorale Pdl ha dichiarato che il partito avrebbe imboccato la via dei ricorsi. Uno è già stato presentato e bocciato "secondo loro - spiega - la lista non è stata presentata, e quindi non c'è diritto", "domani ne presenteremo uno all'Ufficio centrale regionale presso la Corte d'appello, e già mercoledi dovrebbe arrivare una risposta". "Rinviare le elezioni? - conclude l'esponente del Pdl - Non ce ne sarà bisogno. Abbiamo costituito un gruppo di avvocati. Qualcuno ci deve spiegare come è possibile che al Pdl sia impedito di presentare le liste".
La candidata Renata Polverini e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fanno appello a Napolitano: "Faccio appello al Capo dello Stato affinchè i cittadini possano esprimere il proprio voto per il partito più importante della Regione".
Ma non mancano anche reazioni più caustiche, come quella del Ministro Gianfranco Rotondi: "Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci".
Questa una plausibile ricostruzione degli eventi che hanno portato alla mancata presentazione della lista: "Secondo indiscrezioni però, il ritardo fatale sarebbe nato da diverbi dell’ultima ora sulla composizione della lista. Ma, nella ricostruzione del "mezzogiorno di fuoco di Piazzale Clodio" del partito, attorno alle 12,35 Milioni si sarebbe «avvicinato a Polesi per dargli il cambio all’interno dell’area delimitata». A quel punto «alcuni soggetti all’interno dell’area, urlando e invocando brogli» avrebbero creato il parapiglia. E nel caos entrambi i rappresentanti «venivano a trovarsi per pochi minuti al di fuori dell’area circoscritta». Il presidente della Commissione elettorale ha dunque bloccato l’accesso a tutti, e gli altri rappresentanti («a noi contrapposti politicamente») si sono sdraiati a terra a sbarrare il passo. Tutti fuori, con i documenti lasciati per terra, davanti alla porta" (da LaStampa.it)
Emma Bonino, la candidata rivale appoggiata dal Pd: "I dirigenti del Pdl hanno combinato un gran pasticcio. La legge è chiara, il termine delle 12 è perentorio. Chi deve decidere decida, ma nel rigoroso rispetto della legge, che deve essere uguale per tutti. Se vincessi sarebbe vittoria a metà? La Polverini è in campo, ci sono liste che la sostengono". 
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma del Pd: "Renata Polverini è candidata e con molte liste a suo sostegno. Quindi il confronto democratico è pienamente libero e rispettato. Trovo, invece, stupefacente che ci si appelli al presidente della Repubblica e ai magistrati non per difendere un diritto, ma per cercare di coprire un abuso". 
Occorre, secondo me, riportare tutto su di un piano più reale. Non riesco a comprendere cosa possa entrarci il Presidente della Repubblica e non credo che ci sia un assalto alla democrazia. Anche se capisco che a molti esponenti del Pdl potrà sembrare strano ma esistono delle leggi che vanno rispettate e spero che, almeno una volta, questo Paese sia in grado di farle rispettare.
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