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giovedì 12 gennaio 2012

DOPPIA BOCCIATURA DEL REFERENDUM, CI TENIAMO IL PORCELLUM...



Nelle poche righe diffuse la doppia bocciatura dei quesiti referendari: "La Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2012, ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica). La sentenza sarà depositata entro i termini di legge". Le motivazioni conterranno anche un monito sulla necessità di cambiare la legge vigente, il cosiddetto Porcellum.
Immediata la reazione del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che arriva a parlare di "deriva antidemocratica. E' uno scempio della democrazia, così si rischia il regime. Manca solo l'olio di ricino. E' una decisione politica per fare un piacere al capo dello Stato". 
"Parlare della sentenza odierna della Corte Costituzionale - non si fa attendere la replica del Quirinale - come qualche esponente politico ha fatto, di 'una scelta adottata per fare un piacere al Capo dello Stato' è una insinuazione volgare e del tutto gratuita, che denota solo scorrettezza istituzionale".

Le reazioni:

  • Andrea Morrone, Comitato Promotore: "Questa non è la prima né sarà l'ultima iniziativa referendaria che si conclude con una bocciature della Consulta ma la nostra battaglia per il sistema maggioritario e per la democrazia continuerà e non si ferma di certo adesso";
  • Arturo Parisi, Pd: "Noi abbiamo fatto la nostra parte. Adesso tocca ai partiti, a quelli che questa legge l'hanno voluta e a quelli che ne hanno goduto. Non vorrei essere nei loro panni ma noi continueremo in modo diverso la battaglia dentro e fuori il Parlamento per interpretare il milione duecentomila firme raccolte";
  • Mario Segni: "Questa è una sentenza politica e non giuridica. La Corte si è fatta spingere da forti pressioni politiche. Vedrò quali motivazioni giuridiche ci possano essere, staremo a vedere. E' un giorno triste, io sono addolorato perché questa era una soluzione al problema di quella legge schifosa che è il porcellum. L'Italia ha perso l'occasione per sbarazzarsi di una delle sue peggiori leggi. Tra qualche giorno parleranno di altro e la legge elettorale verrà rimandata all'anno prossimo prima delle elezioni";


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martedì 26 luglio 2011

BORGHEZIO CONDIVIDE "IL 100% DELLE IDEE DI BREIVIK". LA LEGA SI SCUSA UFFICIALMENTE CON LA NORVEGIA



"La Lega Nord ufficialmente chiede scusa alla Norvegia, già così duramente colpita dai folli attentati di venerdi scorso, e soprattutto ai familiari delle vittime, per le terribili e inqualificabili considerazioni espresse a titolo personale dall'on. Mario Borghezio, considerazioni che ho già definito come farneticazioni e che ribadisco essere tali". Con queste parole il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, ha commentato quelle di Borghezio che aveva dichiarato di condividere le idee di Breivik: "Il 100% delle idee di Breivik sono buone, in qualche caso ottime".

Ma Borghezio, anzichè zittirsi, ha alzato il tiro affermando che per sostenere le sue idee ci vogliono "i cogl...". Replicando a Calderoli ha detto: "Il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare. Quindi per assumere certe posizioni bisogna avere i cog..., direi da leghista. Mentre da persona educata dico un pò di coraggio".

Certo, la cosa che stupisce di più è che colui che indossò la maglietta con le vignette anti-islam - calderoli - scatenando un putiferio oggi riprenda il suo collega...

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lunedì 28 giugno 2010

CON BRANCHER CADE IL CASTELLO LEGHISTA: CRICCA, BANCHE & AFFARI DEL NORD





"Qualcuno ha commesso un errore. Non credo in malafede, ma la delega decisa era sul federalismo amministrativo ex articolo 118", ma "omettendo, per ignoranza, l'ultima parola, è sembrato che parte delle deleghe siano state sottratte a Bossi e non al ministro Fitto", questa la dichiarazione del ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, per giustificare il ritardo dell'attribuzione delle deleghe al neoministro Brancher.
L'iter dell'affrettata nomina è stato complesso ed incidentato. Si comincia con il comunicato di fine seduta di Palazzo Chigi, da cui si legge: "Il presidente Berlusconi ha annunciato al Consiglio di voler proporre al Capo dello Stato la nomina a ministro senza portafoglio dell'onorevole dottore Aldo Brancher" il quale, da braccio destro del ministro Calderoli passa ministro senza portafoglio e, quindi, senza un reale ministero da organizzare, come il Presidente della Repubblica ha fatto notare.
La certezza, pertanto, è che Brancher è stato nominato "ministro senza dicastero", "che non ci sia niente da organizzare pure" (IlSole24Ore.it 28/06/2010 - "I misteri delle deleghe al ministro Brancher. Cosa dice il decreto e quella svista svelata da Calderoli", di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci).
Leggendo il testo del provvedimento di nomina (Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2010, n. 144), abbiamo un'ulteriore conferma: "L'on. Aldo Brancher, deputato del Parlamento, è nominato ministro senza portafoglio e cessa dalla carica di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri". Non ci sono ulteriori specificazioni, tanto che c'è bisogno di un successivo decreto per l'affidamento delle deleghe.

La cosa più interessante non è tanto la lentezza con cui sono state attribuite tali deleghe e la confusione che è stata generata, quanto ciò che vorrebbe essere tenuto nascosto. Secondo molti, con la nomina di Brancher "si sta cercando di evitare il rischio di tornare ad accendere prepotentemente i riflettori sui rapporti tra Fiorani e il Carroccio", "perchè il caso Brancher ha una sua unicità. Il motivo dell'imbarazzo di Bossi e in certa misura del prolungato silenzio di Fini è che Brancher è la punta di un iceberg che, se si sgretola, può far davvero saltare in aria maggioranza e governo, scombinando i piani di chi - praticamente tutti ad eccezione di Berlusconi - ha bisogno di più tempo per cucinare il Cavaliere, e non vogliono precipitare nelle elezioni anticipate", "Quell'iceberg a rischio di frattura è l'asse Pdl-Lega, è il patto Berlusconi-Bossi. Quell'iceberg è di più ancora: è il patto Tremonti-Lega, cioè il possibile dopo-Berlusconi, il 'PdLega' di cui Aldo Brancher rappresenta l'incarnazione, metà postforzista, metà leghista" (di Francesco Lo Sardo, Europa - da http://www.iltafano.typepad.com/ ).

Per la Lega Nord e per Umberto Bossi il processo Antonveneta rischia di far saltare il castello di carte creato in questi anni. Rischia, cioè, di mostrare il vero volto del partito.

lunedì 21 giugno 2010

FINI SCOPRE LA LEGA: "LA PADANIA E' UNA INVENZIONE DI TIPO PROPAGANDISTICO"


"O si è italiani o non si ha altra identità che non sia assolutamente localizzata"

"La Padania è una felice invenzione di tipo propagandistico-lessicale. Il compito della politica, di una cultura politica che sia cosciente della storia italiana è di contrastare in modo molto netto queste invenzioni", "non dico che è a rischio l'unità nazionale ma che la coesione nazionale rischia di affievolirsi se non c'è una netta azione di contrasto. Ma serve anche un'azione che tenda a riaffermare cosa si intenda per nazione".
Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate durante il convegno 'Patriottismo repubblicano e unità nazionale' organizzato dalla Fondazione FareFuturo e dalla Fondazione Spadolini dal presidente della Camera, Gianfranco Fini che sottolinea anche che "non è sufficiente contrastare le sortite propagandistiche e provocatorie di qualche amico della Lega, ma riconoscerci in alcuni valori che non sono oggetto di trattativa. Non c'è dubbio che nell'attuale Costituzione ci sono quei principi e quei valori che sono ancora oggi elementi unificanti".
Insomma, il presidente Fini, sembra essersi svegliato dopo avere per lunghi anni sopportato la vicinanza degli attuali alleati di governo. Alleati che non tardano a replicare.
Roberto Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa: "La Lega Nord, come ha ribadito Umberto Bossi dal palco di Pontida ha preso la strada del federalismo. Tutto il resto è privo di fondamento", "è proprio per questo che tre ministri, Bossi, Tremondi e Calderoli, stanno lavorando a mille per poter portare entro giugno la relazione tecnica sul federalismo e quattro decreti legislativi, relativi all'autonomia impositiva di Comuni e Province e ai costi e ai fabbisogni standard", "c'è chi lavora - continua Calderoli - per realizzare il federalismo, e conseguentemente la coesione, e chi, invece, si dedica alla filosofia".
Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto: "Se la Padania è un'invenzione allora lo sono anche il Sud e la questione meridionale". "La Padania intesa come area socio-culturale, economica e politica - aggiunge - è una realtà censita a livello nazionale e internazionale da più autorevoli osservatori", "dire che non esiste una macro-area come la Padania significa non conoscere lo stato dell'arte della situazione. Significa negare l'evidenza, ovvero l'Italia a due velocità ormai riconosciuta in tutto il mondo".
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