martedì 30 agosto 2011

(MANOVRA BIS) IL VESCOVO DI TERNI, MONSIGNOR VINCENZO PAGLIA SU RIFORMA ENTI LOCALI: "INSUFFICIENTE E NON COERENTE CON OBIETTIVO CHE INTENDE PERSEGUIRE"

Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni e Presidente della Conferenza Episcopale Umbra

"E' importante questa occasione di incontro tra noi. E' importante perché ancora una volta vogliamo esprimere la nostra preoccupazione e il nostro impegno per il futuro per il nostro territorio. Lo spunto nasce da una decisione che Governo e Parlamento stanno prendendo in queste settimane, una decisione ancora non definita e che i più auspicano sia rivista e sostanzialmente cambiata. E' in effetti una decisione che appare difficilissimo e scelte dolorose sono necessarie". Queste sono le frasi iniziali dell'intervento di Monsignor Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni e Presidente della Conferenza Episcopale dell'Umbria, al Consiglio Provinciale di Terni aperto in seduta congiunta con il Consiglio Comunale.
"Queste scelte - ha continuato il presule - debbono però riguardare tutti e non possono essere ristrette a pochi con metodi irragionevoli e forse anche di incerta compatibilità con le regole costituzionali. E' questo un mio personale giudizio: non sono un esperto o un politologo. Io sono il Vescovo di Terni Narni Amelia, cioè di quella porzione del popolo di Dio che è in Terni Narni Amelia. E' dunque dal punto di vista del rapporto tra la Chiesa e la città che posso oggi portare il contributo che mi è proprio".
"Il Vescovo, i laici credenti, i presbiteri, i religiosi e le religiose della nostra Chiesa - chiamati al discernimento di questo tempo storico - sono oggi preoccupati per il futuro delle nostre città, per la loro capacità di crescere, di contrastare l'ingiustizia e l'esclusione sociale, per la loro capacità di perseguire il bene comune. Ma il bene comune è una responsabilità comune, una responsabilità di tutte le sfere sociali, dell'economia come della politica, delle comunità religiose come del mondo della cultura, e così via. Senza supremazie o distinzioni tra ruoli centrali e ruoli periferici. Quando si parla di bene comune siamo tutti centrali. E' un tema che abbiamo affrontato più volte in questi anni e che oggi torna vigorosamente alla nostra attenzione. Solo con una visione poliarchica della città possiamo affrontare con successo le sfide che abbiamo di fronte a noi".
"Se dunque una visione poliarchica - ha continuato - ci mette nella giusta posizione per guardare al futuro dobbiamo cambiare molti dei nostri atteggiamenti. Non possiamo, ad esempio, continuare a pensare che altri ci debbano garantire status, condizioni sociali, qualità della vita. Non abbiamo più uno stato che garantisce la provincia. Non abbiamo più uno stato che crea sviluppo e posti di lavoro. Non abbiamo più uno stato che ci assicura contro la povertà. E non possiamo neppure sostituire la regione allo stato, non è questo il federalismo che può far crescere l'autonomia e la responsabilità delle nostre città. In altre parole non abbiamo più alibi".
Serve, secondo il Vescovo "impegno per la crescita, capacità di far fronte alle urgenze del tempo presente, liberazione di talenti locali, ricerca di una responsabile autonomia. Sono questi i pilastri di una visione per il futuro del territorio. Su questi pilastri possiamo edificare una nuova fase della vita della città, una fase 'costituente', una fase capaci di porre nella giusta prospettiva anche le questione dei rapporti tra i diversi livelli territoriali di esercizio del potere politico".

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