lunedì 18 luglio 2011

L'UMBRIA NON SI TOCCA: LA GOVERNATRICE MARINI E IL CONSIGLIERE LEGHISTA CIRIGNONI REPLICANO AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VARESE

La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini

La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha risposto alle provocazioni del presidente della provincia di Varese, il leghista Dario Galli, che nei giorni scorsi ha lanciato la provocazione di abolire le regioni Umbria e Molise: "Probabilmente - ha detto la Marini - le nebbie della Val Padana devono avere offuscato la mente del presidente della Provincia di Varese, per spingerlo ad affermazioni che trovo alquanto bizzarre, se non offensive per la storia di una terra, la mia regione, che vanta un'identità che affonda le sue radici nella millenaria storia del nostro Paese". "Lo ha fatto con le sue donne ed i suoi uomini che hanno segnato nel profondo la stessa storia della cristianità, da San Francesco a San Benedetto, da Santa Chiara a Santa Rita. Lo ha fatto e lo fa con generazioni e generazioni di semplici cittadini che hanno contribuito nei secoli a costruire l'identità degli umbri e dell'Umbria che il presidente Galli vorrebbe cancellare con un colpo di spugna". La conclusione della Marini riguarda i costi della politica che, ricorda, "in questa terra sono i più bassi d'Italia, perché il nostro senso di identità, di appartenenza a una comunità che si riconosce in un essere umbri, ci ha sempre nella storia imposto il rispetto dei cittadini, anche riducendo al minimo i costi per chi è chiamato a rappresentarli".

Gianluca Cirignoni (Lega Nord), consigliere regionale Umbria
E' lo stesso Gianluca Cirignoni, compagno di partito del presidente della provincia di Varese a replicare: "Le considerazioni del Presidente della provincia di Varese sul destino dell'Umbria sono supportate da argomentazioni deboli". "L'Umbria - continua il consigliere regionale leghista - ha una superficie che è otto volte quella della provincia di Varese, e una popolazione superiore. Vanta una storia, una cultura e un'economia che la rendono unica. Certo, è una regione che la sinistra ha sovraccaricato di enti e società che hanno di fatto replicato le funzioni di province e comuni". "L'urgenza - conclude Cirignoni - è quella di disarticolare il centralismo con il federalismo, razionalizzare le province abolendo quelle sotto i 200mila abitanti con territori di competenza che a volte sono più piccoli di qualche comune, e magari sarebbe il caso di rivedere anche i tanti privilegi di cui godono le province e le regioni a statuto speciale".


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