lunedì 9 maggio 2011

(GIORNO DELLA MEMORIA) NAPOLITANO COMMOSSO: "NON DIMENTICHEREMO, OPEREREMO PERCHE' L'ITALIA NON DIMENTICHI"


"Si sfoglino quelle pagine, ci si soffermi su quei noi, quei volti, quelle storie, per poter parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura, nella consapevolezza dell'onore che ad essa deve essere reso come premessa di ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie. E sia in noi tutti chiara e serena la certezza che le pagine di quest'opera, i profili e i fatti che presenta, le parole che raccoglie, sono come pietre: restano più forti di quasiasi dissennato manifesto venga affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli, e di qualsiasi polemica indiscriminata". Questa la prima parte dell'intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale in occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo.
"Non dimenticheremo, opereremo perché l'Italia non dimentichi ma tragga insegnamenti e forza da quelle tragedie" a questo punto il Presidente si è commosso ricordando i dieci magistrati uccisi dal terrorismo "a voi tutti l'abbraccio mio e delle istituzioni in questo Giorno della Memoria che è entrato ormai nel nostro cuore", "grazie alla fibra morale, al senso del dovere, all'impegno nel lavoro e nella vita civile che hanno caratterizzato servitori dello Stato e cittadini di ogni professione e condizione".
"I dieci magistrati - ha continuato Napolitano - che oggi ricordiamo e onoriamo, nome per nome, esercitarono giurisdizione con la consapevolezza e la serenità di chi ha di fronte non nemici o avversari da sconfiggere, ma cittadini imputati da giudicare. Di qui la grande lezione: abbiamo dimostrato di essere una democrazia capace di difendersi senza perdersi, capace di reagire ad attacchi e minacce gravi senza snaturarsi. Va dtto di fronte ai possibili sviluppi del terrorismo internazionale, pur duramente colpito, come monito a chiunque può essere tentato di inoltrarsi sulle strade della violenza, o in qualsiasi modo alla sfida dell'imperio della legge".
Il Presidente della Repubblica rileva che nelle ricostruzioni del terrorismo nel nostro Paese negli anni '70 e '80 "ci sono residui pregiudizi, residue manifestazioni che pesano sul rapporto tra Italia e Brasile nella vicenda dell'estradizione rimasta incomprensibilmente sospesa, del terrorista Battisti". "Impressiona veder rievocate le teorizzazioni giustificazioniste del brigatismo rosso e le polemiche diffamatorie e ostili nei confronti delle istituzioni democratiche italiane e dei loro comportamenti".
Le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sono state apprezzate dal presidente dell'ANM, Luca Palamara: "Le parole del presidente della Repubblica sono inequivoche. A nome dell'intera magistratura dico grazie a Napolitano"

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