martedì 20 luglio 2010

MODIFICATO DDL INTERCETTAZIONE: L'IRA DI BERLUSCONI, LA GIOIA DI FINI


Dopo un solo giorno dalle frizzanti battute sulla Bindi e Di Pietro all'e-campus di Novedrate, quello di oggi è un Berlusconi contrariato per via dell'emendamento presentato dal governo in Commissione Giustizia che va a modificare il cosiddetto ddl intercettazioni eliminando il divieto assoluto di pubblicazione per quelle importanti per le indagini. Durante la conferenza stampa di presentazione del Milan, ha dichiarato: "Con le modifiche di oggi, si avrà una legge che lascerà la situazione pressoché come è adesso". Per il premier sarà una legge "che non lascerà agli italiani la libertà di parlare al telefono e l'Italia non sarà un paese davvero civile come lo è, ad esempio la democraticissima Inghilterra", "in Inghilterra, infatti le registrazioni telefoniche non possono essere portate come prova nei processi né dall'accusa né dalla difesa. Qui da noi è uno scandalo assoluto. Il privato, senza avere commesso alcun reato, può venire registrato e vedere le sue conversazioni finire sui giornali, con un peso completamente diverso da quello che ha detto, perché basta tagliare qua e là una frase e il senso cambia". "La battaglia sulle intercettazioni ci porta fuori i difetti della nostra democrazia, costruita con una architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democratizzazione. Le leggi non piacciono a certa magistratura di sinistra e il popolo non conta più nulla".
Ma se Silvio è triste lo stesso non si può dire del presidente della Camera, Gianfranco Fini che dichiara: "Oggi è stato raggiunto un punto di compromesso, ha prevalso il buon senso", "era giusto nel Pdl fare la battaglia che abbiamo fatto".

Le reazioni
Angelino Alfano, ministro della Giustizia: "dopo due anni di lavoro e discussioni parlamentari, il testo odierno sulle intercettazioni è l'unico punto di arrivo attualmente possibile, stante l'attuale situazione parlamentare ed istituzionale, al fine di conciliare diritto alla privacy, diritto di cronaca ed efficienza delle indagini", "Detto ciò va riconosciuto che il contenuto del ddl intercettazioni, così come delineato dagli emendamenti fino ad oggi presentati in Commissione Giustizia, è senz'altro mano ambizioso rispetto a quanto previsto nel nostro programma di governo".
Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera e presidente di Generazione Italia: "Sulle intercettazioni hanno vinto la ragionevolezza e il buonsenso e il testo che si profila è per noi un ottimo risultato con cui garantire il giusto equilibrio tra esigenze investigative, libertà di stampa e riservatezza dei cittadini", "il risultato raggiunto è un successo di tutto il Pdl e del governo che hanno accolto la ferma posizione a favore della legalità, della minoranza interna, che ancora una volta si è mostrata utile a evitare errori e particolarmente sensibile sotto il profilo istituzionale"
Pier Ferdinando Casini, Unione di Centro: "il testo del ddl intercettazioni è profondamente cambiato ed è migliorato, penso che sia un nostro successo. Dopo di che può essere che se ne discuterà a settembrem ma questo è un altro discorso"
Giulia Bongiorno, presidente Commissione Giustizia: "L'emendamento del governo va incontro alle istanze rappresentate dal mondo dell'informazione. Sicuramente si tratta di qualcosa di molto positivo"
Donatella Ferranti, capogruppo Pd in Commissione Giustizia: "La caduta del bavaglio è solo apparente, visto che l'assenza di un termine preciso entro il quale il giudice deve fissare la cosiddetta 'udienza-filtro' per selezionare le intercettazioni rilevanti rende, di fatto, variabile e incerto nel tempo l'effettività del diritto di cronaca"

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