mercoledì 26 maggio 2010

(TERNI) POLO MUSEALE: 'CAOS' CALMO, PURE TROPPO



Solo pochi mesi fa, per la precisione a febbraio di questo anno, veniva presentato il primo report semestrale della nuova gestione del Sistema Museale del Comune di Terni, gestione affidata all'ATI composta da consorzio Civita, Indisciplinarte, cooperativa Kairòs, Sistema museo, cooperativa Actl, cooperativa Alis e Silvana editoriale, che, nell'estate del 2009, ha vinto l'appalto "a fronte di un importo complessivo di 3,6 milioni di euro. Qualcosa come circa 800mila euro all'anno per 4 anni e 43 occupati" (da Il Giornale dell'Umbria del 13/02/2010, pg. 35 - "Polo museale, tante magagne e pochi incassi" di Andrea Giuli). Report che non faceva di certo brillare la nuova gestione relativamente ad incassi, biglietti ed ingressi, ma, soprattutto, metteva in evidenza numerose criticità in merito a sicurezza e collaudi dei vari siti.
Ebbene, a tutt'oggi, la situazione non sembra ancora essere cambiata. Dalla relazione sull'attività del polo museale della quarta commissione consiliare di Controllo e Garanzia del Comune, presieduta da Paola Ciaurro, emerge un quadro sicuramente poco incoraggiante. "Ricaduta inferiore al previsto. Affluenza agli spazi museali spesso troppo bassa. Flop della mostra di Piermattero d'Amelia" (da Il Messaggero del 24/05/2010, pg. 36 - "Polo museale, bando senza allori" di Paolo Grassi) per fare solo alcuni esempi.
Qualche dato:
  • la mostra di Piermatteo d'Amelia: (investimento 122mila euro) 7mila ingressi;

  • Centro Arti Opificio Siri (CAOS): 1.923 presenze nel 2009 con un incasso di circa 1.500 euro. Circa 5mila presenze nel 2010;

  • Carsulae: 9.730 presenza nel 2009 con un incasso di circa 28mila euro. Circa 4.200 presenza nel 2010;
  • bar della biblioteca e Fat: nettamente inferiori alle aspettative gli incassi che ammontano a circa 24mila euro nel 2009;
  • teatro Sergio Secci: inaugurata sabato, la nuova struttura contenente circa 300 posti ha già scatenato una marea di polemiche. Realizzata al modico prezzo di due milioni e quattrocentomila euro già rende visibili non pochi problemi: "la visuale è angusta, le 'americane' troppo basse, tali da appiattire la profondità di campo che pure esisterebbe grazie al prolungato proscenio, le balaustre vanno a limitare con maggiore invadenza la visione prospettica" (da Corriere dell'Umbria del 26/05/2010, pg. 43 - I primi problemi del "Sergio Secci" di Claudio Bianconi), e ancora, "dubbi sulla funzionalità di un foyer troppo grande rispetto alla sala, l'assenza di una torre scenica, un numero di posti troppo elevato rispetto allo spazio disponibile".
"L'amministrazione e la direzione di gestione - si legge nella relazione - avrebbe dovuto attuare ed incrementare un sistema di controllo sul rispetto degli adempimenti contrattuali, sull'andamento del contratto e sul raggiungimento degli obiettivi. Il Consiglio comunale non è stato coinvolto in merito, nonostante il Testo Unico Enti Locali ravveda nei consiglieri la competenza decisianale".

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