lunedì 15 marzo 2010

DESTRA UMBRA CONTRO TUTTI. GASPARRI, MODENA & LAFFRANCO ATTACCANO COMUNISTI, MAGISTRATI E UDC



E' sicuramente più facile attaccare che fare proposte serie e convincenti. Durante la visita di Gasparri a Perugia Fiammetta Modena e Pietro Laffranco si sono scatenati. Hanno attaccato tutti comunisti, magistrati e Udc. "E' ora che i comunisti tornino a lavorare", ha esordito la Fiammetta e poi via con la difesa del capo da parte di Gasparri, "i giudici indaghino sulla mafia non su Berlusconi che attacca Santoro". Chiude Laffranco: "siamo in grado di cancellare l'Udc".
L'on. Laffranco analizza le intenzioni di voto degli umbri "I sondaggi di questi giorni ci danno intorno al 42%, ma è il trend che ci fa sperare se consideriamo che un mese fa il Pdl era attestato al 34".
In realtà non so se faccia sperare o preoccupare i vertici del Pdl, perchè un 42% sarebbe comunque un risultato che porterebbe nuovamente alla sconfitta della destra in Umbria e che, se consideriamo che la Lega è attestata intorno al 4%, vedrebbe un Pdl al 38%.
Probabilmente è per questo che, in mancanza di un progetto serio, l'ex esponente del MSI spera di recuperare qualche posizione attaccando apertamente l'Udc e la candidata di centro Paola Binetti: "catapultata in Umbria dall'alto, lei che dell'Umbria non conosce neanche la posizione geografica, ma il Pdl in queste elezioni è in grado di cancellare l'Udc perchè loro sono i primi a non volere il cambiamento in questa regione".
Gasparri, senza parlare minimamente dell'Umbria, parte all'attacco dei giudici: "Quello che leggete sui giornali di questi giorni ha dell'incredibile: un giudice di Trani che indaga Silvio Berlusconi per una telefonata su Annozero. Incredibile, invece di pensare a mafia e mafiosi perdono tempo col presidente del Consiglio. Come se non sapessero il suo pensiero e il nostro sulla faziosità di Michele Santoro che noi gridiamo tutti i giorni in piazza e in televisione", quindi un mega-invito alla manifestazione del Pdl: "Non sarà una manifestazione contro qualcuno, noi sabato parleremo solo di politica e di elezioni presenteremo i nostri 13 candidati alle regionali e insieme a loro spiegheremo i nostri programmi su sanità, trasporti e lavoro nelle varie regioni".
Quindi è l'ora della Fiammetta: "La Marini? Il più grosso conflitto di interessi presente oggi in Umbria", "Vinciamo noi così i comunisti torneranno finalmente a lavorare".
Le reazioni:
Paola Binetti, Udc: "Fuori luogo e offensiva l'idea di voler cancellare l'Udc. Il Paese ha bisogno di un altro stile di campagna elettorale. Sgradevole anche il riferimento al fatto che io non sappia la geografia. La sanno forse loro nel Lazio?", "C'è un desiderio forte di cambiamento, che urge sulla bocca di tutti e che vogliamo trasformare in un coinvolgimento operativo per ricostruire insieme questa regione, per ridare valore all'Umbria". "La convinzione che la regione meriti un cambiamento di passo e che stia diventando urgente modificare certe logiche organizzativo-gestionali e certe procedure per ridare slancio ad una economia che corre il rischio di diventare asfittica e di accentuare gli elementi di criticità".
Maurizio Ronconi, Udc: "Nel Pdl dell'Umbria non riescono più a nascondere un nervosismo che lievita con i dati dei sondaggi. Ormai è chiaro che in Umbria il Pdl non vincerà e votarlo significherebbe solo mettere in congelatore i voti, renderli inutilizzati per cinque anni, consegnarli a consiglieri regionali che hanno abbondantemente dimostrato di non saper fare neppure opposizione".
Sandra Monacelli, Udc: "Leggendo le dichiarazioni dell'on. Laffranco che vorrebbe cancellare il centro - bontà sua, ma non forse del popolo sovrano - si comprende meglio la disaffezione degli umbri verso questa consultazione elettorale del 28-29 marzo, nella quale anzichè parlare di programmi e dei problemi della gente, si tenta di alzare i toni scambiando le strategie con i sondaggi, la politica con i vantaggi e la democrazia degli elettori con la dittatura delle oligarchie".

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