mercoledì 14 ottobre 2009

LA NUOVA TRIPLA BACCHETTATA DELL'ONU: L'ITALIA HA FATTO UN PASSO INDIETRO



Dopo la bocciatura della cosiddetta "Legge Concia" che avrebbe introdotto un inasprimento delle pene per le aggressioni agli omosessuali, il responsabile dell'Alto commissariato per i Diritti umani, Navanethem Pillay, ha bacchettato il nostro Paese che avrebbe fatto "un passo indietro". "In alcuni paesi l'omosessualità è addirittura criminalizzata, ma non possiamo ignorare che in altri le minoranze sono soggette non solo a violenze, ma anche a discriminazioni in vari aspetti della loro vita". La responsabile dell'istituzione Onu ha inoltre dichiarato: "Stiamo sorlvegliando la situazione in Italia, come in ogni altro paese in cui la libertà d'informazione è minacciata". La terza bacchettata è relativa all'introduzione dell'aggravante di reato prevista dal pacchetto sicurezza per gli immigrati clandestini che commettono un reato. La Pillay non ha escluso che l'istituzione di cui è responsabile possa inviare nei prossimi giorni l'invio di una richiesta ufficiale per modificare la legge. "Per gli immigrati irregolari non ci può essere una sospensione dei diritti umani. Per punire lo stesso reato, dovrebbero esserci le stesse regole di chiunque".
Scoppia la polemica
Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del Pdl: "Le parole del commissario Onu per i diritti umani sono inaccettabili. Tentare di far passare l'idea che nel nostro Paese gli omosessuali siano una minoranza di perseguitati la dice lunga sul livello di faciloneria che non dovrebbe esserci tra persone che occupano posti di tale rilevanza. D'altronde però non è la prima gaffe del commissario Pillay. Conosciamo tutti molto bene le figuracce rimediate dalla signora nelle vicende dell'immigrazione di questa estate. Si vede che all'Onu formulare giudizi sprezzanti senza sapere di cosa si parla è la normalità".
Interviene anche la sezione italiana di Amnesty International che chiede che tutti i crimini determinati da motivi etnici, razziali, religiosi, di identità di genere o di orientamento sessuale siano investigati e perseguiti secondo leggi che prevedano sanzioni tali da riflettere la gravità dei diritti umani.
Pia Locatelli, Presidente dell'Internazionale Socialista donne: "La reprimenda dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, dopo lo stop alla legge sull'omofobia, è indirizzata soprattutto alla maggioranza, ma tocca anche l'opposizione", "quando si tratta di sostenere in Parlamento il tema dei diritti civili, questa maggioranza di governo conferma, con alcune lodevoli eccezioni, di essere sostanzialmente una destra conservatrice e retriva e il Pd di muoversi in stato confusionale. Tre settimane fa infatti, c'è stato l'incidente della senatrice Bianchi sulla RU486, ieri quest'altro pasticcio con tanto di processo alla teodem dissenziente Binetti. La verità è che quando su certi temi si semina ambiguità, alla fine si raccolgono solo sconfitte".

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