venerdì 31 luglio 2009

IN RICORDO DI ROCCO CHINNICI, EROE CONTEMPORANEO


Il 29 luglio di ventisei anni fa, il giudice Rocco Chinnici venne ucciso nell'attentato di via Federico Pipitone insieme al maresciallo Mario Trapassi, all'appuntato Salvatore Bartolotta e al custode Stefano Li Sacchi.
La figlia Caterina, oggi assessore alla Giunta regionale siciliana, insieme al governatore Lombardo e alle massime autorità, ha ricordato il valore del padre che, durante la sua vita, aveva accomunato il senso del dovere alla condivisione del valore della legalità.
I messaggi
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini - "Rocco Chinnici era un uomo che ispirava la sua opera ad un alto senso dello Stato e che credeva nel coinvolgimento della società civile nella lotta contro la criminalità organizzata", "di lui ricordiamo l'estrema sensibilità e considerazione rivolta a ogni componente della socità, in particolare nei confronti dei giovani, come testimonia la sua attenzione alla crescita civile delle nuove generazioni: si recò personalmente nelle scuole a denunciare la barbarie e la pericolosità della mafia nonchè a informare i ragazzi appellandosi al loro senso civico. 'Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai'. In questa breve affermazione, risiede tutta la forza e la severa coerenza della lotta che questo eroe contemporaneo lanciò contro le organizzazioni mafiose", "Ritengo che il suo esempio di eroismo e abnegazione debba essere ben presente nella coscienza di ogni singolo cittadino, divenendo patrimonio collettivo condiviso e indispensabile per affermare i valori della legalità, della democrazia e di una convivenza civile libera dal ricatto criminale. Il suo fu un sacrificio, innanzitutto, al servizio della giustizia, dello Stato e delle Istituzioni come valori interiorizzati. Celebrare la memoria e la passione civile di un grande italiano come Chinnici significa esaltare una libertà piena e viva, che trova la sua massima espressione nell'esercizio di una cittadinanza consapevole che intende essere libera da ogni mafia e potere criminale, nel nome dei valori della Costituzione".
Il Presidente del Senato, Renato Schifani - "Chinnici fu tra i primi a comprendere l'importanza di educare i giovani, li definiva 'la nostra nuova coscienza', alla conoscenza e al rispetto dei principi che regolano il vivere civile, spronandoli a bandire ogni forma di violenza, di arbitrio e sopraffazione. Un messaggio che tutti noi abbiamo il dovere di raccogliere. Ogni azione dello Stato, delle Istituzioni, di tutta la società deve essere finalizzata alla costruzione di un futuro nel quale i saldi valori della nostra democrazia non vengano mai meno, siano da tutti sempre custoditi come un bene prezioso e preservati da qualunque attacco esterno".
La parlamentare europea, Rita Borsellino - "Chinnici ebbe, tra i tanti meriti, quello di intuire l'importanza e la necessità di un fronte comune composto da magistrati, forze dell'ordine e società civile per combattere Cosa Nostra", "Il suo omicidio, come tanti altri riconducibili a Cosa Nostra, fu commesso d'estate, in modo tale da avere la minore eco possibile su stampa e opinione pubblica. Questo dovrebbe spingerci tutt'oggi a riflettere sulla necessità di non abbassare mai il livello dell'attenzione sulla mafia".

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