venerdì 10 ottobre 2008

SE UNA CITTA' SI DIMENTICA DELLE SUE RADICI

Solo da qualche giorno si è conclusa la terza edizione del Festival "ES.TERNI '08", manifestazione che resta sconosciuta alla maggior parte dei ternani.
Nell'editoriale del sito della manifestazione leggiamo:
"Rischiamo tutto.
Scommettiamo su Terni, sulla sua comunità e sulle potenzialità di una città geneticamente contemporanea.
Scommettiamo su di noi, sui cervelli della nostra generazione, intelligenze ancora libere, menti avventurose.
Scommettiamo su una generazione di artisti giovani e determinati, ma anche disancorati e fragili.
Scommettiamo sul grado massimo di esposizione.
Scommettiamo sulla rete, sulla condivisione, sulla partecipazione dal basso.
Scommettiamo sul sincretismo artistico, sullo sguardo multiplo, sui fermenti scenici internazionali, sul coinvolgimento emotivo del pubblico.
Scommettiamo sul rito collettivo dell'arte.
Scommettiamo sulle idee e sull'immaginazione.
Scommettiamo sulla qualità.
Rischiamo il rinnovamento.
E vi invitiamo ad accompagnarci."

Mi chiedo e Vi chiedo se tali premesse non rappresentino soltanto un vuoto concettuale e, nel contempo, un manifesto addirittura contraddittorio e fuorviante.

Rischiare il rinnovamento, scommettere su "artisti giovani e determinati", "fragili" e "disancorati", scommettere sulla "condivisione", sulla "partecipazione dal basso", sul "sincretismo artistico" o sul "rito collettivo dell'arte" non significa creare un mini-festival aperto a pochi ospiti referenziati.

Una città come Terni, in un momento così grave di crisi economica e sociale, non può permettersi un festival per pochi. Dovrebbe, invece, scommettere "sulla rete, sulla condivisione, sulla partecipazione dal basso" in maniera più sincera.

Da un sondaggio del Comune di Terni (http://www.comune.terni.it/community.php?op=viewpollresults&id=15), a cui hanno votato solo 239 ternani, risulta che:

  1. Soltanto il 23% ha giudicato positivamente la manifestazione (10% E' interessante; 9% E' innovatrice; 2% E' coinvolgente; 2% L'ho seguita);
  2. Il 77 % ha giudicato negativamente o non è stato interessato alla manifestazione (46% Non mi interessa; 6% E' complicata; 16% Non l'ho seguita; 9% E' distante).

Terni è una città di provincia e, come tale, non "geneticamente contemporanea". La cultura che ha espresso e che continua ad esprimere è una cultura popolare e provinciale che non deve essere dimentacata e non deve essere considerata peggiore della cultura "alta".

Un tempo si sarebbe detto che ES.TERNI è un festival troppo "borghese". Adesso non si può più dire ma...

A Voi la palla!!!


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