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venerdì 5 febbraio 2010

"L'ISOLA DEI FAMOSI" IN NICARAGUA? LA PROVINCIA DI TERNI RICORDA CHE "E' UN COVO DI LATITANTI ANNI '70"


Andrea Liberati, il "ternano dell'anno 2008", ricercatore appassionato, è il promotore e presidente del Comitato per la Pace e contro il Terrorismo. Dopo la scoperta delle scorse settimane, relativa ai molti terroristi italiani degli anni '70 ancora latitanti ma iscritti a facebook, ha inviato una lettera - che pubblichiamo di seguito - al Direttore di RAI Due, Dott. Massimo Liofredi, e al Presidente del CdA della RAI, Dott. Paolo Garimberti. La missiva è firmata da tutte le forze politiche presenti alla Provincia di Terni, i capigruppo Massimo D'Antonio (UDC), Torquato Petrineschi (PdL), Giorgio Santelli (IdV), Zefferino Cerquaglia (SeL), Roberto Montagnoli (PD), Marco Rosati (RC), dal Presidente e Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Terni, Andrea Maurelli e Stefano Puliti e dal Presidente della Commissione Cultura della stessa Provincia, Giuliano Rossi.


"Al Direttore di RAI Due
Dott. Massimo Liofredi

e, p.c. al Presidente del C.D.A. RAI
Dott. Paolo Garimberti


Oggetto: L’Isola dei Famosi e la memoria storica.

Gentile Direttore,
tra alcune settimane si aprirà “L’Isola dei Famosi”. Approderà in Nicaragua. Abbiamo appreso che la location di questa edizione risentirebbe infatti dei problemi politici dell’Honduras; tuttavia quella parte dell’America resta largamente problematica, con ripercussioni enormi anche per l’Italia.
Nel piccolo Nicaragua –diversamente dagli altri Stati caraibici in cui la Rai, per la medesima trasmissione, si è recata in passato- vi è infatti un’alta concentrazione di latitanti della sanguinosa stagione terroristica italiana. Tra di essi, a Managua, spicca Alessio Casimirri, ultimo fuggitivo BR del sequestro di Aldo Moro e di altri delitti: è stato condannato a 11 ergastoli. C’è poi Guglielmo Guglielmi, che non ha mai scontato i suoi 39 anni di carcere per duplice omicidio; fu il leader delle UCC da cui si originò il gruppo che freddò Walter Tobagi. A Managua vive anche Manlio Grillo, uno dei tre del rogo di Primavalle, attualmente indagato per strage dalla Procura di Roma. Potremmo continuare, la lista è corposa.
L’ultima richiesta di estradizione per il solo Casimirri –correva l’anno 2004- fu bocciata dalla locale Corte Suprema. Casimirri e Guglielmi sono talmente sicuri dell’impunità che li si trova persino su Facebook, attività private comprese (Ansa, 24 novembre, ore 17.37).
Il Nicaragua rappresenta un caso diverso da Francia e Brasile, perché il Paese europeo, qualche anno or sono, abbandonò in via giurisprudenziale la Dottrina Mitterrand cui si informavano gli altri Stati compreso il Brasile, la cui Alta Corte –ad esempio- ha infine deciso l’estradizione di Battisti.
Il Nicaragua resta dunque un fronte aperto per l’Italia. RAI Due, recandosi laggiù, lascia inopinatamente alle proprie spalle un passato che non passa, rivelandosi immemore rispetto a tali dolorose vicende. Mancano 40 giorni al 32^ anniversario del sequestro Moro ed è proprio lì, in Nicaragua, che si nascondono molti segreti. La RAI, portandosi là, supera tutto con un colpo di spugna, recando di fatto omaggio a un Paese cui UE ed USA hanno peraltro congelato gli aiuti dopo elezioni amministrative giudicate fraudolente.
Poiché la memoria storica delle persone perbene è piuttosto lunga e sensibile rispetto a scelte quali quella in oggetto, vorremmo cortesemente comprendere la linea di condotta Rai al riguardo, in modo tale che la pubblica opinione non dimentichi, così come non abbiamo dimenticato noi. Vive cordialità

Andrea Liberati
ricercatore
presidente Comitato per la Pace e contro il Terrorismo
Massimo D’Antonio –capogruppo UDC Prov. Terni
Andrea Maurelli -presidente Cons. Prov. Terni
Stefano Puliti –vicepresidente Cons. Prov. Terni
Torquato Petrineschi (PdL), Giorgio Santelli (IdV), Zefferino Cerquaglia (SeL), Roberto Montagnoli (PD), Marco Rosati (RC) -capigruppo Prov. Terni
Giuliano Rossi –presidente Commissione Cultura Prov. Terni

Terni, 5 febbraio 2010
*****
Comitato per la Pace e contro il Terrorismo
dott. Andrea Liberati -Terni"

martedì 24 novembre 2009

LATITANTI? ISCRITTI A FACEBOOK. I "pizzini" confinati sulle distanze ridotte?





Quale studioso e appassionato di alcune figure politiche di prim’ordine, in questi giorni uggiosi stavo ripercorrendo una fase decisiva della nostra storia nazionale –l’affaire Aldo Moro- per migliorare un mio precedente lavoro dei tempi dell’Università. Ma, davanti al computer, sono incappato in qualche significativa scoperta.
Al numero 00505.226.58.336 di Managua, Nicaragua, si può chiedere di Alessio Casimirri, condannato per la strage di Via Fani. Casimirri approdò nel 1983 in Centro America, laddove, oltre a diventare un esperto sommozzatore, ha aperto il ristorante La cueva del buzo. Il suo numero telefonico è su Facebook cui egli è iscritto ed è persino possibile lasciargli direttamente un messaggio on line. A proposito: la specialità della casa sono i frutti di mare, come recita la nota di Facebook, “Los mejores mariscos de Nicaragua con el mejor toque Mediterraneo”. Un’attività con ben 550 fan, tra cui numerosi amici e parenti che si trovano nel Belpaese. Facebook consente di scrivere anche a loro.
A questo punto la mia curiosità è cresciuta e sono andato a verificare se anche altri latitanti fossero per caso registrati sul social network più popolare del mondo e, magari, pure in quello che è oggi un cyberghetto come Myspace. Ma è sempre Facebook a spopolare, anche tra i ricercati per ergastolo.
Infatti c’è pure Achille Lollo, condannato per la morte dei fratelli Mattei (rogo di Primavalle), presto fuggito dall’Italia per rifarsi una vita nei Mari del Sud fino a far estinguere i 18 anni di pena –ma nuove indagini sono in corso presso la Procura di Roma. E’ anche lui contattabile su Facebook, dove, digitando il suo nome, potrete eventualmente scrivergli o contattare alcuni dei suoi amici e amiche do Brasil, meno di 30. Nulla rispetto a Casimirri.
E per concludere ritorniamo al punto di partenza, in Centro America, dove, sempre a Managua, svolgerebbe servizi sanitari persino per le Nazioni Unite il “dottor” Guglielmo Guglielmi, condannato a 39 anni per avere ucciso un orefice e un politico. Dalla sua cellula poi scaturì il commando che freddò il giornalista Walter Tobagi. Anche a Guglielmi possiamo inviare un messaggio su Facebook. Per raggiungere “il dottore” non bisogna però confondersi con gli omonimi: sotto il suo nome c’è scritto “College Station, TX”.
Ricercando i latitanti abbiamo dunque virtualmente girato il mondo restando a casa, ma una semplice operazione di controllo postale su Facebook potrebbe rivelarci, ad esempio, con estrema accuratezza se costoro, oggi, si trovino effettivamente laddove pensavamo fossero. A meno che non faccia ancora comodo a qualcuno il permanere di un angolo oscuro nella nostra storia, uno spazio gonfio di sofferenza e retoricamente chiamato “misteri d’Italia”.

Andrea Liberati

23 novembre 2009
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