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giovedì 2 aprile 2009

LA FINANZA TORNA IN COMUNE PER I LAVORI AL CIMITERO. STRETTO RISERBO SULLE INDAGINI DELLA CORTE DEI CONTI


E' trascorsa soltanto una mesata dall'ultima notizia relativa ad indagini della Corte dei Conti sul Comune di Terni e già ne è iniziata una nuova su cui vige, però, il più stretto riserbo. Sappiamo soltanto che ieri la Guardia di Finanza è entrata in Comune ed ha sequestrato incartamenti e faldoni relativi ai lavori di ampliamento del cimitero.
La vicenda è probabilmente legata ai ritardi per i citati lavori che interessano migliaia di famiglie ternane. Duecento di queste famiglie hanno, nel corso di questi anni, costituito il Comitato "La buona terra", presentato un esposto ai magistrati contabili ed hanno intentato una causa al Comune per vedere riconosciuti i loro diritti. Nelle scorse settimane, in vista delle elezioni, hanno inviato un comunicato in cui annunciavano, in considerazione dell'appoggio a loro offerto, il loro sostegno al candidato sindaco dell'Udc Enrico Melasecche.

lunedì 3 novembre 2008

CIMITERO: PER LE TOMBE PAGATE E NON CONSEGNATE L'UDIENZA DAVANTI AL TAR E' FISSATA PER MERCOLEDI


Dal primo gennaio 2005 centinaia di famiglie ternane sono in attesa che il Comune gli consegni i loculi o le cappelle regolarmente pagate. Ben 150 famiglie travolte dal blocco dei lavori del cimitero hanno presentato ricorso al Tar che ha fissato l'udienza mercoledi 5 novembre.
Il consigliere Enrico Melasecche, "artefice dell'iniziativa giudiziaria", dichiara che quella dei cimiteri è una vera e propria "emergenza".
"A Terni la ricorrenza dei defunti assume per migliaia di famiglie un tono di mestizia particolare. Aumenta di mese in mese il numero di coloro che debbono ricorrere ad amici e conoscenti per 'parcheggiare' più di un parente deceduto presso loculi o cappelle altrui, dopo che il Comune non sta mantenendo fede ai contratti stipulati da anni". "Non rallegra in questo quadro il blocco dei lavori al cimitero di Collescipoli, in cui la ditta è fallita. Di certo la sfortuna si aggiunge a un ritardo anche in quel caso pluriennale che, se si fosse evitato, avrebbe consentito comunque una risposta entro il decennio".
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