mercoledì 13 luglio 2011

(MANOVRA) NAVIGAZIONE A VISTA: LE CASTE PUNTANO I PIEDI PER LE LIBERALIZZAZIONI E PER LA PERDITA DI QUALCHE ANACRONISTICO PRIVILEGIO


In Parlamento è scoppiata la rivoluzione delle caste. Avvocati e notai del PdL stanno raccogliendo le firme contro alcuni punti della manovra che, da domani, sarà al voto del Senato.
Durante uno dei momenti più difficili della nostra storia repubblicana, mentre la nostra economia è sotto attacco degli speculatori internazionali e si richiama tutti - opposizione compresa - alla responsabilità, sono proprio i più fortunati a protestare per non perdere un pò dei loro antiquati, anacronistici ed ingiusti privilegi. La minaccia è quella di non votare la manovra "dovesse anche cadere Tremonti".
Il Ministro Giulio Tremonti
Il punto fondamentale riguarda l'articolo 39-bis della manovra, quello relativo alle liberalizzazioni e all'abolizione degli ordini professionali. 
Ha fatto preoccupare, inoltre, un emendamento presentato dall'opposizione al Senato che prevede l'incompatibilità delle cariche di parlamentare e sindaco o presidente della Provincia, l'allineamento degli stipendi di deputati e senatori alla media europea e la modifica dei vitalizi. "Gli uffici di presidenza delle due Camere - si legge nell'emendamento - adottano sistemi previdenziali basati sul metodo di calcolo contributivo, prevedendo requisiti anagrafici e contributivi per l'accesso ai trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti, ai sensi della disciplina pensionistica vigente".
Ovviamente, di fronte a cotanto spirito riformatore, non poteva che mobilitarsi anche l'Organismo unitario dell'avvocatura che ha convocato gli stati generali "per discutere e varare le iniziative di protesta contro il governo e i suoi progetti di svendita della giustizia e di smantellamento del sistema delle professioni".
Insomma, per una delle poche cose buone contenute nella manovra, quella delle liberalizzazioni che ci avvicina un pò di più all'Europa, i privilegiati scatenano il finimondo. Abbiamo appreso di tagli che metteranno in ginocchio il nostro sistema sociale, le famiglie e le imprese sono fiaccate dalla crisi e dall'entità della manovra, lo stesso sistema assistenziale del nostro Paese rischia di essere compromesso, la gran parte dei nostri ragazzi sono senza un lavoro - quindi senza un presente - e non avranno un futuro e nemmeno una pensione, e il nostro Parlamento e la risicata maggioranza che dovrebbe votare la manovra presentata dal Governo in carica sono sotto scacco di un gruppo di privilegiati che vorrebbe imporre sacrifici a tutti tranne che, ovviamente, a loro stessi...


Le notizie del blog TERNI...tudine sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «TERNI...tudine Blog» e l'indirizzo «www.ternitudine.blogspot.com»

Nessun commento:

Si è verificato un errore nel gadget