sabato 21 maggio 2011

BERLUSCONI A RETI QUASI UNIFICATE: "MILANO NON FINIRA' AGLI ESTEMISTI", "IL PDL E' IL PRIMO PARTITO, IL TERZO POLO NON C'E' PIU'". BERSANI: "NON SIAMO IN BIELORUSSIA" E BACCHETTA L'AGCOM


E' tornato a parlare. Dopo il silenzio post elettorale, in vista dei ballottaggi, il presidente del Consiglio è andato in onda quasi a reti unificate. Al Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto, insieme a numerose emittenti radio, lancia l'appello per salvare la sua Milano.
Non parla, ovviamente, dei problemi legati alla crisi economica e nemmeno di quelli sollevati dall'agenzia di rating Standard & Poor's che ha diminuito la previsione di tendenza (outlook) dell'Italia da stabile a negativo a causa di una "crescita economica potenzialmente più debole del previsto e un possibile stallo politico", di "una mancanza di impegno politico nella deregolamentazione del mercato del lavoro e nell'introduzione di riforme per aumentare la produttività".
Mister B vuole vincere i ballottaggi, specialmente a Milano, e parte all'attacco con i suoi spot: "Milano non finirà agli estremisti"; "No a una Milano Stalingrado d'Italia"; "Se vincesse la sinistra verrebbe cancellato l'Expo"...
"Il Pdl - ha dichiarato il Cavaliere al Tg1 - rimane il primo partito, il pilastro che regge il governo, e insieme alla Lega siamo l'unica possibilità di Governo nel Paese". "Ho parlato a lungo con Letizia è molto determinata, le partite durano 90 minuti, stiamo giocando il secondo tempo e stiamo giocando per vincere". Per il premier, il programma di Pisapia sarebbe dannoso per famiglie e imprese: "prevede più tasse, un grande centro islamico, il voto amministrativo agli immigrati, il blocco dello sgombero dei rom e il riconoscimento agli zingari della possibilità di autocostruzione, cioè il firitto di farsi una baracca come e dove meglio credono".
Quindi Napoli: "A Napoli - ha detto Berlusconi - il risultato è stato buono, visto che bisognava scardinare un sistema che ha gestito in modo disastroso la città. Il candidato dell'estrema sinistra De Magistris è una copertura che difende il vecchio sistema di potere. Il nostro candidato Lettieri rappresenta il nuovo, la nostra soluzione per i rifiuti e la raccolta differenziata, e per il termovalorizzatore che la sinistra rifiuta. Napoli deve tornare vivibile e sicura", "tornare ad essere una capitale europea".
Sul Terzo Polo: "I moderati milanesi se avessero voluto avrebbero potuto scegliere un'alternativa, cioè il Terzo Polo, ma hanno certificato la sua irrilevanza", "l'UdC ha avuto risultati decenti quando si è alleata con noi, mentre Fli non è esistito, ha preso qualcosa i più dell'1%".


Le reazioni:
  • Pier Luigi Bersani, segretario Pd: "Abbiamo assistito ad un incredibile diluvio mediatico del premier quasi a schermo unificato. Una vicenda insostenibile che umilia la coscienza democratica del Paese. Non è accettabile che i cittadini di Milano, Napoli, Trieste e tante altre città vedano la loro libera scelta sull'amministrazione della loro città inficiata dalla vergognosa propaganda di chi dovrebbe essere impegnato a dare risposte ai problemi d'Italia. Non è possibile che l'Autorità garante delle comunicazioni attenda oltre per intervenire con fermezza e non con i pannicelli caldi di blande misure ex post", "Non siamo in Bielorussia";
  • Giuliano Pisapia, candidato Sindaco di Milano per il centro-sinistra: "Anch'io come milanese sono turbato per un presidente del consiglio che confonde i colori delle bandiere: quelle che ha visto erano bandiere rossonere dei tifosi milanistri che gioivano per la vittoria dello scudetto";
  • Pier Ferdinando Casini, UdC: "Mi sembra che continui a non capire. Pensa che il 47% dei milanesi che ha votato Pisapia sia reclutabile tra zingari, extracomunitari e amici", "non ha ancora capito che non deve fare promesse mirabolanti tipo quella dello spostamento dei Ministeri che non si capisce se è ridicola o solo folle, ma dovrebbe essere serio. Mi sembra che non l'abbia capito e che continui a sbagliare";
  • Francesco Rutelli, ApI: "Gli elettori del Terzo Polo, determinanti con la loro scelta per i ballottaggi di Milano e Napoli, accoglieranno male l'espressione arrogante del premier Berlusconi nei loro confronti. Credo sia un altro autogol";
  • Antonio Di Pietro, leader IdV: siamo davanto all'"offensiva di chi è chiuso nel bunker e non si rende conto che non ha più la fiducia da parte dell'elettorato";
  • Alessio Butti, capogruppo PdL in commissione vigilanza Rai: "Siamo al trionfo dell'ipocrisia: i signori della sinistra si scoprono sostenitori del contraddittorio a fasi alterne. Deve valere quando parla Silvio Berlusconi in qualità di presidente del Consiglio e non vale più quando a parlare, anche in piena campagna elettorale, sono i giornalisti inginocchiati al centrosinistra che sistematicamente attaccano la maggioranza".

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