lunedì 15 novembre 2010

E' POSSIBILE SCIOGLIERE SOLO UNA RAMO DEL PARLAMENTO? LA PAROLA AI COSTITUZIONALISTI...


Il costituzionalista, presidente emerito della Consulta e candidato sindaco per il centrodestra alle scorse elezioni nella nostra città ha dichiarato che: "pur essendo tecnicamente impossibile, sciogliere solo un ramo del Parlamento non è automatico: è nel potere del Capo dello Stato, che dovrebbe però almeno essere confortato da un ampio consenso di tutte le forze politiche". "Certo, sarebbe una prima volta per motivi politici, perché in passato il Senato, la cui legislatura era di sei anni, veniva sciolto con un anno di anticipo per farlo coincidere con il rinnovamento quinquennale della Camera". Per l'ex presidente della Rai "tutto dipende dalla valutazione del Capo dello Stato una volta sentiti tutti i gruppi parlamentari. Nel caso in cui la maggioranza dei gruppi fosse favorevole allo scioglimento di una sola Camera, allora Napolitano potrebbe anche procedere. Ci deve però essere il clima politico favorevole. Inoltre una richiesta del genere può rilevarsi un'arma a doppio taglio perché se ci fosse una preponderanza allo scioglimento di entrambi i rami del Parlmanento, allora sarebbe matematico che il Capo dello Stato indirebbe le elezioni".


Valerio Onida

Costituzionalista, presidente emerito della Consulta ha partecipato alle primarie del centrosinistra come possibile candidato sindaco di Milano: "un assurdo, se si scioglie la Camera è perché non c'è più la maggioranza di governo, sono cambiate le condizioni politiche: se si andasse alle elezioni solo per uno dei due rami del Parlamento si potrebbe avere come risultato una maggioranza confliggente". Ha aggiunto che "non è secondaria la tempistica di presentazione delle mozioni: quella alla Camera è di sfiducia e ha effetti immediati sulla sorte del governo, quella del Senato no, è solo un atto politico".


Paolo Armaroli

Professore di diritto pubblico comparato, ex parlamentare di AN, ha detto che "in caso di scioglimento anticipato non si è mai andati a elezioni per una Camera sola, e questo perché politicamente si verificherebbe una Camera che rema contro l'altra", "ho la sensazione - ha aggiunto - che ricordare l'articolo 88 serva slo a rassicurare i senatori: votate per il governo senza paura, Palazzo Madama resta in piedi...".

Giovanni Sartori

E' considerato, a ragione, il più grande politilogo italiano vivente ed uno dei massimi esperti di politica comparata. "E che si fa, si butta a mare la Camera viva e si resta con quella moritura?" ha dichiarato, chiarendo che il Senato "è morituro, perché sta per diventare Senato federale: è una logica tutta italiana, quella di tenere in piedi la sola Camera che deve morire, è un'idea che descrive bene lo stato del Paese, e credo proprio che Napolitano ce la risparmierà".

Michele Ainis

Professore ordinario di diritto pubblico all'Università di RomaTre: ''Dal punto di vista logico non funziona. Il premier sostiene che sia possibile sciogliere la Camera perche' solo li' rischia di non ottenere la fiducia. Ma il ragionamento si puo' rovesciare: perche' non sciogliere il Senato? Inoltre, c'e' il pericolo di un altro cortocircuito. Avremmo infatti due rami del Parlamento con due possibili maggioranze diverse e con tempi sfalsati: la scadenza del Senato resterebbe al 2013, mentre quella della nuova Camera sarebbe nel 2015''. Una ''discrasia politica e temporale'' che ''Napolitano difficilmente potrebbe accettare una soluzione simile''.

Anna Chimenti

Professore ordinario di diritto costituzionale all'Università di Foggia ha dichiarato che "la Costituzione non si può leggere a pezzettini, e il caso della crisi di governo è proprio quello in cui entra in scena, direi come dominus, il Presidente della Repubblica". Il problema, ha aggiunto la docente "è che Berlusconi sa che alla Camera non ha i voti, e al Senato sì: se si sciogliesse solo il Senato, per via dell'attuale legge elettorale potrebbe uscirne un Berlusconi perdente al Senato e forte alla Camera".

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