giovedì 7 ottobre 2010

DOSSIER SULLA MARCEGAGLIA, PERQUISITO IL GIORNALE ED INDAGATI SALLUSTI E PORRO


Perquisita la sede de 'Il Giornale' ed indagati il direttore, Alessandro Sallusti, ed il vice-direttore, Nicola Porro, a seguito di un provvedimento della procura di Napoli relativo all'inchiesta coordinata dai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock. L'ipotesi di reato contestata ai due giornalisti è concorso in violenza privata, per presunte minacce legate all'eventuale raccolta di un dossier contro Emma Marcegaglia in seguito alle sue dichiarazioni contro il governo.
Dalla ricostruzione dell'agenzia Ansa, il presunto dossier contro Emma Marcegaglia sarebbe stato ideato dopo l'intervista rilasciata il 15 settembre in cui la presidente di Confindustria esprimeva critiche al governo ed accennava al conflitto di interessi e alla campagna stampa contro il presidente della Camera.
Un fondamentale elemento sarebbe rappresentato da un sms inviato da Nicola Porro a Rinaldo Arpisella, responsabile dei rapporti con la stampa della Marcegaglia, "Ciao Rinaldo domani super pezzo giudiziario sugli affari marcecaglia" e dalla successiva telefonata in cui il giornalista avrebbe affermato: "...adesso ci divertiamo per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo!", aggiungendo che non era uno scherzo e che aveva "spostato i segugi da Montecarlo a Mantova".

Le reazioni
Vittorio Feltri, direttore editoriale de 'Il Giornale': "C'è un clima un pò particolare che si è creato negli ultimi tempi. Siccome non abbiamo fatto niente di strano non riesco a capire da cosa parta l'ordine di perquisizione e tutto il resto. C'è questo fatto della Marcegaglia, ma mi sembra tutto una sciocchezza".
Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21: "Non ci sono mai piaciute le perquisizioni nelle sedi dei giornali e per questo non ci è piaciuta neppure quella ordinata nella sede del "Giornale" alla ricerca di dossier contro Emma Marcegaglia", "Se davvero si vogliono mettere le mani sulla fabbrica dei veleni le perquisizioni andrebbero disposte altrove anche a costo di disturbare logge e servizi deviati".
Franco Siddi, segretario nazionale della FNSI: "Pur nel rispetto del lavoro dei magistrati e in attesa di un rapido chiarimento su tutta la vicenda, non vorremmo che gli interventi in atto assumessero i caratteri del controllo preventivo sulla stampa";
Fabrizio Cicchitto, capogruppo PDL alla Camera, si dice curioso: "di vedere le reazioni di coloro che sono mobilitati per il disegno di legge sulle intercettazioni. Siamo ancora più curiosi di capire le ragioni e le conseguenze di una iniziativa che ha aspetti devastanti".
Daniele Capezzone, portavoce PDL: "chi è 'in odore di berlusconismo' è per ciò stesso esposto a rischi di ogni tipo". "Delle due l'una: se fai parte degli odiatori politici e giornalistici di Berlusconi, puoi fare di tutto; se invece stai, a qualunque titolo, nell'area politico-culturale vicina al Pdl, o comunque se non partecipi a forsennate campagne contro il premier, sei un soggetto sgradito alle oligarchie, all'establishment italiano, con tutte le conseguenze e i pericoli del caso. Dove sono quelli della 'libertà di stampa'? Dove sono i lottatori al servizio permanente effettivo della 'libera informazione'?".

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