venerdì 2 luglio 2010

GOVERNO ALL'ASSALTO DELLE TREDICESIME DI MAGISTRATI E FORZE DELL'ORDINE


Ma come, non era finita? L'Italia non stava uscendo dalla crisi? Solo due giorni fa il sempre sorridente presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dichiarava dal Brasile: "La crisi è alle nostre spalle, per fortuna, e l'Italia ne sta uscendo meglio degli altri in Europa". Ma oggi? Cos'è cambianto? Nulla. 
Spero soltanto che gli italiani comprendano. Dopo l'annuncio dell'ennesimo innalzamento dell'età pensionabile di ieri - prontamente rimangiato dalla maggioranza come un refuso sulla manovra - oggi il Governo di Silvio Berlusconi vuole tagliare le tredicesime dei magistrati, delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, dei professori universitari e dei diplomatici. 

Le reazioni
Pier Ferdinando Casini, Unione di Centro: "Spero che l'emendamento che prevede il taglio delle tredicesime per le Forze dell'Ordine, assieme a quelle di molte altre categorie, sia solo un nuovo refuso di questa maggioranza sulla manovra. Sarebbe gravissimo colpire il simbolo della legalità e della sicurezza nel nostro Paese, già vessato da una situazione in cui è contingentata persino la benzina per le auto di pattuglia. Chi è incaricato di garantire la sicurezza dei cittadini ha già subito troppe umiliazioni negli ultimi anni. Ma se questa fosse davvero la volontà del governo, contrasteremo con ogni mezzo in Parlamento questa sconcertante iniziativa".

Contemporaneamente "si registra un colpo d'acceleratore sull'agganciamento dei requisiti di pensionamento all'aumento dell'aspettativa di vita" (da Repubblica.it), secondo il quale l'aggiornamento dei requisiti alla speranza di vita dovrà essere effettuato ogni tre anni. Inoltre, come già annunciato ieri dal ministro Sacconi, il nuovo emendamento revisionato non contiene alcun riferimento all'innalzamento dei 40 anni di contributi per andare in pensione. Lo stesso ministro ha dichiarato stamani: "non c'è alcun problema, è tutto risolto, parliamo solo della norma relativa ai 40 anni di contributi, solo di questo segmento piccolo, purtroppo. E' già risolto. E' stato risolto e il testo è stato pulito". 

Le reazioni
Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Partito Democratico: "non c'è stato nessun refuso. L'emendamento, infatti è stato scritto direttamente dal ministero dell'Economia. La retromarcia di Sacconi è dovuta, quindi, alle contraddizioni del governo, alla superficialità e all'approssimazione con cui intervengono sui diritti dei lavoratori".
Cesare Damiano, Pd, ex ministro del Welfare: "L'armata brancher-leone ha colpito ancora: un altro scivolone del governo, questa volta sulle pensioni di anzianità. Deve intervenire il ministro Maurizio Sacconi che declassa un grave incidente a semplice refuso. L'importante è che il governo faccia marcia indietro sul tentativo di allungare la permanenza al lavoro per coloro che hanno maturato i 40 anni di contributi. Nessuna delle riforme precedenti, Maroni e Damiano, aveva toccato questo diritto pensionistico. Il Partito Democratico si batterà anche per impedire che questi lavoratori siano coinvolti nelle nuove finestre mobili".
Elio Lannutti, Italia dei Valori: "Mai una volta che si sbaglino a vantaggio dei cittadini, il governo ogni tanto prova a far passare qualche porcheria nelle more di un emendamento, poi vede la reazione sdegnata e fa finta che sia stato un errore".

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