sabato 10 luglio 2010

BERLUSCONI RIPARTE ALL'ATTACCO: "LA LIBERTA' DI STAMPA NON E' UN DIRITTO ASSOLUTO"



"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraverso le frontiere"

"Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera; La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati"

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure"


Non si è fatta di certo attendere la risposta di Berlusconi allo sciopero di ieri indetto dalla FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) contro il ddl intercettazioni al quale ha aderito il 90% dei giornalisti italiani. In un messaggio audio ai Promotori della Libertà, il premier affida a questi ultimi il compito "di togliere il bavaglio alla verità": "Ora avete un altro compito non facile, ma fondamentale: quello di togliere il bavaglio alla verità. Quel bavaglio che le è stato imposto da una stampa schierata con la sinistra e pregiudizialmente ostile al governo. Una stampa che disinforma, che non solo distorce la realtà, ma calpesta in modo sistematico il sacrosanto diritto alla privacy, invocando per sé la "libertà di stampa" come se si trattasse di un diritto assoluto. Ma in democrazia non esistono diritti assoluti, perché ciascun diritto incontra sempre un limite negli altri diritti prioritariamente ed egualmente meritevoli di tutela. Questo, come ben sapete, è un principio elementare delle democrazie liberali. Un principio che la stampa italiana, in maggioranza, ha scelto purtroppo di ignorare. Allora dobbiamo spiegare tutto questo anche attraverso i gazebo a tutti gli italiani".
Nel messaggio audio, il premier difende anche l'operato del suo governo affermando che "i risultati sono indiscutibili e dicono che abbiamo governato bene, con saggezza e lungimiranza, e mantenuto tutte le promesse", "la ripresa economica è una realtà confermata da tutte le rivelazioni statistiche: è aumentata la produzione industriale, sono cresciute le esportazioni, e la crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre (più 0,5 per cento) è più elevata che in tutti gli altri Paesi europei" .

Le reazioni
Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato: "uno sproloquio propagandistico e aggressivo" che nasconde "un disegno pericoloso per la democrazia perché mira a indebolire le istituzioni, il confronto parlamentare, la magistratura e la libera stampa".
Fondazione Fare Futuro: "la libertà di stampa è dire verità scomode", c'è "un'altra destra che sa che la libertà di stampa non è mai abbastanza e che nessun governo può davvero pensare di poterne limitare le legittime prerogative".
FNSI: "Da un Premier dopo una protesta come quella di ieri ci si aspetterebbe ascolto, non attacchi. E' un errore considerare i media nemici. La libertà di stampa in democrazia non è mai troppa", "La giornata del silenzio dell'informazione è stata fragorosa. La protesta per un disegno di legge, quello sulle intercettazioni, che penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo a giornali e notiziari (new media inclusi) di dare informazioni sulle inchieste giudiziarie, comprese quelle della grande criminalità degli affari sporchi, oggi più di ieri non può essere ignorata dal Governo e dal Parlamento".

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