lunedì 2 novembre 2009

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: CI MANCAVA SOLO IL KU KLUX KLAN


Ci mancava solo il Ku Klux Klan, ora siamo al completo. L'aver spinto, per anni, il pedale dell'acceleratore su formule politiche fondate sul becero populismo sta, già da tempo, mostrando i suoi effetti ma che si arrivasse addirittura al punto di fondare un "reame d'Italia" della più importante ramificazione americana del KKK, il movimento "United northern and southern knights of the KKK", mi sembra allarmante.
Questa mattina, su iniziativa dell'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), è stato segnalato alla Procura di Roma un blog delirante che inneggia all'odio raziale per l'apertura di una sezione italiana del KKK.
Non possiamo più accettare questo stato di cose. L'Italia sta diventando sempre di più un Paese intollerante ed incivile. L'imbarbarimento del dibattito politico, il continuo scivolamento culturale verso un indefinito vuoto sono tra le cause principali di questo fenomeno.
E' assurdo che si possano leggere, aprendo un sito di pubblico dominio, frasi rivolte a "uomini o donne patrioti bianchi" che si vogliano "impegnare" per la loro "stirpe", frasi contro "neri, immigrati, ebrei ed omosessuali".
Le reazioni
Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità: "pagliacciata che può diventare pericolosa", "Ci troviamo difronte a persone che incitano nostri cittadini a discriminare neri, omosessuali, persone dall'orientamento religioso diverso dal nostro e lo fanno su siti e canali di comunicazione internet molto utilizzati dai più giovani e visibili a tutti, compresi i bambini".
Alessandro Pignatiello, Partito dei Comunisti Italiani: "Ku Klux Klan in Italia? Il Ministro Maroni usi tutti i mezzi in suo possesso per bloccare immediatamente questa schifosa pagliacciata. Ecco a cosa porta lo scivolamento culturale e politico in atto nel Paese", "a questo punto, l'auspicio è che dopo questa tragica bravata qualcuno rifletta e bene e che, soprattutto, non se la prenda con internet e con la rete, ma con i messaggi distorti che certi ambienti di chiaro stampo xenofobo e razzista italiani continuano a lanciare. Con la demicrazia non si scherza. Non servono più vuote parole di circostanza ma fatti legislativi. Non si può, ad esempio, attuare politiche anti immigrazione e poi condannare l'intolleranza, non si può criticare gli atti omofobici che avvengono con frequenza quotidiana in Italia e poi non fare nulla in Parlamento. Lo diciamo da tempo: in Italia c'è un clima pesante, da paura. Qualcuno si fermi prima che sia troppo tardi".

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