giovedì 10 settembre 2009

FINI A GUBBIO: CHIEDERE DEMOCRAZIA INTERNA NON RAPPRESENTA UN REATO DI LESA MAESTA'


Gianfranco Fini è arrivato a Gubbio nel primo pomeriggio alla Scuola di formazione del Popolo delle libertà dove era previsto il suo intervento davanti allo stato maggiore del partito. Accolto dal Ministro Bondi, i due hanno parlato per una mezz'ora. Quindi inizia l'intervento, queste le dichiarazioni più importanti:
"Non è degno il dibattito in un partito con questo stillicidio di dichiarazioni basate su tre ipotesi: che sono folle, che sono un 'compagno travestito' e che aspiro a fare il capo dello Stato. Hanno detto che io aspiro al Quirinale, ma piuttosto ambisco a fare il successore di Ban Ki Moon"
"Come vedete non ho uno scolapasta in testa e non l'ho mai avuto e quindi non posso essere liquidato come un mattarello che ogni tanto dice quello che gli passa per la testa. Lo dico con simpatia ad Umberto Bossi"
"Ieri a Berlusconi ho detto che dal 27 marzo non si è deciso nulla e il punto è proprio questo: non è possibile che non si sia deciso nulla, il partito non è un organigramma. Serve un cambio di marcia, un dibattito interno", "serve più democrazia interna", "non mi risulta si sia mai riunita la direzione del partito. Contestare il presidente del partito non è dannoso e anzi farlo significa iniettare nel corpo del partito elementi in assenza dei quali il partito rischia di non esprimere le sue potenzialità", "chiedere democrazia interna non rappresenta un reato di lesa maestà".

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