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giovedì 19 luglio 2012

[TERNI] SPUNTA IL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM PER PASSARE SOTTO ROMA: "GIA' RACCOLTE 600 FIRME"


Terni sotto Roma?
Non entrerò nel merito della vicenda, per ora. Posterò soltanto le notizie raccolte.


Ultimo comunicato del Comitato promotore "Terni con Perugia e con Roma? Referendum":
Con Perugia o nel Lazio? Referendum. Moduli esauriti, oltre 500 firme in due giorni, grazie Terni! Una che Terni cresce e taglia il proprio cordone ombelicale
Con Perugia o nel Lazio? Seconda città di un'Umbria piccola e periferica o primo Comune del Lazio dopo Roma per popolazione e PIL, baricentro di un nuovo asse tra Rieti e Viterbo? In un momento epocale della nostra storia, in una fase che vede Terni più penalizzata di sempre, nell'impressionante afasia di buona parte della politica regionale e locale - non tutta, però, con segnali chiari da parte di singole personalità da sinistra a destra passando per il centro - il Comitato promotore del referendum chiede ai concittadini ternani uno scatto d'orgoglio per tornare insieme protagonisti del nostro futuro, abbandonando una volta per tutte viete dinamiche di subalternità. Il referendum è democrazia. Non è per caso che il Comitato continui a raccogliere un pò ovunque il malessere della gente, esaurendo così, in nemmeno due giorni, i 26 moduli sinora predisposti, senza computare quelli presenti in Comune. Oltre 500 firme che fanno ben sperare sulla capacità di raggiungere l'obiettivo delle 2.500 sottoscrizioni in due mesi: il Comitato promotore esprime gratitudine a questi 500 cittadini che hanno inteso aderire in modo così convinto a una battaglia collettiva. Invitiamo tutti coloro che supportano la richiesta di referendum a diffondere la voce tra amici e parenti, considerando che da domani costoro avranno un'ulteriore opzione: salire presso l'ufficio del notaio Clericò, Corso Tacito, 111, dal lunedì al venerdì dopo le ore 10. Al riguardo il Comitato ringrazia lo studio notarile per questa importante disponibilità a vantaggio di tutti i ternani. Si potrà ovviamente continuare a firmare anche in Comune, Ufficio referendum, Palazzo Spada II piano, seguendo gli orari degli uffici pubblici. Infine, domani e sabato ci si potrà recare al punto referendum di Largo Villa Glori, ore 17.30-20.00. 
Il numero delle firme raccolte sembra essere leggermente più alto. Andrea Liberati, presidente del Comitato promotore, al Messaggero: "In Comune i cinque moduli sono terminati per un totale di 100 forme. A cui vanno aggiunte le 500 che ho raccolto io personalmente". 

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martedì 17 luglio 2012

ISTAT UMBRIA: INCIDENZA POVERTA' RELATIVA PASSA IN UN ANNO DA 4,9% A 8,9%, E' L'AUMENTO PERCENTUALE PIU' ALTO D'ITALIA

Mentre la media italiana è sostanzialmente stabile, in un anno l'incidenza della povertà relativa sulla popolazione in Umbria è passata dal 4,9% all'8,9%, è l'aumento percentuale più alto d'Italia. Questo almeno è quanto si desume scorrendo il report annuale sulla povertà in Italia diffuso proprio stamattina dall'Istat.



Di seguito il testo del comunicato:
"Nel 2011, l'11.1% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila). La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 1.011,03 euro. La sostanziale stabilità della povertà relativa rispetto all'anno precedente deriva dal peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai, compensato dalla diminuzione della povertà tra le famiglie di dirigenti/impiegati. In particolare, l'incidenza della povertà relativa aumenta dal 40,2% al 50,7% per le famiglie senza occupati né ritirati dal lavoro e dall'8,3% al 9,6% per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, essenzialmente anziani soli e in coppia. Tra quest'ultime aumenta anche l'incidenza di povertà assoluta (dal 4,5% al 5,5%). La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro (dal 4,7% al 5,4%), soprattutto se non ci sono redditi da lavoro e almeno un componente è alla ricerca di occupazione (dall'8,5% al 16,5%).
L'incidenza di povertà assoluta cresce anche tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e/o titoli di studio bassi: famiglie di operai (dal 6,4% al 7,5%), con licenza elementare (dall'8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%). Peggiora la condizione delle famiglie con un figlio minore, sia in termini di povertà relativa (dall'11,6% al 13,5%), che di povertà assoluta (dal 3,9% al 5,7%). A fronte della stabilità della povertà relativa al Nord e al Centro, nel Mezzogiorno si osserva un aumento dell'intensità della povertà relativa: dal 21,5% al 22,3%. In questa ripartizione la spesa media equivalente delle famiglie povere si attesta a 785,94 euro (contro gli 827,43 e 808,72 euro del Nord e del Centro)".

Per saperne di più:


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mercoledì 16 maggio 2012

IN MEMORIA DI CLAUDIA GIONTELLA, di Andrea Liberati


Riceviamo e pubblichiamo.

Sento il dovere di ricordare una donna dal non comune profilo umano e accademico: Claudia Giontella.

Delicata e sensibile, esile e fragile, dentro nascondeva un cuore grande grande: Claudia ha rappresentato una rara prova di amore disinteressato per il nostro territorio.
Colta e umile - non amava fregiarsi di titoli - collaborava da oltre un anno con l'équipe Diocesi-Soprintendenza-Fondazione Carit, ponendo generosamente la propria esperienza a servizio del progetto relativo ai futuri scavi presso il colle della basilica di San Valentino, essendo già stata protagonista di indagini in situ negli anni '90, così come di altre fortunate campagne archeologiche in tutta Italia e, naturalmente, a Terni, da quella dell'ex poligrafico Alterocca a San Pietro in Campo a strada di Casanova fino ai rilievi sulla necropoli delle Acciaierie.
Appena due mesi or sono ci aveva ancora una volta incantato, riferendo a una ristretta platea di appassionati i felici esiti degli scavi condotti proprio a San Valentino nel 1997-1998, risultati congelati per lunghi anni nell'attesa di una nuova fioritura di interesse.

Credo di interpretare un sentimento comune se sostengo che era lei la nostra Indiana Jones, la personalità cui tutti - dalle Autorità ai semplici cittadini - si rivolgevano per capire qualcosa di più sulle innumerevoli testimonianze a noi giunte da quel che il professor Massimo Pallottino - e gli storici dopo di lui - chiamarono concordemente "la cultura di Terni" (X-VI sec. a.C.), tuttora da investigare; e Claudia, così giovane e così capace, aveva ancora tanto da dare in questa direzione.

Così esile, tanto fragile, di lei resta il ricco lascito, intessuto di sacrificio e di speranza, teso alla riscoperta di radici culturali antiche quanto e più di Roma - profetica intuizione per la Terni di domani da parte di una ternana d'adozione qual era Claudia.
Ma forse quel che rimane davvero in chi ha avuto la fortuna di incrociarla un giorno, per caso, sul proprio cammino, è il modello di un comportamento sobrio e mai volgare, da persona d'altri tempi, che, alla decadenza dei nostri, opponeva l'impegno intellettuale per un rinnovato umanesimo, essenziale per quella riscossa civile e morale dell'Italia tanto vagheggiata quanto, ancora, troppo lontana.

Ciao Claudia

Andrea Liberati

Terni, 15 maggio 2012

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giovedì 23 febbraio 2012

(TERNI) LA NECROPOLI DI S. VALENTINO TRA "PAGANI" E "CRISTIANI": DOMANI ALLA BASILICA CONFERENZA DI PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DEGLI SCAVI

Basilica di San Valentino, Terni
Nell'ambito delle iniziative previste per il mese valentiniano e in vista del progetto di museo-memoriale per il sito di San Valentino, la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell'Umbria presenterà domani, venerdì 24 febbraio, i risultati delle indagini del sottosuolo condotte a partire dal 1997 presso l'area della basilica di San Valentino.
L'oggetto della conferenza è il seguente:
la necropoli di S. Valentino tra "pagani" e "cristiani" (scavi 1997-1998).

Si tratta di una prima assoluta.
A seguito di un lungo lavoro di cesello anche in termini di classificazione del materiale rinvenuto, sarà possibile ripercorrere una delle tappe più significative di una stagione archeologica in grado di regalare nuovi squarci di luce pure oggi, quindici anni dopo.
L'onda lunga degli scavi della fine degli anni '90 si è infatti tradotta in un fecondo volano culturale per il colle del patrono degli innamorati, come dimostrano le promettenti ricerche in corso da mesi. Un incontro pubblico che sarà dunque anche occasione per fare il punto sulle operazioni geognostiche di oggi.
L'appuntamento è fissato per domani, 24 febbraio, alle ore 17, presso la Basilica del Santo protettore di Terni.
Introdurranno i lavori la d.ssa Maria Cristina De Angelis, archeologa e ispettrice della Soprintendenza B.A. dell'Umbria e don Claudio Bosi, Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Terni-Narni-Amelia.
Relatori: la d.ssa Claudio Giontella, Università di Macerata, e il gruppo della società Archeostudio, Orvieto, che eseguì le operazioni di scavo.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

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mercoledì 7 settembre 2011

BEPPE PISANU CHIEDE UN "GOVERNO DI LARGHE INTESE" E UN "PASSO INDIETRO" DI BERLUSCONI


"Se Berlusconi è una parte del gigantesco problema che il Paese ha davanti, sarà anche parte della soluzione che dobbiamo trovare. E una soluzione va trovata. Un patto di fine legislatura tra tutti i parlamentari di buona volontà per salvare il Paese e rimetterlo in cammino". Con queste parole il senatore Beppe Pisanu risponde ad una domanda del giornalista Claudio Tito per un'intervista per La Repubblica. Intervista che ha scatenato l'ira di molti esponenti del governo e della maggioranza.
Beppe Pisanu è un politico di lungo corso, democristiano sassarese, già dalla seconda metà degli anni settanta entra nella segreteria politica nazionale del partito al fianco di Benigno Zaccagnini. Numerosi gli incarichi istituzionali nella prima e nella seconda repubblica: sottosegretario al Tesoro dal 1980 al 1983, sottosegretario alla Difesa dal 1986 al 1990; ministro dell'Interno dal 2002 al 2006; dal 1972 al 1992 deputato della Dc, dal 1994 ad oggi parlamentare di Forza Italia e del PdL.

La situazione internazionale
"Ci vuole poco a capire - ha dichiarato il presidente della Commissione Antimafia - che la caduta dell'Euro trascinerebbe anche il dollaro, spezzando le gambe in un solo colpo tanto alle economie quanto alle democrazie dell'Occidente. E in quel caso che se ne farebbe la Signora Merkel di un nuovo marco enormemente sopravvalutato sul dollaro e perciò incapace di sorreggere le esportazioni tedesche?".

"Da sola questa maggioranza - ha continuato - non è più in grado di evitare il tracollo e riaprire la via dello sviluppo: i fatti sono molto più grandi dei suoi numeri in Parlamento. Però è tutta la politica che deve cambiare passo, respiro, visione, insieme ai gruppi dirigenti delle organizzazioni economiche e sociali. Bisogna cambiare".

Le reazioni nella maggioranza:
  • Fabrizio Cicchitto, capogruppo PdL alla Camera: "Spesso nei momenti difficili, sembra che la via più facile sia quella delle cosiddette larghe intese, ma si tratta o di illusioni o di manovre politiche tutt'altro che al disopra delle parti". "Certamente la situazione economica internazionale è molto difficile e le sue ricadute sull'Italia sono pesanti. E' indubbio che la maggioranza è andata incontro a varie difficoltà per fare ben tre manovre nello spazio di poco tempo, l'ultima, quella in discussione al Senato di ben 45 miliardi, con le ultime modifiche è certamente molto incisiva. Ma se si fosse dovuta concordare la manovra, come ipotizza il Senatore Pisanu, tra il Pdl e il Pd, saremmo ancora in mezzo al guado viste le distanze fra le posizioni politiche e programmatiche esistenti fra i due partiti". "Talora - di legge ancora nel comunicato - le proposte apparentemente responsabili rischiano di essere nella realtà del tutto avventuriste: ipotizzare adesso una crisi di Governo, un passo indietro di Berlusconi, e poi un'intesa politica e programmatica tra il Pdl e il Pd equivarrebbe solo ad un salto nel buio con il rischio di lasciare il Paese alla deriva. Questo Governo e questa maggioranza, anche facendo tesoro delle osservazioni costruttive del Presidente della Repubblica e tenendo conto della realtà assai contraddittoria costituita per un verso dalla Bce e per altro verso da un'Europa priva di una seria direzione politica, si stanno assumendo l'onere di lavorare, pur fra mille difficoltà, a definire un'incisiva manovra economica per il salvataggio del Paese". "Ci auguriamo - conclude - che, al di fuori di operazioni politiche inaccettabili, tutto ciò possa avvenire con un confronto positivo con l'Udc e anche con il Pd";
  • Mario Landolfi, parlamentare Pdl torna a parlare di costituzione materiale: "è semplicemente impraticabile perché non tiene conto che la presenza di Silvio Berlusconi nell'agone politico ha modificato la Costituzione materiale, rendendo la volontà degli elettori la prima fonte di legittimazione dei governi";
  • Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: "L'intervista di oggi del senatore Pisanu merita ovviamente rispetto, come ogni altra presa di posizione. Tuttavia, la sostanza politica dell'intervista appare del tutto irricevibile per due ragioni. Primo: non si capisce per quale ragione si dovrebbe accettare la logica di manovre di palazzo volte a scavalcare il pronunciamento del popolo sovrano. Secondo: non si capisce come sia possibile realizzare intese riformatrici con un Pd che ha scelto la linea della Camusso e della Cgil. E' comprensibile e perfino ovvio che settori dell'establishment e della stampa più ostile al Governo vogliano spazzare via la maggioranza e ferire a morte il Pdl. Meno comprensibile sarebbe il fatto che il Pdl e la maggioranza cadessero in un gioco del genere";
  • Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del Programma: "Questo è il primo e ultimo governo della legislatura, se ce la fa bene sennò si va al voto a primavera. Dopo di noi possono venire larghe o strette intese, ma solo dopo un nuovo voto popolare";
  • Ignazio La Russa: "Non è la prima volta che lo fa, ma credo che dovrà rassegnarsi ancora una volta. Ho sempre avuto un buon rapporto con lui, ma non credo si possa piegare al proprio desiderio, anche personale, una realtà politica che rende fuori da ogni possibilità e da ogni logica la sua proposta. I governi li fanno gli elettori e non si fanno come se fossimo in cucina";


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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TERNI, ANDREA MAURELLI, LASCIA PRC ED ENTRA NEL PD

Andrea Maurelli, presidente del Consiglio Provinciale di Terni
Il presidente del Consiglio Provinciale di Terni, Andrea Maurelli, ha annunciato questa mattina attraverso un comunicato le sue dimissione dal gruppo consiliare di Rifondazione Comunista ed il suo ingresso in quello del Partito Democratico. "Dopo una lunga e leale militanza nel Prc - si legge - e a seguito di una difficile e profonda riflessione personale, ho deciso di uscire da Rifondazione e di aderire al progetto del Partito Democratico. Una scelta difficile e meditata nella consapevolezza dell'urgenza che impongono il quadro politico e la situazione nazionale".



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giovedì 19 maggio 2011

(COMUNE DI TERNI) IL SINDACO REVOCA LE DIMISSIONI: "DA TUTTI L'INVITO AD ANDARE AVANTI"

Leopoldo Di Girolamo, Sindaco di Terni
Sono trascorsi 16 giorni da quel consiglio comunale durante il quale il Sindaco, Leopoldo Di Girolamo, presentò le dimissioni. Sedici lunghi giorni di tensione con il gruppo dei cosiddetti 'ribelli' a seguito della presentazione di una serie di emendamenti al Bilancio; tensione smorzata con un 'documento politico' ed una lettera al presidente del Consiglio comunale, Giorgio Finocchio. 
"Caro Presidente,
questa mia è per comunicarLe ufficialmente la revoca delle dimissioni che ho presentato nell'aula consiliare nel corso della seduta del 3 maggio scorso. In questi giorni ho intessuto una fitta serie di incontri con la comunità ternana, con le sue forme organizzate e con i semplici cittadini. Da tutti è emersa forte la preoccupazione per la fase difficile che stiamo vivendo e l'invito ad andare avanti con chiarezza e determinazione tenendo fede agli impegni assunti ed alla responsabilità che ci hanno affidato gli elettori.
Ho quindi predisposto, tenendo conto dei contributi pervenuti dalla società civile e dalle forze politiche di maggioranza, ma anche di opposizione, un aggiornamento programmatico che penso sia in grado di rispondere efficacemente alle emergenze che abbiamo di fronte e che ha trovato il consenso delle forze politiche che mi sostengono.
E' sulla base di questo rinnovato patto di fiducia fra il Sindaco e la sua maggioranza che Le chiedo di convocare, secondo le norme che regolano la vita della nostra Istituzione, una seduta del Consiglio comunale per dare conto ad Esso ed alla cittadinanza di quanto accaduto e della soluzione determinatasi" (dal sito del Comune di Terni).
Il 'documento politico' accoglie parte degli emendamenti presentati dal gruppo dei 'ribelli': trasformazione dell'Asfm in una Spa; creazione di una società unica per la gestione del patrimonio immobiliare; rilancio del progetto di distretto culturale puntando su un "ricco pluralismo" ed un ripensamento "radicale" del polo universitario ternano; riorganizzazione delle politiche sociali, nel documento si legge "bisognerà operare una razionalizzazione senza diminuire i servizi, lottare contro inefficienze e sprechi e valorizzare il ruolo dell'associazionismo e del volontariato nell'ottica della sussidiarietà orizzontale".


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lunedì 16 maggio 2011

(UMBRIA, SPECIALE ELEZIONI) I NUOVI SINDACI DELLA PROVINCIA DI TERNI: MARAGA, ANGELUCCI E CHIANELLA



Fabio Angelucci
Riccardo Maraga
Tre i comuni interessati dalle elezioni nella Provincia di Terni: Amelia, Montecastrilli ed Avigliano Umbro. Forte il calo dell'affluenza alle urne (Amelia è passata dal 58,07% al 56,54%; Montecastrilli dal 61,58% al 56,54%; Avigliano Umbro dal 67,99% al 53,46%).
Manca qualche ancora da scrutinare qualche sezione ad Amelia anche se ormai il risultato sembra scontato; il nuovo Sindaco sarebbe il giovane Riccardo Maraga(nella foto), candidato del centrosinistra che mantiene uno scarto di oltre il 20% sullo sfidante, ex vicesindaco e 'dissidente', Emanuele Pasero.

Giuseppe Chianella
Ad Avigliano Umbro e Montecastrilli, invece, lo scrutinio è terminato. Nel primo caso c'è stato un vero e proprio plebiscito per il Sindaco uscente Giuseppe Chianella (nella foto) che con l'80,70% è stato riconfermato, la sfidante Agnese Di Giorgio ha ottenuto 278 voti (19,29%). Nel secondo caso, con uno scarto di soli 35 voti, il 'dissidente' Fabio Angelucci (nella foto) diventa il nuovo sindaco di Montecastrilli battendo il sindaco uscente del Pd, Enrico Raggi.


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venerdì 7 gennaio 2011

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE: (MODENA) I LEGHISTI VOGLIONO "UNA STELE PER I NAZIFASCISTI ACCANTO A QUELLA PER GLI EBREI"

La stele dedicata alle vittime del nazifascismo nel parco Vittime dell'Olocausto di Modena,
danneggiata nella notte di Capodanno [1]

(Modena) I consiglieri provinciali della Lega Denis Zavatti, Stefano Corti, Lorenzo Biagi e Livio Degli Esposti hanno preparato un ordine del giorno, che sarà presentato in aula mercoledi, in cui chiedono di far erigere una stele "a perenne ricordo di tutti i Caduti modenesi della Guerra Civile 1943-1945". I leghisti vorrebbero, dunque, un monumento per commemorare anche i repubblichini di Salò e i collaborazionisti delle forze nazifasciste, un monumento per commemorare le vittime - anche civili - di quella che definiscono "Guerra Civile" e che, invece, dovrebbe essere ricordata come una Guerra di Liberazione nazionale, la Resistenza.
Ma nell'insana proposta leghista c'è anche qualcosa di più preoccupante, di più mistificante; vorrebbero che tale nuovo monumento venisse posto accanto alla stele già esistente in memoria delle vittime dell'Olocausto. Stele che - occorre ricordare - è stata danneggiata proprio da pochissime ore, nella notte di Capodanno.
Proprio tale preoccupante danneggiamento è stato utilizzato dai fantasiosi consiglieri leghisti per giustificare la loro richiesta: "La Lega Nord intende esprimere la più ferma e sentita condanna del gesto vandalico - si legge -  e auspica che gli autori del gesto siano identificati e quindi sottoposti a un lungo periodo di impegno in lavori socialmente utili e magari anche faticosi" ma, in considerazione del fatto che tempi duri si avvicinano "sarebbe opportuno - scrivono sempre i tre leghisti - chiudere la stagione degli odi e della violenza per ritrovare, anche a livello locale, un senso di appartenenza comune".
Immediate, ovviamente, le reazioni:
Paolo Trande, capogruppo Pd Comune di Modena definisce "semplicemente oltraggiosa e vergognosa" la proposta. "In nome della pacificazione viene proposto un accostamento culturale, storico e una vicinanza fisica a dir poco rivoltante. Questa proposta della Lega è la conferma di quanto abbiamo sostenuto nei mesi passati: la Lega di Modena è nelle mani di dirigenti sempre più neri e revisionisti". "Le forze democratiche - continua Trande - che fanno riferimento alla Costituzione repubblicana e antifascista, che hanno dato la democrazia a questo Paese con la lotta di Liberazione non consentiranno mai e poi mai, se lo ficchino in testa, che Modena medaglia d'oro della Resistenza abbia una stele che ricorda i nazi-fascisti e repubblichini". Non "si permetterà l'abominio di accomunare le vittime, ovvero i morti inermi e incolpevoli e i liberatori italiani e stranieri, con chi si schierò dalla parte dei regimi autoritari e perpetrarono le leggi razziali, la persecuzione e lo sterminio", "la pacificazione - conclude - di questi revisionisti che non riescono neanche a dissimulare le loro pulsioni culturali di stampo autoritario a noi non interessa. Ai dirigenti leghisti modenesi gridiamo: vergogna, vergogna e poi ancora vergogna. Non passerete".
Stefano Bonaccini, regretario regionale Pd Emilia-Romagna: "I leghisti che siedono in Consiglio provinciale a Modena si dovrebbero vergognare. Proporre di erigere una stele a ricordoei nazifascisti morti durante la Resistenza è non solo una provocazione ma un'offesa alla coscienza civile di tutti i modenesi". "Forse i leghisti padani non sanno, o fanno finta di non sapere, che un senso di appartenenza comune gli ialiani lo hanno già trovato, alla fine della guerra, nella Repubblica e nella Costituzione, quindi non hanno bisogno di rappacificarsi con il regime fascista né con i torturatori nazisti, né con i loro complici italiani". "I morti meritano rispetto, tutti allo stesso modo, non così le azioni di chi ha scelto di stare con gli oppressori".


[1] - La fotografie della stele dedicata alle vittime del nazifascismo nel parco Vittime dell'Olocausto di Modena è stata scaricata dal sito della "Gazzetta di Modena" al seguente URL http://gazzettadimodena.gelocal.it/dalgiornale/2011/01/07/news/lega-vicino-a-quella-degli-ebrei-una-stele-anche-per-i-nazi-fascisti-3118805;

giovedì 11 novembre 2010

IL SINDACO DI ROMA ALEMANNO SVELA L'INGANNO DEL QUOZIENTE FAMILIARE: "PER AIUTARE LE FAMIGLIE NUMEROSE DOBBIAMO AUMENTARE LE TASSE A SINGLE, GAY E COPPIE CON POCHI FIGLI" POI TENTA DI SMENTIRE


"In un momento di crisi non si può dare tutto a tutti, bisogna sporcarci le mani. Se vogliamo aiutare le famiglie, quelle sposate, vuol dire aumentare le tasse ai single e alle coppie con pochi figli. Bisogna concentrarci sulla famiglia della Costituzione formata da un uomo e una donna che fanno figli", "bisogna sfuggire dalla tentazione di voler dare tutto a tutti, e quindi ai gay e ai single, altrimenti non faremo mai politiche familiari".
Questa la dichiarazione rilasciata dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, alla conclusione della Conferenza nazionale della famiglia a Milano, che ha generato molte polemiche.
Dopo poche ore, infatti, arriva una nota che tenta di smentire: "Non si tratta di aumentare le tasse ai single ma di concentrare gli sgravi sulle famiglie con più figli La pressione fiscale deve complessivamente diminuire, dobbiamo però scegliere dove mirare queste riduzioni", "dopo tanti anni di riforme concentrate sulla riduzione delle aliquote, bisogna fare un'autentica politica dei redditi applicando il principio del quoziente familiare e quindi concentrando gli sgravi sui nuclei familiari più numerosi. La povertà o la ricchezza di una singola persona si definiscono soprattutto all'interno del nucleo familiare in cui si vive: con lo stesso stipendio si può esser ricchi o poveri a seconda del numero delle persone che bisogna mantenere. Per questo un'autentica politica dei redditi e redistributiva deve essere applicata sul nucleo familiare, senza per questo creare nessuna forma di discriminazione nei confronti dei single o delle coppie omosessuali".

Il primo cittadini della capitale ha anche dichiarato che a Roma non si faranno più asili nido comunali ma si daranno vita ad asili convenzionati "perché costano la metà di quelli comunali: per uno convenzionato si spendono 7mila euro l'anno a bimbo contro i 13mila di uno comunale", "si penserà ad asili comunali solo in situazioni particolari ma punteremo a creare soprattutto collaborazioni con il privato sociale".

Le reazioni:
Tonino D'Annibale, consigliere Pd alla Regione Lazio: "Sei celibe o nubile? Paga la tassa. dopo l'odioso balzello sulla disabilità della Polverini arriva quello vergognoso del sindaco di Roma sui single. Vorremmo dei chiarimenti: scatta al compimento del diciottesimo anno d'età? Devono pagarla anche precari e disoccupati che per ragioni economiche non possono metter su famiglia? E nel caso si ritorni single dopo il matrimonio, cosa accade, oltre agli alimenti bisogna pagare anche la tassa? Nel caso di una o più amanti chi si fa carico della tassa? E si potrebbe continuare. Davvero una gran bella idea, peccato che non sia originale. La tassa sul celibato era stata già istituita il 13 febbraio 1927, interessava i celibi di età compresa fra i 25 e i 65 anni ed era composta da un contributo fisso che variava a seconda dell'età. Alemanno finalmente svela qual'è il suo nume tutelare: Mussolini".
Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari: "Non si tratta di ipotizzare una tassa sul celibato ma di redistribuire i carichi fiscali più equamente sostenendo chi investe sul futuro del paese attraverso i figli".
Carlo Giovanardi, sottosegretario per la famiglia: "Ha ragione il sindaco. La famiglia è quella in cui vivono i figli, per aiutarla bisognerà pesare di più sugli altri. E' giusto che sia così".
Angelo Bonelli, Verdi: "Alemanno vuole costringere i single a sposarsi con la minaccia di maggiori tasse. Vuole imporre scelte di vita con la scure delle tasse, nemmeno con i matrimoni combinati del secolo scorso potevamo immaginare tanta violenza e imposizione di modelli di vita".
Michele Emiliano, sindaco di Bari (PD): "trattare stesse situazioni in modo simile, fermo restando che la Costituzione parla di famiglia fondata sul matrimonio. Ma se ci sono gli stessi bisogni vanno affrontati alla stessa maniera. Se si rompe il femore il compagno di un uomo è uguale se se lo rompe la moglie di un altro. Non ho trovato nella Costituzione motivo per discriminare queste situazioni".

domenica 24 ottobre 2010

MARCHIONNE: "FIAT POTREBBE FARE DI PIU' SE TAGLIASSE L'ITALIA", "SISTEMA ITALIANO NON HA SAPUTO REGGERE IL PASSO, NON E' COLPA DEI LAVORATORI"


"La Fiat potrebbe fare di più se tagliasse l'Italia", questa è una delle dichiarazioni rilasciate dall'AD Fiat, Sergio Marchionne, durante l'intervista rilasciata a Fabio Fazio nella trasmissione 'Che tempo che fa'. "Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell'utile operativo previsto per il 2010 arriva dall'Italia. La Fiat - continua Marchionne - non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre".
"L'Italia è al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48/mo posto per la competitività industriale", "Siamo fuori dall'Europa e dai Paesi a noi vicini, il sistema italiano ha perso competitività anno per anno da parecchi anni e negli ultimi 10 anno l'Italia non ha saputo reggere il passo con gli altri Paesi, non è colpa dei lavoratori".
"Non possiamo ignorarla - continua, riferendosi alla classifica indicata - qualcosa bisogna fare, perché non c'è nessuno straniero che investe qui", "Gli attacchi verso la Fiat di questi giorni sono fuori posto e non aiutano a richiamare investimenti nel nostro Paese dall'estero".
Ad una domanda su una sua possibile discesa in politica, ha risposto: "Ma scherziamo? Io faccio il metalmeccanico, produco auto, camion e trattori", "Leggo il giornale tutti i giorni alle 6, ne escono di tutti i tipi, c'è una varietà di orientamenti politici e sociali incredibile, tutti parlano e non si capisce dove va il Paese", anche se, prosegue "si può avere fiducia nell'Italia, credo di sì, ci sarebbero soluzioni più facili, ma credo che sia possibile costruire qui una condizione diversa, sennò non mi sarei mai impegnato".
Sulla questione delle pause nelle aziende della Fiat, "fa parte degli sforzi per ridisegnare il processo di produzione, e i 10 minuti che si perdono sono pagati", il Gruppo Fiat è pronto a portare i salari degli operai "ai livelli dei Paesi che ci circondano".
Per Marchionne la Fiat ha il "compito" di "colmare il divario con gli altri Paesi" con "la collaborazione di tutti". "Quando tre operai fermano la produzione è anarchia e non democrazia", "la proposta che abbiamo fatto è dare alla rete industriale di Fiat la capacità di competere con i Paesi vicini a noi, in cambio io sono disposto a portare il salario dei dipendenti a livello dei nostri Paesi vicini", "Il salario cambierà se cambierà il sistema di produzione in Italia, può darsi che sia un cambiamento difficile da sopportare, ma vogliamo migliorare i 1.200 euro di stipendio ai dipendenti".
Sulla Fiom, l'amministratore delegato del Lingotto, ha dichiarato che "meno della metà dei nostri dipendenti appartiene a una sigla sindacale", "il 12,5% dei dipendenti è iscritto alla Fiom". "A Pomigliano non abbiamo tolto il minimo diritto, abbiamo cercato di assegnare la responsabilità della gestione di uno stabilimento ai sindacati per gestire insieme a loro le anomalie", "quando il 50% dei dipendenti si dichiara ammalato in un giorno specifico dell'anno - ha continuato - vuol dire che c'è una anomalia".
Smentendo le voci di possibili dismissioni delle aziende Fiat in Campania, ha dichiarato: "Se la Fiat dovesse smettere di fare auto in Campania, avremmo, credo, un problema sociale immenso, specialmente in una zona dove la Camorra è molto attiva", "considerando l'indotto, lavorano 20mila persone".
"Qualsiasi debito verso lo Stato è stato ripagato in Italia, non voglio ricevere un grazie, ma non accetto che mi si dica che chiedo assistenza finanziaria. E tra il 2008 e il 2009 la Fiat è stata l'unica azienda che non ha bussato alle casse dello Stato, diversamente da quanto fatto da molte concorrenti europee".
"La Fiat ha collaborato con lo Stato per costruire il futuro industriale del Paese, e oggi ha collaborato con il governo Usa per salvare Chrysler" dove "noi stiamo risanando l'azienda e pagheremo il debito".

giovedì 29 luglio 2010

BERLUSCONI, A.A.A. PARLAMENTARI CERCASI PER SOSTEGNO A GOVERNO


Da qualche giorno numerose sono state le telefonate partite da Palazzo Grazioli verso moltissimi parlamentari. E' partita la campagna acquisti del premier per tentare di mettere in sicurezza il governo da eventuali ricatti dei finiani.
Oggi, proprio a Palazzo Grazioli, sono stati ricevuti gli ex diniani (liberaldemocratici), Italo Tanoni e Daniela Melchiorre, poi è toccato all'ex presidente della commissione di vigilanza Rai, Riccardo Villari. Ma moltissimi altri sono stati i contatti di questi giorni. Sembra che l'obiettivo del premier sia quello di ridurre il numero di finiani sotto la soglia della costituzione di gruppi autonomi.
Per Berlusconi è prioritario evitare una crisi immediata. Massimo D'Alema ieri ha detto: "Se cadesse ora Berlusconi perderebbe il bandolo della matassa e le elezioni anticipate sarebbero impossibili. In autunno invece Berlusconi potrebbe provare a giocare le sua partita da una posizione di maggiore forza".
La preoccupazione del premier è dimostrata anche dal tentativo di cancellare addirittura il ddl intercettazioni dall'agenda mentre le opposizioni sono tutte mobilitate a richiedere il voto segreto sulle pregiudiziali di constituzionalità.
La campagna acquisti, oltre a scongiurare una crisi immediata del governo, sarebbe utile a Berlusconi per tentare l'affondo sulle elezioni anticipate.

sabato 17 luglio 2010

SE I PROFESSORI DEVONO ANDARE IN PENSIONE A 70 ANNI PERCHE' NON LO FANNO ANCHE I POLITICI?


In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro Mariastella Gelmini dichiara di voler abbassare l'età pensionabile per i professori universitari che non rispettano neanche quella dei 70 anni, e si è detta "sopresa e indignata" con i rettori per il fatto che "alcuni di loro cerchino di mantenere in servizio i docenti anche dopo i 70 anni. Alla Sapienza di Roma, ad esempio, i cosiddetti professori senior possono restare fino a 75 anni. La nostra legge è già molto generosa in Europa solo noi arriviamo a 70. Tutti gli altri si fermano a 65, la Francia a 67".
Non voglio entrare direttamente nel merito, anche se andrebbe ricordato al Ministro che nel nostro Paese l'età di pensionamento di molti professori universitari è tale anche perché molti di loro sono diventati ordinari molto tardi rispetto agli altri paesi e - quindi - mandarli in pensione prima significherebbe interrompere molti progetti di ricerca, ma vorrei porre una domanda: se i professori universitari devono andare in pensione massimo a 70 anni perché non introduciamo la stessa norma anche per i politici?

STORIE DALL'ITALIA CHE REGREDISCE / IL PDL CI RIPROVA, RIPROPOSTO UN CONDONO SUI BENI ARCHEOLOGICI



Non è la prima volta e, se non dovesse passare, sono convinto che non sarà l'ultima. Il Pdl sta tentando di riproporre un condono sul possesso illecito di beni archeologici inserendo tra le pieghe della finanziaria un articoletto composto di 11 commi intitolato "Disposizioni in materia di emersione e catalogazione di beni archeologici". Certamente il titolo non colpisce l'attenzione anzi, il fine dichiarato dai proponenti, sembrerebbe quello - appunto - di far emergere un patrimonio sommerso per consentirne la catalogazione, ma l'aspetto principale è che "in cambio di pochi spiccioli, che poco ristoro potrebbero portare al bilancio dello Stato e persino alle esangui casse dei Beni culturali, tutti quelli che possedevano al 31 dicembre 2009 un bucchero etrusco o un'anfora greca, recuperati chissà come, non saranno più punibili" (dall'articolo "Un condoni sui beni archeologici mini-multa per tenerli a casa" di Francesco Erbani del 29 giugno 2010, da laRepubblica.it ). 

La nuova proposta prevederebbe una vera e propria depenalizzazione, che svuoterebbe il significato dell'articolo 712 del codice penale, che persegue chi acquista oggetti di dubbia provenienza. 

Come dicevo, questa non è la prima volta che il Pdl tenta di introdurre questo speciale condono e questa volta, rispetto al 2004, quando tentarono di far passare un emendamento alla finanziaria, firmato da Gabriella Carlucci ed altri, la multa scende dal 5% del valore del bene ad una cinquantina di euro a pezzo, una sorta di saldi di fine stagione. Forza dunque, tutti i ladri che detengono un reperto mai denunciato, in Italia o all'estero, potranno ottenere una concessione dallo stato per trent'anni, rinnovabili, e potranno anche trasferire tale concessione per eredità.

Ma le mie preoccupazioni sono anche altre. Più il tempo passa e più mi sembra che il nostro Paese stia perdendo qualsiasi spinta critica e mi sembra che anche giornalisti, intellettuali e uomini di cultura, siano sempre più distanti da queste preoccupazioni. Interviene sull'argomento l'ex ministro Giovanna Melandri del PD: "Dopo aver mortificato il settore dei beni culturali in ogni modo e aver messo sul lastrico la cultura italiana, ora il ministro tenta di far cassa, letteralmente raschiando il barile. Come dice un vecchio proverbio: al peggio non c'è mai fine".

Citerò, di seguito, qualche straccio dello splendido libro di Sanvatore Settis, "Italia S.p.A.. l'assalto al patrimonio culturale" (Giulio Einaudi editore, Torino, 2002):
"Anche all'interno della Comunità europea, è l'Italia ad avere (insieme con la Grecia, almeno per il patrimonio archeologico) la legislazione più protettiva dei propri beni culturali. Come è chiaro, solo una parte di questo patrimonio è di proprietà pubblica, e la maggior parte (anche in Italia) è anzi di proprietà privata, o di enti ecclesiastici; ma in linea di principio tutto, anche ciò che è dei privati, è protetto e tutelato. Perché? Il punto essenziale del 'modello Italia' è che il patrimonio culturale del Paese è inteso come un insieme, ed è soggetto a protezione in quanto depositario di una memoria storica che appartiene ai cittadini ed è costitutiva del patto sociale e dei fondamenti istituzionali dello Stato"

"Ho detto "Italia", e avrei dovuto dire le Italie, gli Stati italiani preunitari, in molti dei quali, dalla Roma pontificia dell'editto Pacca (1820) agli Stati borbonici del Sud, ai ducati emiliani, al "patto di famiglia" Medici-Lorena che legò per sempre a Firenze i beni artistici della corona granducale (1737), la consapevolezza che il patrimonio culturale doveva essere inteso come un insieme, e dunque difeso legandolo al territorio, è stata precocissima e acuta".

"Ancor di più può stupire che tacciano (anche qui con qualche eccezione) giornalisti e uomini politici, quasi che questo non fosse un problema centrale per la vita pubblica in Italia oggi. Piuttosto che arrabbiarci, chiediamoci perché. Si tratta forse, come alcuni dicono, di indifferenza, di una scorta di colpevole cecità di eruditi troppo immersi nello studio del passato per potersi interrogare sul presente, o di giornalisti e politici troppo occupati su altri fronti (la sanità, la giustizia, la scuola) per occuparsi di questo?"

martedì 13 luglio 2010

DDL INTERCETTAZIONI: ANCHE PER L'ONU "VA ABOLITO O RIVISTO". NEL 2011 MISSIONE IN ITALIA PER ESAMINARE SITUAZIONE



Il rapporto di Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite per la libertà di espressione, ha scatenato il putiferio alimentando la polemica già accesa fra gli schieramenti. Nel rapporto si legge che il ddl intercettazione "va abolito o rivisto", "se adottato nella formulazione attuale il progetto potrebbe minare la fruizione dei diritti sulla libertà di espressione in Italia" e si annuncia anche una missione nel nostro Paese, il prossimo anno, per esaminare la situazione della libertà di stampa e il diritto alle libertà di espressione. Parlando delle sanzioni contenute nel ddl intercettazione (reclusione fino a quattro anni per la registrazione di qualsiasi comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta), inoltre, La Rue ha dichiarato: "Una sanzione così severa minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l'Italia è parte". Relativamente all'introduzione di sanzioni anche per giornalisti ed editori, La Rue ha dichiarato: "Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere e una sanzione fino a 10mila euro per i giornalisti e 450mila euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato", "queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzioni, data l'eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d'Europa".

Le reazioni:
Franco Frattini, ministro degli Esteri: si è detto "fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell'Onu". In "tutti i paesi democratici il parlamento è sovrano e decide", "le proposte legislative prima vanno lette".
Massimo Donadi, IDV: "Dopo il dipartimento della Giustizia americano, dopo l'Ocse, ora persino l'Onu dive che il ddl intercettazioni va abolito", "una simile concentrazione di critiche, tutte provenienti da organismi internazionali non conosce precedenti e si giustifica soltanto con l'inaudita gravità di un provvedimento che è insieme criminogeno e lesivo del fondamentale diritto costituzionale alla libertà di informazione", "ci domandiamo cosa aspetti ancora questa maggioranza a prendere atto che, per seguire i deliri senili anti-giudici e anti-stampa di Berlusconi, sta mettendo a rischio la sicurezza e la credibilità del Paese".
Oliviero Diliberto, PDCI: "Il governo ritiri la legge, a meno che non voglia dichiarare guerra all'Onu", "il richiamo delle Nazioni Unite, che boccia senza appello il testo sulle intercettazioni, non può essere disatteso. La legge incivile del governo non può passare, in caso contrario il nostro Paese diventerebbe lo zimbello del mondo".
Daniele Capezzone, portavoce PDL: "Da antico e convinto militante dei diritti umani e civili troverei utile che i funzionari dell'Onu dedicassero il loro tempo a contrastare le dittature, che troppo spesso dettano legge, o trovano comunque sostegno e copertura, anche nei comportamenti del Palazzo di Vetro. Lo sanno bene gli oppressi di tanti regimi, che in troppe occasioni hanno dovuto fare i conti con i comportamenti e le scelte di questo o quell'organo, di questo o quell'ufficio, di questo o quel funzionario delle Nazioni Unite". "E' invece paradossale - continua Capezzone - che si entri nei processi legislativi di uno Stato libero e democratico. Ed è ancora paradossale che si faccia finta di non vedere che in nessun Paese dell'Occidente avanzato esiste un malvezzo di pubblicare lenzuolate di intercettazioni, in spregio della legge, in clamorosa violazione del segreto istruttorio, travolgendo i diritti dei cittadini, come invece continua ad accadere in Italia".
Giulia Biongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera: "Sono apprezzabili le proposte emendative della maggioranza nelle parti relative ai presupposti e alle limitazioni temporali delle intercettazioni". "Cercherò di contribuire a questi innegabili miglioramenti con alcuni emendamenti in tema di responsabilità giuridica dell'editore, intercettazioni dei parlamentari, intercettazioni ambientali e intercettazioni dei reati che riguardano ignoti".
Michele Vietti, Roberto Rao e Lorenzo Ria, UDC: "Le modifiche proposte dalla maggioranza sono senz'altro positive perché recepiscono numerose numerose osservazioni delle opposizione e migliorano il testo licenziato dal Senato. Restano tuttavia ancora alcuni nodi insoluti: sull'informazione libera da condizionamenti e sulla semplificazione delle procedure che rallentano e complicano le indagini".

PDL: "TERNI UN ANNO DOPO" LE ELEZIONI, "A.A.A. SINDACO CERCASI"


"A.A.A. SINDACO CERCASI", questo è lo slogan usato dal Pdl ternano nella campagna manifesti ad un anno dalle elezioni amministrative che hanno visto l'elezione del Senatore Leopoldo Di Girolamo e la vittoria del centrosinistra.
E mentre il coordinamento comunale del Popolo della Libertà era immerso in questa campagna di affissioni, il gruppo consiliare del Pdl in provincia, ieri, ha tenuto una conferenza stampa per denunciare l'immobilismo del presidente della Provincia, Feliciano Polli. Pietro Valentino Marano, Alfredo De Sio, Francesco Abbate, Gabriella Caronna, Torquato Petrineschi, Andrea Sacripanti e Francesco Tiberi, erano presenti.
Alfredi De Sio: "Dobbiamo registrare un anno di immobilismo che stride con i proclami iniziali del presidente e della giunta. Se è vero che un anno è poco per raggiungere tutti gli obiettivi, è anche vero però che è mancata la programmazione sugli aspetti principali quali le scuole, la viabilità, l'ambiente e il turismo".
Valentini Marano e Abbate: "I circa 500.000 euro non sono un elemento positivo perché denotano un'allarmante superficialità delle dinamiche economico-finanziarie legate al bilancio".

mercoledì 7 luglio 2010

LAVORATORI SUPERCONTI: STATO DI AGITAZIONE E BLOCCO DEGLI STRAORDINARI


Da ieri, mercoledi 7 luglio, i lavoratori di Superconti sono entrati in stato di agitazione ed hanno avviato il blocco degli straordinari. Le Rsa di Superconti hanno dato l'annuncio dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto da tre anni. L'azienda avrebbe mostrato "una totale chiusura, negando qualsiasi riconoscimento ai lavoratori e respingendo tutte le proposte della piattaforma sindacale". 
"Pur essendo consapevoli - continuano - della situazione di crisi globale che investe il territorio, anche se Superconti non ha ancora mai portato alcun dato contabile che possa in qualche modo giustificare il suo atteggiamento di chiusura totale, giudichiamo inaccettabile e incomprensibile la volontà di non pervenire ad alcuna mediazione per riconoscere ai lavoratori lo straordinario impegno profuso negli ultimi anni e lo spirito di forte fidelizzazione all'azienda che li caratterizza", "attualmente le maggiorazioni per i lavoratori di Superconti (che tra l'altro ha sei punti vendita tutti nel centro cittadino e può quindi effettuare le aperture domenicali che desidera) sono di gran lunga le più basse rispetto agli altri contratti integrativi del commercio e della distribuzione cooperativa siglati nel territorio provinciale".

TURISMO: CI MANCAVA SOLO 'MAGIC ITALY', LO SPOT AUTARCHICO CON LA VOCE DI SILVIO


"Impegna le tue vacanze per conoscere meglio l'Italia, la tua magica Italia"

Questa mattina, la ministra per il turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha presentato il nuovo spot 'Magic Italy': "è la prima volta che un presidente del consiglio mette a disposizione la propria voce e la propria autorevolezza, scende in campo direttamente per promuovere il proprio Paese", "sfido chiunque a criticare una cosa del genere". "La manovra economica, di particolare impegno ci spinge a riflettere sulle potenzialità del Paese per recuperare gettito. Il turismo è l'unica industria che non si può delocalizzare, che promuove immediatamente ricchezza e risposte alla domanda di occupazione. E dunque deve essere valorizzato, sostenuto", ha detto la Brambilla che, però, ha poi ricordato alcuni numeri. Se l'anno scorso si è registrato un aumento di turisti stranieri pari a +1,2%, i soggiorni degli italiani all'estero per vacanza ammontano ad un totale di 182 milioni di pernottamento con una spesa complessiva vicina a 14 miliardi di euro: "recuperare anche una parte di questa cifra sarebbe importante per il nostro sistema turistico come per tutto il 'sistema Italia'".
Lo spot verrà trasmesso dalla prossima settimana, fino ad agosto, sulle reti televisive nazionali, quindi saremo costretti a sentire la voce del nostro premier, oltre che durante la quasi totalità dei telegiornali, anche nel resto della giornata.
Ma una cosa possiamo dirla, questa dello spot non è un'idea originalissima. Ci aveva già pensato Francesco Rutelli nel 2007, anche se con risultati quasi disastrosi. Il vecchio spot non era rivolto agli italiani per restare in vacanza in Italia ma ai cittadini stranieri per venire da noi. Il problema è che lo spot dell'allora ministro dei beni culturali era in inglese...

Confronta i due video...




I TERREMOTATI DELL'AQUILA PRESI A MANGANELLATE. CIALENTE: "NON E' BASTATO IL TERREMOTO, ORA ANCHE LE BOTTE"


In più di cinquemila hanno raggiunto la capitale con i pulman. Sono gli aquilani e i cittadini di qualche comune limitrofo che, da questa mattina, hanno dato vita ad un corteo che si è snodato per le vie di Roma passando anche sotto Palazzo Grazioli, la residenza del premier, e dirigendosi verso il Parlamento per chiedere al Governo la sospensione delle tasse, più lavoro per i terremotati e maggiore sostegno all'economia dei territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009.
Sono le 11,00 quando al corteo viene inibito l'accesso a via del Corso da piazza Venezia con due blindati dei carabinieri. Un gruppo di un centinaio di persone tenta di superare lo sbarramento ed una manifestazione che fino ad allora si era svolta pacificamente si trasforma in uno scontro a suon di manganellate. "E' stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri di oggi con le Forze dell'ordine. Sono sconvolto per aver visto in prima fila professori universitari, noti imprenditori e pensionati, ovvero gente normale, che nella vita mai avrebbe pensato di trovarsi al centro di scontri del genere", ha dichiarato il sindaco Cialente. "Io mi sono trovato - continua - in mezzo agli scontri fra le Forze dell'ordine e i manifestanti, ho cercato di sedare gli animi e per questo sono stato calpestato e ho preso un pò di botte. Oggi è andato in scena il dolore e il terrore di una città e quello che è accaduto, ovvero caricare gente tranquilla che vuole solo manifestare non è stato uno spettacolo edificante".

lunedì 5 luglio 2010

TERNI PROIBIZIONISTA: SPUNTA PURE UN COMITATO CON UN COMUNICATO DELIRANTE


Non bastano nemmeno tre ordinanze proibizioniste a placare l'ira dei perbenisti e bigotti ternani. Ora spunta pure un comitato cittadino, "Vivere il centro storico", che - senza nemmeno indicare un referente - spara a zero su quella che definisce la "Movida" ternana in un comunicato a tratti delirante: "Ridotto ormai ad un deposito a cielo aperto di tavoli, sedie, ombrelloni e stufe stiamo assistendo indignati, allo scempio che l'amministrazione sta portando avanti nel centro storico, dove vie, vicoli e piazze sono ormai totalmente occupate dai tavoli dei locali, sia di giorno che di notte, impedendo la libera circolazione dei cittadini. I residenti del centro devono subire una tale schifezza. L'amministrazione ormai gestisce come una cosa propria il bene comune e interpone gli interessi di alcune categorie a danno di altre. La situazione si è aggravata negli ultimissimi anni, poiché l'amministrazione non è stata in grado di regolare il fenomeno della movida o non ha garantito il rispetto delle regole esistenti, a causa della scarsità dei controlli, da molti gestori dei locali. Un fenomeno notturno che va in scena dalle 10 di sera fino alle 3-4 della mattina, trasformando una zona densamente abitata in una specie di discoteca. Il disturbo delle occupazioni è un reato previsto e sanzionato dall'articolo 659 del nostro codice penale e il disturbo della quiete pubblica è un illecito civile. Ad oggi nessuna forza politica ha sentito il bisogno di spendere una parola in favore dei diritti delle persone che risiedono nel centro storico. Le nostre proposte sono ormai note: una moratoria al rilascio di nuove autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico; la cessazione della musica comunque percepibile all'esterno dei locali alle 23,00; la cessazione della somministrazione di bevande all'esterno dei locali tutte le sere alle 24,00; l'introduzione di giorni di riposo (almeno due la settimana) dove la somministrazione di bevande ai tavoli all'aperto e musica siano totalmente vietate; la creazione di più spazi culturali, utilizzando le piazze e le vie del centro storico. Sono richieste sensate, in linea con l'orientamento che si va affermando in tutte le metropoli europee".
Tutto questo in una città come la nostra, in cui non si riesce ancora a trovare un sistema di raccolta differenziata che funzioni; in cui centinaia di macchine - probabilmente dei tranquilli residenti del centro storico - sfrecciano a forte velocità in tutte quelle "vie, vicoli e piazze" che solo formalmente vengono classificate dall'amministrazione comunale come zone APU (Aree Pedonali Urbane) nelle quali è sicuramente più giusto tenere dei tavolini o veder passeggiare delle mamme con i carrozzini; in cui dalla domenica al giovedi, dopo le 22,00 è difficile incontrare qualcuno.
Non prendo nemmeno in considerazione le ridicole richieste del comitato.
Credo che l'amministrazione comunale debba aprire al più presto un percorso partecipato aperto - oltre che alla Confcommercio - a tutti, dalle associazioni giovanili del territorio a quelle dei residenti...

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