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venerdì 18 giugno 2010

DON PIERINO E' STATO RINVIATO A GIUDIZIO PER MOLESTIE SESSUALI, IL PROCESSO INIZIERA' A MARZO



La decisione è stata letta qualche ora fa in aula dal Gup della Procura di Terni, Pierluigi Panariello, Don Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio per avere molestato sessualmente 12 ragazzi quando erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia da lui fondata. Il processo comincerà il 29 marzo 2011.
Commenti & reazioni:
Pierluigi Panariello, Gup della Procura di Terni: "Per me è stato un procedimento come tutti gli altri", il giudice non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni ed in silenzio è rimasto anche il procuratore di Terni, Fausto Cardella, mentre non era presente in aula il sostituto procuratore, Barbara Mazzullo.
Gaetano Pinto, legale di Michele Iacoppo, uno dei principali accusatori: "Per noi è più che un rinvio a giudizio, vista l'anticipazione dell'esame dei testimoni", "siamo soddisfatti, attraverso l'incidente probatorio si è rafforzato il quadro indiziario già ben solido durante le indagini preliminari".
Lanfranco Frezza, uno dei legali di Don Pierino, ha dichiarato: "Ritenevamo dovesse essere pronunciata una sentenza di proscioglimento perché manca la prova certa per dimostrare la sua responsabilità", "non ci sono elementi probatori sufficienti - continua l'avvocato Frezza - che giustifichino il rinvio a giudizio anche perchè si basa solo su dichiarazioni delle parti offese che poi si sono costituite parti civili con richiesta di risarcimento del danno. Quelle dichiarazioni avrebbero dovuto avere riscontri obiettivi esterni che potessero in qualche modo confermare le dichiarazioni accusatorie. Questa è un'istruttoria zoppa che si basa su dichiarazioni di parti civili prive di riscontro".
Fausto Morcella, legale di Gianpaolo Nicolasi, assolto dall'accusa di favoreggiamento: "Soddisfazione piena. E' la prova che il bagaglio probatorio nei confronti del mio assistito era pari a zero. Oltretutto anche le contestazioni mosse erano mal formulate, sia per quanto riguarda il favoreggiamento che per l'ipotesi di intralcio alla giustizia", "non possiamo non essere soddisfatti per la decisione del Gup anche per il fatto che Nicolasi è uno dei punti di riferimento più forti per tutti quelli che si ritrovano all'interno della Comunità. Quest'ultima può dunque contare su gente capace ed eticamente corrette".
Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl: "Nel prendere atto che nel corso dell'attività giudiziaria parte importante delle accuse nei confronti di esponenti della Comunità Incontro sono cadute, resto convinto che il giudizio confermerà che Don Gelmini ha agito e agisce per difendere la vita di migliaia e migliaia di persone strappate alla droga e all'emarginazione in ogni parte del mondo. E' una verità conosciuta da tanti e che alla fine troverà ulteriori conferme".
Carlo Giovanardi, Sottosegretatio alla presidenza del Consiglio: "Sono vicino all'amico Don Gelmini in questo difficile momento e gli auguro forze e salute per continuare nella sua preziosa azione nella Comunità Incontro e per poter uscire a testa alta da questo processo", "La testimonianza di decine di migliaia di giovani e delle loro famiglie - continua l'esponente del Pdl - e una vita spesa per salvare migliaia di ragazzi dall'incubo della droga non sono stati sufficienti per la giustizia italiana di fronte ad accuse di molestie sessuali mosse a Don Gelmini, che la stessa Procura di Perugia aveva, a suo tempo, archiviate".

lunedì 15 marzo 2010

DESTRA UMBRA CONTRO TUTTI. GASPARRI, MODENA & LAFFRANCO ATTACCANO COMUNISTI, MAGISTRATI E UDC



E' sicuramente più facile attaccare che fare proposte serie e convincenti. Durante la visita di Gasparri a Perugia Fiammetta Modena e Pietro Laffranco si sono scatenati. Hanno attaccato tutti comunisti, magistrati e Udc. "E' ora che i comunisti tornino a lavorare", ha esordito la Fiammetta e poi via con la difesa del capo da parte di Gasparri, "i giudici indaghino sulla mafia non su Berlusconi che attacca Santoro". Chiude Laffranco: "siamo in grado di cancellare l'Udc".
L'on. Laffranco analizza le intenzioni di voto degli umbri "I sondaggi di questi giorni ci danno intorno al 42%, ma è il trend che ci fa sperare se consideriamo che un mese fa il Pdl era attestato al 34".
In realtà non so se faccia sperare o preoccupare i vertici del Pdl, perchè un 42% sarebbe comunque un risultato che porterebbe nuovamente alla sconfitta della destra in Umbria e che, se consideriamo che la Lega è attestata intorno al 4%, vedrebbe un Pdl al 38%.
Probabilmente è per questo che, in mancanza di un progetto serio, l'ex esponente del MSI spera di recuperare qualche posizione attaccando apertamente l'Udc e la candidata di centro Paola Binetti: "catapultata in Umbria dall'alto, lei che dell'Umbria non conosce neanche la posizione geografica, ma il Pdl in queste elezioni è in grado di cancellare l'Udc perchè loro sono i primi a non volere il cambiamento in questa regione".
Gasparri, senza parlare minimamente dell'Umbria, parte all'attacco dei giudici: "Quello che leggete sui giornali di questi giorni ha dell'incredibile: un giudice di Trani che indaga Silvio Berlusconi per una telefonata su Annozero. Incredibile, invece di pensare a mafia e mafiosi perdono tempo col presidente del Consiglio. Come se non sapessero il suo pensiero e il nostro sulla faziosità di Michele Santoro che noi gridiamo tutti i giorni in piazza e in televisione", quindi un mega-invito alla manifestazione del Pdl: "Non sarà una manifestazione contro qualcuno, noi sabato parleremo solo di politica e di elezioni presenteremo i nostri 13 candidati alle regionali e insieme a loro spiegheremo i nostri programmi su sanità, trasporti e lavoro nelle varie regioni".
Quindi è l'ora della Fiammetta: "La Marini? Il più grosso conflitto di interessi presente oggi in Umbria", "Vinciamo noi così i comunisti torneranno finalmente a lavorare".
Le reazioni:
Paola Binetti, Udc: "Fuori luogo e offensiva l'idea di voler cancellare l'Udc. Il Paese ha bisogno di un altro stile di campagna elettorale. Sgradevole anche il riferimento al fatto che io non sappia la geografia. La sanno forse loro nel Lazio?", "C'è un desiderio forte di cambiamento, che urge sulla bocca di tutti e che vogliamo trasformare in un coinvolgimento operativo per ricostruire insieme questa regione, per ridare valore all'Umbria". "La convinzione che la regione meriti un cambiamento di passo e che stia diventando urgente modificare certe logiche organizzativo-gestionali e certe procedure per ridare slancio ad una economia che corre il rischio di diventare asfittica e di accentuare gli elementi di criticità".
Maurizio Ronconi, Udc: "Nel Pdl dell'Umbria non riescono più a nascondere un nervosismo che lievita con i dati dei sondaggi. Ormai è chiaro che in Umbria il Pdl non vincerà e votarlo significherebbe solo mettere in congelatore i voti, renderli inutilizzati per cinque anni, consegnarli a consiglieri regionali che hanno abbondantemente dimostrato di non saper fare neppure opposizione".
Sandra Monacelli, Udc: "Leggendo le dichiarazioni dell'on. Laffranco che vorrebbe cancellare il centro - bontà sua, ma non forse del popolo sovrano - si comprende meglio la disaffezione degli umbri verso questa consultazione elettorale del 28-29 marzo, nella quale anzichè parlare di programmi e dei problemi della gente, si tenta di alzare i toni scambiando le strategie con i sondaggi, la politica con i vantaggi e la democrazia degli elettori con la dittatura delle oligarchie".

mercoledì 20 gennaio 2010

LA RETORICA DI MISTER B TRA PROCESSI, CRAXI, RUINI E CASINI...


Mister B è rientrato alla grande, più bello e più forte che pria.
Dopo il via libera al processo breve e una decina di giorni di agiografismo craxiano acuto, il premier oggi non si è proprio risparmiato.
E' andato a far visita al cardinale Ruini con il fedelissimo Gianni Letta ed ha rilasciato dichiarazioni un pò su tutto.
"Sono venuto qui a rivedere Sua Eminenza dopo l'aggressione subita a Milano. Io e Letta siamo stati ospiti del cardinale ruini. Non c'entra nulla la politica, è stata una visita di tipo personale".
Sul processo breve e sull'opposizione: "Il processo breve è un processo lungo, prevede tempi ancora troppo lunghi", "è l'Europa che ce lo chiede. E c'è la Costituzione che ci dice che i processi debbono avere tempi certi e ragionevoli". "Sono tutti intellettualmente disonesti, non sono problemi di Berlusconi ma aggressioni al presidente del Consiglio".
Sul processo Mediaset: "I miei avvocati insistono a dire che mi troverei di fronte a plotoni di esecuzione. Non so se andrò, stiamo discutendo".
Su Craxi: "Era un mio amico: tutti hanno detto quello che lui ha portato nella politica italiana e credo che sia da annoverare tra i protagonisti della nostra storia repubblicana".
Sull'Udc e Casini: "Ho una mia posizione abbastanza precisa sul fatto che non si debba tornare indietro alla Repubblica dei partiti e quindi che le scelte debbano essere orientate da valori, programmi e principi e non da scelte opportunistiche. Però lascerò all'ufficio di presidenza il compito di decidere come riterrà più opportuno".
In giornata il Comitato Intermagistrature (magistratura ordinaria, magistratura amministrativa, contabile e avvocatura dello Stato) aveva rilasciato queste dichiarazioni relativamente al 'processo breve': "Non possiamo assistere in silenzio a riforme che sacrificano del tutto le esigenze di tutela delle vittime dei reati, pongono nel nulla l'impegno delle forze dell'ordine e comportano vistose violazioni del principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, distruggendo il funzionamento della giustizia civile, penale, amministratica e contabile in Italia", "Il disegno di legge cancellerà ogni speranza di giustizia per le vittime di reati di particolare gravità, trasformando il processo penale in una tragica farsa. La riforma che si vorrebbe introdurre - estesa ai processi in corso con una amnistia di fatto per i delitti commessi prima del 2 maggio 2006 - realizzerebbe un vero e proprio colpo di spugna, che assicurerà una completa impunità per i tipici reati della criminalità dei colletti bianchi, ma anche per molte insidiose forme di delinquenza diffusa in danno di persone deboli".
Seguono le dichiarazioni dei 'berluscones':
Gasparri/Quagliarello - "Dopo la rivoluzione del 1994 da una democrazia di partiti, l'Italia è diventata una democrazia degli elettori. Il Popolo della libertà è figlio di questa rivoluzione. La sfida è unire una molteplicità di forze catalizzate dalla leadership di Berlusconi. In un primo momento, le specificità originarie hanno trovato una propria rappresentazione numerica nella regola del 70-30. Oggi, se si continuasse a restare legati a questa logica si condannerebbe il Pdl ad essere un'esperienza a termine".
l'immancanile Capezzone: "La nota del cosiddetto Comitato intermagistrature (definizione che pare tratta da '1984' o da 'La fattoria degli animali di Orwell) contro una norma approvata dal Senato della Repubblica e che ora va all'esame della Camera dei Deputati è di una gravità inaudita, perchè travolge il principio fondamentale della separazione dei poteri, che impone ai magistrati di applicare le leggi. Se i signori magistrati vogliono fare politica e scrivere le leggi, facciano il piacere di lasciare la toga, di candidarsi alle elezioni e ottenere il voto degli italiani, ma occorre porre fine al malvezzo per cui mentre si indossa una toga si continuano a fare comizi politici".
A voi il giudizio...

venerdì 3 luglio 2009

FINALMENTE SI MUOVE IL VATICANO: "QUESTA LEGGE PORTERA' MOLTO DOLORE". MARONI: "SIAMO MAESTRI, NON PRENDIAMO LEZIONI"



Il Ddl sicurezza non piace al Vaticano. Monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, ha espresso parere contrario all'approvazione in via definitiva del disegno di legge sulla sicurezza. Per il monsignore la legge porterà "molti dolori e difficoltà". "Anche se si aspettava questa approvazione non posso non essere triste e dispiaciuto, con preoccupazioni per la prospettiva che ci si apre dinanzi e a mio avviso porterà molti dolori e difficoltà per persone che, già per il fatto di essere irregolari, si trovano in una situazione di precarietà".
Anche Mons. Antonio Maria Vegliò, responsabile vaticano per l'immigrazione, chiede che non vengano demonizzati o criminalizzati gli stranieri.
Monsignor Agostino Marchetto continua: "la criminalizzazione degli stranieri è per me il peccato originale dietro al quale va tutto il resto", l'estensione da due a sei mesi della permanenza nei centri di espulsione "avrà gravi conseguenze per coloro che saranno detenuti e poichè in Europa ci sono paesi che prevedono un periodo di detenzione più breve non si può dire che si tratti di un costringimento europeo".
LA REAZIONE DEL GOVERNO. MARONI: "SIAMO MAESTRI, NON PRENDIAMO LEZIONI".
Sulla sicurezza "siamo mestri, non prendiamo lezioni". Questa la reazioni del Ministro Roberto Maroni alle dichiarazioni di Mons. Marchetto. Si tratta di un testo "equilibrato" e, una volta entrato in vigore, "anche chi adesso lo critica, ne apprezzerà i frutti".
La maggioranza fa quadrato - come sempre - per difendere il governo. Nella polemica interviene anche Padre. Federico Lombardi, direttore della sala stampa Vaticana, smarcandosi dalle critiche.
Maurizio Gasparri: "Non c'è nulla di cristiano nel lasciare la gente sotto i ponti o a vendere droga. La legge sulla sicurezza è ispirata a principi di solidarietà e aiuta gli immigrati che possono avere un lavoro, una casa, una scuola. Quello sulla sicurezza è un falso dibattito e monsignor Marchetto non è il Vaticano. Io ho la coscienza a posto".
Gaetano Quagliarello arriva addirittua a sostenere che la sinistra stia strumentalizzando la Chiesa, "Ciò che non si può proprio accettare è che che sui temi etici vorrebbe tappare la bocca alla chiesa e alle sue gerarchie, e taccia ogni loro opinione come un'intollerabile ingerenza, non esiti a diventare baciapile se dal mondo cattolico si leva nei confronti del governo anche una sola voce critica di cui la sinistra possa servirsi politicamente".
Dopo la polemica scatenata Monsignor Marchetto tiene a precisare: "Un arcivescovo, quando pensa di aver fatto il suo dovere, non si ferma a raccogliere le pietre che gli buttano dietro".

martedì 14 aprile 2009

ARSENICO E VECCHI MERLETTI. IL PDL, TRA CONTESTAZIONI E DISSENSI, UFFICIALIZZA LE NOZZE CON BALDASSARRE




L'evento del giorno è l'ufficializzazione del matrimonio tra il Pdl e il Prof. Baldassarre. Fra poche ore, alle 16, la sala consiliare di Palazzo Spada sarà gremita di vip. Insieme al candidato sindaco, Presidente Emerito della Consulta ed ex Presidente Rai, saranno presenti tutti i quadri locali del Pdl - da Luciano Rossi ad Alfredo De Sio e Raffaele Nevi, da Ada Urbani a Franco Asciutti, da Rocco Girlanda a Domenico Benedetti Valentini - e, come big, il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri.
Il Professore, dunque, diventa il candidato del Pdl. Aveva annunciato che sarebbe stato il candidato della società civile, il candidato non politico e invece lo ritroviamo al seguito di uno schieramento decisamente appiattito sul partito di Berlusconi.
A vivacizzare la cerimonia, che sarebbe potuta sembrare un pò scontata, si annunciano anche delle contestazioni interne degli ex forzisti sul doppio incarico a De Sio che, invece, è un ex di Alleanza Nazionale. Sembrerebbe addirittura che l'area che fa riferimento a Raffaele Nevi abbia preparato un documento durissimo nei confronti dei vertici regionali e che si sia riunita ieri sera dopo cena per decidere il da farsi.
Siamo alle solite. I partiti possono anche fondersi ma un incarico fa sempre gola...
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