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venerdì 10 dicembre 2010

FIAT: LA NEWCO FUORI DA CONFINDUSTRIA.


"Per Fiat il contratto auto può darsi sia la soluzione giusta per il contratto. Per la Fiat, se questa joint venture con Chrysler va avanti, non deve far parte di Confindustria", "quindi aspettiamo, quando loro sono pronti rientriamo. Non è che posso fermare l'investimento". Questa la dichiarazione di Sergio Marchionne, alla quale la presidente di Confindustria ha risposto: "La newco relativa all'investimento in Mirafiori nascerà fuori da Confindustria", "Confindustria, Fiat e Federmeccanica lavorano insieme da oggi a fare un contratto dell'auto. E non appena ci sarà un contratto dell'auto che rispecchierà le esigenze del Lingotto, Fiat rientrerà in Confindustria".
Anche ieri la Marcegaglia, in attesa di incoontrare oggi Marchionne a New York, aveva dichiarato che "una delle soluzioni possibili potrebbe essere anche in un contratto dell'auto che sta fuori per un pò dal sistema Confindustria, intanto che mettiamo a posto le cose, per poi rientrare. Questa è una delle opzioni".  "Si trova sotto pressione degli azionisti americani - ha aggiunto riferendosi a Marchionne - che sono poi il Governo e gli stessi sindacati oltre alla Fiat i quali chiedono risultati... d'altra parte però dovrò tenere anche conto degli interessi di tutte le altre aziende italiane, si tratta di vedere fino a dove potremo spingerci".

sabato 30 ottobre 2010

EMMA MARCEGAGLIA: "IL PAESE E' IN PREDA ALLA PARALISI E L'INIZIATIVA DEL GOVERNO NON C'E'"


"Il Paese è in preda alla paralisi e l'iniziativa del governo non c'è, in un momento difficilissimo dell'economia", "è necessario ritrovare il senso delle istituzioni e il senso della dignità, altrimenti non si va avanti". La presidente di Confindustria, dopo il XXV convegno dei giovani imprenditori di confindustria, torna a bacchettare il Governo Berlusconi. Ma continua: "Ad aprile c'è la presentazione del piano di crescita e competitività da approvare in Europa. Abbiamo bisogno di serietà e che si facciano le cose per il Paese" occorre "riprendere un'agenda vera di riforme per ridare crescita e occupazione. L'agenda c'è ed è quella che tutte le parti sociali hanno messo a punto". "La riforma fiscale - ha continuato - bisogna assolutamente farla: bisogna tagliare la spesa pubblica, fare la lotta all'evasione e trovare risorse per ridurre le tasse al lavoro e alle imprese", "chiederemo che nel milleproroghe ci siano 900 milioni di euro per la riforma dell'Università".


Le reazioni: 
Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare: "Tutto si può dire tranne che il governo sia paralizzato", "la finanza pubblica è sotto controllo - ha aggiunto - e i collocamenti in corso ne risentono positivamente. La riforma delle pensioni è alle nostre spalle. Il decisivo controllo della spesa sanitaria attraverso i costi standard del federalismo fiscale è a portata di mano. La coesione sociale tiene nonostante la crisi grazie a sindacati responsabili e a ammortizzatori sociali senza precedenti".
Renato Schifani, presidente del Senato: "In un momento così complesso e di crisi è forte il rischio di speculazione e il Paese non può permettersi fasi di instabilità, incertezza, contrapposizione politica forzata".
Fabrizio Cicchitto, presidente deputati PDL: "Non possiamo fare a meno di ricordare che il governo è intervenuto più volte positivamente nei confronti del mondo industriale e del mondo del lavoro questo non può essere dimenticato da nessuno".
Giorgia Meloni, Ministro della gioventù: "quanto detto dalla Marcegaglia non corrisponde a verità", "il presidente Berlusconi, meno di un mese fa, si è presentato al Parlamento con un'agenda di riforme e stiamo lavorando a tappe più o meno forzate. Alla giustizia e quindi alla sicurezza stiamo dando l'attenzione che meritano, ma stiamo lavorando ai cinque punti con grande velocità".
Maurizio Gasparri, capogruppo PDL al Senato: "Va condiviso l'appello contro la logica dei ribaltoni, il trasformismo parlamentare che non può giustificare governi tecnici che sarebbero in contrasto con la volontà degli elettori e con la sovranità popolare. Su questo tema è stata molto chiara e quindi critica con coloro che pensano più al tornaconto personale che al rispetto della volontà dei cittadini. E' quindi un messaggio che va decisamente a sostegno del governo e della sua profonda e reale legittimazione popolare".
Italo Bocchino, FLI: "Futuro e Libertà è pronto nel Parlamento e nel Paese a lavorare per ridare dignità alla politica, come stiamo facendo da tempo anche con scelte coraggiose all'interno della maggioranza, a varare quelle riforme indicate dagli industriali come necessarie per superare la paralisi e che anche per noi sono prioritarie rispetto ai provvedimenti che vengono sottoposti all'esame del Parlamento".

giovedì 7 ottobre 2010

DOSSIER SULLA MARCEGAGLIA, PERQUISITO IL GIORNALE ED INDAGATI SALLUSTI E PORRO


Perquisita la sede de 'Il Giornale' ed indagati il direttore, Alessandro Sallusti, ed il vice-direttore, Nicola Porro, a seguito di un provvedimento della procura di Napoli relativo all'inchiesta coordinata dai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock. L'ipotesi di reato contestata ai due giornalisti è concorso in violenza privata, per presunte minacce legate all'eventuale raccolta di un dossier contro Emma Marcegaglia in seguito alle sue dichiarazioni contro il governo.
Dalla ricostruzione dell'agenzia Ansa, il presunto dossier contro Emma Marcegaglia sarebbe stato ideato dopo l'intervista rilasciata il 15 settembre in cui la presidente di Confindustria esprimeva critiche al governo ed accennava al conflitto di interessi e alla campagna stampa contro il presidente della Camera.
Un fondamentale elemento sarebbe rappresentato da un sms inviato da Nicola Porro a Rinaldo Arpisella, responsabile dei rapporti con la stampa della Marcegaglia, "Ciao Rinaldo domani super pezzo giudiziario sugli affari marcecaglia" e dalla successiva telefonata in cui il giornalista avrebbe affermato: "...adesso ci divertiamo per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo!", aggiungendo che non era uno scherzo e che aveva "spostato i segugi da Montecarlo a Mantova".

Le reazioni
Vittorio Feltri, direttore editoriale de 'Il Giornale': "C'è un clima un pò particolare che si è creato negli ultimi tempi. Siccome non abbiamo fatto niente di strano non riesco a capire da cosa parta l'ordine di perquisizione e tutto il resto. C'è questo fatto della Marcegaglia, ma mi sembra tutto una sciocchezza".
Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21: "Non ci sono mai piaciute le perquisizioni nelle sedi dei giornali e per questo non ci è piaciuta neppure quella ordinata nella sede del "Giornale" alla ricerca di dossier contro Emma Marcegaglia", "Se davvero si vogliono mettere le mani sulla fabbrica dei veleni le perquisizioni andrebbero disposte altrove anche a costo di disturbare logge e servizi deviati".
Franco Siddi, segretario nazionale della FNSI: "Pur nel rispetto del lavoro dei magistrati e in attesa di un rapido chiarimento su tutta la vicenda, non vorremmo che gli interventi in atto assumessero i caratteri del controllo preventivo sulla stampa";
Fabrizio Cicchitto, capogruppo PDL alla Camera, si dice curioso: "di vedere le reazioni di coloro che sono mobilitati per il disegno di legge sulle intercettazioni. Siamo ancora più curiosi di capire le ragioni e le conseguenze di una iniziativa che ha aspetti devastanti".
Daniele Capezzone, portavoce PDL: "chi è 'in odore di berlusconismo' è per ciò stesso esposto a rischi di ogni tipo". "Delle due l'una: se fai parte degli odiatori politici e giornalistici di Berlusconi, puoi fare di tutto; se invece stai, a qualunque titolo, nell'area politico-culturale vicina al Pdl, o comunque se non partecipi a forsennate campagne contro il premier, sei un soggetto sgradito alle oligarchie, all'establishment italiano, con tutte le conseguenze e i pericoli del caso. Dove sono quelli della 'libertà di stampa'? Dove sono i lottatori al servizio permanente effettivo della 'libera informazione'?".

venerdì 24 settembre 2010

MENTRE LE OPPOSIZIONI TACCIONO, FINALMENTE PARLA LA 'LADY DI FERRO': "NON STIAMO MEGLIO DEGLI ALTRI", "SERVONO LE RIFORME"


"Quando si dice che siamo andati meglio di altri Paesi non è vero, siamo stati fortemente colpiti dalla crisi"

Finalmente la 'Lady di ferro' in salsa nostrana, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, parla chiaro. "C'è la sensazione che stiamo uscendo dalla crisi con una capacità inferiore alla media europea", ha aggiunto, "Vogliamo che la politica si concentri su crescita e occupazione. I problemi dell'occupazione non attendono i passaggi di parlamentari da una parte all'altra, pretendono risposte serie e immediate".
Qualcuno parla chiaro e a farlo è proprio la presidente di Confindustria. Nel silenzio delle opposizioni - troppo occupate nello loro vicende interne - è proprio Emma ad esprimere il disagio della parte migliore del Paese - probabilmente quella che ha deciso di non votare. Certo, potremmo anche dire che è arrivata in ritardo, ma rispetto a chi?
Comunque questa è una posizione che sembra essere condivisa anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che - nell'attesa che almeno una delle tante opposizioni raccogliesse i suoi 'imboccamenti' - ha inviato un messaggio alla 'Presidentessa' per il centenario dell'associazione degli industriali: "Le imprese italiane - ha scritto - sono ancora oggi impegnate a fronteggiare le gravi, persistenti ricadute della crisi finanziaria ed economica internazionale sul sistema produttivo, che stanno mettendo a dura prova la coesione del Paese", "è necessaria la mobilitazione di tutte le risorse umane e materiali di cui dispone l'Italia in particolare nel Sud del Paese".

Ma nel discorso della 'Lady di ferro' ci sono anche riferimenti più espliciti: "A noi non interessano i conflitti personali della politica, i problemi di cui vediamo pieni i giornali. Noi vogliamo che la politica si concentri sulla crescita e sull'occupazione. Lo continueremo a dire. Non siamo sciocchi, sappiamo che viviamo un momento di grande incertezza politica, di instabilità politica". Ma, "i problemi dell'occupazione non attendono i risultati di passaggi di parlamentari da una parte all'altra; i problemi della crescita, dell'occupazione, della competizione globale richiedono risorse immediate e vere; continueremo a essere una voce che richiama su questi temi, che sono i veri temi che interessano i cittadini e gli imprenditori". 
Emma chiede chiaramente un deciso percorso di riforme, quelle attese da decenni nel nostro Paese e che oggi sono improrogabili. Per ciò che riguarda la crisi "probabilmente il peggio è passato", ha detto, ma viviamo comunque "un quadro di incertezza". E' necessaria  "una crescita di almeno il 2% l'anno" altrimenti non "riusciremo a riassorbire la disoccupazione, a tenere in piedi il tessuto produttivo, ad aumentare il benessere di tutti".
E' improrogabile, per Confindustria, una riforma del fisco, "bisogna ridurre peso fiscale su chi tiene insieme questo Paese, imprese e lavoratori", una riforma burocratica che frena le imprese, servono infrastrutture ed occorre sostenere la ricerca. La scuola e l'università hanno bisogno di "iniezioni di qualità". Spesa pubblica improduttiva da tagliare, liberalizzazioni da portare avanti in un'Italia dove "c'è una sorta di allergia al mercato, ed anche questo governo sta facendo una politica assolutamente contraria al mercato". 

giovedì 24 giugno 2010

SE L'ECONOMIA ITALIANA E' FUORI DALLA RECESSIONE IL PAESE DOV'E'?


"L'economia italiana è fuori dalla recessione"

Il Centro Studi di Confindustria prevede una ripresa "più solida rispetto alle stime rilasciate a dicembre" nonostante la manovra economica 2011-2012 (+1,6% del Pil per il 2011, anziché +1,3%, e +1,2% nel 2010, anziché +1,1%). .
La nota del Centro Studi di Confindustria continua con toni trionfalistici: "La ripresa annunciata un anno fa in forma di germogli fa acquistato impeto". La sola svalutazione del cambio dell'euro, rivista a 1,2 dollari, potrà generare una spinta alla crescita pari a circa un punto di Pil.
Ma a ben guardare, la crisi continua a ricadere tutta sulle spalle delle classi più disagiate:
  • è prevista al rialzo la disoccupazione, dopo i 528mila posti di lavoro già persi finora
  • evasione fiscale stimata per l'anno il 2009, 124,5 miliardi di euro, pari all'8,2% del Pil, un fenomeno che ha eguali solo in Grecia
  • pressione fiscale effettiva pari al 51,4% a fronte del 43,2% ufficiale

giovedì 18 dicembre 2008

PAURA ALLA FARNESINA: INTERVENGONO ADDIRITTURA I NAS PER IL CROLLO DELLA "LADY D'ACCIAIO"

Emma Marcegaglia
La "Lady d'acciaio", la prima donna al vertice dei Giovani Industriali e poi dell'intera Confindustria, si è sentita male oggi alla Farnesina durante i lavori della seconda giornata della Conferenza degli Ambasciatori. Il presidio medico interno alla Farnesina è subito intervenuto ma è stato costretto a trasportarla al Policlinico Gemelli. Fonti interne a Confindustria dichiarano che la Marcegaglia sta "benissimo" e si è recata all'ospedale solo per precauzione.
Qualcuno dice che si sia sentita male dopo aver bevuto dell'acqua. Sembrerebbe che anche un altro partecipante si sia sentito male. Per questi motivi i Nas avrebbero svolto numerosi controllo.
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