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sabato 26 febbraio 2011

IL PRESIDENTE DEL BUNGA BUNGA CONTRO COMUNISTI, SCUOLA, FINI, MATRIMONI GAY E ADOZIONI SINGLE PER INGRAZIARSI LA CHIESA





Lo show è ripartito. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha sfoderato tutti i suoi migliori cavalli di battaglia con l'aggiunta di messaggi diretti alla chiesa. Ha tirato in ballo un pò di tutto. 
Il presidente del Bunga Bunga ha sparato addosso ai soliti comunisti, alla scuola, a Gianfranco Fini, alle adozioni per i single e ai matrimoni gay. Non si è proprio risparmiato.
Ovviamente non poteva scegliere platea migliore di quella del congresso dei Cristiano Riformisti.
"Finchè governeremo le coppie omosessuali non saranno mai equiparate alle famiglie e non saranno mai autorizzate le adozioni ai single" ha esordito in una marea di applausi. Poi ha promesso "politiche fiscali a favore delle famiglie".
Altro messaggio lanciato alla chiesa e tanto caro proprio ai suoi cristiano-riformisti, Giovanardi in testa, è l'attacco riservato alla scuola pubblica: "C'è bisogno - ha dichiarato Berlusconi - di poter educare liberamente i propri figli e liberamente vuol dire non essere costretti a mandare i figli in una scuola di stato in cui ci sono insegnanti che vogliono inculcare idee diverse rispetto a quelle delle famiglie".
Ai primi messaggi segue una sua auto-difesa dal caso Ruby, offrendo una sua interpretazione del Bunga Bunga: "Non è quello che viene descritto. Andiamo a scherzare, a ridere, a fare quattro salti, a bere qualcosa, ma sempre con grande eleganza e senso di rispetto per tutti, nell'ambito di una casa dove non possono che succedere cose moralmente a posto".
Dopo la sua difesa personale Berlusconi parte alla difesa del suo governo con attacchi a Fini, all'opposizione e ai comunisti: "Fini e i suoi impedivano di portare avanti" le riforme; "Non c'è libertà in un Paese in cui appena si alza la cornetta del telefono altre persone ascoltano e dove le persone possono essere manipolate". Rispolvera persino le "forze dell'odio" che aveva tirato in ballo nella sua discesa in campo: "I comunisti in Europa nel tempo si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna e in socialdemocrativi in Germana, quelli di casa nostra erano e sono tutt'ora comunisti". Il governo, ha continuato: "continuerà a lavorate per tutta la legislatura, fino al 2013, per completare il programma di riforme", "le forze di opposizione non hanno leader, programmi, idee".


Si volge al termine anche questa giornata nell'Italietta di sempre, quella che resta immobile difronte agli sconvolgimenti del mondo e che abbandona tutti al proprio destino ma si accontenta di parole al vento.

Le notizie del blog TERNI...tudine sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «TERNI...tudine Blog» e l'indirizzo «www.ternitudine.blogspot.com»

giovedì 16 luglio 2009

DA "POPOLI E RELIGIONI" A "UMBRIA INTERNATIONAL FILM", IL FESTIVAL DEL VESCOVO TENTA IL COLPO GROSSO E BACCHETTA ANCHE LE ISTITUZIONI LOCALI

Quello che, fino ad oggi, era conosciuto come il "Terni Filmfestival Popoli e Religioni" è alla sua quinta edizione e, da quest'anno, cambierà nome. L'annuncio è stato dato ieri durante la conferenza stampa indetta dalla Prof.ssa Stefania Parisi dell'Istess.
Il festival, ideato dal Vescovo di Terni, Mons. Vincenzo Paglia, e organizzato dall'Istess, è arrivato a contare, nell'ultima edizione: "ottocento presenze ogni giorno, ospiti di prestigio, gemellaggi con festival internazionali e ingressi gratuiti a oltre 60 proiezioni cinematografiche in dieci giorni. E ancora, musica, teatro, convegni, tavole rotonde, degustazioni e spettacoli multietnici" (da Il Giornale dell'Umbria del 16/07/2009, pg. 35). Il bilancio ha convinto il Ministero della cultura che ha più che decuplicato i finanziamenti alla manifestazioni, passati da 5mila a 70mila.
A questo punto, la Prof.ssa Parisi fa partire la bacchettata alle istituzioni locali: "Il filmfestival popoli e religioni non è considerato un evento strategico per le politiche culturali del Comune, della Provincia e della Regione", e ancora, "la convenzione triennale stipulata dal Comune di Terni con l'Istess prevedeva un finanziamento di 50mila euro per una serie di attività annuali che comprendono incontri di storia, seminari di lettura in dialogo con la cultura, pubblicazioni di libri, convegni internazionali e il festival del cinema. Quest'anno il Comune ha però tagliato i finanziamenti riducendo la convenzione da 3 a 2 anni e decurtandola del 20%", quindi passa all'attacco della Provincia di Terni "Ci ha sempre ignorato, quest'anno abbiamo partecipato ad un bando di concorso ottenendo il punteggio massimo e il finanziamento stanziato è stato di 781,05 euro!".
"Nonostante le ristrettezze economiche e la diminuzione dei fondi il festival farà un salto di qualità grazie al lavoro dei tanti volontari", ha affermato ancora la Parisi che poi è passata agli ai suggerimenti, "Siamo in un momento di transizione per questo chiediamo alle nuove amministrazioni che si sono appena insediate un inversione di rotta".
Infine, è stato annunciato che il festival cambierà nome in "Umbria international film".
Il nome non mi sembra azzeccatissimo. Certamente aiuta a dimenticare la dimensione religiosa ma è un pò troppo scontato perchè nè esistono già molti, anche molto più vecchi, con nomi molto simili, come l'"Umbria Film Festival" di Montone (PG).
Per quanto riguarda le 'bacchettate', ritengo che in un momento di grave incertezza economica e sociale come quello che stiamo vivendo un festival cinematografico possa essere considerato un problema di poco conto. I finanziamenti delle istituzioni locali sono state diminuite a tutte le attività culturali, a tutte le associazioni, anche quelle di utilità sociale. Sono dell'opinione che organizzare un festival cinematografico - come qualsiasi altro tipo di attività culturale - con i soli soldi pubblici sia un nostro vizio che non riusciamo ancora a superare. Nei bilanci di tutte queste manifestazioni dovrebbero essere maggioritari i finanziamenti dei privati rispetto a quelli pubblici.
Comunque ci basterà aspettare un pò per vedere se i nuovi amministratori locali accoglieranno o meno i suggerimenti della Parisi.

lunedì 6 luglio 2009

CEI: "LIBERTINAGGIO NON E' AFFARE PRIVATO", "NON E' IN GIOCO UN MORALISMO D'ALTRI TEMPI, E' IN PERICOLO IL BENE STESSO DELL'UOMO"

Mons. Mariano Crociata
Segretario Generale della CEI
"Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere".
Monsignor Mariano Crociata, Segretario Generale della Conferenza episcopale italiana, in un omelia pronunciata a Le Ferriere di Latina in occasione di una celebrazione in memoria di Santa Maria Goretti, fa queste dichiarazioni che appaiono in tutta evidenza dirette alle polemiche di questi mesi che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
"Nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio. Dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte dall'aver tolto l'innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e la mavagità. Per questa via non c'è liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile emanciparsi".
Il presule poi cita una recente dichiarazione del Presidente della Cei Card. Angelo Bagnasco: "Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in particolare dei più giovani che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di comportamenti coerenti".

lunedì 29 giugno 2009

STORICO ANNUNCIO DEL PAPA: "QUEI RESTI SONO DELL'APOSTOLO PAOLO"

Questa è l'icona più antica dell'Apostolo delle Genti

La Conversione di San Paolo del Caravaggio

La Basilica di San Paolo fuori le mura


Incredibile, Papa Benedetto XVI ha solennemente annunciato Urbi et Orbi, alla città di Roma e al mondo, che "dopo una attenta ricognizione scientifica", nel sarcofago situato da secoli sotto l'altare maggiore della basilica di San Paolo fuori le mura, sono stati trovati frammenti di ossa umane risalenti al primo-secondo secolo d.C., oltre che grani d'incenso e tessuti di lino. "Cio conferma l'unanime e incontrastata tradizione che si tratti dei resti mortali dell'apostolo Paolo".
Questo annuncio ha concluso in maniera spettacolare le celebrazioni dell'Anno Paolino. Dopo il ritrovamento della più antica icona di San Paolo, un'altra rivelazione sull'apostolo delle Genti.
Nella Basilica romana, durante una cerimonia ecumenica a cui ha partecipato anche una delegazione ortodossa da Costantinopoli, Papa Benedetto XVI ha spiegato la recente e "attenta analisi". "Nel sarcofago che non è mai stato in tanti secoli è stata praticata una piccolissima perforazione per produrre una speciale sonda mediante la quale sono state rilevate tracce di un prezioso tessuto di lino colorato di porpora, laminato di oro zecchino e di un tessuto di colore azzurro con filamenti di lino. E' stata anche rilevata la presenza di grani di incenso rosso e di sostanze proteiche e calcaree", "Inoltre piccolissimi frammenti ossei, sottoposti all'esame del carbonio 14 da parte di esperti ignari della loro provenienza sono risultati appartenere a persona vissuta tra il primo ed il secono secolo".
Per conoscere la biografia di San Paolo (Paolo di Tarso) clicca qui.

giovedì 18 dicembre 2008

QUANTO MI PIACE QUESTA SPAGNA CHE FA INCAZZARE IL VATICANO

Mons. Angelo Amato, Pretto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha dichiarato che in Spagna si sta assistendo ad un'ingerenza dello Stato nella vita privata dei cittadini con un indottrinamento laico e per "statolatria". Ovviamente qui a Roma noi sappiamo bene di questo grave problema” ha osservato il presule. “Fortunatamente possiamo contare su una Chiesa spagnola che ha approfondito seriamente il problema e ha dato una risposta pubblica e chiara, in base al principio cattolico della difesa della libertà religiosa e dei principi della dignità della vita e di ogni persona" "La questione è che in tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica. Lo Stato cioè entra sempre più nella vita personale di ognuno: obbliga le famiglie a scegliere determinate scuole con determinate materie, non d'istruzione ma d'indottrinamento”. Avanza insomma “la statolatria, che, apparentemente eliminata, rientra dalla finestra. Certo la Chiesa in Spagna è molto reattiva, sta reagendo molto bene con grande dignità e grande fermezza a un'intrusione statale assolutamente illegittima sul tema dell'educazione dei propri giovani”. Queste le parole dell'ex segretario della dottrina della fede ed amico personale del Papa.
Quanto mi piace questa Spagna. Forse soltanto perchè per noi è un miraggio, un sogno di libertà. Con che faccia Mons. Amato dichiara che in Spagna si sta assistendo all'ingerenza dello Stato nella vita privata dei cittadini? Si è mai domandato cosa avviene in Italia? Non vi sembra che l'intervento del Ministro Sacconi sul caso Englaro sia un'ingerenza nella vita privata di un cittadino? Forse l'ingerenza nella vita privata dei cittadini può avvenire solo se è accettata ed anche fomentata dal Vaticano?

martedì 2 dicembre 2008

L'IRA OMOFOBICA DEL VATICANO CONTRO L'ONU E L'EUROPA


La presidenza di turno francese dell'Unione Europea ha presentato un'iniziativa dell'ONU relativa alla depenalizzazione universale dell'omosessualità che è stata accolta da tutti i 27 Paesi dell'UE. Il Vaticano ha subito risposto seccamente con un no. Monsignor Celestino Migliore ha argomentato tale posizione dichiarando "gli stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni" e Padre Federico Lombardi "nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali" ma, nel contempo, ricorda che altri 150 paesi non hanno aderito alla proposta dell'ONU.
Personalmente ritengo che le posizioni del Vaticano siano quanto meno discriminatorie. Occorrerebbe ricordare al Papa, anche se credo che già lo sappia, che in decine di paesi del mondo sono ancora previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale contro le persone omosessuali.
Lascio a voi ogni ulteriore considerazione...

mercoledì 26 novembre 2008

APPELLO ALLA CHIESA: LASCIATECI ALMENO GRAMSCI

Antonio Gramsci

Che ci attendessero giorni bui lo sapevo. Da un ventennio stiamo attraversando un periodo di transizione che non sappiamo dove ci porterà. L'unica certezza è che tale transizione trova degli ostacoli alla sua conclusione.
La crisi politica, istituzionale, identitaria, valoriale ed oggi anche economica ha trasformato e continua a trasformare l'Italia e gli italiani. Sembriamo tutti inebetiti, addormentati, in attesa di risvegliarci dallo stato di torpore nel quale pensiamo di vivere. Almeno questa è la mia impressione.
Tutto quello che non avrei mai pensato potesse accadere sta accadendo e pare quasi che non ci riguardi. Viviamo abusi e soprusi come se ormai non potessimo farne a meno. Sentiamo e vediamo cose che un tempo ci avrebbero fatto rabbrividire e che oggi, al massimo, suscitano un lieve disagio.
Ieri ne è capitata un'altra. Monsignor Luigi De Magistris, il propenitenziere emerito del Vaticano, ha dichiarato, durante una conferenza stampa, che Antonio Gramsci, pochi giorni prima di morire, si sarebbe riavvicinato alla religione cattolica. Il Monsignore sosterrebbe che Gramsci morì chiedendo i sacramenti e baciò un'immagine della Madonna col bambino.
Orbene, a distanza di 71 anni, senza che fossero stati ritrovati documenti, testimonianze e prove in generale, la Chiesa ci sorprende con queste dichiarazioni.
Cito un articolo di Roberto Cotroneo che ritengo possa, almeno in parte, spiegare l'accaduto "Ha importanza? Se anche fosse vero non sarebbe certo uno scandalo. Ma in realtà c'è qualcosa di piccolo in tutto questo, qualcosa che non piace. E' un'egemonia rovesciata quella che De Magistris esercita. L'idea che un uomo non si giudica per quello che pensa e quello che ha scritto, ma si giudica da tentennamenti privati, da piccole paure affiorate nei momenti ultimi, quando si è deboli, quando il mistero della vita ti appare tremendo e totalmente insolubile. E poco importa se Gramsci era incrollabilmente marxista e comunista, laico e ateo, e Benedetto Croce un liberale, un laico, un non credente: soprattutto poco importa che entrambi abbiano costruito con i loro libri, mattone per mattone, due filosofie della storia che mai hanno lasciato spazio a una simpatia neppure vaga per il cattolicesimo, o al conforto della fede" (dal sito dell'Unità - http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=73558).
Oggi, ovviamente, solo pochissimi conoscono Gramsci e ancora di meno sono quelli che vorrebbero difenderne la memoria. Dopo anni ci sono riusciti, l'Italia è diventata una nazione povera. Lasciateci almeno qualche scampolo di libertà, mi riferisco a voi massoni deviati che ci impoverite e a voi cattolici che ne gioite...
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