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martedì 15 novembre 2011

(PROCESSO THYSSENKRUPP) DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI: ESPENHAHN "ERA PERFETTAMENTE INFORMATO E PIENAMENTE CONSAPEVOLE", "HA OMESSO QUALSIASI INTERVENTO DI 'FAIR PREVENTION' NELLO STABILIMENTO"



Al Palazzo di Giustizia di Torino, sono state depositate le 500 pagine delle motivazioni della sentenza Thyssenkrupp per la morte dei sette operai morti il 6 dicembre 2007, della condanna dell'ad Herald Espenhahn a 16 anni e sei mesi di reclusione per omicidio volontario e delle condanne di Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno e Daniele Moroni, per omicidio colposo.

Si legge "Espenhahn era perfettamente informato e pienamente consapevole sia del processo di lavorazione sulla linea 5" ma "ha omesso qualsiasi intervento di 'fair prevention' nello stabilimento". Per i giudici, dunque, l'amministratore delegato della ThyssenKrupp decise di "non fare nulla".
"Il quadro complessivo induce la Corte a ritenere che certamente Espenhahn, così come contestato, si fosse 'rappresentata' la concreta possibilità, la probabilità del verificarsi di un incendio, di un infortunio anche mortale sulla linea 5 di Torino; e che, altrettanto certamente, omettendo qualsiasi intervento di 'fair prevention' in tutto lo stabilimento e anche sulla linea 5 e anche nella zone di entrata della linea 5, ne avesse effettivamente accettato il rischio".
Per i giudici comunque, Espenhahn, merita "il minimo della pena". A favore hanno pesato gli indennizzi ai familiari delle vittime e il comportamento tenuto in aula quando è stato interrogato. Proprio in quell'occasione, infatti, Espenhahn ha "riconosciuto il suo ruolo di datore di lavoro" senza negare lo "stretto controllo" che esercitava sullo stabilimento torinese ma ha anche "rivendicato a sé la decisione di non effettuare alcun intervento di 'fire prevention'". "Espenhahn ha indicato due fattori sui quali confidava ('sperando') che nulla accadesse: la presenza sulla linea 5 di Torino di un impianto antincendio a protezione della sala pompe e la capacitò dei suoi collaboratori di Torino. La Corte ritiene che questi due fattori non rendano purtroppo 'ragionevole' la speranza di Espenhahn", "non può certo una persona competente come Espenhahn ragionevolmente confidare solo su di un impianto, neppure a bordo linea. Anche l'altro fattore indicato da Espenhahn è privo di ogni consistenza: la competenza, l'attenzione, la preparazione dell'ad anche in questa materia impediscono di ritenere che potesse razionalmente 'confidare' nelle capacità dei suoi collaboratori di Torino, tra l'altro in un momento sempre delicato, come quello della dismissione di uno stabilimento; collaboratori che non disponevano di alcun potere decisionale autonomo".

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mercoledì 8 giugno 2011

(CHIMICA TERNI) LA BASELL DICE NO ALLA NEWCO GUIDATA DA NOVAMONT, E' MOBILITAZIONE SINDACALE


Ormai è ufficiale. La decisione della Basell di rifiutare l'offerta presentata dalla newco guidata da Novamont per acquisire il sito produttivo ternano è stata comunicata ufficialmente dal presidente della Basell Europa, Bob Pattell. La notizia è stata diffusa in una conferenza stampa indetta dal Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, dall'Assessore regionale allo Sviluppo economico, Gianluca Rossi, e dal presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, dopo un incontro con le forze sindacali che hanno annunciato la mobilitazione.

Rossi: Il comportamento della Basell non corretto nei confronti di Terni
Gianluca Rossi, Assessore regionale allo Sviluppo economico "Nella comunicazione si fa riferimento all'impossibilità della multinazionale di accogliere al momento la proposta in quanto ritenuta, dopo un'attenta analisi, non compatibile con la politica industriale strategica legata alla produzione di polipropilene. Quello della Basell non sembra dunque un rifiuto di natura economica, quanto piuttosto legato al fatto che la continuazione della produzione di polipropilene nel sito contrasterebbe con le strategie complessive della multinazionale americana. Non ci sembra un comportamento corretto nei confronti della comunità ternana". "Il ministero dello Sviluppo economico e quello degli Esteri - ha continuato l'Assessore - ora prendano le loro iniziative perché le trattative si sbloccano a quel livello. Se necessario si chiami l'ambasciatore americano a Roma e gli si chieda perché Basell torna al punto di partenza".
Di Girolamo: Stati generali della città, rilancio della vertenza Terni a livello nazionale
Per il Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, "il comportamento della multinazionale, anche per come è stata trasmessa la comunicazione, cioè per posta, è censurabile. Noi metteremo in campo tutte le iniziative necessarie a riprendere la lotta sospesa durante la trattativa e accompagnare i lavoratori. Lunedi convocherò gli stati general della città per rilanciare il tema della vertenza Terni a livello nazionale e richiamare il governo alle sue responsabilità, perché si attivi con gli strumenti idonei e dovuti. C'è bisogno di un cambio di passo e di strategia".
Stufara: Governo assente, è giunto il momento per la politica di sostenere la lotta
Il consigliere regionale di Rifondazione Comunistaiano Stufara, attacca il governo: "Oltre a dimostrare ancora una volta lo strapotere delle multinazionali, il rifiuto da parte di Basell dell'offerta di acquisto avanzata da Novamont evidenzia come il Governo nazionale non abbia fatto praticamente nulla per consentire una soluzione positiva della vicenda, sulla quale in queste settimane si è fatta calare una vera e propria cortina fumogena". Per Stufara "da Berlusconi e la sua accolita, sempre più forte con i deboli e debole con i forti, non ci si può aspettare nulla di positivo per il mantenimento dei posti di lavoro, l'innovazione produttiva, la conversione tecnologica", "è finito il tempo dei convenevoli con Basell, la cui condotta richiede ormai una reazione, da parte delle forze del lavoro, e da chi rappresenta la comunità, adeguata all'offesa che viene loro arrecata. Bene dunque l'annuncio della mobilitazione sindacale, e bene qualsiasi iniziativa che i lavoratori intenderanno intraprendere per difendere dignità e diritti". La conclusione dell'esponente della Federazione della Sinistra suona come una minaccia "è giunto il momento per la politica e in particolare per i rappresentanti delle istituzioni, di sostenere con ogni mezzo la lotta che si va delineando, senza timore di violare, se necessario, recinti del polo chimico e la proprietà privata di Basell, a cui non si possono e non si devono sacrificare i destini di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie".

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